giovedì 31 gennaio 2019

La dinastia dei Duchi di Borgogna

Ducato di Borgogna - Stemma
Il ducato di Borgogna ebbe origine in una porzione delle terre dell'antico Regno dei Burgundi, nella zona situata ad ovest del fiume Saona, terre che nell'843 furono assegnate in vassallaggio al Regno franco occidentale di Carlo il Calvo (la futura Francia).
Nei secoli successivi, mentre il resto dei territori dell'antico Regno di Borgogna si suddivisero in altri principati, assumendo altri nomi, a questa regione di confine rimase il nome di Borgogna, in ricordo delle terre proprie dei Burgundi(e tuttora le terre che appartennero propriamente a questo ducato, corrispondono a grandi linee con la odierna regione francese della Borgogna). Successivamente i re di Francia nominarono i governatori di questa provincia con il titolo di Duca, e questa in poco tempo divenne una carica ereditaria.

Le tre parti in cui si suddivise l'antico Regno di Borgogna verso il 900 d.C.:

     Ducato di Borgogna di Riccardo il Giustiziere
Le terre dell'antico Regno dei Burgundi, dopo l'annessione al Regno dei Franchi e l'estinzione dei Carolingi, a partire dal IX secolo si frammentarono in varie porzioni, come la Borgogna Cisgiurana, la Borgogna Transgiuranae appunto il Ducato di Borgogna, che fu assegnato a Riccardo il Giustiziere della dinastia dei Bosonidi. La porzione rimasta alla Francia, come ducato di Borgogna, fu affidata ai Robertingi.
Il regno delle due Borgogne venne unificato nel 933 e venne chiamato regno di Arles, con Rodolfo I d'Arles già re della Borgogna Transgiurana. Nel 1039 fu scomposto in regioni più piccole e poi assorbito nel Sacro Romano Impero.

Primo casato capetingio di Borgogna

Il ducato fu brevemente annesso ai domini diretti dei Re di Francia (dal 1004 al 1036) e poi dato in appannaggio ad una lunga serie di duchi appartenenti a vari rami cadetti della dinastia dei capetingi. Infatti nel 1032 il ducato di Borgogna, a seguito della rivolta ispirata dalla regina madre, Costanza d'Arles, venne ceduto dal re di Francia, Enrico I al proprio fratello, Roberto I di Borgogna, riacquistando così la propria autonomia dalla corona.

Secondo casato capetingio di Valois-Borgogna

Nel 1363 il Re di Francia Giovanni il Buono concesse il Ducato di Borgogna in appannaggio al figlio minore Filippo l'Ardito, già Conte di Turenna che si prodigò per espandere, attraverso un'accorta politica matrimoniale, i propri domini che oltre all'intera Borgogna, arrivarono a comprendere anche la quasi totalità delle Fiandre e i principati minori del Lussemburgo e della Franca Contea.

Stemma della Contea di Turenna e di Filippo l'Ardito, primo Duca di Borgogna della casata di Valois

Stemma

Stemma originario del Ducato di Borgogna

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Stemma ufficiale del Ducato di Borgogna, che comprende due quarti dello stemma dei Valois di Turenna (seminato di gigli l'oro su fondo blu, bordato di bianco e rosso), un quarto dello stemma originario della Borgogna e un quarto dello stemma del Ducato di Nevèrs.

File:Blason fr Bourgogne.svg

Stemma di Giovanni Senza Paura, II Duca di Borgogna e Conte di Fiandra (le Fiandre sono rappresentate dal leone nero su sfondo dorato, posto al centro dello scudo)

Stemma


Giovanni di Borgogna, mantenne il trono per un quindicennio e fu l'artefice dell'alleanza tra la Borgogna e il regno d'Inghilterra nella guerra dei cento anni, proseguita dal figlio Filippo III di Borgogna nel 1419, dopo l'assassinio del padre dalla scorta del re francese. Al termine il duca di Borgogna rimase vassallo del monarca francese Carlo VII ma diventò ufficialmente indipendente da questo. Il trattato di Arras del 1435 pose finalmente termine alla guerra civile tra armagnacchi e borgognoni.

Filippo, dopo l'iniziale ostilità, rinsaldò il legame tra la Borgogna e la Monarchia francese e aiutò Carlo VII a sconfiggere definitivamente gli inglesi e a ricacciarli oltre la Manica. Finita la guerra con l'Inghilterra Filippo dovette battersi duramente per mantenere l'indipendenza del Ducato, tentando sempre di appianare le divergenze e non cadere nei pretesti che man mano Carlo VII ordiva per creare un "casus belli", mentre dall'altra parte dovette vedersela con i vari Imperatori di Germania che gli contestavano i possessi di vari ducati tedeschi.
Stemma di Filippo il Buono, III Duca di Borgogna, Conte delle Fiandre (Leone nero), Duca di Brabante (Leone dorato su sfondo nero) e Limburgo (Leone rosso su sfondo bianco)
Stemma

A Filippo successe nel 1467 il figlio Carlo I di Borgogna , IV  Duca, detto il Temerario che, a differenza del padre, condusse una politica aggressiva, mirando alla formazione di un vero e proprio Stato Borgognone, e guerreggiando contro chiunque contestasse i suoi diritti sulle sue terre. Nel 1476 Carlo venne però sconfitto dagli Svizzeri nella battaglia di Grandson e da lì fu un seguito di disfatte militari che nel 1477 lo videro cadere alla testa delle sue truppe nella battaglia di Nancycontro Renato di Lorena.



Perciò nel 1477 il territorio del Ducato di Borgogna propriamente detto, fu annesso nuovamente ai domini reali diretti dei re di Francia, secondo la legge salica che escludeva le eredi femminili. 
Però, nello stesso anno, Maria di Borgogna, l'unica figlia ed erede di Carlo, sposò l'Arciduca Massimiliano d'Asburgo, consegnando al controllo asburgico la parte rimanente dell'eredità della Borgogna, che poteva essere trasmessa in linea femminile

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Gli Asburgo

.Subito Maria si vide impegnata in una guerra contro Luigi XI che intendeva annettere il Ducato alla Francia suggellando così la riunificazione del Regno. La guerra si protrasse per cinque anni e solo nel 1482 si giunse al secondo trattato di Arras e al trattato di Senlis, che divideva il Ducato assegnando al Re di Francia la Borgogna, mentre il marito di Maria, che intanto era morta quell'anno, dopo una caduta da cavallo.
Il vedovo Massimiliano d'Asburgo si vide assegnare le Fiandre, tutti i Paesi Bassi, il Lussemburgo e la Franca Contea, che governò in vece di suo figlio Filippo il Bello, divenuto re di Castiglia. Gli Asburgo rivendicarono comunque i titoli di Duca di Borgogna e Duchi di Brabante fino al tardo XVIII secolo.


mercoledì 30 gennaio 2019

Ritratto di Massimiliano I d'Asburgo, Imperatore del Sacro Romano Impero



Sotto, Massimiliano d'Asburgo con il figlio Filippo, sua moglie Giovanna, regina di Castiglia (poi detta "la Pazza"), e i loro figli Carlo ( il futuro Carlo V), Ferdinando (successore di Carlo V al trono imperiale e ai domini austriaci, boemi e ungarici) ed Eleonora (futura regina del Portogallo)


martedì 29 gennaio 2019

Italia pre-romana


Mappa di tutti i mondi del genere Fantasy

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sabato 26 gennaio 2019

Il film "La favorita" è bello, ma non rende giustizia alla regina Anna

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Forse pochi sanno chi era Anna Stuart, la prima sovrana inglese a fregiarsi del titolo di Regina di Gran Bretagna, in seguito all'Atto di Unione (1707), che fuse Inghilterra e Scozia in un unico regno unito. 
E ancor meno sapranno che Anna fu l'ultima regina della dinastia Stuart e che, diversamente da Elisabetta Tudor, ebbe il buon senso di accettare in maniera chiara chi le dovesse succedere, tramite l'Atto di Successione (1701) che in mancanza di eredi Stuart, indicava come prima in linea di successione sua cugina Sofia di Hannover e nel caso premorienza di lei (cosa che avvenne, per ironia del destino, pochi giorni prima della morte della regina Anna), degli eredi di Sofia secondo la legge salica, a patto che si convertissero alla religione anglicana. Fu così che, alla morte di Anna, non ci furono dubbi riguardo al fatto che la corona dovesse passare a Giorgio I di Hannover.
Già da queste premesse si dovrebbe capire che Anna Stuart non era affatto una sprovveduta dal punto di vista politico, e per gran parte del suo regno fu consapevole delle proprie scelte e non così manovrata dalle cortigiane e dai loro parenti, come invece vorrebbe dare a intendere il film "The Favourite", bello, divertente, commovente, ma storicamente impreciso.
L'imprecisione maggiore è l'anacronismo dell'immagine di una sovrana con poteri esecutivi tali da far cadere un governo soltanto per ripicca contro il partito dell'ex favorita caduta in disgrazia.
La situazione era un po' più complessa.
Certo, negli ultimi anni di regno i gravi problemi di salute della regina l'avevano resa più fragile e più dipendente dal personale di corte e dalle dame di compagnia, ma sarebbe riduttivo pensare che la sua scelta di porre fine alla Guerra di Successione Spagnola fosse dettata solo da una questione "sentimentale".
E' senz'altro possibile che tra la regina Anna e la Duchessa di Marlborough ci fosse una relazione saffica, e che per alcuni anni lady Sarah fu la favorita di Sua Maestà, ma è anche vero che la sovrana aveva molte altre ragioni per intervenire politicamente contro il governo, quando i Marlborough caddero in disgrazia.
Si trattava di questioni militari, diplomatiche ed economiche di enorme gravità, che giustificarono ampiamente l'intromissione della regina Anna, nel 1712, per porre fine alla Guerra di Successione Spagnola.
Tale confliutto, che vedeva contrapposti Filippo di Borbone, alleato con la Francia (in quanto nipote del Re Sole) e Carlo d'Asburgo, arciduca d'Austria, alleato con la Gran Bretagna, si protraeva da un decennio, con gravi costi a livello di perdite umane, danni collaterali e spese militari.
In un primo momento la regina aveva appoggiato la scelta del governo whig di lord Godophin di opporsi ai Borboni per evitare un'egemonia francese sul continente.
Le vittorie militari del Duca di Marlborough favorirono l'ascesa a corte di sua moglie lady Sarah, ma non fu certo per questioni sentimentali che la regina cambiò idea riguardo alla guerra.
La Gran Bretagna, infatti, aveva perso ogni convenienza ad appoggiare Carlo d'Asburgo, quando quest'ultimo divenne erede anche del Sacro Romano Impero, col rischio di restaurare una potenza simile a quella del suo omonimo antenato Carlo V.
Fu questa considerazione, insieme all'impopolarità e agli alti costi della guerra, a far sì che la regina togliesse il suo appoggio al premier Godophin e al duca di Marlborough e riuscisse a far cadere il governo con un'astuta mossa politica, ossia la nomina di dieci nuovi Lord alla Camera Alta, per formare un nuovo esecutivo favorevole alla pace.
Questo piano avvenne comunque nel rispetto della Costituzione, dal momento che Godophin e Marlborough avevano perso le elezioni alla Camera dei Comuni, e cercavano di rimanere al potere tramite l'appoggio dei Lord del partito Whig.
L'intervento della regina permise ai Tories, guidati da lord Robert Harley (che nel film è quello tutto imbellettato e con la parrucca incipriata), di formare un nuovo governo in grado di ottenere condizioni di pace vantaggiose nel Trattato di Utrecht (1713), tra cui il controllo delle roccaforti strategiche di Gibilterra, Minorca e parte delle colonie spagnole in America.
Per architettare un piano simile, in una monarchia costituzionale, era necessaria una conoscenza approfondita della situazione politica, che andava ben oltre ai sussurri delle favorite o dei cortigiani.
C'è un'ultimo elemento che rende improbabile certe scene del film.
La regina, oltre che di gotta, soffriva di una malattia molto pericolosa all'epoca, e cioè l'erisipela, un'infezione cutanea prodotta dallo streptococco, che in mancanza di antibiotici conduce alla cancrena e alla morte, e che infatti condusse Anna Stuart alla tomba nel 1714.
Se Anna e le sue favorite avessero condotto pratiche sessuali come quelle di cui si parla e si vede nel film, sia lady Sara che lady Abigail sarebbero state sicuramente contagiate dallo streptococco e non sarebbero vissute così a lungo, come invece avvenne.
Tutto questo non va considerato come una recensione del film, che è molto gradevole ed esteticamente valido: è soltanto una precisazione di carattere storico volta a difendere la memoria della regina Anna, che, nonostante le innumerevoli disgrazie che le rovinarono la vita, non antepose mai gli interessi privati a quelli del Regno, né disonorò il prestigio della Corona.
Basti pensare al fatto che Elisabetta II ha chiamato Anna la propria figlia in memoria e in onore dell'ultima regina degli Stuart e prima sovrana di Gran Bretagna.

P.s. Il quadro è un ritratto della regina Anna in gioventù, prima che le diciotto gravidanze, di cui diciassette infauste, minassero la sua salute e la sua bellezza.
Anna e suo marito, un principe della corona danese, riuscirono ad avere un figlio, che però morì all'età di undici anni.

venerdì 25 gennaio 2019

La dinastia reale dei Valois di Francia

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Carlo, conte di Valois, era il fratello di Filippo IV di Francia, della dinastia dei Capetingi. Con la morte del terzo e ultimo figlio maschio di Filippo il Bello, nel 1328, si estinse la linea diretta di successione capetingia e fu quindi fregiato del titolo di re di Francia il figlio maggiore di CarloFilippo VI, applicando la legge salica di successione, che escludeva l'ereditarietà del trono in linea femminile.
Il suo diritto alla successione venne però messo in discussione da Edoardo III d'Inghilterra, figlio di Isabella di Francia, la figlia di Filippo IV il Bello: la disputa tra i due pretendenti al trono sfociò nella secolare Guerra dei cent'anni, nel corso della quale una vasta area del territorio francese venne occupata dall'esercito inglese. Intorno al 1420, quando ormai sembrava che i Valois fossero stati sconfitti dai rivali inglesi, Giovanna d'Arco fece insorgere la popolazione e risollevò le sorti del paese. La Francia ottenne la vittoria e la casata dei Valois venne ristabilita sul trono; durante il regno di Luigi XI la monarchia fu ulteriormente rafforzata.
I successori cercarono di estendere il dominio francese all'Italia, ma non ottennero risultati duraturi. Francesco I, uno dei più celebri re della dinastia dei Valois, fu un importante protettore dell'arte e della cultura rinascimentali. Durante gli ultimi decenni di regno dei sovrani di Valois, la Francia fu lacerata da lotte religiose. Alla dinastia dei Valois succedette un'altra casa cadetta dei Capetingi, la casata dei Borbone.

Corona appartenuta a Bianca di Valois, prima sposa di Carlo IV (Tesoro di Środa)
I tredici sovrani di Valois (compresi i rami cadetti) furono:
Valois in linea diretta

Stemma di Carlo VI

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Stemma originario dei conti di Valois

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D'azzurro seminato di gigli d'oro bordato e lambellato di rosso
StatoValois Arms.svg Contea di Valois
Ancient Flag of Burgundy.svg Ducato di Borgogna
Kroaz Du.png Ducato di Bretagna
Royal Standard of the King of France.svg Regno di Francia
Chorągiew królewska króla Zygmunta III Wazy.svg Regno di Polonia
Casata di derivazioneCapetingi
Casata principaleRobertingi
TitoliCross pattee.png Conte di Valois
Cross pattee.png Re di Francia
Cross pattee.png Re di Polonia
Cross pattee.png Duca di Alençon
Cross pattee.png Duca d'Orléans
Cross pattee.png Duca d'Angiò
Cross pattee.png Duca di Berry
Cross pattee.png Duca di Borgogna
Cross pattee.png Duca di Bretagna
FondatoreCarlo di Valois
Ultimo sovranoEnrico III di Francia
Data di fondazione1270[1]
Data di estinzione1589[2]
Etniafrancese
Rami cadetti
Blason duche fr Anjou (moderne).svg Casa Valois-Angiò

Blason fr Bourgogne.svg Casa Valois-Borgogna



Blason comte fr Valois avant 1299.svg

giovedì 24 gennaio 2019

La casa di Orleans e la dinastia reale orleanista di Francia

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La dinastia d'Orléans è un ramo cadetto della dinastia francese dei Borbone. Si tratta di una delle più importanti famiglie nobili francesi, al vertice della categoria dei principi del sangue, che comprendeva i discendenti in linea diretta maschile di un ramo cadetto della Casa Reale di Borbone. Il capostipite dell'attuale casa d'Orléans è Filippo I di Borbone-Orléans, secondogenito del re di Francia Luigi XIII, e quindi fratello minore del Re Sole Luigi XIV. I maschi primogeniti avevano il titolo di "Duca d'Orléans", figura tradizionalmente molto vicina al sovrano, cui spettava l'appellativo di Monsieur (e di conseguenza a sua moglie quello di Madame) riservato al fratello minore del re.

Sotto, il blasone tradizionale del Ducato di Orleans, sotto le dinastie dei Capetingi e dei Valois

Blason duche fr Orleans (moderne).svg

D'azzurro a tre gigli d'oro al lambello d'argento

Sotto lo stemma dei duchi di Borbone-Orleans

File:Arms of the Kingdom of France.svg

Sotto il blasone maggiore dei Duchi di Borbone-Orleans

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StatoFranciaNavarra
Casata di derivazioneBorbone di Francia
Casata principaleCapetingi
TitoliCross pattee.png Re dei Francesi
Cross pattee.png Principe di Joinville
Cross pattee.png Duca d'Orléans
Cross pattee.png Duca di Chartres
Cross pattee.png Duca di Valois
Cross pattee.png Duca di Montpensier
Cross pattee.png Duca di Châtellerault
Cross pattee.png Duca di Saint-Fergeau
Cross pattee.png Duca di Beaupréau
Cross pattee.png Conte di Parigi
FondatoreFilippo I di Borbone-Orléans
Ultimo sovranoLuigi Filippo d'Orléans
Attuale capoGiovanni IV d'Orléans
Data di fondazione1660
Data di deposizione1848
Rami cadettiOrléans-Braganza
Orléans-Galliera

Filippo I


Filippo I d'Orléans

Elisabetta Carlotta del Palatinato
La creazione del titolo di duca d'Orléans risale al 1344, quando Filippo VI di Francia elesse l'orleanese a ducato e pari del regno, concendendolo in appannaggio al figlio cadetto Filippo, che però non ebbe eredi (e non è contato nella numerazione dei duchi). Luigi I di Valois-Orléans, fratello di Carlo VI, fu il primo duca a dare origine ad un casato d'Orléans cadetto della Casa reale (Valois). Enrico IV, primo re di Francia della Casa di Borbone, rinnovò quest'usanza dando il titolo di duca d'Orléans al primo figlio cadetto, Nicola Enrico, e quindi, morto quest'ultimo ancora bambino, al cadetto successivo, Gastone. Anche Gastone morì senza eredi maschi, non riuscendo a dare origine ad un casato d'Orlèans cadetto.
Morto lo zio Gastone nel 1660Filippo – figlio cadetto di Luigi XIII e di Anna d'Austria, ricevette i suoi titoli nobiliari, tra cui quello ducale d'Orléans e le sue tenute. Fu sempre accanto al fratello e fino al 1661 fu secondo nella linea di successione al trono francese.
Sposò in prime nozze, il 31 marzo 1661, la cugina Enrichetta Anna Stuart, figlia di Carlo I d'Inghilterra e di Enrichetta Maria di Francia, dalla quale ebbe quattro figli:
Morta Enrichetta nel 1671, si risposò lo stesso anno con Elisabetta Carlotta del Palatinato, figlia di Carlo I Luigi del Palatinato e Carlotta di Assia-Kassel. Dalla seconda unione ebbe tre figli, tra cui un erede maschio:
Filippo I morì nel 1701, gli succedette il figlio Filippo II.

Filippo II


Filippo II
Morto lo zio Luigi XIV, divenne reggente di Francia per il minorenne cugino Luigi XV. Sempre al servizio del suo paese, non si sottrasse a movimenti politici che favorirono la sua famiglia, e anche le sue casse. Affidò il controllo delle finanze statali, all'inglese John Law, ma questa politica (Sistema di Law) si risolse in un disastro finanziario colossale. Alla maggior età del re, il 15 febbraio 1723, il duca di Orléans rinunciò formalmente al potere, diventando solo il primo ministro del sovrano, carica che avrebbe mantenuto fino alla morte, il 23 dicembre 1723. Morì al palazzo di Versailles e fu sepolto nella città dov'era nato, Saint-Cloud. Sposò nel 1692Francesca Maria di Borbone, figlia illegittima di Luigi XIV, dalla quale ebbe otto figli: 

Luigi I


Luigi I
Succeduto al padre come Duca d'Orléans nel 1723, fu uomo pio, caritatevole e pieno di interessi culturali, prese ben poca parte alla vita politica del tempo. In un primo momento sembravano possibili le sue nozze con la granduchessa Anna Petrovna Romanova, ma alla fine si sposò, nel 1723, con Augusta Maria Giovanna di Baden-Baden (1704 – 1726), dalla quale ebbe due figli:

Luigi Filippo I


Luigi Filippo I
Sposò in prime nozze Luisa Enrichetta di Borbone-Conti (1726-1759), che gli diede due figli:
  • Luigi Filippo (1747-1793), duca di Orléans
  • Batilde (1750-1822), che sposò l'ultimo Duca di Borbone.
Ebbe una seconda moglie morganatica, Charlotte-Jeanne Béraud de la Haye de Riou, marchesa di Montesson, che sposò segretamente nel 1773. Servì gli eserciti francesi nella Guerra di successione austriaca, si distinse nelle campagne del 1742, 1743 e 1744 e alla battaglia di Fontenoy nel 1745: si ritirò a vita privata a Bagnolet nel 1757, occupando il suo tempo con rappresentazioni teatrali e frequentando la società culturale del tempo.

Luigi Filippo II


Luigi Filippo II
All'epoca della Rivoluzione francese, l'allora duca di Orléans, Luigi Filippo, detto Filippo Égalité, fu l'unico aristocratico di sangue reale a sostenere attivamente la rivoluzione, fino al punto di votare a favore dell'esecuzione del cugino Luigi XVI, attirando così su di sé e sui suoi discendenti l'odio di una gran parte dei monarchici francesi. Egli stesso, tuttavia, venne condannato alla ghigliottina su ordine di Maximilien de Robespierre durante il periodo del Terrore. Questi, il duca di Chartres Luigi Filippo Giuseppe d'Orleans (1747 - 1793), cugino del re e primo principe del sangue, ebbe dal suo matrimonio con Luisa Maria (celebrato il 5 aprile 1769, a Versailles)

Luigi Filippo I, Re dei Francesi


Luigi Filippo I di Francia
Nel 1830, a seguito della Rivoluzione di luglio che portò alla nuova cacciata dei Borbone dal trono nella persona di Carlo X, la casa d'Orléans divenne regnante con il "re borghese" Luigi Filippo, figlio di Filippo Égalité: egli regnò come monarca costituzionale, con il titolo di re "dei Francesi" e non più "di Francia", ma fu costretto ad abdicare a seguito della Rivoluzione del 1848. Luigi Filippo fu l'unico sovrano orléanista francese. Nel 1809 Luigi Filippo sposò Maria Amalia di Borbone, principessa delle Due Sicilie e figlia del re Ferdinando I delle Due Sicilie. Ebbero dieci figli:

Dopo il 1848

Anche dopo la sua cacciata la fazione orléanista rimase però attiva e impegnata a perseguire lo scopo di un ritorno della Casa d'Orléans al potere in Francia. I monarchici legittimisti, tuttavia, continuavano a sostenere di preferenza il diritto della linea principale dei Borbone, che giunsero molto vicini a riconquistare il trono dopo il crollo del Secondo Impero nel 1871. Ma, con la morte senza eredi nel 1883 dell'ultimo pretendente legittimista dei Borbone, Enrico, conte di Chambord, molti legittimisti, anche attenendosi alle istruzioni dello stesso Enrico, che prima di morire aveva dichiarato che i prossimi nella linea di successione dovessero essere i principi d'Orléans, riconobbero i diritti di questi ultimi. Una parte di costoro, invece, continuò a essere pregiudizialmente ostile alla dinastia d'Orléans, sempre a causa dei suoi trascorsi rivoluzionari, e trasferì le proprie speranze sugli eredi maschi carlisti dei Borbone di Spagna, sebbene questi ultimi avessero rinunciato a ogni pretesa sul trono francese fin dal termine della guerra di successione spagnola (1714). Pertanto, secondo i suoi sostenitori, agli eredi della Casa d'Orléans non spetta solo il titolo costituzionalista di "re dei Francesi", ma anche quello legittimista di "re di Francia e di Navarra".

Pretendenti orleanisti al Trono di Francia, alla morte di Luigi Filippo I


Ferdinando Filippo, figlio di Luigi Filippo I

Luigi Filippo Alberto d'Orléans, nipote di Luigi Filippo I

Luigi Filippo Alberto d'Orléans (Filippo VII)

Nato nel 1838, figlio di Ferdinando Filippo, figlio del re Luigi Filippo I, gli offrirono il trono all'abdicazione del nonno, sotto la reggenza della madre, ma la furia popolare di quei giorni glielo impedì, e l'intera famiglia si rifugiò in Inghilterra. Storico e giornalista, partecipò alla guerra civile americana col grado di capitano, combattendo sotto il generale George B. McClellan. Dopo la morte senza discendenti di Enrico V divenne pretendente al Trono di Francia assumendo il nome di Filippo VII. Nel 1864 sposò Maria Isabella d'Orléans, Infanta di Spagna, che gli diede otto figli:
Morì nel 1894, gli succedette il figlio Luigi Filippo, col nome di Filippo VIII.

Luigi Filippo Roberto d'Orléans (Filippo VIII)


Filippo VIII
Il 5 novembre 1896, Filippo sposa l'arciduchessa Maria-Dorotea d'Austria (1867-1932), figlia del principe palatino Giuseppe Carlo Luigi d'Asburgo-Lorena e di Clotilde di Sassonia-Coburgo-Kohary. Ma l'unione è sterile e infelice: durante la prima guerra mondiale, la principessa rifiuta di lasciare l'Austria-Ungheria per ricongiungersi al marito e poco dopo si separano. Durante la prima guerra mondiale, Filippo cerca di partecipare al conflitto dalla parte dell'Intesa, ma né la Francia, né il Regno Unito, né la Russia, né gli Stati Uniti glielo permettono; non gli resta dunque che attendere la fine del conflitto in Inghilterra. Il 19 febbraio 1921, Filippo invia la medaglia dell'Ordine dello Spirito Santo a Lyautey in occasione della sua nomina a Maresciallo di Francia. Ristabilita la pace, riprende i suoi viaggi: Argentina e Cile nel 1921, giro dell'Africa nel 1922, Alto-Egitto nel 1925 ed Etiopia nel 1926. Dopo quest'ultimo viaggio Filippo VIII muore a Palermo nel suo Palazzo Orléans.

Giovanni, Duca di Guisa (Giovanni III)


Giovanni di Guisa
Nato nel 1874, fu pronipote di Luigi Filippo re dei Francesi e figlio di Roberto d'Orléans (1840-1910), duca di Chartres, e di Francesca d'Orléans (1844-1925), Giovanni di Guisa diviene pretendente al Trono e si trova immediatamente dinanzi a gravi problemi politici dal momento che il papa Pio XI vieta ai cattolici di sostenere Maurras e l'Action française, i più importanti sostenitori della Monarchia e della famiglia d'Orléans. Il 30 ottobre 1899, Giovanni sposa a Kingston-sul-Tamigi la cugina Isabella d'Orléans (1878-1961) e in questa occasione riceve dal cognato il titolo di cortesia di Duca di Guisa con il quale resterà noto. Dall'unione nascono quattro figli:
Alla sua morte, avvenuta nel 1940, gli succede il figlio Enrico.

Enrico, Conte di Parigi (Enrico VI)

Enrico, dopo un primo interessamento verso il governo del maresciallo Pétain, rifiuta il Ministero per gli approvvigionamenti propostogli da Pierre Laval ed entra nella Legione Straniera, dove combatterà per la «Francia libera», con il nome di Henri d'Orliac, dal momento che ancora è in vigore la legge d'esilio. Nel novembre-dicembre 1942, prende parte a una cospirazione organizzata da Henri d'Astier de la Vigerie, scopo della quale è la rimozione dell'ammiraglio Darlan, che, a loro parere, impedisce l'unificazione delle armate francesi di liberazione. Questo complotto non ambiva alla restaurazione monarchica, ma alla formazione, sotto la guida del Conte di Parigi, di un governo di unità, nel quale De Gaulle avrebbe diretto gli Affari Politici e Giraud gli Affari Militari, fino alla liberazione della Francia metropolitana. A liberazione avvenuta, si sarebbe rimesso al popolo il compito di decidere la forma istituzionale. Il 24 dicembre 1942Fernand Bonnier de La Chapelle, patriota della resistenza francese, uccide l'ammiraglio Darlan. Le cose, però, non vanno a favore del Conte di ParigiLa Chapelle viene fatto giustiziare da Henri Giraud, che prende il posto di Darlan come ammiraglio, e Enrico d'Orléans è costretto nuovamente all'esilio, in forza della legge del 1886. Il Conte di Parigi rientra in Francia solo nel 1950, dopo l'abrogazione della legge d'esilio. In politica, sostiene la linea di De Gaulle, il quale sembra gli faccia intendere, nel 1962, un proprio sostegno alla Monarchia. Nel 1975, istituisce la Fondation Saint-Louis con l'obiettivo di preservare i beni della Famiglia d'Orléans; al contempo amministra la Fondation Condé. Nel 1983, la famiglia è scossa dalla morte, in Repubblica Centrafricana, dell'undicesimo figlio del Conte di Parigi, Thibaut conte della Marche, già accusato di ricettazione. Già un altro figlio di Enrico era premorto al padre, François, caduto per la Francia in Algeria, nel 1960. Al tempo della Prima Coabitazione (1986-88), il Conte di Parigi si pronunzia più volte in favore del vecchio conoscente François Mitterrand, il quale aveva dimostrato un certo interessamento nei confronti delle cerimonie del Millenario Capetingio (1987), al contrario del presidente Valéry Giscard d'Estaing. Enrico (VI) di Francia muore nel 1999 e viene sepolto nella Cappella Reale di Dreux, gli succede il figlio Enrico VII.

Enrico, Conte di Parigi (Enrico VII)

Figlio di Enrico VI e di Isabella d'Orléans-Braganza, la repubblica francese gli riconosce, oltre ai titoli di Conte di Parigi e Duca di Francia. Nel 2004 si è candidato alle elezioni europee e nell'ultima campagna presidenziale, dopo aver lasciato intendere una sua possibile candidatura, ha dato il proprio sostegno a Nicolas Sarkozy. Alcuni monarchici francesi ritengono decaduto Enrico a seguito del suo divorzio e conseguente matrimonio civile (1984). Secondo questa ipotesi il titolare dei diritti di Francia sarebbe il primogenito Francesco (III), che però, in quanto affetto da toxoplasmosi, è stato dal padre rimosso dalla successione (2006).

Giovanni, Duca di Vendôme (Giovanni IV)

Figlio di Enrico VII e di Maria Teresa di Württemberg, in seguito alla morte del fratello maggiore, affetto da toxoplasmosi, la questione dinastica si conclude con la sua piena titolatura a Delfino di Francia. Dopo la morte del padre (2019) assume difatti la guida della Casa Reale.

Rami

Il casato d'Orléans si è diviso oggi in tre rami principali, che sono tutti discendenti del re dei Francesi Luigi Filippo I: