lunedì 1 giugno 2026

Una con tutte stelle nella vita. Capitolo 15. Io sono una strada senza uscita, ma sarà più grande il mio prossimo amore..



Io e Vittoria eravamo stati messi al corrente dell'accordo tra la nonna di lei, Gloria, e la terribile direttrice Marina Hagauer, che aveva scritto l'ormai ben noto editoriale "Giustizia poetica in casa Prinsivalli" dalle colonne della sua rivista "Questione di stile".

Vittoria non se l'era sentita di affrontare né i genitori né il fratello (o meglio fratellastro, dal momento che le insinuazioni di Marina non erano state oggetto di querela), tutti nell'occhio del ciclone, e aveva ritenuto che la cosa migliore fosse quella di ritirarsi in "temporanea clausura" presso la villa di Pusiano da sua nonna, unica figlia del Conte Aldobrandi di Castelseprio e lady Gloria aveva invitato anche me. 

Vittoria aveva rinnovato l'invito, il giorno prima di partire, mentre era mia ospite nel monolocale:
<<Roberto, ho bisogno del tuo sostegno. Mi sento in colpa per aver dato inizio a questa valanga che sta travolgendo la mia famiglia. E ho molta paura. Sono confusa. Non so più chi sono>>

Io non l'avevo mai vista così sconvolta:
<<La maggior parte degli esseri umani non conosce se stessa e non si pone nemmeno la domanda. Tu invece stai incominciando a capire tante cose, anche se a costo di grandi sofferenze.
Non hai alcuna colpa: hai rifiutato un'imposizione da parte dei tuoi, una cosa che non avevano nessun diritto di pretendere da te, perché l'epoca dei matrimoni combinati è finita. 
E riguardo al resto, senza l'appoggio di tua nonna e di Marina Hagauer i tuoi ti avrebbero punito oltre ogni limite accettabile e la famiglia di Fabio avrebbe potuto farti del male.
Ora non c'è motivo per avere paura: nessuno oserà bersagliarti ora l'opinione pubblica è dalla tua parte. Ricorda: la vittima ha sempre ragione.
Ma c'è una cosa che non ti avevo mai chiesto, ed è strano. Voglio dire: c'è mai stato un momento in cui hai amato Fabio, oppure c'è stato, prima di lui, un grande amore o una storia importante>>

Lei rimase sorpresa:
<<Con Fabio mi ero fatta molte illusioni: lui aveva recitato bene, all'inizio. Poi col tempo è emersa la sua vera personalità e le mie illusioni si sono infrante come onde su una scogliera.
Prima di lui ci sono state delle storie adolescenziali, io mi innamoravo sempre dello stesso tipo di ragazzo: qualcuno che apparisse nel contempo dolce e forte, e avesse l'aspetto di un bravo ragazzo, ma alla fine si sono rivelati tutti inadeguati, soprattutto per la loro mancanza di sensibilità, di fantasia, di ironia, di profondità, e di romanticismo.
Tu sei il primo bravo ragazzo che possiede tutte queste doti e so che mi ami con tutto il cuore e sento quanto sei attratto da me, eppure ancora non ti sei fatto avanti... e io sono una all'antica, aspetto che sia l'uomo a farsi avanti>>






Chiunque a quel punto si sarebbe sentito incoraggiato e quasi invitato a baciarla, ma io, proprio per la profondità dei sentimenti che provavo, invece di agire, parlai:
<<Voglio che sia più grande il tuo prossimo amore, più di tutti gli altri! Che sia davvero alla tua altezza. Che sia degno delle tue aspettative. Io ti amo immensamente, e non amerò mai nessun'altra, questo è certo, ma purtroppo l'amore non basta.
L'amore conta molto, ma non è sufficiente per far funzionare un rapporto: può essere tanto, a volte troppo, ma non è mai abbastanza.
Tu hai detto che desideri qualcuno che sia dolce e forte, ma io non sono forte. Io sono fragile. 
Ti deluderei ancor più di quanto ti hanno deluso gli altri, per questo non mi sono fatto avanti e anche adesso ho paura di iniziare qualcosa che potrebbe far soffrire entrambi.
Sono un intellettuale imbranato, impacciato, vulnerabile, incline all'ansia e alla malinconia, divorato dalla paura di sbagliare. Posso anche esserti sembrato normale, in questi mesi, ma ho recitato. So essere un bravo attore, ma è giusto che tu conosca la verità, prima di decidere se posso avere qualche speranza con te>>

Mi fermai un attimo per riprendere fiato e lei attese la requisitoria che ero pronto a fare contro me stesso, in un monologo certamente teatrale, come è la mia personalità istrionica, ma fui sincero in ciò che dissi:
<<Vittoria, i tuoi occhi limpidi, puliti, dolcissimi non sanno, non sapranno, non hanno idea di chi sia io nel profondo, del fatto che ho preso decisioni meschine nella mia vita, animato da spirito di rivalsa, di vendetta, di sadismo. 
C'è stato un tempo, alcuni anni fa, in cui ostentavo un'aria apparentemente rilassata e indiferrente, del tipo: "Non me ne frega un cazzo", e questo stranamente piaceva alle donne, ma non  erano certo donne come te, erano il contrario: il mio cinismo le fa ridere, il mio scetticismo faceva credere loro che io sapessi sempre qualcosa di più, qualche segreto sui misteri dell'universo.
Ma era una maschera. 
La verità è che sono un perdente, e se anche a volte ho vinto, ciò non significa che io sia forte, anzi, questa mia suscettibilità, questa mia incapacità di perdonare, mostrano che sono debole, immaturo e pieno di frustrazioni.
  
Mi sento estraneo rispetto al mondo che mi circonda, rispetto all'umanità stessa: sono un umanista misantropo, perché più conosci gli uomini, più capisci che il 99% di solo sono ancora delle scimmie. E poi non mi piace quest'epoca, questa onnipresenza del cellulare, questa generazione che fugge dalla complessità. Ma non pretendo di avere ragione, sono io che sono fuori luogo. Mi sento come se esistesse un'epoca passata in cui il mondo aveva di più. Una volta si sognava in grande, si sognavano le astronavi, i viaggi spaziali e invece cosa abbiamo avuto: lo smartphone! No, io non ho niente a che spartire con questo mondo, sono un'anomalia, un errore di sistema, qualcosa da neutralizzare, da sterilizzare. Appartengo alla categoria di persone destinate a non passare il testimone a nessuno.
Io sono solo un vicolo cieco, Vittoria, sono una strada senza uscita...>>

Lei mi aveva ascoltato con molta attenzione e concentrazione, come se attendesse da molto tempo una spiegazione per la mia ritrosia, una cosa insolita per lei, abituata al fatto che gli uomini cadessero tutti ai suoi piedi.
E dopo aver ascoltato, esitò nel rispondere, cercando di riflettere, di soppesare i miei argomenti, le mie insicurezze, i miei dubbi.

Alla fine i suoi occhi color fiordaliso si rivolsero di nuovo verso i miei:
<<A lungo io ti ho osservato e so per certo che quelli che a te sembrano difetti, per me sono dei pregi. Non me ne sono accorta subito, lo ammetto, ma nei mesi in cui abbiamo studiato insieme, io sono rimasta affascinata dalla tua cultura, dal tuo modo di parlare, dalle tue battute, dalle tue citazioni. E mi sono resa conto che questo era ciò che mancava alla mia vita, e ciò che cercavo in colui che doveva percorrere la vita al mio fianco. 
Non voglio un patriarca come il mio bisnonno, un egocentrico come mio nonno o un carrierista ambizioso e frenetico come mio padre, e meno che mai un tipo pratico, ma ignorante come Fabio.
Per molto tempo ho studiato la tua personalità e ho notato che sei la persona più resiliente che io abbia mai conosciuto: da ogni dolore hai tratto un insegnamento, da ogni frustrazione hai distillato una battuta, da ogni colpo, la tua mente ha reagito aprendosi e acquistando capacità cognitive e intuitive. Ti pare poco? Io sono stata conquistata dalla tua visione del mondo e dal modo ironico e satirico in cui lo descrivi nei tuoi monologhi shakespeariani, e anche se non te l'ho detto esplicitamente, tu sei esattamente il tipo di persona che vorrei al mio fianco. 
Tu pensi che il mio sia solo il capriccio di un attimo, che alla fine io voglia una storia passeggera e che ho alternative più interessanti, o le avrò in futuro. 
Ma io non sono "mobile qual piuma al vento".
La tua fragilità, la tua capacità di guardarti dentro e vedere anche quel che non va, è la cosa più coraggiosa che io abbia incontrato da quando questa tempesta è iniziata. Mi dici che sei un vicolo cieco, ma dimentichi che io sto scappando da un’autostrada che altri avevano già asfaltato per me, e andava dritta verso l'inferno.>>

Fece un passo verso di me. Il profumo leggero che indossava accorciò la distanza intellettuale che avevo tentato di costruire come un muro di difesa.




<<Tu mi hai conosciuta come follower molto prima che io conoscessi te, e ti sei fatto di me l'idea di una ragazza che ha tutto ciò che si possa desiderare, "una con tutte stelle nella vita", perché era quella l'immagine che volevo comunicare. Ho cercato quindi di mostrare soltanto i miei pregi, in particolare la bellezza e l'ironia e ho trovato certamente un vasto seguito, ma, è tempo che tu lo sappia, io ero estremamente delusa dal fatto che nessuno dei miei post fosse diventato davvero virale e che quindi il sogno di diventare indipendente dalla mia famiglia a livello economico facendo l'influencer non è mai decollato del tutto. Mi trovo in una zona intermedia, ma non riesco a sfondare. Questo mi ha fatto diventare molto insicura, ma ha avuto almeno un effetto salutare, e cioè che ho conosciuto i miei limiti e mi sono resa conto del fatto che nella mia mente c'è molta confusione e manca un vero piano per il futuro. 
Ho comunque ottenuto un risultato importante: ora sono più libera, ed era l'obiettivo principale.
Ora posso scegliere ciò che per me conta davvero e se posso farlo è anche grazie a te e al tuo sostegno. Ti pare una cosa da poco?>>

Non aspettò la mia risposta, aveva altro da dire, e nei suoi occhi lessi che aveva preso una decisione:
<<Ma la cosa che conta è ciò che siamo quando stiamo insieme.
Presi singolarmente io e te possiamo anche essere interiormente fragili, ma insieme siamo una potenza: ciascuno dei due sostiene l'altro.

Io non cerco un fidanzato che mi faccia da protettore come se fossi una damigella indifesa: io cerco qualcuno che stia al mio fianco, che creda in me, che faccia il tifo per me, che mi consideri la sua anima gemella e mi guardi con l'amore incondizionato con cui tu mi rivolgi lo sguardo.
Ci proteggeremo a vicenda, ma se tu sarai ferito, se sarai malato, se sarai in difficoltà, non avere paura, io ti sosterro e, come dice la canzone "... grandi braccia, grandi mani avrò per te".
Io ti prometto che sarò molto delicata con te, molto affettuosa e comprensiva, ma tu devi promettermi di riflettere su una cosa: amare significa anche tenere in considerazione l'eventualità del fallimento, ma questo non sarà il nostro caso.
Insomma, se tu sarai il mio cavaliere, io sarò la tua armatura>>

Le mie difese, erette in anni di isolamento e misantropia difensiva, crollarono di colpo di fronte alla sua spietata e dolcissima lucidità. La complessità del mondo che tanto criticavo si ridusse a quell'unico, cruciale centimetro che separava le nostre labbra. 
Quando infine ci baciammo, non ci fu l'irruenza delle nostre precedenti diverse relazioni, ma un grande bisogno di affetto reciproco, di dolcezza. Le sue labbra sapevano di lacrime trattenute e di sogni infranti. Vittoria si aggrappò alle mie spalle come se fossi l'unico punto fermo in una stanza che aveva ripreso a girare. In quel bacio non c'era la soluzione alle faide dei Prinsivalli, ma c'era la serenità di cui entrambi avevamo disperatamente bisogno prima di consegnarci al ritiro dorato nei laghi della Brianza.







Il Mio Prossimo Amore

Tu sopra di me
Sete d'estate, che male c'è
C'è che non amo il momento che vivo,
Se conto le stelle, sopra di te
Sopra di noi...

E intanto invento il mio prossimo amore
Gli do appuntamento e già un po' me lo sento
A parlare nel vento, parlare per ore.

Sarà più grande il mio prossimo amore
Sarà notti chiare che pochi conoscono
Che importa il nome che avrà
Quando e come sarà

Sarà più grande il mio prossimo amore
Ci passo le ore anche quando non passano
La prima volta era un re, ora è quello che è
Ma somiglia più a me

Ecco perché, quando non va
Quando è duro ballare... con la realtà
Io me lo sento, lui già lo sa

E tutto a un tratto un pensiero incosciente
Mi prende a braccetto e mi prende la mente
Poi cosa mi prende
Sarà più grande il mio prossimo amore
Sarà notti chiare di quelle che restano
Che importa se finirà bello come sarà

Sarà più grande il mio prossimo amore
Ci passo le ore ma i sogni non bastano
Se la mia vita non è tutto il bene che c'è
Chiuso dentro di me

Che importa il nome che avrà, quando e come sarà

Sarà più grande il mio prossimo amore
Sarà notti chiare che pochi conoscono
La prima volta era un re, ora è quello che è
Ma somiglia più a me.



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