domenica 9 agosto 2026

L'ultima Dama del Lago. Capitolo 7. Cosa sono e quali sono gli Arcani Supremi?




L’approdo della lancia Prinsivalli alla darsena di Confluentia sorprese Edoardo, perché non somigliava a nessun altro porto fluviale del Regno Confederato. Pareva l'ingresso in una dimensione parallela, un'enclave protetta dove il tempo sembrava aver rinunciato alla sua corsa lineare e continuava a ruotare in eterno, ciclicamente, intorno a se stesso.
Lì, dove le acque placide del Grande Bevano ricevevano il tributo della Torricchia che lo collegava al canale Eridano-Cispadano, si univano in una freccia d'acqua profonda, il fiume si allargava e in entrambi i lati mostrava due insenature semicircolari, dove prosperavano salici piangenti, ontani e gelsi.
C'era però una differenza tra le due rive: l'insenatura occidentale era più moderna e collegata ad un porto ben attrezzato e ordinato, quella orientale era invece più selvaggia, e lì case del villaggio delle Sorelle Erboriste poggiavano su un suolo reso stabile da palafitte di quercia scura, collegate da un dedalo di pontili di legno che vibravano al passaggio della corrente, avvolte dal respiro umido e terapeutico delle risaie selvagge e dal profumo aspro dei gelsi. 






Non c’erano guarnigioni armate in vista, ma l'aria profumava di lavanda selvatica, assenzio e fango palustre, l'odore aspro e terapeutico della Casa Capitolare della Sorellanza.
Avvolte nei loro pesanti scialli neri che odoravano di fumo di legna e lavanda, le quattro Sorelle Anziane si muovevano con una sincronia rituale che ricordava le antiche sacerdotesse di Avalon, custodi dei segreti della terra prima che i cristiani e i papi ne profanassero i misteri.
Sui pilastri d'ingresso, immobili e geratici come sfingi protettrici, due grandi gatti della colonia felina: uno era di pelo lungo e leonino, l'altro era grasso, grosso e sornione. Fissarono Edoardo con i loro occhi d'ambra selvatica.

Sorella Ermide si fece avanti, lo sguardo arcigno fisso su Ediardi e il suo completo gessato grigio, col monumentale nodo Balthus della cravatta dorata, quasi a voler misurare la tenuta di quell'armatura di power dressing.
Un cenno del capo, impercettibile ma solenne, sancì l'approvazione sua e delle anziane.
«Il cammino è stato lungo, Edoardo de Rovere, e la Torricchia vi ha consegnato alle nostre sponde», disse Ionne, la cui voce ferma custodiva l'accento ancestrale di Casemurate. «Avete superato il Cancello dei Goti e lo sguardo degli antichi re. Siete a Confluentia ora, dove la terra non mente e la semina dell'avvenire attende solo di essere compiuta. Venite, la Madre Superiora attende di verificare se il sangue degli Amali e dei Longobardi che portate in dote sia pronto a farsi storia».















Iole ed Ermide guidarono Edoardo oltre il pontile, introducendolo nel cuore pulsante degli orti botanici della Sorellanza. Il disegno della piantumazione non rispondeva a criteri agricoli laici, ma a una rigorosa architettura sacra che richiamava immediatamente l'organizzazione claustrale e restrittiva della Sorellanza di Avalon. I filari di belladonna, giusquiamo, assenzio e mandragora erano disposti in cerchi concentrici attorno a piccole cisterne d'acqua sorgiva alimentate dai canali idraulici finanziati dai Catari.
Tra le piante si muovevano le novizie e le sorelle giovani, avvolte in manti color zafferano e indaco; camminavano a piedi nudi sul terreno umido, raccogliendo le sementi in cesti di vimini con una devozione silenziosa e ipnotica. Ai bordi dei sentieri, decine di gatti della colonia felina vigilavano immobili, come guardiani di un confine invisibile tra il mondo dei vivi e quello degli spiriti.








Al termine dei filari, laddove la vegetazione si faceva più fitta e selvaggia a ridosso del Grande Bevano, emerse la dimora della Madre Superiora, la casa capitolare in cui Elvira risiedeva quando non si trovava al Maniero. 

L'impatto visivo lasciò Edoardo momentaneamente interdetto: l'edificio era una perturbante sintesi architettonica, un ibrido perfetto tra una severa villetta vittoriana nordeuropea e una di quelle dimore isolate e spettrali che l'industria cinematografica di Hollywood avrebbe scelto come location per un film dell'orrore.
La struttura, interamente rivestita di assi di legno scuro e consumato dalle intemperie, si sviluppava in verticale con tetti spioventi ad angoli acuti, sormontati da una torre scalare d'angolo slanciata e asimmetrica. Le finestre erano strette, alte, con i vetri opacizzati dal vapore delle distillazioni erboristiche che avvenivano all'interno; una veranda coperta correva lungo la facciata, sorretta da pilastri tortili avvolti dall'edera rampicante che sembrava stringere la casa in un abbraccio soffocante





 La casa si stagliava contro il cielo plumbeo della palude come un anacronismo architettonico, un frammento di gotico rurale che richiamava le dimore vittoriane isolate nelle brughiere inglesi o le case stregonesche della tradizione rurale più cupa.
Era una struttura slanciata verso l'alto, mossa da torrette rotonde rivestite di scaglie d'ardesia scura e sormontate da tetti conici talmente aguzzi da sembrare fusi di conocchie pronti a filare il tempo. Le finestre, strette e ogivali, erano incorniciate da rampicanti disseccati che artigliavano il cotto sbiadito delle pareti, dando all'insieme l'aspetto di una casa infestata, un luogo che aveva respinto per secoli ogni tentativo di profanazione da parte della modernità. 
Gli angoli appuntiti delle gronde e i camini asimmetrici storpiati dal vento del nord conferivano alla dimora una fisionomia quasi senziente, un guardiano immobile posto a presidio del cunicolo segreto che si dipanava nelle sue viscere.
Varcata la soglia di legno di rovere antico, Edoardo venne introdotto nell'austero salone del piano terra. L'ambiente era pervaso da una penombra densa, governata dall'odore di cera d'api e dal vapore balsamico di infusi terapeutici.





 Fu qui, tra le pareti spoglie e i pavimenti di cotto forlivese levigati dal calpestio di generazioni di novizie, Elvira svestì la Marca di Bevania di ogni velo teologico, rivelandone al giornalista la spina dorsale finanziaria con la spietatezza di un bilancio societario. Spiegò che l'ordine delle idrovore e il benessere della Senonia non poggiano su miracoli gnostici, ma sull'opera dei loro Soci Silenziosi: la farmacista Robinia Mancini di San Zaccaria e il Magistrato Filippo Borghi.  
 Edoardo aveva compreso che quel perimetro di gelsi e risaie selvagge, pregno dell'odore antico di anguille, si reggeva su una contabilità spietata resa necessaria dall'arretratezza apparente della Marca e dai piani segreti della Sorellanza.
«È qui che custodiamo la semina, Edoardo de Rovere», sussurrò Elvira, arrestandosi davanti ai gradini di legno della veranda. «Metti da parte il vostro scetticismo da ramingo della parola. La casa della Sorellanza è pronta ad aprirti anche le sue porte più segrete, e i codici che leggerete all'interno non potranno più essere negati dalla tua logica di cronista».





Edoardo trovò interessante quel mutamento. All'elemento assertivo del comando si univa la solennità di chi sta officiando un'Iniziazione. Vi era un'accelerazione in corso, un insieme di forze in movimento concomitanti e convergenti, il che dimostrava quantomeno che questo Ordine iniziatico aveva ramificazioni tentacolari ovunque. Ma la cosa davvero straordinaria era che il centro decisionale e il vertice delle quattro fazioni di un Ordine tanto potente come quello degli Arcani Supremi, si trovasse in proprio lì, in quel lembo di Senonia che fino ad allora aveva respinto con sdegnosa alterigia l'intera modernità consumistica, e che ora, per un disegno imperscrutabile, apriva le porte a lui.
Elvira riprese il discorso già affrontato durante il viaggio fluviale:
«Hai atteso tutta la vita, e comprendo la tua stanchezza, ma ciò che porti appeso al collo e sopra il petto è già un segno, come lo era il diario che hai letto stanotte e ciò che hai visto di quella che tu chiami setta e che io chiamo Sorellanza all'interno di un Ordine iniziatico. Ci sono forze ed energie per le quali la scienza non ha ancora formulato un modello matematico e un sistema di sperimentazione e verifica. La scienza dice molto, procede velocemente, ma c'è ancora così tanto che rimane immerso nel mistero, ed è proprio qui che noi svolgiamo il nostro ruolo: dissodare il terreno e seminare, seguire la crescita e sorvegliare le piante, fino a quando sarà giunto il tempo del raccolto. Sii pronto dunque, perché questo tempo arriverà prima di quanto tu creda. Sii pronto, perché l'attesa sta per finire e tu potrai percepire nettamente e nitidamente ciò che prima vedevi soltanto in maniera confusa».

Dalla finestra si poteva osservare la distesa delle campagne farsi più selvaggia. Una persona in movimento lungo la strada sterrata in mezzo ai prati dove le erbe crescevano spontanee e utili nello stesso tempo. Edoardo de Rovere rimase saldo nel suo dubbio metodologico, stirando i polsi del gessato:
«Avete concordato molto bene gli orari. Questo prova che la vostra setta è molto efficiente, ma niente di più».

«Sospendi il giudizio per qualche minuti e la risposta ai tuoi dubbi arriverà. Ma prtima è necessario che tu veda qualcosa che ti mostrerà quanto è antico il nostro Ordine e in particolare la nostra Sorellanza». Seguimi», disse Elvira, voltandosi verso l'interno della dimora. «Il messaggero porterà i fatti documentabili che cerchi, ma prima devi vedere qualcosa che cambierà il tuo approccio all'intera questione».Lo condusse davanti a una porta che appariva più solenne di altre, estrasse una chiave dai riflessi policromi ed aprì dicendo: <<Questa è solo la Prima Porta, ma attraversala con il dovuto raccoglimento interiore, perché l'Asso di Chiavi è la Carta del Destino>>



Varcata la soglia si trovarono dentro la torretta, che era interamente occupata da una scala a chiocciola in marmo.Scortato dalla Madre Superiora e dalle Sorelle Anziane, Edoardo discese nei sotterranei della casa capitolare. L'architettura mutò bruscamente, rivelando una struttura umida e ciclopica che ricordava La casa sull'abisso di Hodgson.

Nella discesa, Elvira mantenne un religioso silenzio, limitandosi ad aprire con antiche chiavi alcune porte cigolanti da cui emergevano diversi odori

<<Questa è la Seconda Porta, e questa chiave è l'Asso di Bastoni d'Ulivo, la Carta dell'Ispirazione e della Creazione>> disse lei invitandolo ad entrare in una vasta sala che aveva il classico odore dei libri antichi e ben conservati. Era una Biblioteca immensa, piena di libri di ogni genere, in particolare Grimori, Erbari, Bestiari e Lapidari : Edoardo li passò in rassegna, riconoscendoli e ammirando l'antichità dei loro supporti cartacei.



Ma la verità si trovava molto più in basso: l'umidità cresceva, ma non il freddo, e quando finalmente Elvira aprì la Nona Porta, una sorta di vapore aromatico lo investì e quello che vide fu meraviglioso.

Davanti ai suoi occhi apparve un'immensa camera ipogea. 

Lì, nel silenzio della roccia, si spalancava una profonda cisterna circolare in cui l'acqua della falda freatica ribolliva silenziosa, sorgendo direttamente dall'abisso profondo: era una fontana identica a quella di Donaueschingen, riproposta lì, nel cuore segreto della Bevania, come simbolico punto d'origine invisibile di tutti i canali della Marca. 

Attorno alla fonte, su scaffali di rovere, era disposta una collezione di Tarocchi di ogni genere e ampolle con liquidi di ogni colore, ma la sua attenzione fu catturata da ciò che vide al centro di un leggio di marmo scuro, lambito dal riflesso blu intenso dell'acqua sotterranea: lì c'era il mazzo più importante e sotto di esso erano disposte quattro carte già scoperte, a indicare le forze che governavano il mondo. 
<<La Nona Porta del Regno delle Ombre, nei Tarocchi Supremi è l'Asso di Copper, il Trofeo della Vittoria, la Sor
gente della Purezza, la Fonte Sacra, che è nel contempo Intuizione, Illuminazione, Emozione Gioiosa e Amore Sentimentale, con la Luna e le Stelle che fanno da sfondo>>









Elvira spiegò il significato di altre Carte dei Tarocchi Supremi nell'ambito dell'Ordine degli Iniziati e della Sorellanza delle Erboriste e Chiaroveggenti di Confluentia. 
<<L'Asso di Pentacoli è la Carta dell'Occasione Salvifica, dell'Opportunità Favorevole, del Nuovo Inizio, della Prosperità e della Sicurezza. E' posta qui come traccia per indicarti la via che io, insieme alla fazione degli Alchimisti, e all'apporto delle nostre Reverende Madri di Rango Segreto, come Mariagrazia Prinsivalli, o ai nostri Soci Silenziosi come il Marchese di Forolivio e il Duca di Senonia Gotica abbiamo studiato nel portare al termine un Grande Disegno a cui, qui nella Marca di Bevania, e in particolare a Confluentia, si lavora da secoli>>



Indicò poi un'altra carta: <<Il Sei di Spade indica la Transizione, il Movimento, la Durezza dell'abbandono dell'Antica Via e la Speranza riposta nella Nuova Via, che noi abbiamo ribattezzato la Via Aurea o in alternativa il Sentiero Dorato>>


Seguì la rassegna e la spiegazione di altre carte importanti come l'Asso di Spade, la cui versione arturiana è Excalibur, la Stella, la Somma Sacerdotessa, il Mondo, la Luna, e altre carte classiche di cui Elvira si riservò di parlare in seguito perché collegate al suo oracolo che riguardava proprio Edoardo. <<Ma ciò che è rilevante è che qui se ne aggiungono altre. Queste altre carte aggiuntive e alternative formano il Corpus Segretum dei Tarocchi del nostro Ordine Iniziatico. Tra essi vi è la Medaglia d'Oro, detta "Sigillo di Valore di Seraphel", la Lampada di Eos, l'Arco della Balestra, il Pozzo Avvelenato, usato dai nostri nemici insieme al Furto di Vita del Vampirismo Psichico, la Mazza di Heavencrush, a cui noi opponiamo il Triskelion Celtico, l'Aura di Virellion, che proviene dalla vita aliena in pianeta lontano, il Cannocchiale del Visionario, l'Occhio Onniveggente, la Veridizione o Lettura Psichica altrimenti detta Telepatia, una dote di cui solo pochissimi tra gli Iniziati possono vantare, la Sfera di Cristallo, la Salute dello Spirito, l'Anima Eterna degli Ascesi, il Sognatore, le Acque Quiete, le Antiche Acque degli Abissi e alcune carte che ti rappresentano in modo particolare, il Portale degli Universi Paralleli, le Radici Profonde e il Ritorno, la Dama del Lago, Nimue, la Collina della Sacra Fonte del Calice di Avalon, la Sacra Spina di Avalon, la Regina di Coppe di Cristallo. In fondo al percorso iniziatico si giunge al potere della Mano Magica, la Sinistra. 
Ma il tuo percorso dovrà comunque passare prima attraverso arcani ben noti come l'Imperatrice, 




























































Su scaffali di rovere massiccio
protetti dall'umidità grazie a incantesimi erboristici, era disposta la collezione dei grimori millenari. Edoardo riconobbe i titoli che evocavano il suo stesso sapere: copie vergate a mano del Delomelanicon, trattati di idraulica sacra merovingia e cronache gotiche mai lette da occhio umano.

Al centro di un tavolo di marmo nero, lambito dal riflesso azzurro dell'acqua sotterranea, erano disposti i Tarocchi degli Arcani Supremi. Quattro carte erano già scoperte, a indicare le forze che governavano il mondo, così almeno aveva detto Elvira, la quale, per introdurre l'ospite nella teoria della divinazione tramite cartomanzia, prese il discorso molto alla lontana, dimostrando però di conoscere dei dettagli della sua vita che Edoardo pensava fossero ignoti.
E così la Madre Superiora della Sorellanza mostrò questa capillare conoscenza:
«La tua tesi sul Delta Padano non era un esercizio accademico, Edoardo», sussurrò la Madre Superiora, e i suoi occhi da chiaroveggente brillarono nella semioscurità. «Tu cercavi le foci descritte da Plinio perché sapevi che ogni deviazione dei fiumi corrisponde a una deviazione del sangue e del potere. Guarda la prima carta».

Edoardo abbassò lo sguardo sulla prima figura, posta a oriente: ATAR / BELENOS / SOL INVICTUS  (Il Fuoco Eterno sprigionato dal Sole d'Oro). Era l'Apollineo Benevolo. L'immagine specchiava esattamente il tarocco solare: un sole fiammeggiante che squarciava l'oscurità e che simboleggiava tutte le divinità della luce e coloro che le veneravano, tra cui Alessandro Magno, l'imperatore Aureliano e molti re europei.





























«Questo è il tuo Arcano, il principio della Citrinitas, l'Illuminazione», disse Elvira. «Una cognizione chiara che da intuizione diventa coscienza razionale, l'Aristocrazia dello Spirito che tuo padre ti ha trasmesso tra le mura della tua fortezza di libri. È la luce che non ha bisogno di un Creatore per esistere, ma si autoalimenta attraverso il controllo e il rigore geometrico. È la forza che scioglie il magone della carne».

Subito dopo, la Madre Superiora indicò la carta a occidente: DANU / BRIGID (La Madre delle Erbe). Il Dionisiaco Benevolo. Raffigurava una figura femminile maestosa, i cui capelli si trasformavano in radici di belladonna e mandragora che affondavano nelle risaie selvagge della via Erbosa.







«Questa è la Sorellanza di Confluentia. Noi non cerchiamo il dominio col ferro, ma governiamo il tempo attraverso la selezione biologica, la conservazione della memoria e la semina. Curiamo i corpi, vigiliamo sugli ecosistemi nella consapevolezza che, alla fine, la Palude che si riprende sempre tutto».

Elvira si fece più vicina, e la sua voce assunse una sfumatura fredda, lovecraftiana, mentre sfiorava la terza carta, posta a meridione: LA MORDA / DAGON (L'Eterno Anfibio). Il Dionisiaco Malvagio, la regressione bestiale. Sulla carta era miniata una creatura mostruosa, un dio delle acque profonde dalle fattezze anfibie che esigeva sacrifici di sangue tra le nebbie della Standiana.

«Questa è la fazione degli Eterni di Giorgio Prinsivalli. Coloro che hanno barattato l'anima per una giovinezza artificiale, consumando l'energia dei consanguinei. Ma la natura esige il dazio: dopo due secoli, la carne degli Eterni muta, regredendo verso le creature viscide che popolano l'abisso della palude. Vittoria è cresciuta assistendo a questo orrore, obbligata a guardare il padre che si trasforma nel mostro che ha amato. Questo è il destino da cui devi strapparla».

Infine, Elvira scoprì l'ultima carta, posta a settentrione: IL DEMIURGO (L'Aristocrazia Nera). L'Apollineo Malvagio. Una figura geometrica e asfittica, un re cieco che pretendeva di rinchiudere il mondo dentro i dogmi del potere temporale e della sottomissione clericale.

«Questa è la setta satanica mascherata dietro l'ala più reazionaria della destra cattolica. Il potere che per mezzo secolo ha dettato legge da Roma, guidato da eminenze grigie e vicari imperiali che hanno cercato di privatizzare la terra e distruggere i canali del Regno Confederato. Ma quell'angelo della morte ha reclamerà a sé il principale prelato che lo serviva, il 16 giugno del 2026. Il numero del suo nome è segnato, e presto l'Aristocrazia Nera rimarrà orfana del suo esponente romano».

Edoardo rimase impassibile, ma sentì il nodo Balthus della sua cravatta dorata stringersi attorno alla gola come un collare di forza, mentre la pienezza della sua quota fisiologica gli ricordava che il tempo del dazio e della liberazione si avvicinava, ma non era ancora il momento. Un'intuizione gli diceva che quella dorata citrinitas interiore sarebbe tornata utile più avanti, nella successiva tappa del viaggio, e la sua capacità di resistenza era grande, elastica ed allenata.

«Avete schierato le vostre quattro potenze sul bordo della fontana», disse Edoardo, la voce ferma del medievista che non si lascia piegare dal mito. «Ma i fatti documentabili dove sono? Il messaggero sta ancora camminando, o le vostre prove rimangono immerse in questa idraulica sacra?».

La Madre Superiora, non rispose, ma tese la mano scheletrica sul mazzo e ne estrasse una quinta carta, posandola davanti al gessato di Edoardo. 
L'immagine mostrava una figura femminile identica a Vittoria, sospesa su una lama tesa sopra la palude della Standiana, con gli occhi color fiordaliso.












«Questo arcano unisce insieme varie figure normalmente rappresentate in carte diverse: l'Imperatrice, la Forza, la Fanciulla, il Paladino, l'Alchimista ed altre ancora, e rappresenta qualcosa e qualcuno che che si trova sul tuo percorso, Edoardo, e non può essere semplicemente aggirato», sussurrò Elvira, pronunciando frasi misteriose e accorte sul suo futuro. «Per molto tempo hai creduto che la tua forza se ne sia andata insieme alle persone che hai amato e perduto, ma quello è il passato e non si può cambiare. Ciò che è perduto, consideralo perduto per sempre.
Ma l'acrobata sul filo non cade se mantiene la simmetria. Il tuo cammino incontrerà lo sguardo indaco dell'Ultima Dama del Lago, e dal confronto che ne deriverà dipende il destino della Marca di Bevania, del Ducato di Senonia Gotica, del Regno Confederato e dello stesso Impero. 
Vi è in gioco la supremazia sull'Ordine degli Iniziati, e la tua Iniziazione comincia proprio in questo istante. E' ciò che stai vivendo: la Prova del Dolore, che ha il volto e gli occhi di molte donne che si riassumono nell'ultima, la donna che ti sta consumando.
Tu non hai mai riposto fiducia nei culti esoterici, vedi in essi una cospirazione, una setta, ma a prescindere dal tuo giudizio, che riguardo a noi è errato, gli unici che possono contrastare dall'interno dell'Ordine il potere dei Prinsivalli e rendere Vittoria inoffensiva siamo noi: la Sorellanza alleata con gli Alchimisti.
Noi saremo al tuo fianco, e questa volta non potrai sottrarti accampando giustificazioni teoriche. Se non affronti la prova, lei finirà per distruggerti; ma se tu diventi un Iniziato, allora noi ti daremo le armi per sconfiggere la parte peggiore di lei e lasciare il resto alla tua clemenza»
.

La Madre Superiora tese la mano sul mazzo e ne estrasse un'ulrima carta, dov'era raffigurato un uomo in abiti formali, biondo e con gli occhi che cambiavano colore a seconda di ciò che riflettono, poiché essi erano un dono del Profeta delle Acque.  Aveva uno sguardo preoccupato, ma fermo, ed era sospeso su una lama in mezzo alla nebbia fluviale.


«Il tuo futuro non è scritto nei registri commerciali della tua prima laurea o nelle note a piè di pagina degli accademici delle tue altre lauree. Potrai raccontare una parte soltanto di ciò che hai scoperto in questo luogo, perché fa parte dei Sacri Misteri. Il resto, più che raccontarlo, lo vivrai in prima persona, e saranno gli altri a raccontare le tue imprese, e tu ne trarrai onore e risarcimento, purché il coraggio resti saldo e la tua capacità di resistenza non vacilli e non si arrenda. 
La resa dei conti si avvicina, e se tu non esorcizzi il demone che possiede il corpo di Vittoria, lei stessa ne sarà consumata e tu con lei. 
Non è un caso se il suo destino e il tuo sono legati: entrambi avete dovuto compiere molte rinunce e siete stati privati di ciò che avrebbe potuto darvi gioia, in passato. Ma esiste anche una differenza che ben conosci. Tu hai potuto scegliere e hai avuto il sostegno della tua famiglia, ma lei, per obbedire al padre e al sistema di potere a lui legato, ha rinunciato a tutte le gioie della sua adolescenza in cambio di duecentoventiquattro anni di solitudine, con la frustrazione di chi ha visto il proprio apice a sedici anni, tra le acrobazie del passato. 
Si può essere soli anche in mezzo agli altri, si può essere tristi anche quando si ride, si può celare il dolore dietro ad una apparenza di successo e di appartenenza a una elite riverita e forte, per ora. Ricorda il diario di sua madre, ricorda com'era Vittoria prima che il Mostro la trasformasse in ciò che è adesso. Tu giustamente temi che lei sia la tua distruzione, la sirena del naufragio, ma soltanto se il lato oscuro di lei prevarrà e la porterà al vertice dell'Ordine. 
Tu sei l'unico ad avere gli strumenti necessari per impedire tale rischio, e presto ti saranno resi noti dal messaggero che è in arrivo.
Per quanto ora tu ti senta disarmato, presto riacquisterai ciò che ti fu tolto prima ancora di nascere, poiché sei legato a lei da qualcosa che trascende la tua attuale esistenza: le vostre anime si sono incontrate molte volte negli oceani del tempo, e si sono danneggiate a vicenda e continueranno a farlo ancora, se tu non cambi strategia!
Noi sappiamo da tempo quali strategie adottare. Conosciamo la necessità di consolidare le alleanze e le stirpi del Regno Lombardo-Gotico al fine di impedire la vittoria dell'Oscurantismo.
Quando di dissi che i nostri piani si misuranto in secoli, non si trattava di un'iperbole: noi siamo molto più che semplici erboriste e cartomanti. Noi siamo le custodi delle linee di discendenza che possiedono gli strumenti per fermare l'avanzata degli oscurantisti, e queste linee convergono in te, per quanto tu sia scettico al riguardo. Accetta questa verità che è scritta nel tuo Arcano, Edoardo de Rovere, e unisciti a noi come Iniziato, perché questa è la prova del dolore supremo, ma la tua resistenza, la tua capacità di sopravvivere e il tuo saper attendere saranno premiati. 
I bilanci della vita si fanno alla fine, non nel presente.
Il tuo presente e il tuo futuro hanno altri conti da pareggiare, e altri documenti da esaminare.
Da tempo in molti si sono occupati di questo, ed ora ti porteranno le prove che la tua mente cartesiana pretende. 
Robinia Martini ci attende di sopra con tutto ciò che serve per dare inizio alla prossima tappa di questo tuo viaggio iniziatico nella Marca di Bevania».

Edoardo aveva ascoltato con attenzione, e pur riconoscendo che c'era del vero in quell'oracolo, non era il tipo di persona che crede alla divinazione, per questo le sue parole furono caute:
<<Tutto ciò è molto suggestivo, ma resta una coreografia, per quanto sublime. La solennità del luogo e della liturgia gioca un grande ruolo nei culti iniziatici, ma la mia adesione avverrà soltanto se a queste superbe suggestioni seguirà davvero la presenza di strumenti tangibili.
Se c'è un messaggero in arrivo, è tempo di riceverlo>>

La sua premonizione, come già era accaduto in altri momenti decisivi della vita, ebbe un riscontro immediato ed il silenzio della camera ipogea, rotto solo dal ribollire della fontana sotterranea, fu scosso dal rumore di passi rapidi e decisi sui gradini di pietra.
A fare il suo ingresso non fu un messaggero qualunque, ma Robinia Mancini, la vice-decana degli Alchimisti, che operava dietro la copertura di una attività di farmacista nella frazione di San Zaccaria. Era stata indicata dal Decano della fazione degli Alchimisti, l'anziano notaio Taliesin Valeriano, come sua candidata per la successione, ed era stato lui a inviarla fin lì.
Robinia avanzò avvolta in un mantello di panno rosso di Borgogna che profumava di spezie e tinture madri. Sotto il braccio stringeva un astuccio di cuoio sigillato con la ceralacca indaco dei Prinsivalli.
Anche i suoi capelli erano di un rosso scuro e che le conferiva solennità, pur essendo lei nota per essere una persona pragmatica e capace di svolgere i suoi incarichi con grande efficienza.
«Il tempo stringe, Reverenda Madre», disse Robinia, la voce ferma di chi è abituata a dosare i veleni e i rimedi. Si voltò verso lo scrittore, misurando con lo sguardo il monumentale nodo Balthus della sua cravatta dorata. «Dottor de Rovere, questo è per voi. È un messaggio autografo di Mariagrazia Prinsivalli in persona, validato dal sigillo notarile di Taliesin Valeriano. Contiene le istruzioni esatte per dare attuazione alla fase finale del nostro Grande Disegno».
Edoardo spezzò il sigillo con la precisione del cronista. Scorrendo le righe vergate con decisione e chiarezza, la sua mente abituata ad esaminare reperti di qualsiasi genere capì subito che la rete dei Soci Silenziosi e degli Iniziati di Rango Segreto era venuta allo scoperto.
Finalmente gli strumenti e le risorse di cui fino ad allora si era accennato in astratto e con vaghezza divennero precise: il loro alleato segreto era un uomo potente e brillante, il Marchese di Forolivio, Federico Ordelaffi-Traversari-Argogliosi.
Dai documenti si evinceva che i proventi derivati dalle rotte commerciali che transitavano per Forolivio, crocevia di molte arterie fondamentali del Ducato di Senonia Gotica e dell'intero Regno Conferderato, avevano per anni fornito un gettito molto consistente, una cui parte era confluita nei conti della Sorellanza, mentre il Magistrato Borghi, con le dovute precauzioni, faceva arrivare regolarmente le donazioni in oro da parte dei Catari applicando alla perfezione i cavilli del Codice Civile e delle leggi ad esso collegate. 
Il ruolo di Mariagrazia Prinsivalli era davvero inaspettato e chiamava in causa Edoardo come candidato alternativo a sua nipote Vittoria, sulla base di diritti ereditari che i Prinsivalli avevano usurpato ai De Rovere molte generazioni prima.
A quel punto non restava che incontrare di persona il notaio e verificare quanto fosse concreta la possibilità di quelle rivendicazioni.
«Elvira deve rimanere a Confluentia a preparare la Casa Capitolare per la catena di eventi a cui abbiamo già dato inizio, con la consapevolezza che il fermento nella Marca crescerà fin troppo rapidamente», riprese Robinia, porgendo a Edoardo un nuovo paio di guanti di pelle. «Da questo momento sarò io la tua guida, Edoardo. Verrai con me nella direzione di San Zaccaria: ci fermeremo nel mio laboratorio per alcuni rifornimenti e poi nello studio del Notaio Valeriano, l'ultimo dei Druidi. La sua residenza presidia le rive della Palude Standiana nel punto in cui il Bevano vi immette le sue acque».
Edoardo ripose il messaggio di Mariagrazia Prinsivalli nella tasca interna del gessato, sentendo lo scudo termico del Triskelion solare stabilizzarsi contro il petto. «Immagino che a questo punto anche le leggende relative alla pericolosa fauna che nuota nella palude siano fondate. E se così fosse, come faremo a tenerle a bada?».
Robinia Mancini accennò un sorriso con aria misteriosa:
«I fatti sono peggiori dei miti, Edoardo. Gli Eterni che servono Giorgio Prinsivalli hanno pagato l'immortalità con la degradazione biologica. Potranno anche evitare di morire di vecchiaia, ma le loro sembianze non sono eterne come si crede. Dopo troppi secoli passati a nutrirsi delle energie altrui, il loro corpo paga i loro patti col diavolo dell'immensa Padusa, fino alla nostra Standiana. 
I loro poteri derivano da quei patti che, come contropartita dei poteri derivanti dal loro culto e dalle sue raccapriccianti pratiche, mutano e diventano gradualmente creature anfibie.
La leggenda degli uomini-pesce che strisciano nei canali, ma sanno evitare le idrovore, ha un reale e drammatico fondamento. Sono l'effetto di una simbiosi chimica con la creatura chiamata Morda, l'insaziabile mostro che reclama carne umana fresca e palpitante.
Se volete impedire a Vittoria dal diventare come loro, come è nei desideri di sua zia Marigrazia, dobbiamo muoverci. La lancia è pronta e le acque del Bevano non aspettano
».
Risalendo dagli abissi fino alla superficie su cui poggiava la torretta della "casa delle streghe", Edoardo de Rovere seguì Robinia senza esitare, lasciandosi alle spalle Confluentia. La lancia dei Prinsivalli era pronta per il tratto del fiume che portava al ponte della via Decumana, adiacente alla farmacia di Robinia. Nessuno fece cenno alla sua ormai implicita citrinitas interiore: anche quella era una prova a cui lo stavano sottoponendo, senza sospettare che ciò gli stava trasmettendo un'eccitazione che non sentiva più da troppo tempo.