mercoledì 13 agosto 2025

Mappe immaginarie









Alternative History from the Year 1919. Imperial Germany and its allies emerged victorious from the Great War. Though celebrations broke out throughout Germany, the peace won was more fractured than what the government wanted its people to understand. Britain had got off scot-free and had even snatched all of Germany's colonies, and now Germany was bereft of a colonial Empire. France defeated, was still strong and its post-war coalition government was remarkably stable and to the east, the anti-German pro-Entente Russian Republic won the Russian Civil War. Nonetheless, with Mittleurope achieved, it was a victory and Central Europe was Germany's domain, her influence spreading throughout the continent.

Yet, the political situation grew tumultuous. Though the British Blockade had ended with the end of the war, the ~600,000 Germans who had died due to food shortage during the Great War was seared in public memory and the food situation was still not resolved as the post-war food shortages hit the continent, hitting central Europe the hardest. Amidst this crisis, the Oberste Heeresleitung (OHL) continued to exert authority over the governance of the German nation, with the support of Kaiser Wilhelm II, essentially sidelining the Reichstag. The military dictatorship that had formed in wartime Germany continued, even in peace time.

Further policies infuriated the German populace. The militaristic conservative OHL refused to entertain more labour laws or workers laws to be passed, growing fearful of the rise of communist sentiments throughout the Mittleurope after Soviet refugees found their way back to their original sponsor Imperial Germany after the Republic of Russia won the Russian Civil War. Furthermore, Germanization policies against the Polish, French, Luxembourgish and Danish populations of Imperial Germany infuriated the opinions of the Poles, Alsatians, Lorrainers, Luxembourgs and Danes of the Empire against Berlin. One Zabern Affair pre-Great War was considered an embarrassment. Following the 1923 Germanization Law, multiple Zabern affairs regarding this ethnic minorities erupted every few months, bringing further military restrictions in civil society for the sake of 'public order'.

With every successive German government after elections being headed by Hindenburg, more and more German politicians began to become more and more disillusioned with the current state of affairs. As inflation from supporting the economies of Germany's new puppet states to the east made the German economy more and more unstable, things came to a head, when Kaiser Wilhelm II, Crown Prince Wilhelm, Prince Wilhelm, Prince Louis Ferdinand, Prince Hubertus, and several other members of the Imperial Family were killed in a bomb blast in one of their vacation homes in 1928 linked to communist and anti-OHL groups. Taking advantage of the crisis, anti-OHL members of the government tried to overthrow the OHL which had stayed in power since 1916. But the OHL continued to hold on to their power doggedly and as a split in the Imperial Family grew, the power struggle seeped into every part of German society and the nation. The spark that lit the fire would be the assassination of Foreign Secretary Gustav Stressemann. Every district declared its allegiance to either the OHL or Anti-OHL government.



Il Sacro Romano Impero Americano











domenica 10 agosto 2025

Langobardia Major e Langobardia Minor: massima espansione del Regno dei Longobardi sotto re Liutprando nell'anno 751


I territori che nel 751 non erano ancora sotto occupazione dei Longobardi erano ufficialmente sotto il dominio bizantino: il Ducato Romano, il Ducato di Venezia, il Ducato di Apulia et Calabria, il Ducato di Sicilia e il Ducato di Sardegna.
L'apice della potenza politica longobarda si ebbe con Liutprando (712-744): egli incrementò i possedimenti del regno, arrivando fino alle porte di Roma e sottomettendo i ducati ancora indipendenti di Spoleto e Benevento; seppe inoltre contenere il Papato e svolse una politica di respiro europeo.




L'espansione della Langobardia Maior avvenne nella direzione dell'Esarcato di Ravenna, che cadde in mano longobarda nel 751 sotto re Liutprando.


Il corridoio bizantino tra Roma e Ravenna era stato dunque conquistato e la Langobardia Maior si era unita ai ducati del sud della Langobardia Minor.






Langobardia Maior era il nome che, in età altomedievale, veniva dato ai domini longobardi dell'Italia settentrionale e dell'attuale Toscana (Ducato di Tuscia). Gli altri ducati, tra cui Spoleto, Benevento e Salerno erano invece parte della Langobardia Minor che per anni fu in lotta con l'Impero Bizantino. Alla fine i Franchi usarono il termine Langobardia riferendosi soltanto a quella Maior, che fu ripartita in nuove contee e marche, mantenendo la capitale del regno dei Longobardi a Pavia anche quando nell'anno 774 entrò a far parte dell'Impero carolingio.






Nelle mappe sovrastanti si vede un fatto importante: gli effettivi domini del Papato consistevano di fatto soltanto nel Patrimonium Petri, e anche se nelle città i Vescovi esercitavano una funzione preminente, essi non erano ancora soggetti al Papa di Roma (la nomina papale dei vescovi fu rivendicata da Gregorio VII nel Dictatus Papae del XII secolo), ed i feudatari godevano di un'ampia e concretamente totale indipendenza. Le "recuperationes" dei domini donati da Pipino il Breve e Carlo Magno avvennero soltanto a partire dal ponfiticato di Innocenzo III nel XIII.




Altre mappe italiane ed europee

Nelle zone settentrionali la componente germanica dei Longobardi e degli Ostrogoti si aggiunse ai discendenti della componente celtica dei Galli, che ormai si erano integrati con i Romani e i Bizantini.






Seguono mappe, stemmi, bandiere più o meno immaginarie
















sabato 9 agosto 2025

Massima espansione del Regno d'Italia nel 1942





Confronto tra l'originale e il "sequel" mal riuscito

Le rivendicazioni degli Irredentisti nel periodo 1915-45








domenica 3 agosto 2025

Il significato "adulto" di "E dimmi che non vuoi morire" di Vasco Rossi cantata da Patty Pravo: Analisi del falso sé, del ritrovo dell'autenticità e dell'amore come comprensione e sostegno e non come infatuazione, finzione o ripiego



Una donna si rivolge a un uomo che, pur avendola tradita, è rimasto solo e lei gli vuole dare una seconda possibilità, nel senso che lui l'ha delusa (ed è una delusione superiore persino a quella di una vita di per sé deludente), ma ora ad essere debole è lui.

Lui,
il dongiovanni, ormai è rimasto solo, perché ha preteso troppo dagli altri e da stesso. E ha preteso più di quanto fosse disposto a dare. Ed ora, se non vuole restare solo, deve cambiare. 

Lei gli fa visita, forse dopo un periodo di separazione, lo invita a ricordarsi della loro relazione e a farlo riflettere sui suoi errori.
Ecco una mia parafrasi della frase: "quando vuoi quello che non sei te, ricordati di me, forse può servirti":

"Quando non desidererai più persone che sono troppo diverse da te e non ti possono capire, quando sarai stanco di fingere di essere chi non sei, torna da me. Io sono l'unica che ti ha visto per come sei veramente e che può ricordarti chi sei davvero".

Lei non vuole eccedere nei rimproveri e anzi gli dice di essere lì con lui perché le fa piacere rivederlo e parlare con lui, dopo che è passato tanto tempo. La frase "eri come loro te" è ambigua. Chi sono "loro"? Sono tutti quelli che ci appaiono felici e vincenti, ma in fondo, se anche fosse vera la loro felicità e la loro vittoria, sarebbe pur sempre una condizione temporanea. 

Questo "eri come loro te" significa che lui per un po' è stato vincente come le persone a cui andava dietro, ma in fondo anche loro, i vincenti, ammesso che sia vera e non fittizia la loro apparenza felice e forte e la loro vittoria, vivono comunque in una condizione che è pur sempre temporanea, dato che nessuno di loro può essere sicuro di essere pronto ad affrontare le difficoltà impreviste e dunque se vogliono qualcosa davvero e non riescono ad ottenerla con le loro sole forze, devono chiedere aiuto.

Tutti questi "vincenti" si credono degli eroi, quando le cose vanno bene, ma poiché nella vita non può andare sempre tutto bene, succede che nel momento della crisi essi devono ridimensionare il proprio ego e chiedere aiuto "a chi può sentirli", cioè alle persone che, nonostante tutto, sono ancora disponibili a dargli un'altra possibilità. 

Vediamo qui tre tematiche del pensiero di Vasco Rossi:

1) L'eroismo come sforzo, non come stato: quell'essere "eroi" è una condizione spesso fittizia e comunque temporanea. Nessuno è un eroe per sempre. La vittoria e la forza sono maschere che reggono finché la vita non ci mette davanti a qualcosa che non possiamo gestire da soli.

2) La fragilità è anche nei "vincenti": Quando lei dice "eri come loro", sottolinea che lui ha inseguito un modello di forza che, alla prova dei fatti, è fragile. Anche quelli che sembrano sicuri di sé ("i vincenti"), nel momento in cui desiderano qualcosa che non possono ottenere con il potere o il denaro, tornano a essere piccoli, fragili e costretti a "chiedere".

3) Il "chiedere" visto come livellatore sociale: La canzone suggerisce che la vera natura umana non emerge nel successo, ma nel bisogno. Che tu sia un vincente o un perdente, quando "vuoi qualcosa davvero" e non ce la fai, l'unica cosa che ti resta è la preghiera o la richiesta d'aiuto a "chi può sentirti".

Lei quindi, che lo ha perdonato, è pronta a dargli una seconda possibilità, ora che si è rivelata quella più forte, quella che ha saputo resistere alle delusioni  della vita e a rimanere fedele alla propria personalità e coerente nelle proprie azioni. E' rimasta ancora giovane nello spirito e gli offre nuovamente amore, passione, affetto, divertimento, comprensione, a patto che lui abbia ancora voglia di vivere e di ricominciare qualcosa che si è interrotto. 

La donna ha visto il suo uomo scivolare nell'apatia o nella depressione (che è un "morire dentro"). Prima lo scuote dicendogli che i veri eroi sanno chiedere aiuto ("lo chiedono lo sai a chi può sentirli"), poi si palesa come l'unica persona in grado di ascoltarlo e, infine, gli chiede di crollare insieme a lei ("piangi insieme a me").

Lei si mostra disponibile ad aiutarlo, a dargli una seconda possibilità, però gli chiede: "Dimmi cosa cerchi", perché non vuole che lui si appoggi a lei come a un ripiego, ma sulla base di una scelta sincera, in cui lui capisca che ha bisogno di qualcuno che lo comprenda e lo sostenga

L'invito alla chiarezza: "dimmi cosa cerchi" va tenuto presente perché sottolinea la dignità di lei: nonostante si dichiari disposta ad aiutarlo ("piangi insieme a me"), lei non vuole annullarsi. Chiedere "Cosa cerchi" è un atto di auto-tutela: lei è pronta a dargli tutto, ma solo se lui ha il coraggio di essere onesto sui suoi desideri. Se lui cerca ancora quella vita fittizia da "eroe vincente", lei non può aiutarlo.
Lui deve capire quali sono le proprie priorità ed essere sincero con lei e con tutti, al riguardo. In ultimo, lei gli rinnova il proprio invito e la propria disponibilità: ora sta a lui decidere e ritrovare la forza di vivere e di essere un uomo migliore. 

Lo invita a sfogarsi, a parlare dei suoi guai, sui quali però lei vuole cercare di sdrammatizzare la situazione, forse ammettendo che anche lei può avergli causato qualche guaio, e d'altra parte in ogni relazione bisogna mettere in conto il rischio di andare incontro a dei guai. Poi però lo rassicura, dicendo che anche lei ha bisogno di lui (forse lo dice anche per farlo sentire di nuovo importante, ora che è lui in crisi), ed essendo entrambi commossi, lui può lasciarsi andare, può persino piangere insieme a lei ricordando gli errori che entrambi hanno commesso. 

Non è il soccorso di una persona forte a una debole, ma l'incontro tra due "naufraghi" della vita che decidono di darsi una possibilità basata sulla verità e non sulla finzione.

Lei, pur essendo delusa dalla vita, non ha perso la speranza ed è rimasta sempre autentica e fedele a se stessa, la crisi di lui è la morte della sua maschera da vincente, il Falso Sé. 

Lei gli sta dicendo: "Quello che è morto è il personaggio che recitavi, non l'uomo che sei. Ora che l'eroe finto ha fallito, possiamo finalmente stare insieme come esseri umani veri".

Chiedendogli di "non morire" e di "dirle cosa cerca", lei trasforma l'atto di restare insieme in un atto di sincerità e volontà reciproca, non di ripiego. Non si sta insieme perché "non si sa dove altro andare" (ripiego). Si sta insieme perché, dopo aver visto il vuoto e la delusione, si capisce e si decide che valga la pena vivere l'uno attraverso l'altro.

In conclusione, è una canzone sulla resilienza di coppia. È il momento in cui due persone smettono di chiedersi l'impossibile (essere perfetti, essere eroi, non soffrire mai) e accettano di essere "solo" un uomo e una donna che, piangendo insieme, trovano la forza di sconfiggere la morte con una condivisione vera e autentica dei sentimenti, non delle illusioni.

È il passaggio dall'età delle infatuazioni a quella dell'amore adulto.

In sintesi, "E dimmi che non vuoi morire" è il manifesto di chi ha capito che l'amore non serve a salvarci dalla vita, ma a renderla sopportabile e autentica. È l'accettazione che l'altro non è un supereroe, ma un compagno di viaggio che, pur provato quanto noi, condivide con noi la speranza che valga la pena di non arrendersi sostenendosi a vicenda con grande complicità.





Testo
Guarda, io sono la sola ormaiCredi, non c'è più nessuna cheQuando chiedi troppo e lo saiQuando vuoi quello che non sei teRicordati di me, forse non mi credi
Sguardi, guarda sono qui per meNon ti ricordi, eri come loro teTutti quanti sono degli eroiQuando vogliono qualcosa, behLo chiedono lo sai, a chi può sentirli
La cambio io la vita cheNon ce la fa a cambiare meBevi qualcosa, cosa voleviVuoi far l'amore con meLa cambio io la vita cheChe mi ha deluso più di tePortami al mare, fammi sognareE dimmi che non vuoi morire
Dimmi, sono solo guai per teDimmi, ti sei ricordato cheHai una donna che se non ci seiCome fa a resistere senza tePiangi insieme a me, dimmi cosa cerchi
La cambio io la vita cheNon ce la fa a cambiare meBevi qualcosa, se non ti siediVuoi far l'amore con meLa cambio io la vita cheChe mi ha deluso più di tePortami al mare, fammi sognareE dimmi che non vuoi morire, la la la, la la la
E dimmi che non vuoi morire, la la la, la la laLa la la la la la
Fonte: LyricFind
Compositori: Gaetano Curreri / Roberto Ferri / Vasco Rossi
Testo di E dimmi che non vuoi morire © Sony/ATV Music Publishing LLC