venerdì 26 settembre 2014

La Quarta Era. Capitolo 2. Eldarion.



Chiunque guardasse il principe Eldarion, figlio di re Elessar e della regina Arwen, gli avrebbe dato al massimo venticinque anni, forse meno.
E invece ne aveva oltre cento.
Un vecchio con il volto, il corpo e la salute di un ragazzo. Ma la mia mente è carica di ricordi e di lutti, di interminabili attese e di crescenti preoccupazioni.
Quegli occhi chiari, così simili a quelli di sua madre, avevano visto più di un secolo di storia, nella Quarta Era della Terra di Mezzo.
Il popolo di Gondor mi guarda, mi vede giovane e si aspetta da me un comportamento giovanile, ma i miei concittadini non si rendomo conto che io ero già vecchio quando la maggior parte di loro non era ancora nata.
Se fosse stato un vero elfo, come sua madre, e avesse avuto le orecchie visibilmente a punta, allora forse qualcuno si sarebbe ricordato che un tempo esistevano realmente quelle creature immortali di cui narravano le leggende.
Ma io sono un mortale, sebbene il sangue di Numenor e quello degli Eldar mi abbia donato una vita ed una giovinezza molto più lunghe di quelle di un uomo comune.
Era davvero un dono? E se lo era, non aveva forse un suo prezzo?
Vivere sì, ma non in una perenne attesa. 
Nessuno poteva capirlo, nemmeno le sue sorelle, a cui non spettava l'onere della successione.
Io sono il figlio e l'erede. Non sono mai esistito autonomamente. Chiunque mi guardasse non poteva fare a meno di pensare a mio padre, a mia madre, ai miei illustri antenati o al compito che mi attendeva, chiedendosi se ne sarei mai stato all'altezza. E rispondendosi di no.
Chi conosceva le imprese di Aragorn Elessar, o quelle di Elrond, o dei principi della Casa di Elendil, non poteva che giudicare impossibile che quel "ragazzo" nato nella bambagia e cresciuto in un'epoca di pace e ricchezza potesse avere anche solo una minima parvenza del valore dei suoi predecessori.
Chi non conosceva le leggende, vedeva semplicemente un giovane che ai loro occhi non poteva avere esperienza, e non sarebbe stato possibile fargli credere che quel "ragazzo" aveva oltre cent'anni.
Ho atteso troppo a lungo. L'entusiasmo giovanile è passato. Solo uno sciocco, a quest'età, può credere che il potere sia qualcosa di desiderabile, che il mondo possa essere veramente migliorato grazie alla nostra buona volontà.
Era un pensiero pericoloso, che Eldarion non aveva mai espresso a nessuno, nemmeno a suo padre.
Forse il Ramingo mi avrebbe capito, ma non il Re.
Per tanto tempo suo padre Aragorn era vissuto nell'ombra, prima che il destino lo chiamasse alle grandi imprese che lo avevano portato alla gloria e al regno.
Un regno che è durato troppo. Intere generazioni sono nate, cresciute e decedute durante quel regno. Nemmeno i più vecchi ricordano i tempi in cui Elessar non era il Re.
Ed ora che Elessar era andato incontro al suo destino mortale, il popolo di Minas Tirith era rimasto attonito, confuso, come se improvvisamente il sole fosse venuto meno.
Centoventi anni di regno. Avrebbe dovuto associarmi al trono quando ero giovane e abdicare a mio favore nel momento in cui credevo ancora di poter essere utile a qualcosa. Ma non si è mai fidato di me: sentiva che non sarei mai stato alla sua altezza.
Non che fosse severo, e nemmeno critico, ma c'era stata sempre un'ombra di scetticismo ogni volta che il suo sguardo si posava su Eldarion.
Disse bene Merry Brandybuck, quando mi sussurrò che era lo stesso sguardo con cui osservava gli Hobbit. Povero Merry, per lui era un complimento!
Più diretto era stato Gimli, forse il più simpatico tra gli amici di suo padre. Un giorno, dopo troppe pinte di birra, il vecchio nano si era lasciato sfuggire una frase rivelatrice: <<Non è colpa tua ragazzo! Le grandi cose le abbiamo già fatte tutte noi... abbiamo raggiunto la vetta e adesso si può solo scendere>>
Già. Si poteva solo scendere.
Perché mia madre si mostra debole di fronte a Legolas?
C'era stato un tempo in cui Eldarion aveva nutrito una sconfinata ammirazione per l'elfo amico di suo padre. Per quanto la parentela tra la famiglia di Legolas e quella di Arwen fosse piuttosto lontana, l'elfo era sempre stato come uno zio per Eldarion e un modello da seguire.
Poi però la sua brama di azione e di guerra ha stancato anche me. 
Ogni volta che discutevano, Legolas assumeva un'aria di sufficienza, con la quale pareva dire: "In fondo, sei soltanto un mortale!".
Solo mio padre si era guadagnato il suo rispetto. 
Ma c'era un altro motivo di preoccupazione.
I miei figli sono qui. E sembrano più vecchi di me. Molto più vecchi.
La loro madre era morta da tempo.
Eldarion l'aveva amata perdutamente, anche se all'inizio le nozze erano state favorite da ragioni politiche. Sua moglie Anduril, "Fiamma dell'Occidente", era di nobile stirpe, primogenita di Faramir, sovrintendente di Gondor, e di sua moglie Eowyn, principessa di Rohan.
Era stata un'unione felice, benedetta da figli e figlie, per molti anni, ma poi era accaduto l'inevitabile: mentre lui si manteneva giovane, per il sangue elfico e numenoreano che scorreva nelle sue vene, lei deperiva con l'età. Non per questo Eldarion l'aveva amata di meno, ma era stato straziante perderla così, un poco alla volta, giorno per giorno.
Mia madre mi aveva messo in guardia. Forse, nel profondo del cuore, non voleva che io commettessi il suo stesso sbaglio: innamorarmi di qualcuno destinato ad avere una vita più breve. Perché il dolore non appartiene ai morti: il dolore spetta ai sopravvissuti.
Forse fu questo pensiero che gli permise di comprendere perché sua madre in quel momento cercava il conforto di Legolas.
Sono gli ultimi sopravvissuti di un mondo che non c'è più. 

Perfetta eleganza maschile



Direi che il titolo e la foto parlano da soli... a prescindere dalle marche, rispetto alle quali non sono certo un fanatico, è il tipo di eleganza classica ciò che rende questa foto interessante. Poi ci possono essere infinite variazioni sul tema, ma alcuni dettagli restano fondamentali e non mi stancherò mai di insistere su di essi: la camicia con collo alla francese, la cravatta con nodo windsor doppio, perfettamente simmetrico e il vestito a tre pezzi. Mettiamoci anche una perfetta rasatura e un taglio di capelli sobrio, pulito e non stravagante.

La Quarta Era. Capitolo 1. Arwen e Legolas davanti al sepolcro di re Elessar.





Aveva saputo fin dall'inizio che quel momento sarebbe arrivato ed era stata l'unica argomentazione con cui, molto tempo prima, suo padre aveva tentato di dissuaderla dall'amore per Aragorn, prima che lui diventasse per tutti il re Elessar, sovrano dei reami riuniti di Arnor e Gondor.
Ma anche dopo il giorno del matrimonio e dell'incoronazione, il nome da lei prediletto per rivolgersi al suo sposo era sempre rimasto Estel, "speranza", in lingua elfica sindarin.
Così era stato chiamato e cresciuto a Imladris il figlio di Arathorn e Gilraen, quando ancora gli Eldar non avevano lasciato la Terra di Mezzo.
"Se non troverai la forza di dirgli addio adesso" l'aveva avvertita Elrond in quei giorni ormai lontani "dovrai farlo comunque, quando sarà più penoso, dopo una vita trascorsa insieme. Siete infatti destinati a separarvi: se non sarà la tua partenza ora, sarà la morte a farlo, poiché nulla di umano può durare per sempre".
Per gli elfi era indiscutibile la certezza che l'eternità fosse un loro esclusivo privilegio, tra i Figli di Iluvatar.
E se ti sbagliassi, padre? Se gli uomini, dopo la morte, fossero destinati a vivere ancora, e a incontrarsi di nuovo, da un'altra parte, in un altro tempo e in un luogo che noi non possiamo nemmeno immaginare?
Per gli elfi caduti in battaglia o periti di morte violenta, vi erano le Aule di Mandos, ma nessuno sapeva quale fosse la sorte degli uomini, dopo il trapasso.
Forse un giorno Iluvatar manderà qualcuno per annunciarlo. Per adesso, ognuno di noi può soltanto aggrapparsi alle proprie speranze e a ciò che sente nel cuore.
Speranza. Estel.
Rammentò le parole di Gilaren, l'amata madre di Aragorn, che le era stata amica nei tempi remoti:
Onen i-Estel Edain, ú-chebin estel anim. Ho dato la speranza agli uomini, non ne ho conservata per me.
E lei, la regina Arwen Undomiel, la "Stella del Vespro", figlia di Elrond d'Imlardirs e di Celebrian di Lothlorien, era certa, in cuor suo, che avrebbe incontrato nuovamente il suo amato, in un'altra vita, in un'altra era, in un'altra dimensione.
Chi conobbe Luthien Tinuviel disse che io ero uguale a lei. E dunque non è forse possibile che lo spirito della mia antenata sia rivissuto in me, come quello di Beren sia rinato in Aragorn e morto nuovamente con lui, per poi un giorno ritornare e incontrarmi ancora?
Questi erano i suoi pensieri, mentre il vento scorreva attraverso il suo velo nero e modellava le vesti del lutto, davanti al sepolcro di Elessar, re di Arnor e Gondor, che si era spento infine, carico d'anni, dopo aver vissuto e regnato sulla Terra di Mezzo più di tutti i Dunedain della stirpe reale di Numenor.
Correva l'anno 122 della Quarta Era del sole e della luna, nel mondo di Arda.
Erano passati così in fretta i secoli, dopo i giorni trionfali in cui il Nemico era stato sconfitto per sempre e gli ultimi portatori degli Anelli del Potere erano partiti per l'ovest, per Valinor e Aman, le Terre Imperiture.
E non è stata forse quella un'altra morte? Andare verso il tramonto nelle terre degli immortali non è in fondo come passare a miglior vita, in un altrove da cui non si può più fare ritorno? 
Se infatti vi era per lei ancora speranza di ritrovare Aragorn in un'altra vita, non ve n'era nessuna di poter rivedere suo padre e sua madre, i suoi fratelli e tutti gli elfi che le erano stati amici e parenti, prima di partire per l'estremo occidente.
Forse fu quella consapevolezza a farle volgere spontaneamente lo sguardo verso Legolas, che sostava poco distante, assorto in profondi pensieri.



Non era invecchiato di un giorno, né avrebbe dovuto, poiché a differenza di lei non aveva scelto una vita mortale.
Eppure la sua tristezza era grande, come mai prima d'allora, forse perché si avvicinava anche per lui il momento di prendere una grave decisione.
Aewen gli si avvicinò e gli parlò sottovoce:
<<Ora rimanete soltanto tu e Gimli, nella Terra di Mezzo, tra coloro che ebbero l'onore e il coraggio di far parte della Compagnia dell'Anello. Sarebbe troppo chiedervi di restare qui, come aiuto e conforto ad Eldarion, ora che il peso della corona grava sul suo capo?>>
Legolas sospirò e per lunghi momenti tenne chiusi gli occhi, come se fosse consapevole che quanto stava per dire non sarebbe piaciuto alla regina vedova Undomiel, che pur avendo scelto la natura umana, conservava ancora la bellezza elfica dei Primogeniti.
<<A lungo Eldarion è stato preparato per il compito che ora lo attende. Tutto ciò che sapevo, gliel'ho già insegnato, e così ha fatto Gimli, e prima di lui tutti coloro che fecero parte della Compagnia e decisero di non partire con Elrond e Galadriel. Ma tu sai bene, mia regina, che si trattò soltanto di un rinvio. Per quanto grande sia il mio amore per la Terra di Mezzo, non posso fingere che essa sia cambiata. 
Questa è l'era degli uomini ed è destino che tutti gli elfi desiderino sempre di più recarsi nel luogo dove fin dall'inizio furono invitati dai Valar>>
Così infatti era accaduto anche ai più restii alla partenza e cioè agli Elfi Silvani, che mai prima di allora avevano sentito il bisogno di mettersi in mare e fare vela verso occidente.
Ma quello era il segno dei tempi.
Lui lo sa. Il tempo degli elfi è finito. Persino il superbo Thranduil lasciò il reame boscoso, e tutta la sua gente lo seguì. Persino il venerabile Cirdan lasciò ad altri il compito di sovrintendere alla creazione delle navi e dopo millenni decise di solcare il grande mare.
Come posso sperare di convincere Legolas a indugiare ancora in un luogo che non gli appartiene più e che sente ormai estraneo?
Annuì, cercando di non rivelare la propria commozione:
<<Non a lungo saresti costretto a tardare, Legolas Verdefoglia, se anche avessi il cuore di attendere che la luce di Arwen Undomiel si spenga. So quello che dicono di me: "E' ormai fredda e grigia come una notte d'inverno senza stelle". La morte mi si approssima, già ne sento i crudeli assalti e ne odo le orme
Troppo a lungo ho vissuto, ho visto troppe partenze, troppe volte ho detto addio a coloro che amavo. 
Non vuoi dunque risparmiare, ai pochi giorni che restano a questa mortale, la pena di doversi separare da te, ultimo della mia gente tra coloro che mi sono amici e quasi fratelli? Cos'è un anno degli uomini per un immortale? Solo un battito di ciglia. Ed io non ti chiedo di più>>


Ellen Page style

Ellen Page - 2014










Ellen Page -







Ellen Page Casual Style - Out in West Hollywood - May 2014



Ellen Philpotts-Page (Halifax21 febbraio 1987) è un'attrice canadese.
È nota per essere la protagonista di JunoHard Candy e per aver interpretato Kitty Pryde / Shadowcat in X-Men - Conflitto finale e in X-Men: Giorni di un futuro passato, nonché per il suo ruolo dell'architetto Arianna in Inception di Christopher Nolan. Precedentemente era conosciuta soprattutto in Canada per i ruoli interpretati in diverse serie televisive nazionali.

Biografia

È figlia di Dennis Page, un graphic designer, e Martha Philpotts, una maestra. È cresciuta nella sua città natale ed ha frequentato tre diverse scuole prima di diplomarsi nel 2005.

Carriera


Ellen Page nel 2007
Ellen ha iniziato a studiare recitazione alla Neptune Theatre School. La sua prima apparizione avviene all'età di 11 anni nel film per la TV (trasformato poi in una serie) Pit Pony. Questa le permise di ottenere piccoli ruoli in film e serie televisive canadesi. A sedici anni ottenne un ruolo nel film indipendente Mouth to Mouth, che rafforzò la sua posizione fra le giovani attrici canadesi più promettenti.
Scelta tra 300 aspiranti al ruolo, nel 2005 interpreta una quattordicenne che si improvvisa giustiziera nei confronti di un pedofilo, nel thriller Hard Candy.
Nel 2006 raggiunge la notorietà del grande pubblico per aver interpretato il personaggio di Kitty Pryde / Shadowcat in X-Men - Conflitto finale di Brett Ratner e a fianco di attori del calibro diHugh JackmanHalle Berry e Patrick Stewart.
Nel 2007 è la protagonista di Juno, l'interpretazione le vale la candidatura all'Oscar come miglior attrice protagonista. Ha partecipato anche al film drammatico The Stone Angel e allacommedia Smart People, entrambe inedite in Italia.
In seguito ha interpretato il ruolo di una pattinatrice su rotelle nel film Whip It (le cui riprese sono iniziate nel luglio 2008). Sarebbe dovuta apparire come protagonista nel film Drag Me to Hell, ma ha rimunciato a causa degli eccessivi impegni[1]. Ha inoltre rinunciato al ruolo di protagonista di Jane Eyre, adattamento cinematografico del romanzo omonimo di Charlotte Brontë[2].
Nel 2010 è apparsa a fianco di Leonardo DiCaprio nel film Inception, diretto da Christopher Nolan.
Nel 2012 è protagonista di uno degli episodi di To Rome with Love di Woody Allen.
È apparsa nella campagna Burma: It Can't Wait Campaign a favore della democrazia in Birmania.
Ha anche recitato come protagonista per il videogioco Beyond: Due anime con Willem Dafoe usando il Motion capture.

Esperienze musicali

Ellen è anche una chitarrista ed appassionata di musica. Per il film Juno ha composto le musiche di Zub Zub partendo dal testo scritto da Diablo Cody nel copione originale del film, ed ha cantato una cover di Anyone Else but Youdei The Moldy Peaches assieme a Michael Cera; entrambe le canzoni appaiono nella colonna sonora del film.
La Page ha però dichiarato che al momento non ritiene possedere abbastanza esperienza per intraprendere una carriera professionale come cantante.

Vita privata

Il 14 febbraio 2014, a Las Vegas, in occasione della conferenza Time to Thrive, fa coming out, dichiarando pubblicamente la propria omosessualità[3].

Filmografia

Cinema

Televisione

Doppiatrice

Discografia

Doppiatrici italiane

Nelle versioni in italiano dei suoi film, Ellen Page è stata doppiata da:
Da doppiatrice è sostituita da:

Premi e nomination

Ellen ha vinto numerosi premi, tra cui due Gemini Awards e un ACTRA Maritimes Award. Nel 2008 è candidata al Premio Oscar come miglior attrice protagonista per il film Juno.
  • ACTRA Maritimes Awards
  • Academy Awards (Oscars)
    • 2007 - Best Actress in a Leading Role, Juno (Nominated)
  • BAFTA
    • 2008 - Best Actress, Juno (Nominated)[4]
    • 2008 - Orange Rising Star Award (Nominated)[5][6]
  • Broadcast Film Critics
    • 2007 - Critics' Choice Award: Best Actress, Juno (Nominated)[7][8]
  • Gemini Awards
    • 2005 - Best Supporting Actress, ReGenesis (Vinto)[9]
    • 2004 - Best Performance in a Children's or Youth Program or Series, Mrs. Ashboro's Cat (Vinto)[10]
    • 2000 - Best Performance in a Children's or Youth Program or Series, Pit Pony (Nominated)
  • Golden Globe Awards
    • 2008 - Best Performance by an Actress in a Motion Picture – Musical or Comedy, Juno (Nominated)[11]
  • Independent Spirit Awards
    • 2007 - Best Female Lead, Juno (Vinto)[12]
  • Screen Actors Guild Awards
    • 2008 - Outstanding Performance by a Female Actor in a Leading Role, Juno (Nominated)
  • MTV Movie Awards
    • 2008 - Best Female Performance (Vinto)
    • 2008 - Best Kiss (con Michael Cera) (Nominated)
  • Teen Choice Awards
    • 2008 - Choice Movie Actress Comedy (Vinto)
    • 2008 - Choice Movie Breakout Female (Vinto)
  • National Movie Awards
    • 2008 - Best Female Performance (Nominated)

Classifiche

  • Time
    • 100 Most Influential People List[13]
  • FHM
    • Sexiest Women in the World (61º)[14]

Apparizioni come testimonial

  • Burma: It Can't Wait Campaign - 2008
  • Project Teddy Bear - Avon Foundation Breast Cancer Crusade[15] - 2009

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ La Lohman rimpiazza Ellen Page all'inferno, 11 marzo 2008. URL consultato il 22 febbraio 2014.
  2. ^ (EN'Jane Eyre' Loses Ellen Page, But Has A New Director, imdb.com, 21 ottobre 2009. URL consultato il 31 agosto 2012.
  3. ^ Ellen Page fa coming out: "Sono stanca di mentire omettendo", badtaste.it, 15 febbraio 2014. URL consultato il 19 febbraio 2014.
  4. ^ Film Awards Nominees in 2008 - Film - Awards - The BAFTA site
  5. ^ The Orange Rising Star AwardBritish Academy of Film and Television Arts. Accessed 2008-01-11.
  6. ^ Orange press release, January 8, 2008: "And the Orange rising star award nominees for 2008 are..."
  7. ^ "Into the Wild Leads Critics Choice Nominations with Seven!"
  8. ^ Broadcast Film Critics Association: "Critics' Choice Award 2007 Winners & Nominees"
  9. ^ John McKay, CTV movie and crime series win Gemini awards, Canadian Press, 18 novembre 2005. URL consultato il 14 gennaio 2008.
  10. ^ Nova Scotia-made Programs Win Gemini Awards, Nova Scotia Film Development Corp., 15 dicembre 2004. URL consultato il 14 gennaio 2008.
  11. ^ Hollywood Foreign Press Association 2008 Golden Globe Awards for the Year Ended December 31, 2007, goldenglobes.org, 13 dicembre 2007. URL consultato il 17 dicembre 2007.
  12. ^ Film Independent's Spirit Awards: 2008 Nominees.
  13. ^ Ellen Page - The 2008 TIME 100 Finalists
  14. ^ #61 Ellen Page and #60 Fergie - Girls of FHM - Girls - FHM Online - The Premiere Online Mens Magazine in the U.S
  15. ^ lisawalks.com

Olivia Thirby style












Olivia Thirlby (New York6 ottobre 1986) è un'attrice statunitense.

Biografia

Nata e cresciuta a New York, più precisamente nell'East Village di Manhattan, dopo il diploma studia al French Woods Festival of the Performing Arts e successivamente studia teatro classico all'American Globe Theatre, e per un breve periodo frequenta la Royal Academy of Dramatic Art a Londra.
Debutta nel 2006 nel film United 93, in seguito lavora per la televisione partecipando ad alcuni episodi della serie televisiva Kidnapped. Dopo aver recitato nel film di David Gordon Green Snow Angels, si mette in luce come la migliore amica di Ellen Page nel pluripremiato Juno.
Nel 2007 è protagonista al fianco di David Duchovny di The Secret di Vincent Perez, mentre nel 2008 recita al fianco di Josh Peck e Ben Kingsley in Fa' la cosa sbagliata. Dopo aver partecipato al film collettivo New York, I Love You, recita al fianco di Hilary Duff nel drammatico Safety Glass.

Filmografia parziale