domenica 29 settembre 2013

Gli Arcani Supremi. Capitolo 23. Discesa agli Inferi.



La porta della cantina cigolò in maniera sinistra.
Un'aria fredda e umida fuoriuscì dalle scale, insieme ad un odore di vino e di conserve.
Robert cercò a tentoni l'interruttore, ma la lampadina era fulminata.
Si fece luce allora con una pila elettrica: una luce azzurrina che rendeva ancora più fantasmatico l'aspetto di quel mondo infero nel quale discendeva.
Ogni personaggio ha la sua discesa agli inferi.
La discesa nella cantina era la versione moderna e domestica di quel mito, ma non per questo faceva meno paura, anzi, era divenuto un topos dei film horror.
Scese le scale di pietra grigia, e fece scorrere rapidamente la luce della pila sulle pareti del sotterraneo.
Erano inzuppate di umidità.
Una cantina in una striscia di terra tra il mare e la laguna... è già tanto se non la ritrovo completamente allagata.




La costruzione era comunque ancora abbastanza solida ed i tubi sembravano a posto.
Robert procedette nello scendere le scale fino ad arrivare alla cantina vera e propria.



L'aria era gelida e l'umidità penetrava nelle ossa.
L'unica fonte d'aria era una grata che dava su una "bocca di lupo", da cui entrava una tenue luminosità azzurra, che proveniva dai lampioni della Antler Street.
Sotto la grata, un vecchio tavolaccio era appoggiato al muro. Nelle vicinanze c'erano altri mobili che parevano piuttosto malconci, e alcune botti.



Per terra c'era molto ciarpame di ogni genere.
In un angolo, Robert vide quello che cercava.
In quegli scatoloni di legno mia nonna teneva nascosti i suoi segreti. Nessuno ha mai avuto il coraggio di toccarli. 



Si avvicinò al gruppo di casse e constatò che erano ancora in buono stato.
Provò a sollevarne una e gli parve abbastanza leggera.
Notò che c'era un meccanismo ad incastro che teneva sigillato il coperchio al resto della cassa.
E' il momento di aprirla e scoprire ciò che Vivien teneva nascosto al resto del mondo...

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