venerdì 2 giugno 2017

L'indicatore di personalità di Myers-Briggs

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L'Indicatore di personalità di Myers-Briggs, a volte abbreviato con MBTI (dall'inglese Myers-Briggs Type Indicator), individua una serie di caratteristiche psicologiche, identificate attraverso appositi questionari psicometrici, e nasce con l'idea di comprendere e schematizzare il modo in cui una persona si rapporta e si comporta nei confronti del mondo e della vita in generale. Fortemente basato sulla teoria dei tipi psicologici di Carl Gustav Jung[1], l'indicatore discrimina tra 16 possibili tipologie di personalità, individuate da 4 diversi caratteristiche che possono presentarsi ognuna in due modalità alternative.

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Le due pioniere di questo tipo di ricerche furono Katharine Cook Briggs e sua figlia Isabel Briggs Myers, che cominciarono a pensare all'indicatore durante la seconda guerra mondiale, con l'intento di aiutare le donne (che stavano allora entrando per la prima volta nel mondo dell'industria per sopperire alla mancanza di operai uomini, impegnati in guerra) a capire il tipo di lavoro più adatto per loro e in cui potessero essere più utili[2]. L'iniziale questionario raggiunse la forma definitiva nel 1962, anno in cui fu pubblicato. L'indicatore si basa su popolazioni normali e sottolinea il valore di differenze che occorrono naturalmente all'interno di esse.[3]

Caratteristiche

Come dice il Manuale scritto dalle due ricercatrici[4], l'indicatore "is designed to implement a theory, therefore the theory must be understood to understand the MBTI" ("l'indicatore è costruito come espressione di una teoria, dunque bisogna capire la teoria per comprendere l'indicatore"). La teoria in questione, è la già citata teoria dei tipi psicologici di Jung, con alcune modifiche e generalizzazioni.
Jung propose l'esistenza di due coppie dicotomiche di funzioni cognitive:
  • la coppia di giudizio o razionaleragionamento e sentimento
  • la coppia di percezione o irrazionaleintuizione e sensazione
Ogni persona esprimerebbe queste funzioni prevalentemente o "verso gli altri" (in maniera estro-versa) oppure "verso la sfera interiore" (in maniera intro-versa).[5]
Dunque, date le dicotomie estroverso/introverso, ragionamento/sentimento, sensazione/intuizione, la teoria di Jung individua 8 possibili archetipi di personalità. L'indicatore di Myers-Briggs prevede in più una quarta dicotomia, che individua quale delle due coppie di funzioni (di giudizio o di percezione) l'individuo utilizza preferibilmente nel suo rapporto col mondo esterno.

Le quattro dicotomie

Le quattro coppie di caratteristiche sono schematizzate nella tabella seguente
Dicotomie
Estroversione (E) –(I) Introversione
Sensitività (S) –(N) Intuizione
Ragionamento (T) –(F) Sentimento
Giudizio (J) –(P) Percezione
Le lettere in parentesi fanno riferimento ai corrispondenti termini inglesi: Extraversion/Introversion, Sensitivity/Intuition, Thinking/Feeling, Judgment/Perception.
Va sottolineato che i termini specifici utilizzati per indicare le singole caratteristiche delle coppie hanno un significato preciso all'interno della teoria degli archetipi cui fa capo l'indicatore; significato che è spesso differente da quello di uso comune: ad esempio una persona con funzione di giudizio dominante non è necessariamente più 'giudiziosa' di una con percezione dominante.

Tipi di personalità

I 16 tipi di personalità
ISTJISFJINFJINTJ
ISTPISFPINFPINTP
ESTPESFPENFPENTP
ESTJESFJENFJENTJ
La tabella presenta i sedici tipi di personalità del MBTI.

Attitudini: estroversione/introversione (E/I)

La letteratura riguardante l'MBTI utilizza i termini "estroversione" ed "introversione" allo stesso modo in cui Jung li aveva utilizzati. Estroverso indica una persona 'rivolta all'esterno', introverso 'rivolta all'interno'.[6]
Spesso la preferenza per estroversione ed introversione è chiamata atteggiamento. Myers e Briggs capirono che ognuna delle funzioni cognitive può esplicitarsi sia nel mondo esterno, nella socialità, nell'agire, nei comportamenti verso gli altri e verso gli oggetti, sia verso il mondo interiore della riflessione e del pensiero: l'indicatore MBTI indica una preferenza dell'individuo tra queste due possibilità, detta appunto atteggiamento.
Le persone che tendono a preferire l'estroversione, prendono energia dall'esterno, dall'agire: sono più spinti prima ad agire e poi a riflettere in un secondo momento. L'inattività tende a 'spegnerli', tendono infatti a prendere energie dalla socialità e dall'azione e a spenderle nella riflessione interiore. Al contrario le persone introverse si ricaricano - per così dire - rimanendo con se stessi, e spendono energie nei rapporti sociali e nell'azione: preferiscono riflettere e poi agire.
Il "flusso" estroverso è diretto verso le persone e gli oggetti, quello introverso verso idee e concetti. Volendo identificare alcune caratteristiche tipiche (ed opposte) di persone con attitudine diversa, si possono elencare le seguenti
  • gli estroversi sono per l'azione, gli introversi per la riflessione;
  • gli estroversi cercano conoscenze di ampio respiro, gli introversi ricercano profondità;
  • gli estroversi spesso preferiscono frequenti interazioni, gli introversi poche ma "di sostanza";
  • gli estroversi si ricaricano passando il tempo in mezzo alla gente, gli introversi stando soli[7].

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Funzioni: sensitività/intuizione (S/N) e ragionamento/sentimento (T/F)

Come già accennato, Jung suddivise le funzioni in due gruppi:
  • quelle di percezione (sensitività/intuizione), che descrivono come l'individuo prende informazioni dal mondo che lo circonda,
  • quelle di giudizio (ragionamento/sentimento), che descrivono il modo in cui si prendono le decisioni
Secondo la teoria di Myers e Briggs, ogni individuo usa in maniera dominante una sola di queste funzioni. Questo, evidentemente, non significa che le altre tre non siano comunque utilizzate: ogni individuo possiede la capacità di fare uso di tutte e quattro le funzioni, ma alcune (ed una in particolare) riescono più facili e naturali delle altre.
Per quel che riguarda le funzioni di "raccolta di informazioni" sono così caratterizzate: per sensitività si intende la modalità di percezione del mondo esterno attraverso esperienze concrete, tangibili, fattuali, ossia - in poche parole - attraverso i cinque sensi. Tendono dunque ad essere persone pratiche e concrete, che poco si fidano di costruzioni teoriche per le quali non vedono un contatto diretto con i fatti. Per intuizione, al contrario, si intende un modo di percepire il mondo attraverso astratti schemi e principi generali. Per le persone intuitive, la realtà sta - per così dire - nei meccanismi (teorici) sottostanti ai fenomeni naturali.
Le funzioni di giudizio, ragionamento e sentimento, riguardano il modo in cui un individuo si comporta nei confronti del mondo, il modo in cui prende le decisioni. Entrambe sono utilizzate per prendere decisioni razionali in base alle informazioni raccolte tramite le funzioni di percezione. La differenza principale tra le due funzioni, sta nel fatto che coloro che tendono a preferire il ragionamento, agiscono in base alle conseguenze possibili delle proprie azioni, alla consistenza con un dato sistema di regole e, in generale, in modo più distaccato, senza lasciare cioè che sentimenti o sensazioni intralcino la logica della decisione. Al contrario, coloro che prediligono il sentimento agiscono sulla base di quello che provano, di ciò che sentono, senza soffermarsi troppo a soppesare le conseguenze di quel che fanno.
Va sottolineato che - come già accennato - le persone con preferenza nel ragionamento, non necessariamente ragionano meglio di altri, semplicemente utilizzano quel tipo di funzione in maniera preferenziale su quella del sentimento. E così via per le altre.

Un diagramma che descrive le funzioni cognitive di ogni tipo di personalità Myers-Briggs. Il colore di sfondo di un tipo rappresenta la sua funzione dominante, e il colore del testo rappresenta la sua funzione ausiliaria.

Funzione dominante

Secondo Myers e Briggs, le persone utilizzano tutte e quattro le funzioni cognitive appena descritte. Tuttavia, una di queste è utilizzata in maniera più cosciente e consapevole. Questa funzione dominante è coadiuvata da una seconda funzione, ausiliaria, e dunque da una terza. La quarta, ed ultima, funzione è quella di cui l'individuo è meno cosciente, ed è sempre la funzione 'opposta' alla dominante. Myers la definiva funzione ombra.

Stile di vita: giudizio/percezione (J/P)

Come già anticipato, Myers e Briggs aggiunsero un'altra dimensione alla teoria di Jung dei tipi psicologici, notando che le persone mostrano una preferenza nell'usare o la propria funzione di giudizio (ragionamento o sentimento) o quella di percezione (intuizione o sensazione) nel relazionarsi col mondo esterno.
Coloro che preferiscono il giudizio, tendono a mostrare agli altri (come propria caratteristica principale) la propria funzione di giudizio. Dunque le tipologie TJ (ragionamento e decisione) appaiono agli altri come logici, mentre le FJ (sentimento e decisione) appaiono empatici. Secondo le parole di Myers[8], alle persone di giudizio piace "tenere in ordine le situazioni". Coloro che invece hanno la percezione come preferenza cognitiva, appaiono agli altri secondo la loro funzione percettiva: le tipologie SP sono considerate concrete e pratiche; le NP risultano più astratte. Secondo Myers [8], le persone percettive preferiscono "lasciare aperte le decisioni".
Dato che gli stili di vita J o P riguardano il modo di porsi verso il mondo esterno, per le tipologie estroverse la funzione indicata da J o P indica di fatto la funzione dominante. Al contrario, per le tipologie introverse, la funzione indicata da J o P è quella ausiliaria. Ad esempio, le persone ENTJ hanno il ragionamento (T) come funzione dominante (ragionamento estroverso), l'intuizione (N) come ausiliaria; mentre le INTJ hanno la funzione percettiva come dominante, ossia l'intuizione introversa, mentre quella di giudizio, ragionamento, è ausiliaria.

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Note

  1. ^ Jung, Carl Gustav, Psychological Types, in Collected Works of C.G. Jung, Volume 6, Princeton University Press, 1º agosto 1971, ISBN 0-691-09770-4.
  2. ^ Briggs e Myers, 1995
  3. ^ Roger R. Pearman, Sarah C. Albritton, I'm Not Crazy, I'm Just Not You, First, Palo Alto, California, Davies-Black Publishing, 1997, xiii, ISBN 0-89106-096-0.
  4. ^ Isabel Briggs Myers, Mary H. McCaulley, Manual: A Guide to the Development and Use of the Myers-Briggs Type Indicator, 2nd, Palo Alto, CA, Consulting Psychologists Press, 1985, p. 1, ISBN 0-89106-027-8.
  5. ^ Briggs e Myers, 1995, p. 17
  6. ^ Carolyn Zeisset, The Art of Dialogue: Exploring Personality Differences for More Effective Communication, Gainesville, FL, Center for Applications of Psychological Type, Inc, 2006, p. 13, ISBN 0-935652-77-9.
  7. ^ Paul D. Tieger, Barbara Barron-Tieger, The Art of SpeedReading People, New York, NY, Little, Brown and Company, 1999, p. 66, ISBN 978-0-316-84518-2.
  8. ^ a b Briggs e Myers, 1995, p. 75

Bibliografia

  • (EN) Isabel Briggs Myers e Peter B. Myers, Gifts Differing: Understanding Personality Type, Mountain View, CA, Davies-Black Publishing, 1995 [1980]ISBN 0-89106-074-X.

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Individualità, temperamento, carattere e personalità nelle fasi della vita

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temperamento
tem·pe·ra·mén·to/
sostantivo maschile
  1. 1.
    Elemento del carattere di un individuo, da ascrivere alle disposizioni più segrete della sua personalità, spesso determinante della sua volontà e del suo modo di agire: un t. freddo, nervoso, irritabile, romantico; è un lavoro che non si adatta al mio t.
  2. 2.
    arcaico
    Mescolanza di più elementi in giusta proporzione: t. dei colori; fig., rimedio, alleviamento, attenuazione.

    "cercare"


Falso sé e vero sé

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Donald Woods Winnicott (Plymouth7 aprile 1896 – Londra28 gennaio 1971) è spediatra e psicoanalista inglese, indica, col termine "Falso sé", le situazioni nelle quali il paziente avverte un pesante senso di inutilità soggettiva, di non esistenza. Il Falso Sé deriverebbe da un rapporto primario madre-bambino insoddisfacente, quindi da una madre che non ha risposto in maniera soddisfacente ai bisogni del bambino. In questo caso non si parla tanto di bisogni fisiologici, quanto dei bisogni di crescita, di onnipotenza, di creazione e distruzione dell'oggetto. Inizialmente, infatti, è importante che il bambino sperimenti l'onnipotenza soggettiva, vivendo nell'illusione di essere lui (con i suoi desideri) a creare e distruggere la madre. Successivamente, grazie all'esperienza e all'oggetto transizionale, potrà muoversi verso un terreno di realtà condivisa, meno egocentrico. Per fare ciò ha bisogno di una madre sufficientemente buona che lo sottoponga a delle frustrazioni ottimali, che il piccolo possa recepire in maniera non traumatizzante. La madre non sufficientemente buona, invece, interrompe bruscamente l'onnipotenza soggettiva del bambino, tarpandone le ali e impedendo la crescita del vero sé: è in questo modo che si forma il falso Sé, un Sé privo di energia soggettiva, fatto di accondiscendenze, non creativo, senza spinta. Al contrario, il Vero Sé è quello nato dal normale superamento dell'onnipotenza soggettiva, la quale rimane come base del vero nucleo della personalità, la fonte di energia dalla quale si sviluppano gli aspetti periferici della personalità. Il Falso Sé viene quindi a configurarsi come una patologia legata ad un deficit presente nell'ambiente del bambino, ad una carenza nelle cure materne; si passa così da una teoria del conflitto, tipica della psicoanalisi freudiana, della psicologia dell'Io e delle concezioni kleiniane, a una teoria del deficit che presuppone l'assenza o la carenza di importanti elementi dello sviluppo.

Per Fairbairn ogni individuo, fin dalla nascita, è alla ricerca di un contatto emotivo-affettivo. Questa intenzionalità che egli definisce libido, si connota di una nuova proprietà: il desiderio. Ma il desiderio può non sempre essere accolto e soddisfatto: se c’è una cronica indisponibilità emotiva della madre, mentre l’Io libidico tende a languire, si sviluppa un Io antilibidico che è il frutto del rapporto con l’oggetto rifiutante. Questi due aspetti sono in contrasto tra di loro e poiché la tensione che nasce dal loro conflitto è minacciosa per l’identità del bambino, questi è costretto ad operare una scissione. Fairbairn propone quindi la psicopatologia come conseguenza della scissione di un Io primario, unificato e coeso, che ha però bisogno, per mantenere questa coesione, di un oggetto gratificante e di una situazione ambientale favorevole.

In tal modo, l’individuo si mostrerà incapace di relazionarsi a livello profondo con le persone, perché il contatto con l’ambiente evocherà sempre la frustrazione ricevuta nel passato; da ciò deriverà l’investimento narcisistico ed una svalutazione della dipendenza, con conseguenti difficoltà anche nell’affidarsi al terapeuta.

I meccanismi di difesa dell'Io

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I sei pilastri dell'Autostima secondo Nathaniel Branden

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L'enneagramma per sviluppare la personalità in varie direzioni

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L'Enneagramma della Personalità

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L'Enneagramma (dal greco ennea, nove, e gramma, disegno) è un simbolo geometrico utilizzato in ambito psicologico ed esoterico.
Graficamente, il simbolo si realizza a partire da una circonferenza suddivisa in nove parti uguali che rappresentano la fusione delle leggi del 3 (che si riferisce alle tre forze presenti all'inizio di ogni evento: si pensi alla trimurti indù o alla trinità cristiana; le tre forze possono essere viste come creativa, distruttiva e conservativa, oppure come attiva, ricettiva e conciliativa, o ancora come conservativa, sessuale e sociale, a seconda dell'ambito in cui ci si muove nella vita) e quella del 7, che governa la successiva evoluzione dell'evento nel mondo fisico (legge conservata per esempio nelle ottave della scala musicale), intersecate da linee interne. I punti sono numerati in senso orario da 1 a 9 e all'interno del cerchio è inscritto un triangolo equilatero avente come vertici i punti 3, 6 e 9. L'unione degli altri punti è data invece dalla divisione del numero 1 per il numero 7: si ottiene il numero periodico 0,142857142857.. con serie numeriche che non contengono multipli di 3, e i punti restanti da collegare sono appunto i sei numeri 1-4-2-8-5-7, in questa successione.

Storia

Fino agli anni sessanta l'Enneagramma era pressoché sconosciuto, con eccezione della scuola facente capo a Georges Ivanovic Gurdjieff, i cui allievi, anche dopo la sua morte, continuarono a studiare questo simbolo, seguendo le indicazioni date dal filosofo armeno, ma non facendone mai pubblicità.
In particolare Pëtr Dem'janovič Ouspenskij, allievo di Gurdjieff, nel libro Frammenti di un insegnamento sconosciuto ne espone il pensiero e cita anche l'enneagramma, un simbolo formato da un cerchio suddiviso in nove parti da punti collegati fra loro da nove rette secondo un certo disegno, che esprime la "legge del sette" e il suo rapporto con la "legge del tre". Nel libro Ouspenski, riportando le parole di Gurdjieff, afferma che l'enneagramma è un simbolo universale, attraverso cui è possibile interpretare qualsiasi scienza e, per chi sa come usarlo, rende inutili libri e biblioteche, essendo in grado di svelare il meccanismo di ogni sistema, da quello solare con le leggi che lo governano, al funzionamento dell'organismo umano, degli esseri viventi in generale, ecc.
Per Gurdjieff questo simbolo rappresentava la fusione della "legge del sette" con la "legge del tre". La prima legge descriverebbe ogni processo in cui un fenomeno integrale (come il raggio bianco della luce) viene convenzionalmente scomposto in sette parti relativamente indipendenti (i sette colori); la seconda indicherebbe come ogni fenomeno, dal più piccolo (atomo) fino al più grande (stelle), sia sempre generato e tenuto in vita da tre forze o parti dette "Positiva" o di affermazione, "Negativa" o di resistenza, e "Neutralizzante" o di conciliazione. In questa prospettiva, l'enneagramma rappresenterebbe ogni processo che si mantiene da solo per auto-rinnovamento, in primis la Vita. Per questo Gurdjieff lo definì "il moto perpetuo e anche la pietra filosofale degli alchimisti". Egli sosteneva che "la conoscenza dell'enneagramma è stata preservata per molto tempo in segreto e se adesso, per così dire, è resa disponibile a tutti, è solo in una forma incompleta e teorica, della quale nessuno può fare alcun uso pratico senza istruzioni da parte di chi sa".
Dagli anni sessanta, tuttavia, l'enneagramma comincia a essere studiato e applicato soprattutto all'ambito psicologico, come "mappa" di personalità o strutture caratterialiOscar Ichazo prima e Claudio Naranjo poi ne hanno rielaborato in modo del tutto personale il significato, utilizzandolo come tecnica di autoconoscenza e indagine psicologica, e in questo senso si è andato diffondendo in Occidente, applicato non solo all'ambito della terapia ma anche a quello della formazione, della ricerca del personale ecc., integrato anche con altri approcci psicologici, come la PNL, o confrontato con altre "mappe" di personalità, come quella dei tipi psicologici di Carl Gustav Jung.
Ichazo, nato nel 1931 in Bolivia, scoprì a 19 anni il libro di Ouspensky e partecipò a Buenos Aires alle attività di un gruppo probabilmente collegato con suoi allievi. Dal 1955 comincia a condurre e fonda poi l'Istituto di Gnoseologia di Arica, villaggio cileno al confine con il Perù, organizzando ritiri di crescita personale. Un gruppo di suoi allievi, tra i quali il cileno Naranjo, partecipando a questi ritiri entrò in contatto con l'enneagramma e cominciò ad approfondirne lo studio e a diffonderlo. Oggi esiste sull'argomento una vasta letteratura, legata non solo all'approccio caratteriologico già citato, ma anche alla tradizione cristiana, alla mistica sufi, a diverse scuole esoteriche.

L'Enneagramma dei tipi psicologici

L'Enneagramma dei tipi psicologici è una "mappa" che descrive nove tipi di personalità - al di là di tutte le possibili differenze individuali - e i rapporti tra loro, e che consente di individuare le tendenze principali di carattere, visioni del mondo e attitudini, nonché le più probabili ipotesi evolutive, permettendo di accrescere le proprie possibilità di auto-comprensione e di trasformazione interiore, con i propri punti di forza e le proprie aree di miglioramento.
Ogni personalità rappresenta la cristallizzazione e l'irrigidimento delle difese infantili nel processo di adattamento precoce con l'ambiente e si struttura attorno a un nucleo emozionale ("passione" dominante), un nucleo cognitivo ("fissazione" dominante) e un nucleo che riguarda la sfera degli istinti che regolano l'attività umana (istinto di conservazione, sociale e sessuale).
Più che una mera classificazione, l'enneagramma è un modello dinamico in cui ogni enneatipo racchiude le potenzialità di tutti gli altri, anche se per ogni persona è riscontrabile un'identificazione più forte con un certo tipo. È importante sottolineare che non esiste un enneatipo migliore di un altro, o più fortunato in termini di risorse personali: nella dinamica dell'enneagramma sono tutti ricchi di potenzialità e, a seconda della propria evoluzione o involuzione, tendono verso un certo tipo di positività o di negatività caratteristiche.
Le nove personalità individuate dalla mappa sono correlate secondo uno schema - presente appunto già in Gurdjieff - che viene raffigurato con una stella a nove punte e che esprime il rapporto fra le due leggi fondamentali del 3 e del 7. Applicato alla condizione umana, il triangolo interno che collega i punti 3-6-9 rappresenta le tre "preoccupazioni" mentali principali: l'immagine (3), la paura (6), e l'autoesclusione (9), cui corrispondono altrettante emozioni. Mentre gli altri sei punti della stella (1-4-2-8-5-7), collegati fra loro da linee interne, corrispondono ad altre "fissazioni" ed emozioni.
I nove enneatipi sono raggruppati sulla base di tre Centri, dell'Istinto, dell'Emozione e della Razionalità. Al di là delle differenze legate alle singole passioni e fissazioni, c'è una tendenza di fondo nella visione del mondo e nel percepire la realtà che distingue i tre gruppi: il Centro dell'Istinto, in alto sulla circonferenza, funziona sulla base di impulsi naturali e a esso appartengono gli enneatipi 8, 9 e 1. Gli appartenenti a questo centro tendono a seguire l'istinto e l'abitudine e agiscono impulsivamente, spesso in reazione a uno stimolo esterno; tendono a essere più rivolti all'azione e la loro intuizione è basata sul corpo. Il Centro dell'emozione, a destra sulla circonferenza, funziona sulla base dei sentimenti e dei rapporti con le altre persone, e vi appartengono gli enneatipi 2, 3 e 4, che tendono a essere più in contatto con i propri sentimenti e la cui intuizione è basata sull'emozione. Le personalità di questo centro dipendono molto dal riconoscimento degli altri e danno molta importanza all'immagine e alla relazione. Infine, il Centro della razionalità, a sinistra della circonferenza, funziona sulla base del pensiero, dello studio e della riflessione, e ne fanno parte gli enneatipi 5, 6 e 7, che tendono a privilegiare la ragione e la cui intuizione è basata sulla mente. La paura fa da sfondo a tutti e tre i tipi razionali, la tristezza e il bisogno di riconoscimento ai tre emotivi, la rabbia ai tre istintivi.
Le ali sono gli enneatipi posti sulla circonferenza a lato di ogni enneatipo (per esempio il 9 e il 2 rispetto all'1). Possono influenzare le caratteristiche del tipo base. Le frecce costituiscono le direzioni delle linee che collegano i vati enneatipi fra loro. Alcuni autori sottolineano la differenza delle due direzioni, una che "va verso" l'enneatipo in esame e rappresenta le risorse che permettono all'enneatipo stesso di evolvere; e l'altra che "parte da" l'enneatipo in esame, e costituisce la direzione di stress, tendenzialmente "involutiva" rispetto all'altra. Per altri autori invece entrambe le frecce possono indicare momenti di evoluzione o di involuzione, in fasi e circostanze diverse dell'esistenza.
Claudio Naranjo, utilizzando l'Enneagramma dei tipi psicologici nel Programma SAT di crescita personale da lui creato, propone una mappa ancora più complessa, dato che per ogni enneatipo è possibile individuare tre sottotipi a seconda dell'ambito in cui ognuno si muove prevalentemente o che ritiene più importante (quello della sopravvivenza per il conservativo; quello del rapporto di coppia per il sessuale; quello del rapporto con gli altri in generale per il sociale), arrivando a un ventaglio di 27 enneatipi[1].

I nove Enneatipi in sintesi[modifica | modifica wikitesto]

TipoRuoloEgoIdea fondamentalePaura fondamentaleDesiderio fondamentaleTentazioneVizio/PassioneVirtù (cardinali)StressSicurezza
1Riformatore, PerfezionistaRisentimentoPerfezioneCorruzione, parzialità, essere malvagioBontà, integrità, equilibrioIpocrisia, ipercriticismoIraSerenità (Fortezza)47
2Altruista,
Aiutante
AdulazioneLibertà, volontàNon essere amatoEssere amatoNegare i propri bisogni, manipolazioneSuperbiaUmiltà (Prudenza)84
3Vincente, EsecutoreVanitàSperanza, leggeMancanza di valoreEssere valutato beneEssere reputato il miglioreIngannoAutenticità (Prudenza)96
4Individualista, ArtistaMalinconiaIdea di sèNon avere identità/essere insignificanteEssere se stessiAbusare di immaginazione in cerca di sèInvidiaEquanimità (Giustizia)21
5Investigatore, pensatoreConservazioneOnniscienza, TrasparenzaIncompetenza, incapacitàMaestria, comprensioneSostituire le esperienze reali con concettiAvariziaNon attaccamento (Temperanza)78
6Leale, DifensorePreoccupazioneFiduciaNon avere supporto o guidaAvere supporto o guidaIndecisione, dubbi, cercare rassicurazionePaura / CodardiaCoraggio (Fortezza)39
7Entusiasta, AvventurieroPianificazione, AnticipazioneSaggezzaProvare dolore e deprivazioneEssere felici e soddisfattiCredere che la felicità vada cercata altroveGolaSobrietà (Temperanza)15
8Competitivo, LeaderRivalsaVeritàEssere debole, controllato, manipolatoProtezione di sèCrede di essere forte e autosufficienteLussuriaInnocenza (Temperanza)52
9Pacificatore, MediatoreIndolenzaAmoreConflittoIntegrità, pace mentaleEvitare conflittiAccidiaAzione (Fortezza)63
  • Uno: indicato anche come Riformatore, Critico, Perfezionista, caratterizzato dalla passione ira e dalla fissazione perfezionismo, tende a evitare la collera, non si arrabbia e tende a essere perfetto in ogni cosa
  • Due: indicato anche come Aiutante, Generoso, Nutrice, caratterizzato dalla passione superbia e dalla fissazione falsa generosità, tende a evitare di avere bisogno, si vanta di aiutare gli altri ma non chiede aiuto
  • Tre: indicato anche come Manager, Organizzatore, Esecutore, caratterizzato dalla passione vanità e dalla fissazione inganno, tende a evitare l'insuccesso, si identifica con i successi e i risultati che ottiene
  • Quattro: indicato anche come Romantico, Individualista, Artista, caratterizzato dalla passione invidia e dalla fissazione autofrustrazione, tende a evitare l'ordinarietà, si ritiene speciale ed è molto sensibile
  • Cinque: indicato anche come Osservatore, Pensatore, Investigatore, caratterizzato dalla passione avarizia e dalla fissazione distacco, tende a evitare il vuoto e cerca di accrescere il proprio bagaglio di conoscenze
  • Sei: indicato anche come Avvocato del Diavolo, Difensore, Leale, caratterizzato dalla passione paura e dalla fissazione accusa, tende a evitare la devianza e vede la vita come ordinata da leggi, regole e norme
  • Sette: indicato anche come Entusiasta, Avventuriero, Epicureo, caratterizzato dalla passione gola e dalla fissazione fraudolenza, tende a evitare il dolore, ama il divertimento e non nota il dolore altrui
  • Otto: indicato anche come Leader, Protettore, Capo, caratterizzato dalla passione lussuria e dalla fissazione vendicatività, tende a evitare la debolezza, si vanta di essere forte e ama litigare
  • Nove: indicato anche come Mediatore, Pacificatore, Conservatore', caratterizzato dalla passione accidia e dalla fissazione dimenticanza di sé, tende a evitare il conflitto e cerca pace e armonia tra le persone.

Enneagramma e Chiesa cattolica

Una menzione particolare merita il rapporto tra Chiesa cattolica ed enneagramma. La Chiesa ha mostrato sempre un'aperta ostilità per una dottrina proveniente da ambienti esoterici. A partire dagli anni settanta si è tuttavia diffusa, sporadicamente, quale indicatore di personalità nei seminari e nelle università cattoliche[2].
Dopo aver appreso da Naranjo l'utilizzo dell'enneagramma, il gesuita Robert Ochs tenne presso la Loyola University di Chicago il primo corso sull'uso cristiano dello stesso, che da allora prese a diffondersi in numerose comunità cristiane (esponenti di spicco sono suor Maria C. Beesing OP, p. Robert J. Nogosek CSC, p. Patrick O'Leary SJ, p. Richard Rohr OFM, suor Suzanne Zuercher OSB e l'ex gesuita Don Richard Riso).
L'ostilità della Chiesa è culminata in una condanna nel documento del Pontifico Consiglio della Cultura e del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso "Gesù Cristo Portatore dell'Acqua Viva" del 2003 [3], nel quale si parla dell'enneagramma come di uno strumento che, "utilizzato come mezzo di crescita spirituale, introduce ambiguità nella dottrina e nella vita della fede cristiana".
A questo documento sono seguiti studi che evidenziavano i richiami alla tradizione della Chiesa, ponendo in secondo piano quelli all'esoterismo del Novecento. Oltre ai riferimenti espressi nelle epistole paoline (p. es. 1 Cor 12,7; Gal 5,22) è con Evagrio Pontico che abbiamo un elenco di nove fissazioni dell'anima che impediscono la vocazione alla santità e le corrispondenti grazie per superarle[4]:
TentazioneGrazia
1. Ira (οργή)Pazienza (μακροθυμία)
2. Vanagloria (κενοδοξία)Umiltà (ακενοδοξία)
3. Superbia (υπερηφάνεια)Modestia (ταπεινοφροσύνῃ)
4. Invidia (φθόνος)Disponibilità (αφθονία)
5. Avarizia (φιλαργυρία)Non attaccamento (ἀκτημοσύνη)
6. Tristezza (λύπη)Gioia (χαρά)
7. Gola (γαστριμαργία)Moderazione (σοφροσύνη)
8. Lussuria (πορνεία)Dominio di sé (ἐγκράτεια)
9. Accidia (ἀκηδία)Sopportazione (ὑπομονή)
Un'altra fonte antica citata dai sostenitori dell'enneagramma è il grafico dei "nove nomi di Dio" di Raimondo Lullo. Nel suo trattato Ars Generalis Ultima (1303) egli sosteneva che attraverso tre triangoli ruotanti, rappresentanti i nove aspetti di Dio, tutte le conoscenze potessero essere combinate in nuove connessioni. Nel 1307 Lullo pubblicò Ars Brevis, nel quale rappresentò numerose immagini che ricordano l'enneagramma[5][collegamento interrotto]
Il gesuita Attanasio Kircher (1601-1680) si richiamò all'Enneade di Lullo nel suo trattato del 1665 Arithmologica. Kircher fece una rappresentazione astrologica con nove tipologie di personalità e sulla copertina rappresentò un ennegolo regolare coi nove ordini di angeli.

Enneagramma e tipologia omeopatica

Nonostante la scuola, più direttamente collegata alle idee e all'insegnamento di Gurdjieff, non preveda utilizzi dell'Enneagramma diversi da quelli adottati e trasmessi ai suoi allievi dal maestro, in altre scuole che si riferiscono alla Quarta Via si parla molto di questo simbolo, che viene descritto in diversi testi, come in Body Types di Joel Friedlander, o in The Theory of Celestial Influence di Rodney Collin, allievo di Ouspensky. Quello prospettato da simili scuole, tuttavia, è un sistema di studio degli esseri umani che utilizza l'Enneagramma in un modo assai diverso da quello di Oscar Ichazo e Claudio Naranjo.
Una mappa tipologica è per esempio quella che considera sette tipi di personalità, già individuate dal padre dell'omeopatia francese, Leon Vannier, che però non le aveva disposte sull'Enneagramma, ma le aveva ampiamente descritte nel suo libro "Tipologia omeopatica", pubblicato per la prima volta nel 1955, ma da lui concepito già nel 1915. Obiettivo dell'osservazione tipologica è riconoscere la ‘funzione umana' di ogni individuo e le sue potenzialità: fisiche, chimiche, biologiche, psicologiche, dinamiche. Vannier riconosce otto tipi fondamentali, i Prototipi, e ritiene che ogni persona sia una combinazione di prototipi diversi, ossia un Metatipo. I tipi costitutivi possono essere però disarmonici, e questa disarmonia può causare disturbi, dai più lievi (per esempio quelli nervosi) alle patologie più gravi. Compito del medico omeopata è quindi riportare il malato all'equilibrio a partire dall'individuazione del suo tipo e dei suoi segni distintivi: di struttura fisica, ma anche caratteriali, di comportamento e addirittura etici, con conseguente prescrizione dei rispettivi rimedi. Seguendo le frecce che le uniscono è possibile posizionare ogni individuo su una mappa simile a quella dell'Enneagramma.
I "Tipi" sono sette e corrispondono a tipologie della personalità connesse, in parte, alle antiche divinità greco-latine: ecco perché possiamo classificare in questo modo i tipi "Venusiano", "Mercuriale", "Saturnino", "Marziale", "Gioviale", "Lunare" e "Solare". Le loro caratteristiche sono abbastanza coerenti con i pianeti e/o divinità cui devono il nome: il Mercuriale è mobile e loquace, il Gioviale allegro e amante dei piaceri, ecc. Anche il dottor Vannier usava questa terminologia per nominarle. Va evidenziato che non esiste alcuna connessione con l'astrologia: i nomi sono legati a come i testi greci e romani descrivono i tratti principali delle loro divinità. I Tipi indicano come siamo fatti caratterialmente, come reagiamo all'ambiente e quali sono i nostri automatismi preferiti. Sono raramente puri (cioè raramente possiedono almeno l'80% delle caratteristiche peculiari di uno dei sette Tipi): più facilmente si individuano Tipi intermedi tra uno e quello adiacente e Tipi espansi verso i due adiacenti. I Tipi sono da intendersi in modo fortemente dinamico: nel corso della vita si può passare da uno all'altro (in media si evolve di un posto o due). Le Tipologie (come i Centri) sono basate sull'aspetto fisico: a ognuno dei sette Tipi corrispondono infatti precise caratteristiche corporeo che riportano a specifiche caratteristiche di personalità.
Allo studio dei tipi si aggiungono quello sui centri di gravità e sulle alchimie. Il primo, di origine molto antica, ha dato ispirazione a numerosi scrittori, come il poeta Tagore e Jostein Gaarder (L'enigma del solitario) I "Centri di Gravità" sono quattro e prendono i nomi dai semi delle carte da gioco: "cuori", "quadri", "fiori" e "picche" (corrispondono rispettivamente a chi ha il proprio Centro nella sfera emotiva, intellettuale, istintiva, motoria). Indicano cosa tendiamo a fare e il modo in cui lo facciamo, le nostre abilità e disabilità. Sono divisibili ciascuno in tre differenti modulazioni: il fante, la donna e il re (rispettivamente la procedura, la reazione immediata, il controllo). Tutti e quattro i Centri sono ascrivibili a ogni essere umano, ma ognuno è caratterizzato da un equilibrio diverso in base alla predominanza di un Centro sull'altro.
Le "Alchimie" sono sette e corrispondono ai metalli/minerali: "piombo", "ferro", "rame", "mercurio", "calcio", "argento", "oro" (in una progressione che va dalla minore alla maggiore raffinatezza e importanza data ai sensi e all'estetica). Indicano con cosa o chi comunichiamo meglio, le nostre sintonie o distonie con l'ambiente, le nostre preferenze estetiche (come il modo di vestirci o gli accessori utilizzati) e sensoriali. Le alchimie possono essere "influenzate" dai Tipi e dai Centri di Gravità, pur concedendo al singolo individuo una certa "libertà" nell'appartenere a un'Alchimia diversa da quella "standard" del proprio Tipo o Centro.
Le combinazioni fra Tipi, Centri di Gravità e Alchimie sono 7x7x4= 196. Moltiplicate per le tre modulazioni dei Centri di Gravità (fante, donna e re) diventano 788. Considerando tutti i 7 Tipi intermedi e i 7 Espansi, si arriva a 38.612 combinazioni. A ciò si aggiunga che i Tipi intermedi ed espansi sono in realtà infiniti (per le varie percentuali possibili di appartenenza a un Tipo o all'altro) e così i Centri (si può essere più o meno fante o regina, picche o cuori) e le Alchimie (anch'esse possono essere intermedie).

Note

  1. ^ Claudio Naranjo, Carattere e nevrosi. L'enneagramma dei tipi psicologici, Astrolabio-Ubaldini, Roma 1996
  2. ^ Robert Innes, Personality Indicators and The Spiritual Life, Grove Books Ltd., Cambridge, 1996, p.3
  3. ^ Gesù Cristo portatore dell'acqua viva, vatican.va.
  4. ^ brain.edusoft.ro.
  5. ^ lullianarts.net.

Bibliografia

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