martedì 13 luglio 2021

Vite quasi parallele. Capitolo 146. Da Little Venice a Regent's Park









E' più che lecito chiedersi per quale motivo un italiano, nato nel paese dove c'è Venezia, quella originale, unica e irripetibile, possa essere interessato a vedere la Little Venice di Londra.
Non conosciamo la risposta in generale, ma sappiamo fin troppo bene il perché Aurora e Roberto decisero di andare a visitarla: fu a causa dell'ossessione di lui per i canali, insita nel dna di ogni Monterovere, e di ogni discendente dell'ingegner Lanni, il Profeta delle Acque.
Questa ossessione prevalse su ogni ragionevole dubbio, rendendo Little Venice una tappa imprescindibile.
Fu così che Aurora e Roberto decisero di farsi portare fin lì da Battista e poi di proseguire a piedi fino a Regent's Park, la loro ultima meta londinese, almeno per quell'anno.

Aurora, del resto, preferiva una camminata all'aria aperta, piuttosto che cercare di farsi piacere i quadri di Turner, detestati dalla regina Vittoria. "Was ist das?" aveva chiesto la sovrana al marito con cui parlava in tedesco, lingua madre di entrambi (erano cugini di primo grado) e quando il direttore dell'Esposizione aveva parlato di Turner, Vittoria aveva scosso la testa: "Questo non è un quadro, questo è solo giallo sporco. La cornice vale mille volte di più".
<<Robs, considerando la tua passione per i canali, dovresti fare ingegneria idraulica, che è una branca dell'ingegneria civile. Credo che molti se lo aspettino, ma non te ne ho mai sentito parlare>>
Ci aveva pensato, invece, e non aveva ancora scartato quella possibilità, ma mise le mani avanti:
<<C'è troppa matematica, troppa fisica matematizzata e troppo disegno tecnico>>
Aurora aveva protestato:
<<E' colpa di Sarpenti e della Sanguineti se non ami queste materie! Vuoi dar loro la soddisfazione di aver rovinato in questo modo il talento dei Monterovere?>>
Roberto scosse il capo:
<<Chi è, attualmente, ma anche assolutamente e senza ombra di dubbio il più talentuoso dei Monterovere?>>
Aurora capì:
<<Lorenzo. Tu pensi di assomigliare a lui?>>
Roberto si strinse le spalle:
<<Non lo so. L'unica materia verso cui ho un approccio specialistico è la Storia. In tutte le altre cose sono e resterò un dilettante. Per esempio: adoro le carte geografiche, ma se si incomincia a parlare di coordinate e triangolazioni, già mi viene il mal di testa.
Con la Storia è diverso. Lorenzo usa un termine che non ha senso: memorie ancestrali. Io conosco a malapena la storia dei miei nonni>>
Aurora era sempre un passo avanti:
<<La predisposizione alla Storia è un talento che interessa agli Iniziati. Immagino che lo ritengano una premessa per sviluppare il potenziale intellettivo nell'ambito della memoria e forse anche in quello della premonizione>>
Roberto rise:
<<Se ti sentisse Piero Angela gli verrebbe un infarto! E' da una vita che combatte le pseudo-scienze che parlano di queste cose>>
Aurora sorrise, ma lo stupì rispondendo:
<<Forse gli automi hanno ragione>>
Roberto rimase spiazzato:
<<Conosci Montale così bene? Non me l'hai mai detto!>>
Lei scosse il capo:
<<Non sapevo nemmeno che fosse sua. L'ha pronunciata Jessica Burke-Roche alla famosa cena nella Royal Suit, dicendomi che Lorenzo l'ha citata in uno dei suoi libri. Tu stavi spettegolando col Duca sulle ultime controverse ammissioni all'Ordine della Giarrettiera>>
Lui sorrise:
<<In effetti stavamo spettegolando come due vecchie comari: è molto simpatico il giovane Ravensbourne. Ma non capisco perché Jessica abbia tirato fuori quella frase>>
Aurora annuì:
<<Me lo sto chiedendo anch'io. Stava parlando di uno dei recenti testi di Lorenzo sull'esoterismo e l'occultismo, e siccome io avevo manifestato un certo scetticismo, lei ha commentato: "Chissà, forse gli automi hanno ragione. L'ha scritto anche il Professore in una citazione. Credo che il suo intento fosse ironico, ma non ne sono del tutto sicura. Magari Roberto glielo può chiedere".
Io volevo chiedertelo in quel momento, ma Jessica ha subito cambiato discorso, perché il fidanzato stava parlando dei problemi finanziari di sir Angus Ogilvy, un suo socio di cui non mi importava nulla, ma a quanto pare voi eravate di un altro parere perché aveva sposato una Principessa del Sangue>>
Roberto annuì a sua volta:
<<E' vero! Ma mettiamo da parte per un attimo l'intento di Jessica e quello di Lorenzo. Io ho riflettuto molto su quale potesse essere l'intento di Montale. Io credo fosse ironico: per lui gli automi erano le persone che si adeguavano passivamente alla mentalità delle masse, o a qualsiasi forma di ideologia dominante. Quando dice che "forse" hanno ragione, intende dire che è comodo accettare un modello preconfezionato, ma che non è necessariamente giusto.
Noi siamo chiamati a scegliere tra ciò che è giusto e ciò che è facile.
Immagino che Lorenzo abbia usato questa citazione per ironizzare a sua volta su chi aveva atteggiamenti neopositivisti alla Piero Angela, l'uomo dalle indubitabili certezze>>
Come sempre Aurora era più sottile:
<<Mah, non credo, in fondo Piero Angela non è un fanatico. Lorenzo invece, come Iniziato, ritiene di conoscere la "Verità" con la V maiuscola. Potrebbe aver utilizzato la frase per contrapporre l'approccio esoterico a quello... come si dice, il contrario di esoterico?>>
Roberto si rese conto di avere a fianco una ragazza intellettualmente molto più dotata di quanto l'apparenza potesse far pensare, persino a chi la amava:
<<Essoterico, con due s. Hai avuto un'intuizione brillante. Penso proprio che tu abbia ragione: Lorenzo sostiene l'approccio esoterico e cita Montale per accusare l'approccio essoterico, tacciandolo di "automatismo". Con questo non sto dicendo che abbia ragione lui. Il mio approccio non è né esoterico, né essoterico: io dubito persino della mia esistenza>>
Aurora rise, ma volle comunque avere l'ultima parola:
<<Il mio dubbio invece riguarda Jessica. C'è qualcosa di strano in lei, un carisma che coglie di sorpresa l'interlocutore. Ma lasciamo stare, magari è soltanto la mia immaginazione...>>
Il Roberto di allora concordò che fosse "solo" immaginazione, ma il Roberto di oggi sa che l'immaginazione ha un potenziale immenso, ed è in grado di aiutare gli altri meccanismi mentali in ogni forma di apprendimento.

Torniamo a Londra e vediamo cosa prevedeva nel dettaglio la loro passeggiata.
Localizziamo con più precisione l'itinerario e i luoghi di riferimento secondo l'attuale municipalità: Inner London, North Westminster City, Metropolitan Borourgh of Paddington, quartieri di Westbourne e Little Venice, Harrow Road e Maida Vale, Metropolitan Borough of St. Marylebone and Regent's Park.

Il collegamento tra Little Venice e Regent's Park avveniva mediante il Regent's Canal, nell'ambito della rete idrica dei canali di Londra.







Dal Grand Union Canal si diparte il Paddington Branch, che, proprio a Little Venice, prende il nome di Regent's Canal, per poi proseguire, oltre il Parco, fino a Islington, a nord della City, per arrivare a quell'insieme di ramificazioni che è chiamato Docklands e che costituisce il Porto di Londra.
Guardando le mappe allegate a questo capitolo, ci rendiamo conto, però, che l'intera Londra e forse l'intera Gran Bretagna erano come un tentativo di imitazione di Venezia, nel momento stesso in cui concepivano se stesse come centro di un impero marittimo fondato sul primato commerciale.
Questo parallelismo azzardato che noi offriamo qui come semplice spunto di riflessione o di dibattito, può aiutarci a comprendere meglio il fatto che Londra, anche dopo la caduta dell'Impero Britannico, è rimasta comunque un grande polo di attrazione, dove possiamo trovare tutto e il contrario di tutto: lo scenario perfetto per ambientare un romanzo, o almeno qualche capitolo.






I canali convogliavano e collegavano le acque dei vari affluenti settentrionali del Tamigi.
Così come il  Westbourne  alimentava il Serpentine Lake, allo stesso modo il Tyburn  alimentava il lago del Regent's Park. Di tutta questa rete naturale, rimanevano visibili soltanto i canali di collegamento.
Il Regent's Canal era stato riqualificato ed il suo corso, da Little Venice a King's Cross era ormai tutto scoperto e percorribile.













Questo itinerario è noto come Regent's Canal Walk. La parte che i nostri due fidanzati percorsero, tra Paddington (Borgo settentrionale di Westminster), Marylebone e Camden, partiva dalla Warwick Avenue, che si incrociava con la St.John Wood Road e la Blomfield Road.
Il porticciolo di Little Venice era un triangolo, circondato da tre ponti, uno sul Grand Union Canal (il Westbourne Terrace Road Bridge), il secondo sul Regent's Canal e il terzo sul canale di Paddington, che percorreva un breve tratto prima di scomparire in una galleria, nell'immensa rete idrica di Londra.
La visuale era molto bella da tutti e tre i ponti, con i canali pieni di barche attraccate, di ogni colore, tante aree verdi intorno, e persino piccoli battelli che attraversavano il tratto navigabile.
Anni dopo Roberto avrebbe provato, davanti alla Darsena di Milano, un senso di inadeguatezza, perché all'epoca tutta l'area dei Navigli era in una situazione di degrado a cui solo venticinque anni dopo il sindaco Sala avrebbe posto rimedio, trasformando quel luogo in una delle zone più lussuose e costose della città. Ma anche nella versione attuale, bisogna ammettere che la Darsena e i Navigli milanesi non riescono a trasmettere l'atmosfera variopinta e piena di verde naturale di Little Venice.

Il primo ponte che varcarono fu il Warwick Avenue Bridge, sul Regent's Canal, la cui cancellata all'epoca era verde oliva, ma dopo la riqualificazione era stata ridipinta di azzurro vivo,
Da sotto il ponte poteva passare il battello turistico che fa la spola dal Grand Union Canal al Regent's.





Il secondo ponte che attraversarono era l'Harrow Road Bridge, che sovrastava il Paddington Canal, nel punto in cui si congiungeva con il bacino triangolare di Little Venice.
Era un ponte di per sé grigio e trafficato, percorso dai battelli della Waterroad.





Il ponte sul Grand Union Canal è percorso dalla Westbourne Terrace, che conserva il nome dell'antico fiume che alimentava, più a sud, il lago Serpentine. Ha una dolce curvatura convessa ed è affiancato da ringhiere di color azzurro e su tutte le quattro le colonne superiori c'è un cartello che indica la sua appartenenza al borgo di Paddington.
Nella parte inferiore ha un'intelaiatura metallica dello stesso colore che protegge una lunga lampada led al neon che si illumina di notte.





Teniamo presente la localizzazione: Inner London, North Westminster City, Metropolitan Borourgh of Paddington, quartieri di Westbourne e Little Venice, Harrow Road e Maida Vale, Metropolitan Borough of St. Marylebone and Regent's Park.
Una piccola parte del Regent's, però, si trovava nella Camden City.















Dopo aver fatto il giro dei tre ponti, Aurora e Roberto, che erano partiti molto presto per evitare il caldo, si fermarono a fare colazione al Waterside Cafè, dove c'era una splendida terrazza che dava sul lago triangolare, vicino al punto di attracco del traghetto, il London Waterbus.
Aurora non se la sentiva di salire sul Waterbus e percorrere in battello il percorso fino al Regent's Park, perché c'era un eccessivo affollamento e Roberto, in tutta onestà, non poteva darle torto, per cui decise, anche se con un pizzico di rimpianto, di rimanere fedele al piano originario, percorrendo la strada a piedi.

Nel mezzo del lago c'era un'isoletta piena di salici piangenti. Il Rembrandt Park circondava il tutto.

Dopodiché percorsero a piedi la Blomfield Road fino al punto dove il Regent's Canal percorreva una galleria, a partire dal Cafè Laville, dove presero un secondo caffè e brioche, perché comunque li attendeva una lunga giornata.
Da lì in avanti percorsero la Aberdeen Place, fino al punto in cui svoltava verso nord: in quell'angolo c'era una chiusa da cui tornava in superficie il Regent's Canal, affiancato da una piccola via pedonale che fiancheggiava il canale per un tratto piuttosto lungo, fino ad arrivare, dopo essere passati sotto vari ponti piuttosto oscuri (specialmente quello sotto la ferrovia) al tanto bramato Regent's Park, nelle vicinanze dello Zoo (area nord est).
Dietro di loro si ergeva la Primrose Hill, un parco in collina, da cui si poteva osservare il panorama di Londra, spettacolare al tramonto.





Se i lettori hanno avuto la pazienza di dare una scorsa alla documentazione visiva che abbiamo inserito in questo capitolo, saranno autorizzati a discutere una tesi di laurea magistrale in ingegneria idraulica e civile presso il Massachussets Institute of Technology.








Nessun commento:

Posta un commento