venerdì 14 settembre 2018

Vite quasi parallele. Capitolo 130. ll Male ontologico e la Legge dell'Equilibrio

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<<Come ho già detto, l'Iniziazione, allo stesso modo di molte forme di apprendimento tramite esperienza pratica, passa attraverso quella che noi chiamiamo la Via del Dolore>>  dichiarò il Consigliere Albedo e proseguì <<E questo accade non per nostra volontà, anzi, ne faremmo volentieri a meno, poiché riteniamo che la sofferenza non dovrebbe esistere e che dunque le religioni tradizionali sbaglino a negare al Male uno statuto ontologico esattamente pari al Bene.
Il Dualismo evita l'aporia filosofica di un Dio nel contempo buono e onnipotente.
 Anche un bambino capirebbe che, se Dio fosse davvero onnipotente, non potrebbe essere buono, dal momento che questo mondo è fatto principalmente di dolore: chi non lo sa, chi non lo vede, mente a se stesso, a volte inconsapevolmente, perché questa verità fa troppa paura per essere accettata>>
Su quel punto, sia Luca Bosco che Riccardo Monterovere erano assolutamente d'accordo.
Il Dottor Bosco si espresse per primo:
<<E allora a che serve conoscere la verità, se poi questa ci conduce al dolore? Non sarebbe meglio rimanere in una beata ignoranza?>>
Albedo aveva la risposta pronta:
<<No, perché chi ignora la verità p. Il "beato ignorante", come lei lo definisce, dall'alto del suo Dottorato di Ricerca, è una persona che non ha gli strumenti per difendersi quando, come è inevitabile, il Male entra nella sua vita.  Meglio conoscere il nostro nemico, se vogliamo essere in grado di difenderci da lui>>
Luca dovette ammettere che c'era del giusto in quel discorso, che gli aveva ricordato gli insegnamenti di don Milani, per cui cercò di riformulare le sue argomentazioni in maniera più accurata:
<<Dunque è anche a questo che si riferiscono le conoscenze iniziatiche, i Misteri. 
Da quel che lei aveva anticipato prima di cena, mi è parso di capire che esiste una Legge dell'Equilibrio, su cui si regge l'universo, e questo è il massimo a cui ci è concesso aspirare.
Trovo tutto questo molto deludente.
In tutta la mia vita, prima ancora della verità, io ho cercato la giustizia, e la cerco ancora, sempre e ovunque>>
Albedo sorrise con aria di commiserazione:
<<E' questo che promettono le religioni: un principio di giustizia che alla fine compensi l'evidente ingiustizia delle vita così come ci appare.
Peccato che manchino le prove, almeno da duemila anni a questa parte. 
Ah, be', ci sarebbero i miracoli, che però, ammesso che esistano, vengono concessi molto raramente e in maniera arbitraria, senza un principio di giustizia>>
Luca Bosco era, nel contempo, deluso e arrabbiato:
<<Se il massimo di giustizia che la vostra presunta verità potrebbe offrirmi è un astratto concetto di Equilibrio tra Bene e Male, allora il gioco non vale la candela.
Anzi, se diventassi uno dei vostri, diverrei complice delle ingiustizie dell'Elite e questo per me è inaccettabile.
Potete uccidermi anche subito: in una situazione come questa, il meglio che resta è morire per una giusta causa. 
E rifiutare di essere un vostro servo è senza dubbio una giusta causa>>
Il Consigliere Albedo inarcò le sopracciglia:
<<Affermazione discutibile. E comunque una morte rapida è un dono che non è concesso con leggerezza.
Ci sono cose ben peggiori della morte, e gli Iniziati lo sanno più di tutti gli altri. 
Per questo è preferibile non averci come avversari>>
A quel punto intervenne Riccardo Monterovere, con un tono pesantemente sarcastico:
<<Da come parla, Consigliere, mi pare che il Dottor Bosco abbia ragione nel pensare che lei lei stia dalla parte dei "cattivi">>
Suo zio Lorenzo si sentì in dovere di intervenire: <<La prego di scusare sia mio nipote che il mio assistente, Consigliere, in fondo, nonostante l'età, sono ancora dei ragazzi>>
Albedo sembrava molto divertito dalle preoccupazioni dei suoi commensali:
<<Lorenzo, vorrei rassicurarti almeno per quel che riguarda tuo nipote. conosco il suo profilo genetico meglio di te, e dunque anche la sua indole.
La sua sfera emotiva è molto ampia, ed è proprio ciò di cui abbiamo bisogno in questo momento. Sento che la sua memoria filogenetica è prossima a risvegliarsi: le vite quasi parallele di tutti i suoi antenati. E poi è inutile tergiversare ancora, si è fatto tardi e dobbiamo arrivare al nocciolo della questione.
Riccardo, tu mi metti di fronte alla perenne questione morale "de bono et malo". 
Il tema è troppo complesso per essere affrontato in maniera sintetica, e ormai si è fatto tardi, ma non voglio sottrarmi comunque alla tua provocazione.
La Sapienza degli Iniziati ci insegna che il Bene e il Male sono i due Princìpi ontologici su cui si regge questo universo e non possono esistere l'uno senza l'altro.
E per giunta si compenetrano a tal punto da essere quasi inscindibili.
Noi possiamo difenderci, in parte, ma non possiamo cambiare questa realtà>>
Era una prospettiva molto deludente per Riccardo:
<<Perché questo Male ontologico esiste? Perché esiste la sofferenza? Perché tutte le cose che ci piacciono finiscono per farci del male? Che senso ha un universo dominato dal dolore e dall'ingiustizia?>>
Albedo sospirò:
<<La risposta queste domande è una sola e si chiama Dualismo. 
Nonostante da millenni i presunti sapienti cerchino disperatamente di dimostrare o imporre per fede una "reductio ad Unum", le loro teorie e le loro religioni fanno acqua da tutte le parti.
Il Dualismo, invece, riconoscendo la natura ontologica del Male, spiega tutto. 
E noi lo abbiamo appreso tramite l'Iniziazione.
Per ogni cosa esiste il suo contrario. E' una legge di natura che rende stabile l'universo.
Senza il Dualismo non c'è Equilibrio e senza Equilibrio non c'è Stabilità e l'universo collasserebbe.
Alcuni ritengono auspicabile quest'ultima eventualità  e forse hanno ragione.
Ma l'Ordine degli Iniziati opera, da millenni, come Garante dell'Equilibrio.>>
In quel momento Albedo parve circonfuso da un alone di saggezza che lo rendeva simile ai maghi delle fiabe o ai grandi saggi delle leggende.
<<Chi vi ha conferito questo potere?>> chiese Luca Bosco.
Calò il silenzio.
Il Consigliere sapeva di avere in pugno tutto l'uditorio:
<<Solo dopo l'Iniziazione conoscere la risposta.
L'unica cosa che mi è consentito dire è che l'Equilibrio, per quanto ingiusto, contiene comunque elementi positivi.
Ogni cosa si basa su un bilanciamento degli opposti. Una vittoria è fatta di molte sconfitte.
Occorre tenerlo a mente.
E anche la tenebra ha un suo ruolo, che non ci deve spaventare, perché la speranza è come il sole: se ci credi solo quando la puoi vedere, non supererai mai la notte.
E le stelle si vedono brillanti soltanto in una notte oscura.
Non esistono scorciatoie per la felicità.
Ognuno la vorrebbe per sé, ma sono pochi quelli che desiderano la felicità altrui e ancor meno quelli che ne scrivono. La felicità altrui non solo non è interessante, ma è quasi un fastidio, anzi, un affronto!
Epicuro sosteneva che :"Se gli dei esaudissero le preghiere degli uomini, l'umanità verrebbe dissolta a causa di tutti i mali che essi invocano l'uno contro l'altro".
L'Equilibrio richiede una visione disincantata della realtà.
La natura è impregnata di inconsapevole malvagità: ogni essere vivente si nutre di altri esseri viventi e la vita si perpetua principalmente per fagocitosi. 
Anche un meraviglioso gattino è, nel suo piccolo, un feroce predatore, ma questo non lo rende meno meraviglioso, perché la caccia è parte dei suoi istinti.
Certo, per gli uomini la questione è più complessa, perché sono dotati di una coscienza superiore a quella degli altri animali, ma anche l'uomo resta pur sempre una bestia, pur pretendendo di atteggiarsi a divinità in grado di plasmare la Terra e questo è il suo vero Peccato Originale.
Ecco allora che ci viene in soccorso il tema dell'equilibrio come giusto mezzo tra gli estremi.
Questo a livello etico, ma può avere un senso anche a livello ontologico, se lo si traduce in una sorta di armistizio tra i due Princìpi opposti del Bene e del Male, consapevoli, per il tramite di entità che ora non posso rivelare, che lo scontro tra i due porterebbe alla distruzione della Terra e delle sue bellezze.
Certo, questo non elimina né l'ingiustizia, né il dolore, ma la Meditazione ci viene incontro e ci aiuta a spezzare la catena del Male, liberando la nostra anima.

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Luca Bosco intervenne bruscamente:
<<Oh, tutto questo è molto bello, ma c'è una domanda che mi ronza per la testa da un po'. Se è vero che gli Arcani Supremi hanno a che fare con i princìpi ontologici del Bene e del Male, voi Iniziati, da che parte state?>>
Albedo socchiuse gli occhi chiarissimi e glaciali:
<<La domanda è mal posta, dottor Bosco. Come immagino le abbia detto lady Joanna, l'Ordine degli Iniziati è una confederazione di numerose società segrete. Ognuna ha giurato di perseguire l'Equilibrio, ma esiste una notevole discrezionalità nella scelta dei mezzi. Il che significa che alcune fazioni possono avere una diversa concezione di cosa sia eticamente più vicino al Bene o al Male, e scelga di agire di conseguenza>>
Bosco gli puntò un indice contro:
<<Lo immaginavo! Non mi stupirei di trovare anche dei luridi satanisti tra queste "fazioni" confederate!>>
Lorenzo Monterovere scattò in piedi:
<<Luca ora basta! Non hai il diritto di offendere un mio ospite!>>
Il Consigliere sollevò lievemente una mano, per placare lo sdegno del padrone di casa;
<<Nessuna offesa, dal momento che la mia fazione sta dalla parte del Bene. E se da qualche parte, tra gli Iniziati, dovessero rintanarsi degli adoratori del Male, troverebbero in me il più inflessibile degli avversari>>
Disse questo guardando fissamente Jenna Burke-Roche, la quale si sentì chiamata in causa:
<<So che lei crede che Vlad Dracu sia malvagio, ma si sbaglia. Da secoli la sua famiglia è ingiustamente denigrata da queste superstizioni da romanzo gotico o da film horror. 
Se c'è qualcosa di "Nero", tra gli Iniziati, non è certo nella Fraternitas Draconis, e voi lo sapete benissimo!>>>
Di nuovo il Professor Monterovere intervenne, violaceo in volto:
<<Jenna, ti ricordo che questo argomento non può essere discusso davanti agli accoliti!>>
Albedo annuì, lisciandosi la barba:
<<Lorenzo ha ragione. Sarà il Consiglio ad occuparsi di tutto questo.
L'argomento del Male ontologico è una questione teorica e teologica. Ne ho parlato con riferimento alla questione del Dualismo, dell'Equilibrio e della Mistica meditativa.
Questa è l'esperienza del Sacro, che oggi è sempre più rara.
Dalla rivoluzione scientifica e industriale in avanti, tramite l'illuminismo, il positivismo e il neopositivismo, l'uomo si è certamente liberato da molte catene, ma solo per cadere in una trappola diversa, quella della materia e della tecnologia, che stanno andando oltre la nostra umanità.
Viviamo nell'era post-umana, ma ancora non ce ne siamo accorti.
Ora domina la iperspecializzazione: sappiamo sempre di più su sempre di meno, fino a che non sapremo tutto sul nulla>>

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Luca Bosco aveva ascoltato con attenzione e interesse, frammisti a qualche perplessità:
<<Anch'io sono perplesso di fronte alla iperspecializzazione di certi colleghi accademici, 
ma è anche vero che nessuno può illudersi di essere autosufficiente. 
O si fanno le cose insieme, o si muore da soli>>
Di nuovo intervenne Jenna Burke-Roche:
<<Balle! Ognuno di noi, quando muore, muore solo!>>
Questa volta fu Albedo a sorprendere tutti, prendendo Jenna per mano:
<<I tuoi genitori erano miei carissimi amici. Li amavo come se fossero miei figli. E tu sai che mi sono battuto come un leone, in Consiglio, per perorare la loro causa. 
Non erano soli. Una parte di me è morta insieme a loro.
Ma chi sono io per poterti consolare? Che cosa eguaglierò a te per consolarti,
vergine figlia di Sion? Poiché grande come il mare è il tuo dolore, chi mai potrà guarirti?>>
Aveva citato un passo delle Lamentazioni bibliche in terra di Babilonia.
Jenna rispose mormomrando il Lamento di Lamed:
<<O voi tutti, che passate per la via, guardate se c’è un dolore simile al mio dolore...>>
Albedo assunse finalmente un'espressione sincera:
<<Io credo che ognuno di noi, qui presenti, conservi nel cuore, come in uno scrigno, un dolore indicibile. Forse tu stessa lo puoi percepire. Abbiamo le nostre divergenze, è vero, ma sono orgoglioso di chiamarti "sorella secondo gli Arcani Supremi".
Sono emerse le nostre emozioni e questo può anche essere un bene.
Prima ho parlato di giusto mezzo, ma per me i più inutili sono quelli che non si sbilanciano mai, Non si pronunciano, pur di non fare sbagli.
Non si rendono conto che è proprio quello lo sbaglio più grande.
Bisogna trovare sempre un modo per esprimere le emozioni.
Le emozioni inespresse non muoiono mai. Sono sepolte vive e usciranno più avanti nel modo peggiore>>
Poi, rivolto a Luca Bosco e a Riccardo Monterovere, aggiunse:
<<Trovo che la dote di esprimere l'emozione e nel contempo ascoltare quella altrui, sia molto presente nello spirito italiano. E forse è anche per questo che sono qui.
Io sono spagnolo e condivido con voi lo spirito mediterraneo e un certo scetticismo verso la presunta superiorità nordica. Il genio anglosassone, empirico e pragmatico, rende troppo materiale tutto ciò che sente. Il genio francese assottiglia troppo, razionalizza freddamente fino a inaridire il concetto. Il genio tedesco si perde nelle più astratte elucubrazioni. 
Il genio italiano ha introdotto cento volte di più di quello che ha preso: come il genio più ricco, che più aveva da regalare. Ma tutti gli altri lo hanno derubato, approfittando della sua naturale generosità. Sono qui per porre rimedio anche a questo>>
Riccardo era commosso da quelle parole, ma continuava a non fidarsi:
<<Se ho ben capito, Consigliere, lei persegue una finalità diversa da quella dell'Elite Globalista, almeno per quanto riguarda il mio paese>>
Come sempre, quando il discorso cadeva sulla politica, il terreno diventava più scivoloso che mai.
Ma Albedo camminava da innumerevoli anni lungo quel sentiero:
<<Io cerco di essere equo. Non ho mai bramato l'interesse personale e nemmeno quello di una parte. Ho sempre cercato e sempre cercherò il bene di tutti!>>
Riccardo, con una certa soddisfazione, era riuscito a farlo cadere in una trappola dialettica:
<<E' proprio questo che mi preoccupa. Quando qualcuno pretende di sapere cosa è meglio per gli altri, inevitabilmente imbocca la via del sopruso.
Il vostro Programma Genetico, che decide persino chi deve nascere e chi no, è il massimo sopruso>>
Il Consigliere seppe di essere caduto in un tranello e fu percorso da un moto di stizza:
<<Non nascere è il più grande dei doni, diceva Edipo.  Ma a chi nasce noi garantiremo un corredo genetico di primo livello e una grande dotazione di beni e opportunità. E se dovessero insorgere malattie, noi offriremo la guarigione dalla malattia, e laddove non sia possibile, offro la sedazione dal dolore oppure, se richiesta, una fine dolce e dignitosa. Allora dov'è il sopruso?>>
Fu Luca Bosco a rispondere:
<<Voi Iniziati ci usate come cavie da laboratorio per i vostri esperimenti genetici e sociali, e poi avete persino il coraggio di chiedere dove sta il sopruso?
Per stanotte credo di non poter sopportare altre farneticazioni...>>
Tutti guardarono l'orologio.
Erano le tre di notte, l'Ora del Lupo.
Lorenzo Monterovere guardò Albedo, il quale annuì e fece un lieve cenno in direzione della porta.
La resa dei conti era solo rinviata. Ma in tempi difficili, anche un rinvio può essere considerato una vittoria.

Vite quasi parallele. Capitolo 129. Ricordare il futuro

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<<Come vi ho detto, esistono Iniziati di Rango Segreto che manifestano, seppure in maniera vaga e nebulosa, e mai a comando, alcune intuizioni precognitive. Il fatto nuovo è che, ora come ora, nel 2012, si sono manifestate premonizioni che ci sembrano troppo irrealistiche e in certi casi persino assurde, specie per quel che riguarda le questioni politiche... >> dichiarò il Consigliere Albedo e continuò <<... insomma, ci attendono tempi "interessanti", per usare un eufemismo. 
Già tra quattro anni, nel 2016, secondo loro, potrebbero verificarsi eventi tali da mettere in crisi quella che lei, Dottor Bosco, chiama sprezzantemente l'Elite Globalista>>
Luca mostrò un'espressione soddisfatta:
<<Buone notizie, allora!>>
Albedo ignorò la provocazione e rimase impassibile:
<<Stando a quanto il professor Monterovere mi ha riferito, lei stesso manifesta già ora una certa tendenza a evocare scenari molto simili a quelli dei nostri Mistici.
Questo mi fa pensare che, come Iniziato, lei potrebbe esserci utile>>
Luca inarcò le sopracciglia:
<<Come un oracolo del malaugurio? Mi attribuite qualità che non possiedo. 
E' sufficiente il semplice buon senso per capire che la vostra Elite Globalista sarà travolta da un uragano di rabbia da parte delle moltitudini oppresse>>
Albedo lo fissò con i suoi occhi gelidi e chiari come il vetro:
<<Non ne gioisca troppo. L'Elite avrà sempre le sue scialuppe di salvataggiocome quando affondò il Titanic. 
Il vero pericolo riguarderà il genere umano nel suo complesso, e in primo luogo i suoi componenti più deboli>>
Questa affermazione risultò convincente e fu seguita da un momento di inquietante mutismo.
A quel punto intervenne Riccardo Monterovere:
<<Mi era parso di capire che lei, Consigliere Albedo, credesse nell'eugenetica, e di conseguenza nella selezione naturale. In questo caso, temo che io sarei uno dei primi a soccombere>>
Lo zio Lorenzo si allarmò:
<<Consigliere, perdoni mio nipote, a volte è troppo polemico e avventato, proprio come suo padre>>
Albedo fece segno a Lorenzo di non preoccuparsi e poi assunse un'espressione paterna nei confronti di Riccardo e un tono stranamente amichevole:
<<Giovane Monterovere, a te mancò la fortuna, non il valore. 
Ma non sei un debole: hai superato prove che avrebbero schiacciato molti altri che si credono forti.
Per quel che concerne l'eugenetica, il discorso è molto più complesso.
Vedi, la mia concezione del Programma Genetico non è così cinica e spietata da arrivare ad una specie darwinismo sociale, o peggio ancora ad una concezione malthusiana della demografia. 
Non mi auguro di certo un'ecatombe, e questo non solo per bontà d'animo, ma per il semplice motivo che l'Elite non andrebbe molto avanti se venisse a mancare il popolo lavoratore e consumatore. 
Non siamo ancora pronti a una simile evenienza.
Certo la robotica e l'ingegneria genetica ci stanno mostrando prospettive importanti, ma non sufficienti ad evitare, almeno nel medio termine, un serio danneggiamento del tenore di vita dell'Oligarchia. 
Per questo, nei paesi dove si registra un calo demografico, noi favoriamo l'immigrazione, anche quando la popolazione nativa non è d'accordo.
C'è un dibattito molto acceso, all'interno dell'Ordine degli Iniziati, riguardo a questi argomenti, e per il momento il Consiglio Superiore ha preferito non prendere decisioni. 
Alcuni vorrebbero il caos, perché, come dicono gli ambiziosi "il caos è una scala".
Ma io la penso diversamente. 
In fondo, io sono già in cima alla scala e preferisco evitare ogni tipo di sommossa>>
Riccardo sentì che, al di là del cinismo da "gioco del trono", c'era un elemento di reale preoccupazione di cui bisognava tener conto.
C'era qualcosa... sì, qualcosa che aveva percepito anche lui...
Come se si stesse già scivolando lungo un piano inclinato, accumulando velocità, e non ci fossero appigli per frenare la caduta, o per evitare lo schianto.
Gli vennero in mente i versi del poeta italiano che più amava.
La bussola va impazzita all'avventura, e il calcolo dei dadi più non torna. 
E in cima al tetto la banderuola affumicata gira senza pietà. 
Fu in quel momento che Riccardo Monterovere fu percorso da un brivido:
<<E voi Iniziati vorreste affrontare simili decisioni affidandovi a dei presunti "veggenti"?
Mi sembra tutto così assurdo. Forse sto sognando, oppure ho le allucinazioni.
Forse non ho retto al dolore dello scorso anno, e sto diventando pazzo>>
Albedo sorrise:
<<No, i veri pazzi non pensano mai di esserlo, anzi credono di essere i più sani, i più giusti.
Non è certo il tuo caso.
E comunque a volte mi chiedo se impazzire non sia la reazione più appropriata di fronte alla realtà.
E che dire poi degli altri? I sani... ammesso che ne esistano.
Non viviamo forse in un'epoca di delirio collettivo?
Spesso mi interrogo su questi temi e mi accorgo che sappiamo ancora pochissimo della mente umana e delle sue anomalie.
Paradossalmente, secondo le statistiche, dallo psicologo o dallo psichiatra ci vanno le persone sane per sopravvivere ai problemi che causano loro le persone disturbate.
In ogni caso, quando Lorenzo mi ha segnalato la tua situazione, mi sono sinceramente affezionato a te, cosa che mi capita di rado, specie negli ultimi tempi
La tua ipersensibilità ti ha fatto soffrire, trasmettendoti, come ti ho già detto, l'errata impressione di essere debole, ma non è vero.
L'empatia può diventare un vantaggio e persino un fattore determinante per la sopravvivenza sia del singolo che della specie.
 Se accetterai di seguire i miei consigli, io potrò aiutarti a trasformare questa ipersensibilità in una sorta di Chiaroveggenza>>
Riccardo, che aveva ascoltato con aria scettica, chiese in maniera quasi ironica:
<<Volete che anche io diventi un Mistico?>>
Albedo rimase pensieroso.
I suoi capelli color sabbia e la sua barba corta e ben curata, scintillavano alla luce della luna.
Gli occhi avevano assunto improvvisamente un colore blu intenso, quasi elettrico, come se qualcosa di sovrumano si fosse insinuato nel suo corpo.

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<<C'è in te un potenziale notevole, che può prendere molte direzioni. 
I Veggenti hanno una percezione più profonda del presente, del passato e del futuro, ma soprattutto, nell'ambito dei nostri riti più segreti, possono entrare in contatto con entità inaccessibili ai più, ma non sono autorizzato a dire altro su questo particolare aspetto>>
Riccardo era sempre stato appassionato di queste tematiche, come anche suo padre prima di lui e si ricordò quello che l'anziano genitore ripeteva spesso:
<<Mio padre dice sempre che nei Monterovere c'è una predisposizione al misticismo e alla sensitività che susciterebbe la condanna sia da parte dei preti che da parte dei positivisti in stile Piero Angela>>
Tutti risero.
Lorenzo, sentendo citare il fratello, si sentì in dovere di esprimere un commento:
<<Mio fratello Francesco, in effetti, pur con tutte le sue stranezze, ha sempre avuto notevoli intuizioni. 
Per un po' di tempo ho persino pensato che potesse essere lui il Profeta che ci è stato promesso, ma a un certo punto nella sua mente prevalse una sorta di rimozione di tutto ciò che gli risultava doloroso, e purtroppo senza il dolore non ci può essere vera conoscenza. 
Francesco ha sempre avuto questo approccio particolare al dolore, il che gli ha permesso di sopravvivere anche ai recenti e gravissimi problemi di salute, e di riprendersi, ma sempre attraverso un meccanismo di rimozione.
E' dunque probabile che il suo destino fosse quello di generare un erede in grado di riunire in sé un profilo genetico potenzialmente più adeguato alle nostre esigenze>>
Albedo annuì:
<<E' nato dall'unione di due stirpi opposte e potrebbe riportare equilibrio, risanando l'Antica Frattura. Per tutta la vita ho cercato di realizzare questo equilibrio in laboratorio. In vitro.
Ma la natura riesce sempre a fare meglio>>
Riccardo non sapeva se ridere o piangere:
<<Continuo a pensare di non essere affatto ciò che voi state cercando, ma se anche fosse così, nutrirei dei seri dubbi sull'efficacia di queste presunte premonizioni>>
Albedo scosse il capo e rispose con severità:
<<Le visioni non vengono a comando e non sono mai chiare. 
E' come quando si cerca di ricordare un sogno e non ci si riesce. 
Paradossalmente il futuro va ricordato, e la premonizione è come "il ricordo di un ricordo". 
Così almeno è stato detto da tutti i Mistici. 
Inoltre il futuro è sempre in movimento e le premonizioni possono solo prenderne atto e correggere, in anticipo rispetto ai meri sondaggisti, le probabilità che un determinato evento possa verificarsi.
Ma c'è un senso in tutto questo: solo così si evita il paradosso delle profezie che si autorealizzano. Se c'è troppa luce, è peggio. 
Occorre un po' di nebbia, perché si compia il miracolo.
Questo è ciò che la gente normale chiamerebbe magia, suppongo, e che il vostro Piero Angela denuncerebbe meritoriamente come truffa. 
Ma la gente non è informata, e il signor Angela in realtà è male informato, nel senso che conosce solo quello che noi permettiamo che giunga alla conoscenza dei divulgatori scientifici»
Riccardo esitava ad avallare simili affermazioni:
<<Nessuno potrà mai convincermi che Piero Angela sia male informato!>>
Il Consigliere sollevò le mani, come in segno di resa apparente:
<<Ed io non ho certo la pretesa di riuscirci. Sarai tu stesso a cambiare idea, dopo che l'Iniziazione avrà risvegliato la tua memoria filogenetica>>
Questa affermazione colse di sorpresa Lorenzo Monterovere:
<<Un momento! Questo non era nei patti! Non consentirò che usiate Riccardo come cavia per questo tipo di esperimento. E' troppo emotivo, proprio come suo padre, naturalmente. 
I rischi sono eccessivi.  Perché non ne sono stato informato? Il Consiglio non mi ha...>>
Albedo assunse un'espressione inferotcita.
<<Io sono il Consiglio!>> sbottò, ma poi si raddolcì e guardò il Professore con aria annoiata, dalla quale trapelava persino un pizzico di commiserazione <<Mio caro Lorenzo, posso leggerti nel pensiero e so che adesso provi non tanto una preoccupazione, quanto un'immensa invidia nei confronti di tuo nipote, perché in fondo lui avrà successo dove tu hai fallito. 
Se te l'avessi detto prima, non lo avresti invitato qui, stasera>>
Il silenzio piombò nella sala.
Lorenzo appariva come rimpicciolito a ammosciato.
Luca Bosco era incredulo e stupefatto.
Jenna, invece, aveva lo sguardo di chi la sa lunga, forse persino di più di tutti gli altri, compreso il vecchio.
Riccardo non capiva che cosa stesse accadendo:
<<Mi volete spiegare di che diavolo state parlando? O volete che ci arrivi con le mie presunte doti di chiaroveggenza?>>
Albedo tornò a sorridere:
<<Tu ami moltissimo la Storia, non è vero? E anche la Fantascienza, dico bene?>>
<<Sì, ma questo cosa c'entra?>>
<<Per te il presente ha sempre avuto poca importanza. La tua mente è vissuta per lo più cercando di ricostruire il Passato o di immaginare il Futuro. 
Questa esigenza è scritta nel tuo DNA, allo stesso modo della tua filogenesi, cioè della storia di tutti i tuoi antenati, lungo la linea evolutiva.
Come disse Ernst Haeckel "Tutte e due le serie dell'evoluzione organica, l'ontogenesi dell'individuo e la filogenesi della stirpe a cui esso appartiene, stanno fra loro nel più intimo rapporto causale. La storia del germe è un riassunto della storia della stirpe, o, con altre parole, l'ontogenesi è una ricapitolazione della filogenesi">>
Era una teoria che, per un certo periodo, era stata molto in voga, pur avendo ormai perso il consenso della comunità scientifica.
<<Gli scienziati ritengono che questa Teoria della Ricapitolazione sia solo una favola.
Ma se qualcuno riuscisse a ricordare le "vite precedenti"...>>
Riccardo scattò in piedi e scosse il capo con veemenza:
<<Tutto questo è assurdo! E' forse uno scherzo? Mi state tutti prendendo in giro?>>
Gli altri commensali si rivolsero ad Albedo, il quale divenne serissimo:
<<Ho dedicato la mia intera esistenza a questo argomento. Non permetterei mai che diventasse oggetto di scherzo. E quello che ho esposto è soltanto una piccola parte del Grande Disegno a cui il Programma Genetico degli Iniziati lavora da millenni. 
Tu, Riccardo, e anche tu, Luca, avete il privilegio di essere stati prescelti per contribuire a questo inestimabile traguardo, che comporterebbe un decisivo passo in avanti nell'evoluzione del genere umano>>
Riccardo Monterovere e Luca Bosco si guardarono in faccia, convinti entrambi di essere caduti nelle grinfie di un pazzo furioso, ed erano sul punto di andarsene, quando incrociarono lo sguardo di Jenna Burke-Roche, che li fissava con attenzione, con occhi talmente persuasivi da poter ipnotizzare un serpente.
Quella giovane, bellissima donna, aveva dei poteri che andavano ben oltre il fascino personale.
Riccardo ripensò a ciò che sapeva di lei:
"E' un'Iniziata di Rango Segreto, come lo sono tutti i Mistici Veggenti, e chissà quali altre abilità deve aver appreso dal principe Vlad. 
Se anche Albedo mi concedesse di andarmene, lady Jenna troverebbe il modo per farmi restare".