lunedì 20 maggio 2019

Mappa dell'Europa nell'anno 1000, durante il regno dell'imperatore Ottone III

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venerdì 17 maggio 2019

Mappa dell'Europa nell'anno 900, dopo la divisione dell'Impero Carolingio

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sabato 11 maggio 2019

Vite quasi parallele. Capitolo 141. Il Fuoco Segreto e la Fiamma di Atar



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Tra i Sette Arcangeli, Uriel è il quarto (dopo Michele, Gabriele e Raffaele) ed è colui che porta la Fiamma.
E la Fiamma non si spegnerà mai, perché sempre ci sarà qualcuno a raccoglierne la scintilla e a trasportarla in un nuovo focolare, preservandola in segreto durante l'Età Oscura.
Gli Iniziati chiamano Uriel con un altro nome, più antico, proveniente dalla Persia pre-zoroastriana.
Questo nome è Atar.
Perciò, ogni volta che l'Oscurità prevale, gli Iniziati agli Arcani Supremi eleggono colui che sarà il Custode del Fuoco Segreto, colui che reggerà la Fiamma di Atar, poiché, come disse un uomo saggio: <<La Tradizione è custodire il Fuoco, non adorare le ceneri>>
Gustav Mahler era un Iniziato, e conosceva quella frase, poiché egli era devoto al divino Atar, Signore del Fuoco Segreto e della Fiamma Imperitura.
E il divino Atar aveva detto:
<<Nell'ora più buia, ci dev'essere qualcuno a cui tocca, sfidando ogni pericolo, il compito di portare in salvo una fiaccola tratta dal Sacro Fuoco, come garanzia di salvezza e rinascita. 
In essa riposa l'anticipazione di un mondo nuovo: "la semina dell'avvenire">>

Ma il signore Atar aveva detto anche qualcosa di diverso, forse persino opposto, poiché il fuoco ha due nature: una illumina e riscalda, l'altra brucia e distrugge, e queste due nature convivono anche nel suo custode.
E così egli disse, dal suo roveto ardente:
<<Benedetti siano il Fuoco e la sua Fiamma: possa il loro passaggio purificare il mondo>>
A tutto questo stava pensando Riccardo Monterovere, che da tempo si era reso conto di come la Fiamma di Atar ardesse forte in lui, sia nel bene che nel male.
I devoti di Atar appartenevano alla Confraternita del Serpente Rosso, una delle quattro società fondatrici dell'Ordine degli Iniziati agli Arcani Supremi.
Il Prefetto della Confraternita era il potente Consigliere Albedo, capo del Programma Genetico, che aveva individuato nel giovane Monterovere, erede di numerose stirpi in cui la Fiamma non si era mai spenta, il nuovo Custode del Fuoco Segreto.
Lui lo sapeva, lo ricordava, ma non erano soltanto i suoi ricordi: erano le Altre Memorie, quelle dei suoi antenati, risvegliate durante l'Iniziazione e divenute sempre più invadenti negli ultimi mesi.
Non si limitavano più a comparire nei sogni o a manifestarsi in rapidi flash.
Si insinuavano nei suoi pensieri, li deviavano, suscitavano emozioni perturbanti e destabilizzanti, e persino comportamenti insoliti per una persona come lui, che per tanti anni aveva evitato le battaglie in campo aperto.
Tutto questo era preoccupante e fino a quel momento non aveva portato alcun beneficio.
Le Altre Memorie, nel migliore di casi, fornivano informazioni inutili.
Che cosa gli serviva sapere che tra i suoi antenati c'era una donna messa incinta da Teodorico, re degli Ostrogoti, mentre tornava a Ravenna, dopo essere stato a caccia nella sua riserva di Galeata?
Galeata, uno dei tanti toponimi celtici di quella che Teodorico amava chiamare scherzosamente "Gallia Gotica", e che coincideva con l'attuale territorio della Romangna.
Durante la primavera dell'anno 2014, Riccardo era impegnato nell'iscrizione alle graduatorie provinciali per l'insegnamento secondario.
Ma dietro questa facciata, peraltro già scricchiolante, c'era il suo ruolo di Iniziato di Rango Segreto, appartenente ad una cerchia esclusiva di cui pochissimi altri conoscevano l'esistenza, e che era il livello più potente, per quanto lui ritenesse di non essere adatto al potere.
In giugno si sarebbe dovuta tenere la cerimonia di Cooptazione nella Confraternita.
Prima però era necessario che il signore Atar si manifestasse al suo nuovo adepto.
E così avvenne, nel giorno dell'equinozio di Primavera.
Comparve in un sogno, ma si trattava di una visione molto lucida e realistica.
I suoi tratti erano difficili da scorgere, data la luminosità che scaturiva dalla sua immagine, insieme al calore.

Esordì "in medias res", venendo subito al dunque:
<<Tu sei un sopravvissuto. Sopravvissuto a tutto. Questo è il miglior curriculum che esista>>

<<Non lo so. Non so più nulla. Non so nemmeno cosa sto facendo>>

<<Quale uomo lo sa? Eppure tu sei un veggente, e insieme alle Altre Memorie dei tuoi antenati, hai le Premonizioni sull'avvenire>>

<<Le memorie mi hanno reso più infelice di prima. A volte penso che il segreto della felicità sia dimenticare. Quanto darei per poter dimenticare...>>

<<Il segreto della felicità? E cos'è la felicità? Gli idioti sono felici, perché non si rendono conto della realtà. Ma per gli altri ci sono solo attimi di gioia o fasi di esaltazione. Per i più fortunati ci sono periodi di serenità. Ma tu non sei nato per questo, e lo sai bene. 
Saresti infelice comunque. 
Il presente è già di per sé, nel migliore dei casi, una noia insopportabile, intervallata ogni tanto da qualche piccola, minuscola eccezione. 
Certo, la gente comune si accontenta di poco, ma tu non sei come gli altri. 
Tu non ti accontenti mai. Nemmeno le premonizioni ti sono servite>>

<<Per forza! Non arrivano mai quando ne avrei bisogno e riguardano questioni totalmente inutili, estranee alla mia vita, ai miei interessi.
A volte sono parole che non comprendo, o addirittura che non condivido. Affiorano nella mia mente come un sussurro, un'allucinazione. Non ne parlo, perché c'è già chi crede che io sia pazzo.
Tutto ciò che è stato sarà sempre... dicono i sussurri... il Drago sorgerà dal mare e solo i saggi saranno completamente liberi...
Non ha alcun senso per me. Forse per te sì, ma non sono sicuro di volerlo sapere.
Se c'è un errore che ho commesso, nella mia adolescenza e nella prima parte della mia gioventù, è stato quello di guardare troppo al futuro e troppo poco al presente.
Per colpa delle mie illusorie ambizioni ho rinunciato a ciò che il presente mi offriva. Non intendo commettere di nuovo lo stesso errore.
E del resto, quasi sempre la premonizione è confusa come il ricordo di un sogno, anche se, ogni volta, diventa ovvia col senno di poi. Ma forse è meglio così. E' una cosa spaventosa essere un oracolo veritiero, se non si hanno gli strumenti per aiutare chi è in pericolo>>

<<Se qualcuno sta annegando, puoi anche tentare di salvarlo, ma non quando lui cerca di tirarti giù con sé. Non affliggerti per coloro il cui destino è segnato. Sono i vivi quelli che soffriranno di più, soprattutto quelli che vivono schiavi di vincoli opprimenti, a volte creati da loro stessi.
Tu sei riuscito a liberarti da quei vincoli e a guardare oltre.
Ti è costato molto, in termini di fatica e di umiliazione, ma io ti tenevo d'occhio e ti infondevo nel cuore la certezza che un giorno tutto questo sacrificio si sarebbe rivelato utile.
Hai atteso una vita intera perché ti venisse rivelato il senso del tuo dolore.
Una vita intera...
E' giunto il momento di dare un significato a tutte le tue sofferenze>>

<<Una vita intera...
Ma ci sono ancora molti dubbi, molte domande.
Perché mi hai scelto? Solo perché sono sopravvissuto a molte sofferenze?
O perché sono il risultato degli esperimenti genetici di scienziati pazzi come il Consigliere Albedo?
O semplicemente perché nessun altro si è fatto avanti?>>

<<Se tu sapessi per quanto tempo ti ho aspettato! Non cercavo un eroe o un leader e nemmeno un gregario o un ribelle. No, io cercavo un sensitivo. E tu hai tutto quello che serve per essere il Custode che ho atteso per così tanti anni.
Tu eri destinato a questo, ed ora più che mai ne sono convinto, anche se non posso garantirti che questo destino ti renderà felice.
Ad altri spetteranno ruoli più visibili, più platealmente eroici, ma tuo sarà il compito di prendere le decisioni più importanti e di consacrare o meno coloro che si faranno avanti per reclamare la regalità.
Tu sarai come Leone III che dal soglio proclama Carlo imperatore: 'Carolo Augusto, a Deo coronato magno et pacifico imperatori Romanorum, vita et Victoria!
Per fare una similitudine più poetica o più romanzesca, tu sarai un Merlino, non un Artù; sarai un Gandalf, non un Aragorn... ai re spetterà una spada, ma tu dovrai reggere il bastone che porta la Fiamma>>

<<Perché non lo fai tu stesso? Perché hai bisogno di me?>>

<<C'è prima di tutto una ragione pratica: io non posso essere in milioni di luoghi nello stesso momento.
E poi c'è una ragione sostanziale: in questo luogo e in questo momento tu sei la persona che più si avvicina al profilo che da sempre io richiedo per il Custode.
Lealtà assoluta, serietà, profondissima sensibilità, empatia, rispetto delle tradizioni e delle memorie.
Tu lo sai bene: la maggior parte di ciò che chiamiamo nuove idee sono semplicemente vecchi errori riverniciati.
E comunque il Custode deve avere anche una certa classe. 
E non intendo dire classe sociale: la gente ha ancora capito la differenza tra avere classe e avere i soldi.
La vera nobiltà risiede nello spirito.>>

<<Nel mio spirito c'è troppo fuoco. La rabbia si accende troppo facilmente e questa fiamma mi distrugge e mi rende incapace di controllare i miei istinti. L'Iniziazione ha peggiorato le cose, e la mia ira avvampa molto di più e molto peggio di prima. A cosa servono i miei poteri, se poi non so controllarli?>>

<<La potenza è nulla senza il controllo, questo è vero. Ed io sono qui proprio per insegnarti a controllare meglio la fiamma che arde in te.
Come Signore del Fuoco, è mio compito porre un argine alle fiamme, quando portano morte e distruzione. Qualunque cosa ti abbiano detto su di me, sappi che io non sono malvagio.
Io sono nel mezzo tra la Luce e la Tenebra e il mio compito è preservare l'equilibrio.

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Senza equilibrio, saremmo perduti.
Senza equilibrio, lasceremmo tutto al caso, e l'universo perderebbe coerenza e coesione, sfilacciandosi e disperdendosi nell'oscurità e nel freddo.
Senza equilibrio, tutto finirebbe nel ghiaccio>>

<<Dunque è Gothar, signore del ghiaccio, il tuo nemico principale?>>

<<Sì, ma non sempre, anche se è successo molte volte e su di noi si è scritta la Canzone del Ghiaccio e del Fuoco. Ed ora questa è anche la tua canzone...>>

<<Come nei romanzi... >>

<<Diciamo che in questo universo la situazione è un po' più complessa.
Ci sono fasi in cui ci combattiamo apertamente, ma non durano mai troppo, perché finiscono per produrre solo devastazione, il che non piace nemmeno a Gothar, che vorrebbe un mondo cristallizzato, pietrificato e quindi anche apparentemente ordinato, almeno dal suo punto di vista.
Adesso, per esempio, sul vostro pianeta, ci troviamo in una fase di compromesso, basata su un antico Patto, siglato millenni fa.
Questo ci garantisce un equilibrio, per quanto precario>>

<<Belenos me ne ha parlato ed è sembrato d'accordo con te. Eclion invece ha detto chiaramente che questo equilibrio è ingiusto: solo alcuni stanno bene, mentre molti altri subiscono ingiustizie terribili>>

<<Eclion usa questo argomento perché vuole di nuovo la guerra. Lui ama le catastrofi, si esalta di fronte all'orrore. Ma è furbo: per provocare la guerra usa argomenti giusti per trarne conclusione sbagliate. 
Tante persone di sani princìpi si sono perdute a causa sua: inseguendo nobili ideali nel modo sbagliato, sono stati inghiottiti dall'Oscurità.
Eclion conduce alla guerra uomini che altrimenti sarebbero di pace: riesce sempre a far apparire la guerra come qualcosa di più giusto rispetto al compromesso. A volte può anche essere così, ma nella maggior parte dei casi, la guerra produce solo dolore per entrambe le parti, laddove invece, col compresso, si può essere felici, anche se solo a metà.
Eclion però si sta annoiando: vuole una catastrofe e sembra che ci stia riuscendo.
Forse è riuscito a riportare Gothar dalla sua parte, e allora ci sarà qualcosa che assomiglierà all'Apocalisse biblica, ma senza lieto fine.
La Terra sarà trasformata in un Inferno, ed Eclion terrà in vita qualcuno di voi soltanto per il gusto di vederlo soffrire.
In quei giorni gli uomini cercheranno la morte, ma non la troveranno; brameranno morire, ma la morte li fuggirà. » 

<<La Terra è già un inferno. La vita è già adesso difficile da sopportare>>

<<E per te sarà ancora più difficile. Custodire il Fuoco è un grande fardello.
Il Fuoco è una metafora del potere che io intendo conferirti, ma ogni potere richiede sacrificio.
Essere il Custode significa essere soli. E' anche per questo che ti ho scelto: in fondo tu ami la solitudine e sei uno dei pochi che riesce così bene a stare per conto suo>>

<<E riguardo a Joanna?>>

<<Ti stai forse innamorando di lei?>>

<<Non lo so, mi sento attratto da lei... affascinato... penso che potrei innamorarmi>>

<<Be' non farlo. Cerca di evitarlo in tutti i modi, perché lei ti spezzerà il cuore. E il tuo cuore è già stato spezzato troppe volte. Un'altra volta potrebbe essere fatale>>

<<Ma questa potrebbe essere la mia ultima possibilità di essere felice.
Non sono più giovane, eppure non so ancora che volto abbia l'amore vero>>

<<C'è ancora tempo per questo, ma con un'altra, non con lei. Dico sul serio, sei ancora sufficientemente giovane, e lo dimostra il fatto che, come tutti i giovani, credi di essere l'unico capace di amare davvero.
Naturalmente ti sbagli.
Pensa che persino i Signori degli Elementi possono aver conosciuto l'amore, e aver assunto forma umana o aliena, e aver condiviso momenti preziosi con una mortale.
E' successo anche a me.
E quando costei è morta, mi sono chiesto se davvero valga la pena vivere per sempre>>

<<Anche il Signore del Fuoco può piangere?>>

<<Quando assume forma umana, piange come tutti gli altri, per le stesse ragioni di tutti gli altri, e vorrebbe essere davvero come tutti gli altri.
Lei era la mia stella del mattino. Le dicevo: "Rimani con me anche un solo istante, e sarà per me tutto il tempo che esiste". Ma lei toccava le mie lacrime con le tue labbra, e il mio volto con la punta delle sue dita e mi rispondeva: "L'eternità è il nostro presente. E' l'unica immortalità che mi è concessa".
E in quel momento mi resi conto che l'immortalità non è una cosa da invidiare.
Chi vuole vivere per sempre? Chi lo vuole davvero? 
L'eternità è il nostro presente, certo...
Ma chi è disposto ad attendere in eterno?>>

<<Credo che le persone normali possano farlo. A loro basta l'opaca trafila delle cose, il grigiore, come un cielo pieno di nubi che non si decidono mai a rilasciare la pioggia. 
La buona pioggia è di là dallo squallore... 
Le persone normali non notano questo squallore, e ciò le rende invincibili.
Agiscono come automi anaffettivi, e questo li rende invulnerabili. Forse hanno ragione loro.
Forse gli automi hanno ragione...
Ed è anche per questo che non provo simpatia nei loro confronti. Anzi, mi fanno paura.
Le persone completamente normali mi spaventano.
Chi non prova sentimenti mi spaventa.
Oppure sono io che sto realmente impazzendo, come Jenny di Vecchie Pietre, che danza sulle rovine di Sala dell'Estate, insieme ai suoi fantasmi, a quelli di chi ha perduto e a quelli di chi ha trovato, e a quelli di coloro che l'hanno amata di più.
E non volle mai andarsene lì...
And never she wanted to leave>>


<<Conosco la storia. George Martin è un mio discepolo e sono stato io a suggerigli l'idea della canzone scritta da Rhaegar Targaryen, la Canzone del Ghiaccio e del Fuoco
Tutto oscilla tra questi due estremi, non dimenticarlo mai.
Lasciati cullare dalle sue parole e dalle sue note, perché hai ragione nel dire che quella canzone, in parte, riguarda anche te.

High in the halls of the kings who are gone
Jenny would dance with her ghosts
The ones she had lost and the ones she had found
And the ones who had loved her the most
The ones who'd been gone for so very long
She couldn't remember their names
They spun her around on the damp old stones
Spun away all her sorrow and pain
And she never wanted to leave, never wanted to leave
Never wanted to leave, never wanted to leave
They danced through the day
And into the night through the snow that swept through the hall
From winter to summer then winter again
'Til the walls did crumble and fall
And she never wanted to leave, never wanted to leave
Never wanted to leave, never wanted to leave
And she never wanted to leave, never wanted to leave
Never wanted to leave, never wanted to leave
High in the halls of the kings who are gone
Jenny would dance with her ghosts
The ones she had lost and the ones she had found
And the ones

Who had loved her the most...>>