lunedì 22 gennaio 2018

Situazione in Siria dopo l'attacco della Turchia alla provincia di Afrin e l'offensiva di Abu Al-Duhur



Military  Situation In Syrian On January 22, 2018 (Map Update)

La Turchia ha lanciato un’offensiva terrestre e aerea nel nord-ovest della Siria, nella provincia di Afrincontrollata dai Curdi dell'Unità di Protezione Popolare (Ypg) , in un’operazione biasimata sia da Washington, alleata ai curdi nella lotta all’Isis, sia dal presidente siriano Assad, che l'ha definita "un atto di sostegno ai terroristi filo-turchi di Ahrar al-Sham". Denominata paradossalmente “Ramo d’olivo“, la missione è stata annunciata dall’esercito di Ankara, che ha detto, in maniera ancor più paradossale, che sarà condotta “nel rispetto dell’integrità territoriale siriana”. L’obiettivo della Turchia è colpire quella che vede come l’incarnazione siriana degli autonomisti curdi del Pkk, stando alle parole che arrivano dal presidente Erdogan
bombardamenti si concentrano su Afrin, la città nel nord-ovest della Siria controllata dal 2012 dagli uomini delle Ypg, le milizie legate al partito curdo Pyd e sostenute dagli Usa, ma solo nei territori a est dell'Eufrate. Afrin è invece una sorta di enclave montuosa e priva di risorse petrolifere, considerata "sacrificabile" da parte degli Usa e anche da parte della Russia, dal momento che il governo curdo locale ha rifiutato l'ingresso delle truppe russo-siriane, continuando quindi ad opporsi al governo di Assad.

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 Al momento si ha notizia di sette civili e tre combattenti curdi morti nei raid turchi. Erdogan ha avvertito i Curdi in Turchia di non scendere in piazza per protestare contro le operazioni militari in corso: coloro che risponderanno agli appelli dei leader che invitano a manifestare “pagheranno un prezzo alto“, ha ammonito il presidente turco. “È una lotta nazionaleSchiacceremo chiunque si oppone alla nostra lotta nazionale”, ha scandito “Più tardi, ripuliremo il nostro Paese fino alla frontiera irachena ”.
 La Turchia accusa l’Ypg di essere un ramo siriano del Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk), che da oltre trent’anni nel sud-est turco combatte il potere centrale in nome dell'indipendenza del Kurdistan ed è considerato da Ankara e dai suoi alleati come un’organizzazione terroristica. L’Ypg è stata anche un alleato imprescindibile per gli Usa nella lotta contro l’Isis.
I rapporti tra Usa e Turchia sono da tempo molto tesi, con Erdogan che accusa gli Stati Uniti di aver promosso il tentato golpe del 2016 e gli americani che disapprovano l'allontanamento turco dalle politiche della Nato, di cui la Turchia fa parte.
La milizia curda ha avuto un ruolo chiave nella cacciata degli jihadisti da tutti i loro principali feudi nella Siria orientale. 
La Russia si è definita “preoccupata” dall’offensiva e ha chiesto “moderazione”, mentre il ministro degli Esteri siriano Fayçal Mekdad giovedì aveva detto che l’aviazione di Damasco abbatterà qualsiasi velivolo militare turco entri nel suo spazio aereo. La Turchia ha fatto sapere di aver informato Damasco dell’offensiva, ma il presidente Bashar Assad ha smentito e “condannato con forza la brutale aggressione turca su Afrin”, tramite l’agenzia di stampa Sana.
Nel frattempo Assad e i suoi alleati stanno conducendo un'imponente offensiva nella provincia di Idlib per riprendere il controllo della città di Abu Al-Duhur.
Chi pensava che la guerra in Siria fosse finita con la sconfitta dell'Isis deve ricredersi: ora che il Califfato si è disgregato, tutte le parti temporaneamente alleate per combatterlo si stanno fronteggiando per determinare il futuro della Siria e con essa di tutto il Medio Oriente.