

Non c’erano guarnigioni armate in vista, ma l'aria profumava di lavanda selvatica, assenzio e fango palustre, l'odore aspro e terapeutico della Casa Capitolare della Sorellanza.
Sui pilastri d'ingresso, immobili e geratici come sfingi protettrici, due grandi gatti della colonia felina: uno era di pelo lungo e leonino, l'altro era grasso, grosso e sornione. Fissarono Edoardo con i loro occhi d'ambra selvatica.
Un cenno del capo, impercettibile ma solenne, sancì l'approvazione sua e delle anziane.

L'impatto visivo lasciò Edoardo momentaneamente interdetto: l'edificio era una perturbante sintesi architettonica, un ibrido perfetto tra una severa villetta vittoriana nordeuropea e una di quelle dimore isolate e spettrali che l'industria cinematografica di Hollywood avrebbe scelto come location per un film dell'orrore.


Fu qui, tra le pareti spoglie e i pavimenti di cotto forlivese levigati dal calpestio di generazioni di novizie, Elvira svestì la Marca di Bevania di ogni velo teologico, rivelandone al giornalista la spina dorsale finanziaria con la spietatezza di un bilancio societario. Spiegò che l'ordine delle idrovore e il benessere della Senonia non poggiano su miracoli gnostici, ma sull'opera dei loro Soci Silenziosi: la farmacista Robinia Mancini di San Zaccaria e il Magistrato Filippo Borghi.
Edoardo trovò interessante quel mutamento. All'elemento assertivo del comando si univa la solennità di chi sta officiando un'Iniziazione. Vi era un'accelerazione in corso, un insieme di forze in movimento concomitanti e convergenti, il che dimostrava quantomeno che questo Ordine iniziatico aveva ramificazioni tentacolari ovunque. Ma la cosa davvero straordinaria era che il centro decisionale e il vertice delle quattro fazioni di un Ordine tanto potente come quello degli Arcani Supremi, si trovasse in proprio lì, in quel lembo di Senonia che fino ad allora aveva respinto con sdegnosa alterigia l'intera modernità consumistica, e che ora, per un disegno imperscrutabile, apriva le porte a lui.
Dalla finestra si poteva osservare la distesa delle campagne farsi più selvaggia. Una persona in movimento lungo la strada sterrata in mezzo ai prati dove le erbe crescevano spontanee e utili nello stesso tempo. Edoardo de Rovere rimase saldo nel suo dubbio metodologico, stirando i polsi del gessato:
Varcata la soglia si trovarono dentro la torretta, che era interamente occupata da una scala a chiocciola in marmo.Scortato dalla Madre Superiora e dalle Sorelle Anziane, Edoardo discese nei sotterranei della casa capitolare. L'architettura mutò bruscamente, rivelando una struttura umida e ciclopica che ricordava La casa sull'abisso di Hodgson.
Nella discesa, Elvira mantenne un religioso silenzio, limitandosi ad aprire con antiche chiavi alcune porte cigolanti da cui emergevano diversi odori
<<Questa è la Seconda Porta, e questa chiave è l'Asso di Bastoni d'Ulivo, la Carta dell'Ispirazione e della Creazione>> disse lei invitandolo ad entrare in una vasta sala che aveva il classico odore dei libri antichi e ben conservati. Era una Biblioteca immensa, piena di libri di ogni genere, in particolare Grimori, Erbari, Bestiari e Lapidari : Edoardo li passò in rassegna, riconoscendoli e ammirando l'antichità dei loro supporti cartacei.
Ma la verità si trovava molto più in basso: l'umidità cresceva, ma non il freddo, e quando finalmente Elvira aprì la Nona Porta, una sorta di vapore aromatico lo investì e quello che vide fu meraviglioso.
Davanti ai suoi occhi apparve un'immensa camera ipogea.
Lì, nel silenzio della roccia, si spalancava una profonda cisterna circolare in cui l'acqua della falda freatica ribolliva silenziosa, sorgendo direttamente dall'abisso profondo: era una fontana identica a quella di Donaueschingen, riproposta lì, nel cuore segreto della Bevania, come simbolico punto d'origine invisibile di tutti i canali della Marca.
<<La Nona Porta del Regno delle Ombre, nei Tarocchi Supremi è l'Asso di Copper, il Trofeo della Vittoria, la Sor
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Elvira spiegò il significato di altre Carte dei Tarocchi Supremi nell'ambito dell'Ordine degli Iniziati e della Sorellanza delle Erboriste e Chiaroveggenti di Confluentia.
Ma il tuo percorso dovrà comunque passare prima attraverso arcani ben noti come l'Imperatrice,
Su scaffali di rovere massiccio protetti dall'umidità grazie a incantesimi erboristici, era disposta la collezione dei grimori millenari. Edoardo riconobbe i titoli che evocavano il suo stesso sapere: copie vergate a mano del Delomelanicon, trattati di idraulica sacra merovingia e cronache gotiche mai lette da occhio umano.


«Questo è il tuo Arcano, il principio della Citrinitas, l'Illuminazione», disse Elvira. «Una cognizione chiara che da intuizione diventa coscienza razionale, l'Aristocrazia dello Spirito che tuo padre ti ha trasmesso tra le mura della tua fortezza di libri. È la luce che non ha bisogno di un Creatore per esistere, ma si autoalimenta attraverso il controllo e il rigore geometrico. È la forza che scioglie il magone della carne».
Subito dopo, la Madre Superiora indicò la carta a occidente: DANU / BRIGID (La Madre delle Erbe). Il Dionisiaco Benevolo. Raffigurava una figura femminile maestosa, i cui capelli si trasformavano in radici di belladonna e mandragora che affondavano nelle risaie selvagge della via Erbosa.
«Questa è la Sorellanza di Confluentia. Noi non cerchiamo il dominio col ferro, ma governiamo il tempo attraverso la selezione biologica, la conservazione della memoria e la semina. Curiamo i corpi, vigiliamo sugli ecosistemi nella consapevolezza che, alla fine, la Palude che si riprende sempre tutto».
Elvira si fece più vicina, e la sua voce assunse una sfumatura fredda, lovecraftiana, mentre sfiorava la terza carta, posta a meridione: LA MORDA / DAGON (L'Eterno Anfibio). Il Dionisiaco Malvagio, la regressione bestiale. Sulla carta era miniata una creatura mostruosa, un dio delle acque profonde dalle fattezze anfibie che esigeva sacrifici di sangue tra le nebbie della Standiana.
«Questa è la fazione degli Eterni di Giorgio Prinsivalli. Coloro che hanno barattato l'anima per una giovinezza artificiale, consumando l'energia dei consanguinei. Ma la natura esige il dazio: dopo due secoli, la carne degli Eterni muta, regredendo verso le creature viscide che popolano l'abisso della palude. Vittoria è cresciuta assistendo a questo orrore, obbligata a guardare il padre che si trasforma nel mostro che ha amato. Questo è il destino da cui devi strapparla».
Infine, Elvira scoprì l'ultima carta, posta a settentrione: IL DEMIURGO (L'Aristocrazia Nera). L'Apollineo Malvagio. Una figura geometrica e asfittica, un re cieco che pretendeva di rinchiudere il mondo dentro i dogmi del potere temporale e della sottomissione clericale.
«Questa è la setta satanica mascherata dietro l'ala più reazionaria della destra cattolica. Il potere che per mezzo secolo ha dettato legge da Roma, guidato da eminenze grigie e vicari imperiali che hanno cercato di privatizzare la terra e distruggere i canali del Regno Confederato. Ma quell'angelo della morte ha reclamerà a sé il principale prelato che lo serviva, il 16 giugno del 2026. Il numero del suo nome è segnato, e presto l'Aristocrazia Nera rimarrà orfana del suo esponente romano».
Edoardo rimase impassibile, ma sentì il nodo Balthus della sua cravatta dorata stringersi attorno alla gola come un collare di forza, mentre la pienezza della sua quota fisiologica gli ricordava che il tempo del dazio e della liberazione si avvicinava, ma non era ancora il momento. Un'intuizione gli diceva che quella dorata citrinitas interiore sarebbe tornata utile più avanti, nella successiva tappa del viaggio, e la sua capacità di resistenza era grande, elastica ed allenata.
«Avete schierato le vostre quattro potenze sul bordo della fontana», disse Edoardo, la voce ferma del medievista che non si lascia piegare dal mito. «Ma i fatti documentabili dove sono? Il messaggero sta ancora camminando, o le vostre prove rimangono immerse in questa idraulica sacra?».

Tu non hai mai riposto fiducia nei culti esoterici, vedi in essi una cospirazione, una setta, ma a prescindere dal tuo giudizio, che riguardo a noi è errato, gli unici che possono contrastare dall'interno dell'Ordine il potere dei Prinsivalli e rendere Vittoria inoffensiva siamo noi: la Sorellanza alleata con gli Alchimisti.
Noi saremo al tuo fianco, e questa volta non potrai sottrarti accampando giustificazioni teoriche. Se non affronti la prova, lei finirà per distruggerti; ma se tu diventi un Iniziato, allora noi ti daremo le armi per sconfiggere la parte peggiore di lei e lasciare il resto alla tua clemenza».
Per quanto ora tu ti senta disarmato, presto riacquisterai ciò che ti fu tolto prima ancora di nascere, poiché sei legato a lei da qualcosa che trascende la tua attuale esistenza: le vostre anime si sono incontrate molte volte negli oceani del tempo, e si sono danneggiate a vicenda e continueranno a farlo ancora, se tu non cambi strategia!
Il tuo presente e il tuo futuro hanno altri conti da pareggiare, e altri documenti da esaminare.
<<Tutto ciò è molto suggestivo, ma resta una coreografia, per quanto sublime. La solennità del luogo e della liturgia gioca un grande ruolo nei culti iniziatici, ma la mia adesione avverrà soltanto se a queste superbe suggestioni seguirà davvero la presenza di strumenti tangibili.
Robinia avanzò avvolta in un mantello di panno rosso di Borgogna che profumava di spezie e tinture madri. Sotto il braccio stringeva un astuccio di cuoio sigillato con la ceralacca indaco dei Prinsivalli.
Finalmente gli strumenti e le risorse di cui fino ad allora si era accennato in astratto e con vaghezza divennero precise: il loro alleato segreto era un uomo potente e brillante, il Marchese di Forolivio, Federico Ordelaffi-Traversari-Argogliosi.
A quel punto non restava che incontrare di persona il notaio e verificare quanto fosse concreta la possibilità di quelle rivendicazioni.
La leggenda degli uomini-pesce che strisciano nei canali, ma sanno evitare le idrovore, ha un reale e drammatico fondamento. Sono l'effetto di una simbiosi chimica con la creatura chiamata Morda, l'insaziabile mostro che reclama carne umana fresca e palpitante.
Se volete impedire a Vittoria dal diventare come loro, come è nei desideri di sua zia Marigrazia, dobbiamo muoverci. La lancia è pronta e le acque del Bevano non aspettano».
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