domenica 3 marzo 2024

La Quarta Era. Capitolo 3. Gimli biasima "le giovani generazioni".

 





Per prima cosa, Thorin III Elminpietra, figlio di Dain II Pièdiferro, Re sotto la Montagna, Sovrano e Autocrate di Erebor, dei Colli Ferrosi e di tutte le Regge dei Nani, appena giunto a Minas Tirith per i funerali del Grande Re Supremo, il sire Aragorn Elessar di Arnor e Gondor, volle rendere omaggio al mitico eroe Gimli, che era rimasto nella capitale degli Uomini insieme all'amico Legolas, pur avendo sempre da ridire su tutto.
Gimli, figlio di Gloin, era ormai molto vecchio e malandato, ma il suo orgoglio e la sua abitudine ad aver da ridire su tutto non erano cambiati:
<<Be', per dirla tutta, mio giovane cugino, non mi piace l'eccessiva confidenza che si è creata tra Legolas e la Regina Vedova>> dichiarò rivolto a Thorin III Elminpietra, Re di Erebor, che era giunto dal suo lontano reame per assistere alle esequie del grande Elessar.
<<Oh, avanti, Gimli, non hai fatto altro che lamentarti dal primo momento in cui ho messo piede a Minas Tirith!>>
Il vecchio nano guerriero si accigliò:
<<Perché sono l'unico che ha ancora il coraggio di dire le cose come stanno! E non solo riguardo alla Famiglia Reale. Ma guardati intorno! Guarda i cortigiani! Quando vedo questo branco di smidollati e di damerini mi viene quasi nostalgia dei tempi di Sauron!>>
Thorin gli lanciò un'occhiataccia;
<<Li colpevolizzi perché preferiscono la pace alla guerra? I tempi sono cambiati, per fortuna, e le nuove generazioni sono cresciute in un'epoca spensierata...>>
<<Troppo spensierata! Guarda le loro mani: si vede che non hanno mai impugnato un'arma come si deve! E poi guarda come si rasano! Persino i Nani! Questo è osceno, è blasfemo e oltraggioso! Vorrebbero assomigliare agli elfi, ma sembrano solo delle brutte femminucce! Una generazione di fighette! Se penso che i loro bisnonni sono caduti in battaglia e i loro nonni hanno ricostruito il reame dal nulla... e tutto per cosa? Per consegnare il regno a questi paggetti implumi, a questi evirati cantori? 
Bah, credo che Aragorn sia morto di dolore, nel vedere com'erano diventati molli ed esangui i suoi sudditi!>>
Durin sospirò:
<<Aragorn è morto di vecchiaia. Aveva visto 210 primavere. Troppe, anche per un erede di Numenor>>
<<Ma cosa stai dicendo? Io ne ho viste più di 300 e sono ancora nel fiore degli anni!>> 
Detto questo, Gimli cominciò a tossire violentemente, tanto da traballare fino quasi ad inciampare sulla lunga barba bianca.



<<Se non ti calmi, rischi di andare a far compagnia al re nel palazzo dei morti! 
Il tempo passa per tutti, anche per i nani di Erebor!>>
Gimli si schiarì la voce:
<<La verità è che vi state rammollendo! Anche voi, là sotto la montagna. 
Fate la bella vita con l'oro di Scudodiquercia e dei suoi compagni e intanto le miniere sono abbandonate. Non si trova più un fabbro o un gioielliere degni di questo nome. 
L'ultima volta che sono stato ad Erebor ho visto poi una cosa senza precedenti. 
Giovani nani completamente glabri! Depilati persino nelle mani! 
Già mi parve un affronto quando le nostre donne pretesero di depilarsi, ma l'idea che questo obbrobrio sia perpetrato dai maschi mi ha fatto perdere ogni speranza. Copiano la moda di Gondor! Ma ti rendi conto come ci siamo ridotti? Per cosa abbiamo combattuto, mi chiedo? Per questi ingrati che sono solo capaci di ridere dietro le mie spalle? Credi che non me ne sia accorto? Credi che sia completamente rimbambito? Ah, se fossi io sul tuo trono...>>









Elminpietra ne aveva abbastanza:
<<Ma non ci sei, per fortuna! E comunque, se ti fa tanto orrore questa giovane generazione, perché non sei andato a governare come mio reggente le Caverne Scintillanti di Aglarond, invece di trastullarti e banchettare nell'ozio a Minas Tirith?>>
Il volto di Gimli abbandonò lo sdegno e l'ira e  assunse un'espressione inizialmente imbarazzata e sorpresa, che però poi divenne ancor più grave e severa, come tutte le volte in cui stava per esprimere qualcosa della massima importanza:
<<Aglarond è un dominio condiviso: ne ho la Signoria, conferitami sia dal defunto Elessar, sia da te, questo è vero, ma tu avresti dovuto concedermi la piena sovranità, riconoscendomi come un Principe dei Nani, un tuo pari, un re, insomma. Invece ti sei autoproclamato Autocrate di tutte le Regge dei Nani, quasi tu fossi Durin il Senzamorte risorto, quello atteso dalle antiche profezie.
Un giorno il settimo Durin verrà, ma non sei tu.
Inoltre le Caverne Scintillanti se la cavano benissimo anche senza il sottoscritto, ma la mia permanenza qui non è stata una scelta dettata dall'ozio e dai fasti della corte. 
Sono rimasto qui per sorvegliare i nostri interessi, sedendo nel Consiglio del Re di Arnor e Gondor. E poi adesso devo sorvegliare Eldarion: quel ragazzo non ha la stessa tempra di suo padre>>
Thorin III rise:
<<"Quel ragazzo" ha 108 anni ed è il nuovo Re Supremo. E tu sai benissimo che non è mai sembrato stupido. Quanto a Legolas, dovresti lodare la sua gentilezza verso la Regina Vedova! Con tutto il rispetto, dama Arwen potrebbe sembrare sua nonna ormai>>
Gimli lo fulminò con lo sguardo:
<<Tu non capisci niente di bellezza elfica! La regina Arwen discende da tutte le stirpi reali degli Eldar: in lei c'è la bellezza dei Teleri, tramite Luthien, e quella dei Noldor e dei Vanyar, tramite lady Galadriel, che era sua nonna. Ah, conservo ancora una ciocca di capelli della regina di Lothlorien, che ella stessa mi donò...>>

<<Conosco la storia>> 
tagliò corto Elminpietra.
Gimli si fece paonazzo per l'indignazione:
<<Tu non conosci un c... ehm, un bel niente! Non hai mai visto lo splendore di Caras Galadhon! Non hai mai udito la dolcezza della voce di lady Galadriel, né contemplato la sua sublime regalità! Non hai mai sentito il profumo degli elanor appena sbocciati... ah, tu non puoi capire! Adesso non c'è più niente di tutto questo. Ogni magia ha lasciato quei luoghi da molto tempo. Ma negli occhi della regina Arwen c'è ancora un barlume dell'antico splendore...>>

<<E allora non puoi biasimare Legolas se è affascinato da tale barlume. Lascia che la sua vicinanza lenisca il dolore di Arwen Undomiel. Ci sono ben altre preoccupazioni, ora, su cui faresti bene a concentrarti anche tu>>

Gimli sospirò:
<<Sono al corrente di tutto, ma non riesco a farmi un'opinione chiara sui problemi di oggi.  Vedi, una volta era evidente chi fosse il Nemico! 









Adesso è tutto più ambiguo. La malvagità e l'invidia si nascondono dietro facce d'angelo... ecco una delle più grandi calamità della nostra epoca!>>
Per la prima volta Durin annuì.
<<Il pericolo è concreto. Gli eredi di Sauron sono tra noi, nella setta nei Numenoreani Neri, ma non riusciamo a riconoscerli, perché si celano dietro a forme rassicuranti e persino attraenti>>
Quel pensiero trasmise a Gimli una malinconia che da qualche tempo turbava il suo spirito:
<<Già. Almeno una volta la malvagità aveva il coraggio di uscire allo scoperto. Ora invece si rintana dietro all'ipocrisia, tanto che i peggiori potrebbero essere proprio quelli che predicano il bene. Dobbiamo essere molto cauti, perché questa volta abbiamo a che fare con nemici molto più astuti!
Io temo l'ambizione di Ancalime. Sua madre era nipote di Galadriel, la quale, devo confessarlo, non fu immune alle tentazioni del potere, anche se alla fine rinunciò a tutto e tornò ad essere l'elfa che aveva lasciato Valinor per brama di avventura e di nuovi regni.
Se Ancalime, come gemella di Eldarion, rivendicasse il Trono del Regno Unito di Arnor e Gondor, allora i Numenoreani Neri saprebbero blandirla, irretirla e moltiplicarne l'avidità.
Al posto dell'Oscuro Signore avremmo una Regina Oscura, bellissima e terribile come il mare, più forte delle fondamenta della Terra, e un giorno tutti la amerebbero, disperandosi!
Per questo dobbiamo fermarla, prima che sia troppo tardi>>









English version

First, Thorin III Stonehelm, son of Dain II Ironfoot, King under the Mountain, Ruler and Autocrat of Erebor, the Iron Hills and all the Dwarf Kingdoms, just arrived in Minas Tirith for the funeral of the Great High King, the sire Aragorn Elessar of Arnor and Gondor, wanted to pay homage to the mythical hero Gimli, who had remained in the capital of Men together with his friend Legolas, despite always having to say something about everything.
Gimli, son of Gloin, was now very old and shabby, but his pride and his habit of criticizing everything had not changed:
<<Well, to be honest, my young cousin, I don't like the excessive familiarity that has been created between Legolas and the Dowager Queen>> he declared, turning to Thorin III Stonehelm, King of Erebor, who had come from his distant realm to attend the funeral of the great Elessar.
"Oh, come on, Gimli, you've been complaining ever since I first set foot in Minas Tirith!"
The old dwarf warrior frowned:
<<Because I'm the only one who still has the courage to tell it like it is! And not just about the Royal Family. But look around! Look at the courtiers! When I see this bunch of spineless men and dandies it almost makes me nostalgic for the times of Sauron!>>
Thorin glared at him;
<<Do you blame them because they prefer peace to war? Times have changed, fortunately, and the new generations have grown up in a carefree era...>>
<<Too carefree! Look at their hands: you can see that they have never held a weapon properly! And then look how they shave! Even the Dwarves! This is obscene, this is blasphemous and outrageous! They want to look like elves, but they just look like ugly sissies! A generation of pussies! When I think that their great-grandfathers fell in battle and their grandfathers rebuilt the kingdom from scratch... and all for what? To hand over the kingdom to these featherless page boys, to these emasculated singers?
Well, I think Aragorn died of pain, seeing how soft and bloodless his subjects had become!>>
Durin sighed:
<<Aragorn died of old age. He had seen 210 springs. Too many, even for an heir of Numenor>>
<<What are you saying? I've seen more than 300 and I'm still in my prime!>>
Having said this, Gimli began to cough violently, so much so that he staggered until he almost tripped over his long white beard.

<<If you don't calm down, you risk going to join the king in the palace of the dead!
Time passes for everyone, even for the dwarves of Erebor!>>
Gimli cleared his throat:
<<The truth is that you are getting soft! You too, there under the mountain.
You live the good life with the gold of Oakenshield and his companions and in the meantime the mines are abandoned. You can no longer find a blacksmith or jeweler worthy of the name.
The last time I was in Erebor I then saw something unprecedented.
Completely hairless young dwarves! Shave even your hands!
It already seemed like an affront to me when our women demanded to shave their hair, but the idea that this disgrace is perpetrated by men made me lose all hope. They copy the fashion of Gondor! But do you realize how we have reduced ourselves? What did we fight for, I wonder? For these ungrateful people who are only capable of laughing behind my back? Do you think I didn't notice? Do you think he's completely stupid? Ah, if I were on your throne...>>

Elminpietra had enough:
<<But you're not there, luckily! And anyway, if you are so horrified by this young generation, why didn't you go and rule the Glittering Caves of Aglarond as my regent, instead of playing and feasting in idleness in Minas Tirith?>>
Gimli's face abandoned its indignation and anger and took on an initially embarrassed and surprised expression, which then became even more serious and severe, like all the times when he was about to express something of the utmost importance:
<<Aglarond is a shared domain: I have the Lordship of it, conferred on me both by the deceased Elessar and by you, this is true, but you should have granted me full sovereignty, recognizing me as a Prince of the Dwarves, your equal, a king, In short. Instead you proclaimed yourself Autocrat of all the Dwarven Kingdoms, almost as if you were Durin the resurrected Deathless, the one awaited by the ancient prophecies.
Someday the seventh Durin will come, but it is not you.
Furthermore, the Glittering Caves are doing just fine without me, but my stay here was not a choice dictated by idleness and the splendor of the court.
I have remained here to watch over our interests, sitting on the King's Council of Arnor and Gondor. And then now I have to watch over Eldarion: that boy doesn't have the same temper as his father>>
Thorin III laughed:
<<"That boy" is 108 years old and is the new Supreme King. And you know very well that he never seemed stupid. As for Legolas, you should praise his kindness to the Dowager Queen! With all due respect, Lady Arwen might seem like your grandmother by now."
Gimli glared at him:
<<You understand nothing of elven beauty! Queen Arwen descends from all the royal bloodlines of the Eldar: in her there is the beauty of the Teleri, through Luthien, and that of the Noldor and the Vanyar, through Lady Galadriel, who was her grandmother. Ah, I still have a lock of hair from the Queen of Lothlorien, which she herself gave me...>>

<<I know the story>> cut in Stonehelm.
Gimli turned purple with indignation:
<<You don't know anything! You have never seen the splendor of Caras Galadhon! You have never heard the sweetness of Lady Galadriel's voice, nor beheld her sublime royalty! You've never smelled the scent of newly bloomed elanors... ah, you can't understand! Now there is none of this anymore. All magic left those places a long time ago. But in Queen Arwen's eyes there is still a glimmer of the ancient splendor...>>

<<And then you cannot blame Legolas if he is fascinated by such a glimmer. Let his closeness soothe Arwen Undomiel's pain. There are many other concerns now that you would do well to focus on too."
Gimli sighed:
<<I know everything, but I can't form a clear opinion on today's problems. You see, it was once obvious who the Enemy was!
Now everything is more ambiguous. Evil and envy hide behind angelic faces... here is one of the greatest calamities of our era!>>
For the first time Durin nodded.
<<The danger is real. The heirs of Sauron are among us, in the Black Numenorean sect, but we are unable to recognize them, because they hide behind reassuring and even attractive shapes>>
That thought conveyed to Gimli a melancholy that had been troubling his spirit for some time:
<<Yeah. At least once evil had the courage to come out into the open. Now, however, they hide behind hypocrisy, so much so that the worst could be precisely those who preach goodness. We have to be very careful, because this time we are dealing with much more cunning enemies!
I fear Ancalime's ambition. Her mother was Galadriel's granddaughter, who, I must confess, was not immune to the temptations of power, even if in the end she renounced everything and returned to being the elf who had left Valinor for the sake of adventure and new kingdoms.
If Ancalime, as Eldarion's twin, claimed the Throne of the United Kingdom of Arnor and Gondor, then the Black Numenoreans would know how to cajole her, ensnare her and multiply her greed.
In place of the Dark Lord we would have a Dark Queen, beautiful and terrible as the sea, stronger than the foundations of the Earth, and one day everyone would love her, in despair!
This is why we must stop it, before it is too late>>