domenica 7 ottobre 2018

Vite quasi parallele. Capitolo 132. Querciagrossa ovvero l'Orma del Diavolo

L'immagine può contenere: albero, cielo, pianta, spazio all'aperto e natura

<<Ero sicura di trovarti qui>> disse Joanna Burke-Roche quando vide Riccardo Monterovere aggirarsi tra le sterpaglie del bosco di Querciagrossa.
<<Prima o poi dovevo visitare questo posto. In fondo tutto è incominciato da qui, quando Ferdinando Monterovere cadde da cavallo nei pressi del luogo chiamato l'Orma del Diavolo>>
Joanna gli indicò un piccolo ponte sopra un fossato:
<<E' al di là del ponte. Immagino che tu abbia intuito la verità sulla morte del tuo trisavolo...>>
Riccardo osservò il ponticello in pietra: era antico, forse persino di epoca romana, quando le cose erano costruite per durare in eterno.
<<La verità? E cos'è la verità? Immagino che voi Iniziati rivendichiate anche la morte di Ferdinando. Vi aveva fatto un qualche torto? Magari voleva denunciare uno dei vostri crimini?>>
Joanna sorrise e gli rivolse quello sguardo magnetico che sembrava leggere nella mente:
<<Ferdinando Monterovere era un Iniziato di Rango Segreto e ci fu leale fino all'ultimo. Affrontò un grave pericolo, proprio in questo luogo>>
Riccardo annuì sospirando:
<<Di qualunque cosa si trattasse, il suo sacrificio è stato inutile>>
Lei scosse il capo:
<<Mai nessuna sua azione fu inutile o meschina, nella vita. Era un membro onorevole dell'Aristocrazia Bianca. La sua lealtà andava verso la luce di Belenos, ed anche se tu ancora ignori il significato di queste parole, presto ne comprenderai l'importanza, e sarai orgoglioso della tua stirpe>>
Lui non riusciva a vincere l'impostazione scettica con cui tendeva ad affrontare ogni discorso che riguardasse l'ignoto. Preferì porre l'accento sulla questione morale:
<<I Monterovere non hanno mai abbandonato la retta via. Possiamo aver avuto vizi minori, ma nessuno di noi si è mai lasciato corrompere dalla malvagità>>
Lei gli mise una mano sulla spalla.
<<Presto affioreranno gli Altri Ricordi, la memoria filogenetica. La tua Iniziazione è già in corso e questo luogo è solo un'altra delle prove da superare. Ma ti avverto: alcune cose che vedrai potrebbero non risultare di tuo gradimento>>
Lui lottò contro l'impulso di prenderle la mano.
<<Sono solo vaneggiamenti>>
Joanna manenne salda la presa su di lui.
<<Questo è un luogo molto antico ed ha dietro di sé una lunga storia, non sempre piacevole.
Del resto è per qualsiasi realtà che si protragga nel tempo.
I problemi nascono molto prima che li si possa vedere. E questo vale anche per le famiglie, soprattutto per quelle che manifestano caratteri ereditari>>
Riccardo si voltò di scatto, punto sul vivo:
<<Ti riferisci forse anche alla mia famiglia? Al mio corredo genetico, che tanto piace al Consigliere Albedo?
Sono consapevole delle mie debolezze, ma sono sempre riuscito a salvare la situazione>>
Gli occhi di lei erano nel contempo comprensivi e implacabili.
<<Sì, è vero, e questa è certamente un'impresa notevole. Ma a che prezzo? 
Una vita in fuga... non negarlo... Percepisco le tue emozioni. 
La tua mente è stanca. E anche il tuo corpo. Non può durare così. 
La salute non è un creditore che puoi ripagare facilmente. Il corpo cataloga tutto. E la mente ancora di più...>>
Lui si sentì come violato nei suoi segreti più intimi:
<<Tu non sai niente di me!>>
Joanna gli prese entrambe le mani, come per calmarlo:
<<Ti sbagli, io so molte cose. E le so perché sono come te... una sopravvissuta.
Tu sei sopravvissuto a tutto, persino a te stesso.
Non è un'offesa: è così anche per me. So come ci si sente, quando c'è solo il dolore a darti la certezza di esistere. 
E so anche che lo stesso dolore che ha consumato la vita di tutti i tuoi antenati, perché anche il dolore è ereditario...
Il tuo mondo, quello di tua madre e di tua nonna, le campagne di Casemurate e la Villa degli Orsini... quel mondo è stato distrutto, e tu sei morto insieme a lui.
Il tuo fantasma cerca una nuova identità in questi luoghi dove ci sono già fin troppi spettri che non trovano pace>>
Riccardo era come ipnotizzato e la sua resistenza stava cedendo:
<<"Il bambino della campagna" non è morto. E tutto il suo mondo continua a vivere dentro di lui. Sì, sono un sopravvissuto, ma non un fantasma>>
Lei gli strinse le mani e si avvicinò:
<<E allora dimostramelo! Dimostrami che sei vivo!>>
Lui non seppe resistere e avvicinò le sue labbra a quelle di lei.
All'inizio fu un bacio leggero, timido.
Poi successe qualcosa.
Gli parve come di aver vissuto quella scena infinite volte, ma non in quella vita. 
Erano forse gli Altri Ricordi che si stavano ridestando nella sua memoria filogenetica?
Gli sembrava di aver ritrovato "l'altra parte di sé" e fu pervaso da un impeto di euforia e di desiderio.
Joanna lo lasciò fare.
Fu lui, a un certo punto, a interrompere l'idillio.
Scosse il capo:
<<Scusami... io... non ho saputo resistere. Ma tu sei impegnata con un altro uomo>>
Lei parve dubbiosa:
<<L'impegno è una cosa, l'amore è un'altra. Non pensare male di me. A volte ci si trova con le spalle al muro e la scelta si riduce soltanto a due possibilità: o fare di tutto per vivere, o fare di tutto per morire. Tu dovresti saperlo, come nipote di Diana Orsini>>
Lui ebbe allora una specie di illuminazione:
<<Tu mi ricordi com'era lei da giovane. Ho molte sue fotografie. E non è solo questo: è il modo di fare, la personalità, lo sguardo... >>
Gli venne da pensare che forse non era un caso.
Vogliono forse utilizzare questa somiglianza per legarmi a lei?
Si tratta solo del rituale dell'Iniziazione o c'è qualcosa di più?
Non lo chiese, perché non voleva rovinare l'atmosfera romantica che si era creata e che, a prescindere da tutto il resto, era piacevole e dolce.
Aveva paura di potersi innamorare di lei, perché sempre nella vita delle persone sensibili l'amore si mescola con l'angoscia.
Joanna sorrideva:
<<Mi hai fatto un grande complimento e hai mostrato comprensione nei miei confronti. Non lo dimenticherò, così come non dimenticherò il momento di intimità che abbiamo condiviso e che non mi ha lasciato indifferente. Percepisco un legame tra noi che va oltre il semplice affetto. Riguardo a questo, il tempo e l'esperienza ci daranno le risposte che cerchiamo. Ma prima abbiamo degli obblighi che ci attendono, delle missioni da compiere, dei doveri che vengono prima di ogni altra considerazione>>
Riccardo non riusciva ad accettare quella situazione:
<<Vorrei che gli Iniziati non si fossero intromessi nella mia vita e in quella della mia famiglia. Per la prima volta nella mia vita penso che sarebbe stato meglio nascere in una famiglia comune, senza legami con oligarchie più o meno segrete e senza missioni da compiere. 
Non mi sento all'altezza, e ho paura...>>
Lei lo abbracciò con tenerezza:
<<Vale per tutti quelli che vivono in tempi come il nostro, e in famiglie come le nostre. Siamo parte di un gioco molto più grande di noi e per il momento siamo troppo deboli per cambiare le regole. Ma un giorno, quando avremo noi il coltello dalla parte del manico, allora le cose cambieranno.
Nel frattempo, l'unica cosa che possiamo fare è disporre al meglio del tempo che ci è dato, nelle condizioni in cui ci troviamo.
Anch'io ho paura, ed è giusto che sia così, perché la vita può cambiare in attimo: basta un piccolo errore, una distrazione, un dettaglio e tutto può essere perduto.
Per questo dobbiamo concentrarci sul momento presente: è l'unica cosa che abbiamo, ricordalo sempre.
Torniamo dunque all' hic et nunc e alla ragione per cui siamo qui.
E' il momento di varcare il ponte e di accostarsi al Sacro Bosco e ai suoi Misteri, che soltanto l'ignoranza e la presunzione di certi bigotti ha soprannominato l'Orma del Diavolo>>
Riccardo annuì:
<<Quindi non esiste malvagità, in questo luogo>>
Lei sospirò:
<<L'unica malvagità che qui esiste è quella che fu portata da coloro che credevano di agire in nome del Demiurgo Onnipotente. Fu allora che si scatenarono le forze che fino a quel momento i Druidi avevano indirizzato verso il benevolo culto di Belenos, il Signore della Luce. 
E qui entriamo nella parte più profonda degli Arcani Supremi.
L'Iniziazione è ormai arrivata al suo punto cruciale.
Se oltrepasserai quel ponte, supererai un punto di non ritorno. 
Nel Bosco Sacro di Querciagrossa, da millenni si compiono i riti dell'Antica Via.
E i tuoi antenati non hanno mai abbandonato quel sentiero: per ogni generazione, uno dei Monterovere è stato Iniziato in questo luogo.
Io sono qui in veste di Iniziatrice e ti assisterò.
Ma prima di tutto è necessario che tu compia il passo decisivo.
Ora hai di fronte a te la scelta se innalzarti al di sopra di tutti i tuoi antenati fin dai tempi di Ferdinando Monterovere, oppure scivolare nell'ombra insieme a ciò che resta della tua stirpe>>