Stime sul numero di musulmani in Italia
Il numero di fedeli musulmani in Italia - per la quasi totalità
sunniti - è incerto, ma si aggirava attorno al milione e duecentomila di unità nel 2007, corrispondente all'incirca all'1,9%
[1] della popolazione italiana, contro un 91,6%
[1] di cristiani (le altre religioni sono in totale lo 0,7%
[1] più un 5,8%
[1] di non religiosi/atei):
- Secondo l'istituto ISMU (iniziative e studi alla multietnicità) al 1º gennaio 2016 in Italia sarebbero residenti circa 1.400.000 musulmani, ovvero una cifra corrispondente al 2,34% della popolazione italiana.[2]
- 1.505.000 secondo le stime del Dossier Statistico 2011 Caritas/Migrantes.[3]
- 1.200.000 secondo Mario Scialoja della Lega musulmana mondiale.[4]
- Andrea Spreafico[5] conta circa 1.100.000 musulmani, di cui il 6% (circa 67.000) cittadini italiani, tra italiani di nascita convertiti e stranieri che hanno acquisito la cittadinanza, 912.000 (82%) immigrati regolari e circa 132.000 (12%) immigrati irregolari.
- 850.000 secondo il Cesnur di Massimo Introvigne su dati 2006.[6][7]
- Secondo il rapporto Open Society Institute (OSI) 2003, i musulmani in Italia sarebbero circa 700.000, tra cui 40-50.000 cittadini italiani (di cui circa 10.000 convertiti), 610-650.000 immigrati regolari e 80-85.000 irregolari.[8][9][10]
Il numero varia spesso in funzione della definizione di "musulmano", ossia se siano da comprendere quanti provengano da paesi di cultura musulmana, ma non si definiscano credenti o non siano praticanti.
Storia dell'islam in Italia
La storia dell'islam in Italia incomincia nel
IX secolo. La
Sicilia rimase infatti sotto il dominio musulmano tra l'
827 (inizio della conquista musulmana della Sicilia) e il
1091 (caduta dell'ultima roccaforte di
Noto), mentre l'Italia continentale subì in quegli stessi anni numerose incursioni; rispetto alla
penisola iberica, la presenza musulmana sulla penisola italiana è stata effimera e il controllo sulla Sicilia è stato stabile soltanto dal
965 fino al
1061. Tuttavia, anche dopo la conquista
normanna, rimase in Sicilia una piccola minoranza di musulmani fino al
1239, quando a seguito di alcune loro ribellioni furono deportati da
Federico II a
Lucera in Puglia, dove rimasero fino al
1300, anno in cui ebbero la fine da
Carlo II d’Angiò (al quale si erano rifiutati di prestare obbedienza). Anche con la fine della dominazione islamica per alcuni secoli le coste italiane continuarono però a essere razziate e depredate dai
corsari barbareschi.
In epoca moderna, la presenza islamica in Italia è quasi inesistente fino agli anni '60, quando incominciano ad arrivare in Italia i primi studenti da
Siria,
Giordania e
Palestina, che si aggiungono agli uomini d'affari e ai dipendenti delle ambasciate. Nel
1971 si ha la costituzione della prima associazione di musulmani, l'USMI (Unione degli studenti musulmani d'Italia), a partire dall'
Università di Perugia. Con l'USMI venne aperto il primo luogo di culto in Italia, un piccolo locale in pieno centro storico di Perugia, chiamata "moschea di Via dei Priori", tutt'oggi aperto e in funzione.
Sempre negli anni '70, a Roma, nasce il
Centro culturale islamico d'Italia (CCII), con l'appoggio e il coinvolgimento degli ambasciatori di paesi sunniti presso l'Italia o la Santa Sede; al CCII si devono i primi progetti per la
moschea di Roma, a partire dal
1974. La moschea sarà aperta nel
1995.
[6].
Gli
anni settanta vedono anche l'arrivo dei primi immigrati musulmani dal Nord Africa, principalmente dal
Marocco.
Nel
1980 si inaugura a Catania
la prima moschea italiana nella sede di via Castromarino
[11]. L'edificio però, per ragioni politiche e logistiche verrà chiuso dopo alcuni anni, per essere sostituito da siti precari quali residenze private e garage, fino al 15 dicembre
2012, quando viene inaugurata la più grande moschea del sud Italia nominata "moschea della Misericordia"
[12].
A partire dagli anni '90 l'
UCOII si pone da subito come principale rappresentazione organizzata dell'"Islam delle moschee" sunnita, radicato sul territorio italiano e non dipendente dalle ambasciate o da governi di paesi a maggioranza musulmana, e si candida a rappresentare la comunità musulmana tramite un'Intesa istituzionale.
[6] All'intesa tra l'UCOII e lo Stato si oppongono i rappresentanti dell'"Islam degli stati", a partire dalla
Moschea di Roma (Centro Culturale Islamico d'Italia) sostenuto dall'
Arabia Saudita, oltre che dal
Marocco.
[14] Nel 1998, in vista di una possibile Intesa con lo Stato, l'UCOII apre all'"Islam degli stati" e assieme alla
Moschea di Roma e alla sezione italiana della
Lega Musulmana Mondiale annuncia la creazione di un
Consiglio Islamico d'Italia, guidato da dieci cittadini italiani, di cui cinque nominati dall'UCOII e cinque dalle altre due organizzazioni. Ma l'Intesa resta fuori portata.
[15]
Caratteristiche della presenza musulmana in Italia
Provenienza
Tra gli immigrati prevale in Italia nettamente la componente
sunnita rispetto a quella
sciita. Si stima il numero complessivo di sciiti in Italia in 15.450 unità, cioè circa l'1,48% del totale dei musulmani.
[5]
Per quanto riguarda i paesi di provenienza, si rileva in particolare la presenza nordafricana e balcanica.
Distribuzione sul territorio italiano
Secondo l'istituto
ISMU (iniziative e studi alla
multietnicità) i musulmani residenti in italia al 1º gennaio
2016 sarebbero distribuiti così:
[2]
Regione | Numero | Percentuale |
Abruzzo | 24000 | 0,16% |
Basilicata | 4200 | 0,29% |
Calabria | 24500 | 1,72% |
Campania | 53800 | 3,77% |
Emilia Romagna | 182800 | 12,83% |
Friuli Venezia Giulia | 29100 | 2,04% |
Lazio | 112800 | 7,92% |
Liguria | 38000 | 2,66% |
Lombardia | 367700 | 25,82% |
Marche | 46600 | 0,32% |
Molise | 3400 | 0,23% |
Piemonte | 119000 | 8,35% |
Puglia | 33800 | 2,37% |
Sardegna | 13100 | 0,92% |
Sicilia | 61400 | 4,31% |
Toscana | 104400 | 7,33% |
Trentino-Alto Adige | 34000 | 2,38% |
Umbria | 26300 | 1,84% |
Val Aosta | 2800 | 0,19% |
Veneto | 142200 | 9,98% |
Italia | 1423900 | 100% |
Moschee
Le moschee ufficiali in
Italia sono 5 nel senso di costruzioni fatte ad hoc, complete di minareto: Ravenna, Roma, Colle Val D'Elsa, Segrate Milano, Forlí; (in ordine di inaugurazione) mentre i luoghi di culto islamico sono più di 1.000.
Associazionismo musulmano
L'Islam in Italia non ha una istituzione unitaria di rappresentanza nei confronti dello Stato. Numerose associazioni rivendicano la rappresentanza degli interessi dei musulmani residenti in Italia. Tra queste associazioni dell'"Islam delle moschee", multinazionali e multietniche:
Accanto all'"Islam delle moschee", diversi osservatori segnalano l'esistenza in Italia di un "Islam degli Stati": paesi quali il
Marocco e l'
Egitto, che diffidano delle influenze saudite e dei Fratelli Musulmani, si sono organizzati per seguire i propri cittadini all'estero anziché delegarne la rappresentanza a organizzazioni di base a rischio fondamentalista. Tra questi
[6]:
- il Centro culturale islamico d'Italia (CCII) nato negli anni '70 a Roma, con l'appoggio e il coinvolgimento degli ambasciatori di paesi sunniti presso l'Italia o la Santa Sede; al CCII si devono i primi progetti per la moschea di Roma, a partire dal 1974. La moschea sarà aperta nel 1995;
- la Missione culturale dell'Ambasciata del Marocco, che sostiene diverse moschee indipendenti;
- la moschea di Palermo, installata in una ex chiesa di proprietà del consolato tunisino, e gestita direttamente dal governo della Tunisia;
- l'Unione islamica in Occidente, sostenuta dalla Libia;
- l'Istituto culturale islamico (ICI), sostenuto dall'Egitto.
Le confessioni islamiche minoritarie hanno associazioni proprie, tra cui:
- la Comunità ismailita italiana (sciiti ismailiti);
- i movimenti missionari (tabligh);
- le confraternite sufi, tra le quali la Muridiyya che secondo una stima riunisce circa due terzi dei senegalesi residenti in Italia[19];
- le organizzazioni nazionali o socio-religiose.
- Giovani Musulmani d'Italia (GMI) - Associazione di promozione giovanile no profit, autonoma e indipendente fondata nel settembre 2001, attuale presidente Nadia Bouzekri.
La ricerca di un'intesa con lo Stato
A differenza della maggioranza delle altre confessioni religiose, l'islam non ha una
intesa con lo Stato italiano. Un forte problema in tale senso è costituito dalla mancanza di una forma associativa chiaramente rappresentativa della maggioranza dei musulmani in Italia.
Un primo tentativo di far fronte a tale situazione è avvenuto nel 2000, con la costituzione dell'associazione
Consiglio islamico d'Italia, avente l'obiettivo di una rappresentanza unitaria dell'Islam sunnita di fronte allo Stato italiano per la stipula e l'esecuzione di un'
intesa. A tale associazione prendevano parte l'
UCOII (con Nour Dachan vicepresidente), la
Lega musulmana mondiale (con Mario Scialoja presidente) e il
Centro islamico culturale d'Italia (nonostante la contrarietà della sua componente marocchina). L'associazione non è durata a lungo, a causa dei contrasti tra la componente filo-saudita e la componente vicina ai
Fratelli Musulmani. Allo stato attuale, essa esiste solo formalmente
[6].
Note
- ^ a b c d "Caritas Dossier Immigrazione 2007"
- ^ a b (IT) ISMU 1 gennaio 2016 dati mussulmani totali + distribuzione regionale, su ismu.org, 1º gennaio 2016. URL consultato il 9 agosto 2016.
- ^ a b Dossier Statistico Immigrazione
- ^ intervista 1
- ^ a b Andrea Spreafico, La presenza islamica in Italia (PDF), in “Instrumenta”, Scuola Superiore dell’Amministrazione dell'Interno-SSAI, IX,, nº 25, gennaio-aprile, pp. 173-243., ISSN 1974-2258. URL consultato l'8 aprile 2016.
- ^ a b c d e f g h i Cesnur
- ^ ZENIT - “Le religioni in Italia”: censite oltre 600 fedi e “vie spirituali”
- ^ I Musulmani in Italia - Rapporto OSI
- ^ Rapporto sulla situazione dei musulmani in Italia rispetto alla fruizione di beni e servizi
- ^ Rapporto sulla situazione dei musulmani in Italia rispetto alla fruizione di beni e servizi
- ^ Francesco Pontorno, Un teatro trasformato in moschea, Magmagazine.it, 13 giugno 2012.
- ^ Claudia Campese, Inaugurata la nuova moschea di Catania « Sarà un centro di dialogo e stabilità », su Ctzen.it, 15 dicembre 2012.
- ^ Pubblicazione di Andrea Spreafico presso la Scuola superiore dell'Amministrazione dell'interno, p.183
- ^ Settimo rapporto sulle migrazioni 2001 p. 257
- ^ Settimo rapporto sulle migrazioni 2001, p. 258-259
- ^ Pagina sulla Consulta islamica sul sito del Ministero dell'Interno
- ^ Articolo dall'archivio del Corriere della Sera
- ^ Islam, Islamism and Jihādism in Italy diLorenzo Vidino dal sito dell'Hudson Institute
- ^ Massimo Introvigne, Pierluigi Zoccatelli, Le religioni in Italia: La Murîdiyya, cesnur.org. URL consultato il 22 agosto 2009.
- ^ Scuole islamiche, ecco i testi della discordia, su Il Messaggero. URL consultato il 1º settembre 2007.
- ^ Scuole islamiche, l'intolleranza s'impara sui libri, su Il Giornale. URL consultato il 1º settembre 2007.
- ^
- ^ Corriere della Sera, 6 novembre 2010
- ^ una molotov anti moschea, Il Corriere della Sera, 26 febbraio 1994
- ^ a b Vladimiro Polchi, "Moschee d'Italia, la mappa del rischio", La Repubblica, 8 marzo 2008
- ^ Milano, ordigno alla moschea, La Stampa, 03-02-2007. URL consultato il 10 aprile 2008.
- ^ Milano, molotov contro moschea È il terzo attentato da luglio, La Repubblica, 24-10-2007. URL consultato il 10 aprile 2008.
- ^ Bombe incendiarie davanti alle moschee "Non reagire a nessuna provocazione", La Repubblica, 16-08-2007. URL consultato il 10 aprile 2008.
- ^ Attentati a moschee e centri islamici arrestato Sandalo (ex Prima Linea) - cronaca - Repubblica.it
- ^ Attentato incendiario contro la moschea, Il Resto del Carlino, 04-08-2010. URL consultato il 19 maggio 2011.
Bibliografia
- I cristiani e l'islàm in Italia. Conoscere, capire, accogliere i musulmani, Elle Di Ci, Leumann (Torino) 2000;
- Stefano Allievi - Felice Dassetto; Il ritorno dell'Islam. I musulmani in Italia, Edizioni Lavoro, Roma 1993;
- Stefano Allievi; I nuovi musulmani. I convertiti all'Islam, Edizioni Lavoro, Roma 1999.
- Stefano Fabei; Il fascio la svastica e la mezza luna. Mursia, Milano, 2003. ISBN 978-88-425-3059-6
- Silvio Ferrari (a cura di), Musulmani in Italia. La condizione giuridica delle comunità islamiche, Il Mulino, Bologna, 2000.
- Manfredi Martelli; Il fascio e la mezza luna Edizioni Settimo Sigillo, Roma, 2003.
- Antonio J. Munoz; Hitler's Muslims: Muslim Volunteers in Hitler's Armies, 1941-1945. Europa Books, 2007. ISBN 978-18-912-2773-8
- Chantal Saint-Blancat (a cura di); L'Islam in Italia. Una presenza plurale, Edizioni Lavoro, Roma, 1999;
- Vito Salierno; I musulmani in Italia (secoli IX-XIX) , Capone editore, Lecce, 2006. ISBN 978-88-834-9080-4
- M. Khalid Rhazzali; La percezione generazionale dell'islam, in A. Surian, a cura di, Lavorare con la diversità culturale. Attività per facilitare l'apprendimento e la comunicazione interculturale, Erickson, Trento, pp. 31–69.
- M. Khalid Rhazzali; L'islam in carcere. L'esperienza religiosa dei giovani musulmani nelle prigioni italiane, FrancoAngeli, Milano, 2010.