

Alto Giardino, Casa Tyrell e sotto Delta delle Acque, Casa Tully


Capo Tempesta, Casa Baratheon



Nido dell'Aquila, Casa Arryn



Castel granito, Casa Lannister



Lannisport


Corona della Regina, in Tempesta di spade, rifugio di Bran Stark

Torre Alta di Vecchia Città

Grande Inverno, Casa Stark


Lancia del Sole, Casa Martell

Pyke, Casa Greyjoy







Torri Gemelle, Casa Frey

Roccia del Drago, Casa Targaryen

Luogo di nascita di Daenerys Targaryen, in una notte di tempesta. Quella stessa notte la flotta dei Targaryen fu distrutta, insieme alle ultime speranze della dinastia. La regina Rhaella morì poche ore dopo il parto. Daenerys e Viserys furono tratti in salvo da un fedelissimo.
«Forse, maestà.» Barristan fece una breve pausa. «Ma non sono certo che la felicità facesse parte della personalità di Rhaegar.»
«Lo fai sembrare un uomo molto acido» protestò Dany.
«Non acido, no, ma... c'era della malinconia nel principe Rhaegar, un senso di...» Il vecchio esitò nuovamente.
«Dillo» incalzò lei. «Un senso di?...»
«... di catastrofe. Era nato nel dolore, mia regina, un'ombra che rimase su di lui per tutta la vita.»
Viserys le aveva parlato della nascita di Rhaegar soltanto una volta. Forse era una storia che lo rattristava troppo «Era l'ombra di Sala dell'Estate a tormentarlo, vero?»
«Lo fai sembrare un uomo molto acido» protestò Dany.
«Non acido, no, ma... c'era della malinconia nel principe Rhaegar, un senso di...» Il vecchio esitò nuovamente.
«Dillo» incalzò lei. «Un senso di?...»
«... di catastrofe. Era nato nel dolore, mia regina, un'ombra che rimase su di lui per tutta la vita.»
Viserys le aveva parlato della nascita di Rhaegar soltanto una volta. Forse era una storia che lo rattristava troppo «Era l'ombra di Sala dell'Estate a tormentarlo, vero?»
«Sì. E al tempo stesso Sala dell'Estate era il luogo che il principe amava più di ogni altro. Vi si recava saltuariamente, con la sua arpa come unica compagnia. Neppure i cavalieri della Guardia reale andavano con lui. Gli piaceva dormire nella sala in rovina, sotto la luna e le stelle, e ogni volta che ritornava ad Approdo del Re, portava con sé una nuova canzone. A udirlo suonare la sua arpa dalle corde d'argento, a udirlo cantare di crepuscoli, lacrime e morti di re, era impossibile non percepire che era di se stesso che stava cantando, e di coloro che amava.»
- I fiumi della guerra (Le cronache del ghiaccio e del fuoco), George R.R. Martin

Grande Tempio di Baelor, Approdo del Re

La Fortezza Rossa, Approdo del Re

