Il tempo era passato in fretta e l'attuazione dei piani procedeva fin troppo velocemente: Vittoria era molto determinata, ma la sua volontà di cambiamento, pur derivando da validi presupposti, presentava alcuni elementi negativi che mi preoccupavano ossia l'impulsività e il fanatismo tipico dei neofiti quando prendevano radicalmente le distanze dalla loro vita passata.
Inoltre, siccome stava attuando i piani consigliati da sua nonna Gloria, non voleva comprometterla stando troppo da lei, né era in grado di sopportare gli altri familiari e le vecchie cerchie di amici, io ero divenuto il suo porto sicuro, e passava molto tempo, troppo, da me, nel monolocale.
Intendiamoci, io ero felice che lei stesse in mia compagnia e mi considerasse un valido sostegno morale e materiale, ma temevo che potessimo essere scoperti prima di aver concluso ciò che era stato stabilito.
<<Senti Vicky>> così la chiamavo perché era il modo con cui la regina Vittoria (il cui vero nome era Alexandrina e dunque veniva chiamata Drina) chiamava la sua figlia primogenita, Vittoria anche lei, divenuta poi imperatrice tedesca per soli tre mesi <<per quanto io sia profondamente felice per il tempo che trascorriamo insieme, temo però che Fabio possa incominciare a farsi delle domande, e se anche lui stesse sottovalutando la situazione, tua madre potrebbe metterlo in guardia, se si accorgesse che il nostro "studiare insieme" si protrae troppo a lungo>>
Lei mi guardò imbronciata come una bambina a cui è stato negato un giocattolo:
Lei mi guardò imbronciata come una bambina a cui è stato negato un giocattolo:
<<Tu li sopravvaluti, Rob. Nella mia famiglia e in quella di Fabio l'idea che io possa preferire di essere qui con te, nel tuo monolocale, piuttosto che nelle loro ville, è assolutamente inconcepibile.
Soltanto lady Gloria, tra i miei parenti, ha capito la situazione e ha riconosciuto il tuo valore e il fatto che riesci ad avere un'influenza benefica su di me>>
Soltanto lady Gloria, tra i miei parenti, ha capito la situazione e ha riconosciuto il tuo valore e il fatto che riesci ad avere un'influenza benefica su di me>>
Io ne ero lusingato, ma mi preoccupava il fatto che Vittoria avesse considerato la benedizione della sua brillante e giovanile nonna paterna nei miei confronti come un incentivo a prendere troppo sul serio alcuni miei discorsi astratti e critici riguardo ai social media, e al fatto che lei avesse puntato tutto su questo aspetto.
Non immaginavo che quei discorsi avrebbero convalidato idee che lei già aveva sviluppato nella sua mente e che non aspettavano altro che il sostegno di un complice per essere portate avanti.
Per questo cercai di gettare acqua sul fuoco:
<<Gloria è una donna di straordinario valore e ciò che dice è sacrosanto. Al contrario, ciò che io dico deve essere mitigato da un po' di buon senso e di moderazione. Un conto è quando parlo per epater le bourgeois e un conto è quando si passa dalla teoria alla pratica>>
Per questo cercai di gettare acqua sul fuoco:
<<Gloria è una donna di straordinario valore e ciò che dice è sacrosanto. Al contrario, ciò che io dico deve essere mitigato da un po' di buon senso e di moderazione. Un conto è quando parlo per epater le bourgeois e un conto è quando si passa dalla teoria alla pratica>>
Vittoria non accettava più i miei inviti alla cautela:
<<Il tuo unico vero difetto è l'insicurezza, ma te lo farò passare io, quando ci saremo sbarazzati di Fabio e di chi lo sostiene>>
La mia insicurezza aveva solide motivazioni.
La mia insicurezza aveva solide motivazioni.
Per come mi appariva dal suo profilo, il suo unico difetto era la perfezione: era troppo bella per guardarla, troppo brillante, troppo intelligente, aveva un curriculum troppo perfetto ed è troppo sportiva, troppo in forma, a una così potevo al massimo essere amico, ma solo se fosse stata in crisi, poiché se invece fosse stata assisa su un trono, sfolgorante per la vittoria, la sua luce e il suo fuoco mi avrebbero ridotto in cenere nel giro di un istante.
In quel momento lei stava gestendo una crisi e si appoggiava a me e io dovevo cercare di essere forte e di darle saggi consigli:
<<E' troppo presto per pensare al dopo. Adesso dobbiamo concentrarci sul presente e io avrei una osservazione. So che ti costa fatica, in questi giorni difficili, e che sei stanca e demotivata nei confronti dei tuoi profili social, ma susciterebbe troppi sospetti l'assenza dei tuoi post.
Il tuo silenzio "social" non può protrarsi oltre. Hai parlato di alcuni giorni di relax, ma non puoi mollare 600.000 follower di punto in bianco, dopo averli fatti sognare.
Il tuo silenzio "social" non può protrarsi oltre. Hai parlato di alcuni giorni di relax, ma non puoi mollare 600.000 follower di punto in bianco, dopo averli fatti sognare.
Sono persone vere, reali, che interagiscono molto: non sono certo i profili farlocchi che certi disperati si comprano e che spariscono nel giro di um mese.
A prescindere dalla tua decisione riguardo al futuro, per il momento sarebbe meglio che tu ti facessi viva, indossando un bell'abito, in uno scenario suggestivo, esaltando la straordinaria bellezza che la sorte ti ha donato>>
Vittoria sospirò:
<<Non ne ho nessuna voglia. Ho detto che mi prendevo una pausa per rilassarmi e non ho specificato quanto sarebbe durata, per cui non vedo il motivo di allestire l'ennesima pagliacciata.
Sai, le pressioni dei follower mi infastidiscono, e tutto quel mondo ipocrita mi pesa a tal punto che non capisco più come ho fatto a sopportarlo per tanti anni e a desiderare quella notorietà.
Come dice Gloria: "Si versano più lacrime per le preghiere esaudite che per quelle non accolte". Potrà anche essere un'esagerazione, ma c'è del vero in quelle parole>>
Come dice Gloria: "Si versano più lacrime per le preghiere esaudite che per quelle non accolte". Potrà anche essere un'esagerazione, ma c'è del vero in quelle parole>>
Per un attimo immaginai lady Gloria mentre leggeva, divertendosi con innocente perifidia, il vero capolavoro di Truman Capote, "Preghiere esaudite", che, se l'autore fosse stato meno incline al bisogno dell'acool e meno intimorito dalla vendetta dei "Cigni", sarebbe potuta essere l'equivalente americano della Recherche di Proust.
<<E' il prezzo della fama. Più sei conosciuto, meno sei libero. Questo spiega la fine tragica di molte grandissime star adorate dal mondo intero, ma rimaste prigioniere del loro mito.
Ma a te non è richiesto nulla di pesante: in dieci secondi ti puoi togliere il dente e poi procedere come vuoi tu>>
Ma a te non è richiesto nulla di pesante: in dieci secondi ti puoi togliere il dente e poi procedere come vuoi tu>>
Vittoria però aveva maturato, negli ultimi tre mesi, un'avversione a cui non riusciva a porre argine:
<<Io non me la sento di postare la solita finta allegria, sono stanca di fingermi allegra>>
Io sapevo che lei aveva ragione, ma non era quello il momento di introdurre ulteriori mutamenti:
<<Oggi mi sei parsa allegra, brillante più che mai... stavi fingendo?>>
Lei mi tirò letteralmente le orecchie come fossi un monello e sbottò:
<<Non fare finta di non capire, Rob! Io sono allegra quando non sono costretta a fingermi allegra, chiaro? E tu mi rendi allegra solo quando non incominci a farmi la predica sui poveri follower abbandonati. Comunque, se proprio vuoi, ti spiego cosa non sopporto più.
Immagino che tu sappia cos'è l'effetto "Highlight Reel"?>>
Io scossi il capo:
<<Non ne ho la più pallida idea, ma ho la sensazione che tu sai per spiegarmelo>>
Vittoria sorrise perché aveva notato come io avessi memorizzato il tipo di risposte ironiche che appartenevano al repertorio di lady Gloria:
<< Significa "Vetrina dei momenti migliori".
E' naturale che nei social noi tendiamo a pubblicare per lo più la versione vincente della nostra vita. Gli adolescenti puntano più sul fisico, sul look. Gli altri, specie quelli del "new money", gli arricchiti, cercano di segnalare il proprio status sociale o per cercare una specie di... come dire... consacrazione presso gli snob "old money", sperando invano di essere accolti a braccia aperte. Quello che viene fuori da questa bolgia è un montaggio dei pochi momenti "da sogno" o sinceramente divertenti, dietro a cui si nasconde la routine quotidiana, la noia delle vacanze ordinarie, perché per noi è un copione recitato mille volte, e le nostre località, viste davvero, non sono poi così diverse da quelle che la maggior parte delle persone vive realmente. Alla fine tutto diventa noia, fidati di me!>>
Io non ero del tutto convinto:
<<Lasciamo stare il discorso dei ricchi, io parlo anche delle persone normali che si divertono in modo normale durante le loro feste, i loro viaggi, i loro ritrovi. Ce ne sono un'infinità sui social! Possibile che sia tutto falso?>>
Lei mi guardò come se fossi un bambino non troppo intelligente:
<<La moltitudine che tu percepisci è un effetto creato dagli algoritmi: i social premiano i contenuti visivamente attraenti (piscine, tramonti, viaggi), rendendoli onnipresenti nel feed.
Persino le FOMO, le smorfie, le "facce sceme" sono un codice comunicativo per mostrare un ossimoro: la spontaneità costruita, la finzione di avere tantissimi amici, l'appartenenza al gruppo dei più fighi, di quelli che si divertono di più, ma quello che nessuno sa è che le smorfie servono anche per ridurre l'ansia da prestazione estetica attraverso l'ironia.
Io capisco che l'impressione del follower sia quella che tutti si divertano più di lui e mi dispiace se con i miei post ti ho causato questo senso di disagio, ma devi credermi, stai guardando una minoranza rumorosa e visibile che ha i mezzi o la volontà di documentare certi momenti, mentre la maggioranza vive estati molto più comuni e meno "instagrammabili".
Hai capito quindi perché non mi voglio prestare più a questi trucchetti: dopo un po' finiscono per dare la nausea a chi ha ancora un briciolo di cervello. Chiaro?>>
Hai capito quindi perché non mi voglio prestare più a questi trucchetti: dopo un po' finiscono per dare la nausea a chi ha ancora un briciolo di cervello. Chiaro?>>
Siccome mi stava per staccare i lobi delle orecchie dovetti subito assentire:
<<Chiarissimo! La finzione è tremendamente faticosa e nauseante, hai assolutamente ragione, ed io sono un assertore della trasparenza e dell'autenticità.
Però sono anche un narratore e per i narratori è intollerabile l'idea che la verità possa rovinare un bel racconto>>
Però sono anche un narratore e per i narratori è intollerabile l'idea che la verità possa rovinare un bel racconto>>
Vittoria sorrise suo malgrado:
<<Ok, Rob, tu hai sempre la battuta pronta su tutto e la citazione pronta per ogni cosa, come lady Gloria, e questo ti ha reso molto influente nella mia vita, ma tu non sai come sia difficile sopportare la gente che mi guarda dice: "Eccola lì, la privilegiata: le hanno servito la vita su un piatto d'argento". Una volta queste critiche non mi facevano né caldo né freddo, ma adesso tutto è cambiato>>
Ed era proprio la velocità di questo cambiamento mi preoccupava:
<<Vicky, dentro di te sei molto cambiata, in meglio, ma fuori di te ancora nulla deve trapelare. E questo fa parte delle raccomandazioni che ci ha dato lady Gloria e lei ha sempre ragione>>
Vittoria mi guardò con quei suoi meravigliosi occhi tristi e quello sguardo cosi delicatamente malinconico e stanco:
<<Sì, sì, lo so, ma questa attesa mi distrugge! La strategia che abbiamo deciso ha un arco temporale troppo lungo e io temo di crollare prima, mi capisci?>>
L'avrei voluta abbracciare per rassicurarla, sapevo che ne aveva bisogno, ma l'iniziativa doveva partire da lei, io credo che sia più giusto lasciare che sia la donna a decidere se e quando avvicinarsi:
<<Vicky, io ti capisco più di quanto tu possa immaginare. In passato io stesso ho avuto momenti di rapido cambiamento e questo perché non reggevo più la pressione dei vecchi ruoli. Quindi hai la mia massima comprensione>>
Lei sorrise ironicamente e rispose:
<<Sento un "ma" aleggiare nell'aria... dico bene, Rob?>>
Io risi:
<<Non osavo esprimerlo, per timore di una tua rappresaglia, comunque è vero.
La conclusione della frase era: "ma adesso non è ancora il momento di fare terra bruciata o avvelenare i pozzi. Potrebbero servirci nel caso qualcosa andasse storto e fosse necessaria una ritirata strategica>>
Vittoria appoggiò la testa su una mano e mi guardò con aria pensosa:
<<E' strano che a dirmi questo sia proprio tu, che mi hai fatto capire l'importanza dello studio, dell'impegno, della serietà, della sostanza rispetto all'apparenza e alla superficialità.
Tutto il tempo passato con te, studiando insieme, ascoltando la profondità di tutto ciò che mi hai spiegato e la passione con cui ne parlavi, mi ha mostrato un mondo nuovo... cieli azzurri e colline e praterie... mi hai impartito l'insegnamento profondo, hai avviato un processo di cui conoscevi le conseguenze e i tempi.
Tu mi hai parlato di "fuga dalla complessità", del fatto che 160 milioni di persone preferiscano un mimo a un contenuto culturale complesso, del fatto che tra le giovani generazioni si manifesta "fuga dalla fatica cognitiva".
Le tue parole hanno fatto breccia su di me.
Io sono maturata, tu mi hai resa adulta, e non puoi chiedermi di far finta di essere ancora la ragazzina superficiale che ero prima>>
<<E' strano che a dirmi questo sia proprio tu, che mi hai fatto capire l'importanza dello studio, dell'impegno, della serietà, della sostanza rispetto all'apparenza e alla superficialità.
Tutto il tempo passato con te, studiando insieme, ascoltando la profondità di tutto ciò che mi hai spiegato e la passione con cui ne parlavi, mi ha mostrato un mondo nuovo... cieli azzurri e colline e praterie... mi hai impartito l'insegnamento profondo, hai avviato un processo di cui conoscevi le conseguenze e i tempi.
Tu mi hai parlato di "fuga dalla complessità", del fatto che 160 milioni di persone preferiscano un mimo a un contenuto culturale complesso, del fatto che tra le giovani generazioni si manifesta "fuga dalla fatica cognitiva".
Le tue parole hanno fatto breccia su di me.
Io sono maturata, tu mi hai resa adulta, e non puoi chiedermi di far finta di essere ancora la ragazzina superficiale che ero prima>>
Io sentii una stretta nello stomaco, perché quelle parole attribuivano a me una responsabilità e un'importanza che io non avevo mai sospettato:
<<Vicky, tu non sei mai stata superficiale. Io mi sono innamorato di te perché anche in quei post apparentemente frivoli, tu hai sempre mostrato una personalità brillante, un'ironia mai banale, una coerenza nella narrazione della tua crescita.
Senza quei post, senza quel profilo, io non ti avrei mai conosciuta, non avrei potuto apprezzarti, non mi sarei potuto innamorare di te, e ormai lo dico senza segreti, perché ciò che provo è così forte e cresce di giorno in giorno... ma non voglio spaventarti, non ti chiedo niente... lo so che non ti merito...>>
Ciò che Vittoria non capiva era che io non avevo mai avuto nemmeno un assaggio di quella vita su cui lei sputava dopo averci mangiato. Non capiva le privazioni della mia adolescenza, il rimpianto per ciò che non era mai accaduto, il "dolore per la vita non vissuta".
Senza quei post, senza quel profilo, io non ti avrei mai conosciuta, non avrei potuto apprezzarti, non mi sarei potuto innamorare di te, e ormai lo dico senza segreti, perché ciò che provo è così forte e cresce di giorno in giorno... ma non voglio spaventarti, non ti chiedo niente... lo so che non ti merito...>>
Ciò che Vittoria non capiva era che io non avevo mai avuto nemmeno un assaggio di quella vita su cui lei sputava dopo averci mangiato. Non capiva le privazioni della mia adolescenza, il rimpianto per ciò che non era mai accaduto, il "dolore per la vita non vissuta".
Come influencer, Vittoria era stata la personificazione di quell'adolescenza luminosa, libera e comunicativa che sentivo a me sottratta. Conoscerla e parlarci era stato come il ricevere finalmente il "pass" per quel mondo da cui mi ero sentito escluso a causa dell'insicurezza sportiva o sociale.
Ora che Vittoria, la Regina dei Social, aveva deciso di abdicare, io, che finalmente ero stato ammesso alla sua corte, non ero ancora preparato a separe il simbolo che lei rappresentava dalla persona reale che avevo davanti.
Lei mi mise il dito indice della mano destra sulla bocca, per zittimi:
<<Se io non fossi stata bella secondo i tuoi canoni estetici molto esigenti, non ti saresti innamorato di me. La mia presunta brillantezza ti avrebbe solo sfiorato. Saresti passato oltre senza alcuna esitazione>>
Negai con tutte le mie forze, d'istinto:
<<I social traboccano di belle ragazze, ma le altre non mi hanno fatto né caldo né freddo!
Tu parli di canoni estetici... io parlo di te e basta... tu sei unica... il tuo sguardo mi ha colpito, uno sguardo malinconico, così dolcemente bisognoso di tenerezza che mi ha commosso, come quello di un gattino che si è perso e cerca disperatamente la mamma... avrei voluto chiederti come mai il tuo sorriso non arrivava agli occhi, di un blu così scuro che sembravano laghi profondi e abissi senza fine... tu non hai idea di quel che ho provato! Non puoi ridurre tutto a una questione di apparenza... non....>>
Tu parli di canoni estetici... io parlo di te e basta... tu sei unica... il tuo sguardo mi ha colpito, uno sguardo malinconico, così dolcemente bisognoso di tenerezza che mi ha commosso, come quello di un gattino che si è perso e cerca disperatamente la mamma... avrei voluto chiederti come mai il tuo sorriso non arrivava agli occhi, di un blu così scuro che sembravano laghi profondi e abissi senza fine... tu non hai idea di quel che ho provato! Non puoi ridurre tutto a una questione di apparenza... non....>>
Questa volta mi chiuse la bocca con la mano intera:
<<Rob, io so bene che tu sei stato l'unico ad accorgersi di questo aspetto di me e le tue parole me lo confermano, ma non devi fraintendere il mio discorso. Quanti altri sguardi malinconici hai visto e sei passato oltre! Tra tanti sguardi malinconici hai scelto il mio perché io corrispondo al tuo ideale di bellezza... un ideale aristocratico, un profilo come quello di lady Gloria, lei sì che sarebbe stata perfetta... io ho qualche altra carattestica che ti ha indotto a seguire me piuttosto che altre belle ragazze, ma ho ben presente una frase che mi hai citato una volta, parlando di un poeta irlandese... William Butler Yeats... una frase a mio parere molto maleducata, per quanto poeticamente suggestiva: "Soltanto Dio, mia cara, può amarti per te stessa e non per i tuoi capelli biondi!">>
In quel momento mi sentii come sprofondare nelle viscere della terra:
<<Be', in realtà Yeats non sta dicendo ad Anne Gregory che non ha nulla da offrire oltre alla sua bellezza, ma la sta mettendo in guardia: il suo aspetto fisico è così attraente che rischia di attirare troppe persone superficiali, poiché l'amore umano "puro", completamente slegato dall'estetica, è un ideale quasi impossibile da raggiungere per i comuni mortali.
Quasi...
E dico "quasi" perché ti posso comunque fare dei controesempi: Wallis Simpson e Camilla Parker-Bowles. Non erano belle, ma due futuri re si sono innamorati di loro, e Camilla è divenuta la regina consorte del Regno Unito. La loro storia è stata ostacolata in mille modi, eppure alla fine, la loro tenacia ha vinto. Sono invecchiati insieme, sono stati incoronati insieme ed ora sono una coppia di vecchi sposi. Ed io non riesco a immaginare niente di più romantico di una coppia di vecchi sposi>>
Quasi...
E dico "quasi" perché ti posso comunque fare dei controesempi: Wallis Simpson e Camilla Parker-Bowles. Non erano belle, ma due futuri re si sono innamorati di loro, e Camilla è divenuta la regina consorte del Regno Unito. La loro storia è stata ostacolata in mille modi, eppure alla fine, la loro tenacia ha vinto. Sono invecchiati insieme, sono stati incoronati insieme ed ora sono una coppia di vecchi sposi. Ed io non riesco a immaginare niente di più romantico di una coppia di vecchi sposi>>
Vittoria mi prese la mano:
<<Hai ragione, cosa c'è di più bello di una coppia di vecchi sposi che hanno lottato tutta la vita per stare insieme?
Quando parli dell'amore dici tutto quello che Fabio non solo non ha mai detto, ma non ha mai nemmeno pensato e non sarebbe nemmeno in grado di immaginarlo.
Quando parli dell'amore dici tutto quello che Fabio non solo non ha mai detto, ma non ha mai nemmeno pensato e non sarebbe nemmeno in grado di immaginarlo.
Io so cosa provi per me e apprezzo la tua delicatezza nel lasciare a me la decisione sul se e sul quando.
Ho soltanto una paura: tu mi hai idealizzata. Ne sei consapevole. E io temo il giorno in cui ti renderai conto che non sono poi così elegante e così brillante, non ho una sensibilità superiore e se anche avessi forza o determinazione, i miei obiettivi, che ora non conosco, potrebbero deluderti.
Ti sei arreso troppo facilmente all'idea di essere solo un amico.
Mi chiedo se per caso tu rifugga l'intimità reale per potermi stare vicino senza il rischio di svelare i miei difetti, o di aver a che fare con i compromessi e le vulnerabilità di una relazione vera e quotidiana.
Ho soltanto una paura: tu mi hai idealizzata. Ne sei consapevole. E io temo il giorno in cui ti renderai conto che non sono poi così elegante e così brillante, non ho una sensibilità superiore e se anche avessi forza o determinazione, i miei obiettivi, che ora non conosco, potrebbero deluderti.
Ti sei arreso troppo facilmente all'idea di essere solo un amico.
Mi chiedo se per caso tu rifugga l'intimità reale per potermi stare vicino senza il rischio di svelare i miei difetti, o di aver a che fare con i compromessi e le vulnerabilità di una relazione vera e quotidiana.
E io non potrei sopportare l'idea di deluderti, dopo tutto quello che hai fatto e stai facendo per me.
Non so, questo pensiero mi fa sospettare che ciò che provo per te stia diventando qualcosa di più dell'amicizia e forse verrà il giorno in cui ci scambieremo i ruoli e sarò io ad amarti e tu a vedermi solo come un'amica o una vecchia fiamma ormai spenta.
Non so, questo pensiero mi fa sospettare che ciò che provo per te stia diventando qualcosa di più dell'amicizia e forse verrà il giorno in cui ci scambieremo i ruoli e sarò io ad amarti e tu a vedermi solo come un'amica o una vecchia fiamma ormai spenta.
Tu mi hai parlato di principesse e di regine e mi hai fatto sentire come se fossi una specie di regina Vittoria II, ma se dovessi deluderti, dovrei abdicare o forse ne verrà un'altra, più giovane e più bella, che mi detronizzerà e mi toglierà ciò che ho di più caro.
Ed io allora mi renderò conto di aver sbagliato nel chiederti di aspettare, di essermi al fianco come amico, fintanto che le cose non si fossero sistemate.
E' che ancora ho bisogno di conoscerti meglio, di essere sicura che questa volta sia la volta buona. Ma ho paura di chiederti troppo, e... scusami se mi ripeto, ma quando conoscerai davvero chi sono, quando vedrai il mio lato meno nobile, quando un qualsiasi evento metterà in luce ciò che io nascondo e che ancora non sai, allora tutto potrebbe crollare ed io, per citare un film che ti è caro, mi aggirerei nell'oscurità e nel dubbio, come una notte senza stelle, e dimorerò nella villa di lady Gloria, nel ricordo dei momenti felici che lì abbiamo vissuto, ma non ci sarà alcun conforto per alleviare il dolore di un tuo rifiuto. Mi ritroverò sola, sotto gli alberi che avvizziscono, finché il mondo intero sarà cambiato e gli anni della mia vita saranno consumati. >>
All'inizio quel pensiero mi parve impossibile, ma per un istante che mi parve un'eternità, mi venne in mente il fatto che quando ero solo un follower, ero dispensato dal rischio di espormi, di mettermi in gioco, in discussione, di fare il passo avanti, e potevo restarmene al sicuro nel mio castello di pensieri, protetto da solide mura di libri.
Quel meccanismo aveva protetto il mio equilibrio quotidiano: se la "donna angelicata" fosse stata vicina e disponibile, avrei dovuto rivoluzionare la mia vita "felice" in quanto comoda.
Per una persona ipersensibile come me si trattava di una scelta di sopravvivenza emotiva.
La quotidianità condivisa, anche nelle coppie più affiatate, può diventare un campo minato. Il mio "castello" non era una prigione, ma un ecosistema protetto dove riuscivo a sopravvivere con una certa serenità.
Il paradosso era che queste "donne angelicate" diventavano le uniche in grado di aprire una breccia tra le mura del mio castello, perché non credevo che si sarebbero avvicinate.
Mi illudevo di poterle collocare da qualche parte, come statue, magari vicino a un bosco o a un ruscello, sufficientemente lontane da non poter crearmi ansia da presetazione con richieste quotidiane, critiche ai miei gusti, o provocazioni tali da ferirmi o irritarmi.
Per una persona ipersensibile come me si trattava di una scelta di sopravvivenza emotiva.
La quotidianità condivisa, anche nelle coppie più affiatate, può diventare un campo minato. Il mio "castello" non era una prigione, ma un ecosistema protetto dove riuscivo a sopravvivere con una certa serenità.
Il paradosso era che queste "donne angelicate" diventavano le uniche in grado di aprire una breccia tra le mura del mio castello, perché non credevo che si sarebbero avvicinate.
Mi illudevo di poterle collocare da qualche parte, come statue, magari vicino a un bosco o a un ruscello, sufficientemente lontane da non poter crearmi ansia da presetazione con richieste quotidiane, critiche ai miei gusti, o provocazioni tali da ferirmi o irritarmi.
L'infatuazione per ciò che Vittoria era stata come semplice influencer era un modo per dare uno spazio alle mie emozioni senza cambiare però di una virgola la mia realtà materiale.
Ma la situazione complicante che aveva mandato in cortocircuito i miei solidi meccanismi di difesa era stata prima la sua irruzione nella mia vita reale e poi la sua caduta dal piedistallo, il suo volontario gettare la maschera e confessare una verità che aveva tenuto nascosta per troppo tempo, finendo per consumare l'allegria spensierata di un tempo.
Se prima praticavo la de-idealizzazione delle donne angelicate di cui mi innamoravo, per cercare di liberarmi dai loro fantasmi per renderle "comuni" (e quindi a disinnescarle), con Vittoria tutto questo non solo non era servito, ma aveva rafforzato i miei sentimenti, e forse anche i suoi.
Le mie parole, rivolte a lei, avevano trovato un'attenta ascoltatrice, ma questo rimettere in discussione se stessa aveva provocato, con mio sgomento, un rifiuto troppo radicale di ciò che lei era stata fino ad allora.
Per una persona ipersensibile come me, la vulnerabilità era un gancio emotivo molto più potente della bellezza. Ecco perché con lei volta le mie "mura" stavano cedendo di fronte a quella meravigliosa giovane donna che, da principessa, stava diventando una regina.
<<Vicky, come puoi pensare che io, pur amandoti più di tutto il resto del mondo, mi limiti all'amicizia per motivi diversi dal rispetto che ho per te e per il fatto che ora non sei pronta e non ricambi pienamente ciò che io provo e che vorrei?
Sono io ad aver paura che i miei innumerevoli difetti ti possano dare fastidio.
Fino a pochi mesi fa io ero solo un tuo follower e tu eri una divinità inaccessibile e seguirti in silenzio mi permetteva di vivere un’estasi profonda senza dover misurarmi con la realtà del della mia goffaggine e del tuo sicuro rifiuto di avere anche solo un dialogo privato con me.
L'essere diventato tuo amico intimo e confidente, tanto da essere invitato a casa della persona che tu stimi di più nella tua famiglia, lady Gloria, è stato per me un passo enorme verso di te.
Io ho imposto a me stesso la regola di non correre troppo, di procedere per gradi, per aspettare che tu sia davvero pronta, e convinta, e adesso non lo sei e io devo stare al mio posto, ma questo non deve farti dubitare del mio amore!
L'essere diventato tuo amico intimo e confidente, tanto da essere invitato a casa della persona che tu stimi di più nella tua famiglia, lady Gloria, è stato per me un passo enorme verso di te.
Io ho imposto a me stesso la regola di non correre troppo, di procedere per gradi, per aspettare che tu sia davvero pronta, e convinta, e adesso non lo sei e io devo stare al mio posto, ma questo non deve farti dubitare del mio amore!
Il mio sogno più grande è che un giorno tu possa ricambiare i sentimenti che provo per te. Anche se l'idealizzazione tipica dell'innamoramento può passare, ciò non significa che io ti amerei di meno di quanto ti amo adesso. Non ho mai provato per nessuna ragazza i sentimenti che provo per te e nessun'altra potrebbe mai prendere il tuo posto nel mio cuore, è impossibile e inimmaginabile. Tu sei la prima cosa a cui penso quando mi sveglio e l'ultima a cui penso prima di addormentarmi. La mia vita è nelle tue mani>>
Lei mi abbracciò e fu un abbraccio più lungo e più intenso degli altri, e quella fu la sua prima concessione.
In quel momento sapevo bene di non poter chiedere di più.
In quel momento sapevo bene di non poter chiedere di più.
<<Ti sembrerà strano, Rob, ma in questo momento in cui io ho tanta paura, tu sei l'unico che riesce a darmi coraggio>>
Ed era davvero una cosa strana, perché io non mi sono mai considerato una persona coraggiosa.
Al massimo potevo essere "incoraggiante", se vedevo che qualcuno stava per cedere e aveva bisogno di essere sorretto, ma non avevo la forza per potermene fare interamente carico.
<<E tu sei nel contempo il mio orgoglio e la mia gioia. Il fatto che tu mi permetta di essere al tuo fianco, anche solo come amico, è un onore e un privilegio. Il fatto che tu ascolti le mie parole e che queste parole ti interessino e ti convincano, è un premio che è andato ben oltre le mie più ambiziose speranze.
E riguardo al profilo, ti appoggerò qualunque sia la tua decisione.
Ma il mio consiglio resta quello di affrontare la questione della fine del tuo fidanzamento prima di prendere altre decisioni.
Ci vuole fermezza e stabilità, se vogliamo riuscire a minimizzare i danni.
Sun Tzu diceva che l’eccellenza suprema consiste nel rompere la resistenza del nemico senza combattere.
Atteniamoci ai piani. Dobbiamo fare in modo che la colpa sia imputabile a lui, e affinché ciò avvenga, è necessario che lui non abbia elementi per sospettare qual è il tuo movente.
Al massimo potevo essere "incoraggiante", se vedevo che qualcuno stava per cedere e aveva bisogno di essere sorretto, ma non avevo la forza per potermene fare interamente carico.
<<E tu sei nel contempo il mio orgoglio e la mia gioia. Il fatto che tu mi permetta di essere al tuo fianco, anche solo come amico, è un onore e un privilegio. Il fatto che tu ascolti le mie parole e che queste parole ti interessino e ti convincano, è un premio che è andato ben oltre le mie più ambiziose speranze.
E riguardo al profilo, ti appoggerò qualunque sia la tua decisione.
Ma il mio consiglio resta quello di affrontare la questione della fine del tuo fidanzamento prima di prendere altre decisioni.
Ci vuole fermezza e stabilità, se vogliamo riuscire a minimizzare i danni.
Sun Tzu diceva che l’eccellenza suprema consiste nel rompere la resistenza del nemico senza combattere.
Atteniamoci ai piani. Dobbiamo fare in modo che la colpa sia imputabile a lui, e affinché ciò avvenga, è necessario che lui non abbia elementi per sospettare qual è il tuo movente.
Tu lo conosci e sai cosa fare per spingerlo ad allontanarsi spontaneamente>>
Vittoria annuì:
<<Sì, è l'unico modo per far digerire la cosa alla mia famiglia e alla sua. Farò discorsi che lo annoiano, smetterò di fingere, a letto, e i miei "mal di testa" aumenteranno, così come le mie scenate isteriche durante il ciclo. Questo logoramento lo porterà verso donne più facili e più disposte a compiacere il suo ego.
La mia famiglia allora sarà pronta ad accettare te>>
E io conclusi con una battuta che in fondo non era soltanto ironia, ma realtà:
<<Se Elisabetta, Kate e William hanno accettato Camilla fino al punto da intrattenere con lei rapporti cordiali e conversazioni divertenti, credo che i tuoi potranno accettare persino me!>>










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