.png1.png1.png)
Il pernottamento fu molto gradevole, la stanza degli ospiti aveva un letto matrimoniale con tanto di baldacchino e bagno personale.

Dormii profondamente.
Il giorno successivo, dopo una colazione a base di tè, ci condusse prima in veranda, dove una pianta di glicine sovrastava non solo il suo tetto, ma quello di ogni finestra e lì vicino c'erano delle piccole panche dove lady Gloria era solita sedersi con la governante a giocare a carte o a fare lavori di cucito.
Quel giorno la governante, una donna dai capelli bianchi e vestita di nero, pareva intenzionata a rimanere nei dintorni, per cui alla fine lady Gloria ci invitò a fare una passeggiata nel suo amato parco, sulle rive del Lago di Pusiano, il "Vago Eupili mio" di Parini, ricordato da Gadda ne "La cognizione del dolore", in una Brianza "magica", locus amoenus fragile e pieno di insidie.



<<Un giorno tutto questo sarà tuo, Vittoria>> disse rivolta alla nipote e aggiunse <<Ma se hai bisogno di un prestito a lunghissima scadenza e senza interessi, io ho a disposizione un mio tesoretto personale tenuto da parte proprio nella speranza che tu ti decidessi a mollare quell'idiota del Malatesta, un cognome che gli si addice proprio.
E voglio dire una cosa a te e al tuo amico Roberto: a vedervi insieme sembrate una vera coppia, e tu Roberto sei un vero gentiluomo, un appartente a quella che si suole chiamare: "Aristocrazia dello Spirito", che per me è molto più importante di tutto il resto>>
E voglio dire una cosa a te e al tuo amico Roberto: a vedervi insieme sembrate una vera coppia, e tu Roberto sei un vero gentiluomo, un appartente a quella che si suole chiamare: "Aristocrazia dello Spirito", che per me è molto più importante di tutto il resto>>
Capii subito che quello era un endorsement a mio favore, ma in realtà io ero sempre stato il tipo di ragazzo che piaceva di più alle nonne, alle mamme o alle zie piuttosto che alle nipoti o alle figlie.
E questo era un pensiero non molto incoraggiante.
E questo era un pensiero non molto incoraggiante.
Ma sentivo che questa volta c'era qualcoda di diverso, qualcosa di magico.
Mi sembrava una specie di Faerie, o Feeria, il Regno delle Fate, altrimenti detto Ys o Lyonesse, oppure Avalon, la perduta Avalon di cui restano solo le rovine di Glastonbury e lady Gloria sembrava la quasi omonima Gloriana, "The Faerie Queene", la regina delle fate nel poema di Spenser, nella prima età elisabettiana, oppure Viviana, la Dama del Lago, penultima Signora di Avalon.

Il ricordo mi turbò.
E' a questo che ci conduce l'amore? Alla prigionia? In fondo che cos'è che ri rende prigionieri se non il mettere la nostra felicità nelle mani di un'altra persona?
Tutti questi dubbi, questi pensieri, queste nozioni apprese al Liceo e riprese all'Università, o nelle letture personali, mi ritornarono tutte in mente durante quella passeggiata.
Nella mia mente la realtà si fondeva col mito e con i ricordi e il Lago di Pusiano poteva diventava l'antica palude che circondava Glastonbury ai tempi in cui era ancora Avalon.
Se Gloria era Viviana, Vittoria era sua nipote Morgana la Fata, ultima Signora di Avalon e sorella di Artù, ultima, tra le Grandi Sacerdotesse di Danu e Brigid, a riuscire ad eseguire l'incantesimo che apriva un varco tra i mondi e trasportava Avalon fuori da questa terra, nel mondo della Magia.
C'era una circolarità suggestivamente analoga nel mito arturiano.
Viviana dona la spada invincibile Excalibur al padre di Artù, alla cui morte Merlino conficca la Spasa nella Roccia e anni dopo Artù la estrae, poi commette incesto con la sorellastra Morgana la Fata, gerando un figlio che sarà la sua rovina.
Morgana è figlia di Igraine, come Artù, ma non di re Uther, e viene istruita da Viviana e Merlino alle arti magiche, le usa per impedire l'influenza cristiana sulla corte celtica britanno-romana di Artù e dei suoi cavalieri della Tavola Rotonda, li disperde alla ricerca del Graal, lontano dalla mitica Camelot "dove piove soltanto di notte", e a quel punto, con le sue forze sia magiche che terrene, essendo Duchessa di Cornovaglia e Regina consorte del Galles, sprona il figlio Mordred a detronizzare il padre. Artù uccide Mordred e alla fine Morgana, sconfitta e addolorata, accetta il tramonto del paganesimo celtico e porta con sé l'amato fratello Artù, ferito, ma vivo, nell'isola di Avalon. Era forse questo il destino di Vittoria? Portare se stessa e me alla rovina? Non mi importava: io l'avrei inseguita anche tra le fiamme, anche tra le paludi di Glastonbury.
Viviana dona la spada invincibile Excalibur al padre di Artù, alla cui morte Merlino conficca la Spasa nella Roccia e anni dopo Artù la estrae, poi commette incesto con la sorellastra Morgana la Fata, gerando un figlio che sarà la sua rovina.
Morgana è figlia di Igraine, come Artù, ma non di re Uther, e viene istruita da Viviana e Merlino alle arti magiche, le usa per impedire l'influenza cristiana sulla corte celtica britanno-romana di Artù e dei suoi cavalieri della Tavola Rotonda, li disperde alla ricerca del Graal, lontano dalla mitica Camelot "dove piove soltanto di notte", e a quel punto, con le sue forze sia magiche che terrene, essendo Duchessa di Cornovaglia e Regina consorte del Galles, sprona il figlio Mordred a detronizzare il padre. Artù uccide Mordred e alla fine Morgana, sconfitta e addolorata, accetta il tramonto del paganesimo celtico e porta con sé l'amato fratello Artù, ferito, ma vivo, nell'isola di Avalon. Era forse questo il destino di Vittoria? Portare se stessa e me alla rovina? Non mi importava: io l'avrei inseguita anche tra le fiamme, anche tra le paludi di Glastonbury.
Desideravo la sua compagnia, mi bastava essere con lei, la sua presenza mi riempiva: il mio amore per Vittoria era così grande che poteva accettare qualsiasi limitazione.
La sua somiglianza con lady Gloria era ancor più evidente, sotto il sole del mattino, tanto che Vittoria era molto più simile a com'era sua nonna da ragazza, rispetto a come fosse sua madre.
La sua somiglianza con lady Gloria era ancor più evidente, sotto il sole del mattino, tanto che Vittoria era molto più simile a com'era sua nonna da ragazza, rispetto a come fosse sua madre.
Guardando la nonna si poteva prevedere come sarebbe diventata la nipote da anziana, ed era un aspetto di tutto riguardo.
Su Gloria il tempo, man mano che l'età avanzava e la sua bellezza si induriva, prendendo la "via magra", che rende i tratti più affilati e aguzzi, aveva agito in due modi, ed entrambi in un certo senso le davano carisma: quando era seria, appariva molto minacciosa, e quando sorrideva, maestosa come quella di una regina o imperatrice del passato.
Quasi mi leggesse nel pensiero, Gloria iniziò a parlare e accennò a cose, su di lei, che io avevo già intuito:
<<Come è noto in questa famiglia comanda mio suocero, una specie di vampiro immortale o non-morto o qualcosa del genere.
Tra me e lui c'è un rapporto particolare di cui forse Vittoria non conosce un aspetto.
Vedi cara, lui mi odia perché è innamorato di me da sempre e la cosa lo infastidisce molto, in quanto considera l'innamoramento come la peggiore delle iatture possibili e non ha tutti i torti. Se io non mi fossi mai innamorata, oggi sarei Imperatrice della Galassia>>
Su Gloria il tempo, man mano che l'età avanzava e la sua bellezza si induriva, prendendo la "via magra", che rende i tratti più affilati e aguzzi, aveva agito in due modi, ed entrambi in un certo senso le davano carisma: quando era seria, appariva molto minacciosa, e quando sorrideva, maestosa come quella di una regina o imperatrice del passato.
Quasi mi leggesse nel pensiero, Gloria iniziò a parlare e accennò a cose, su di lei, che io avevo già intuito:
<<Come è noto in questa famiglia comanda mio suocero, una specie di vampiro immortale o non-morto o qualcosa del genere.
Tra me e lui c'è un rapporto particolare di cui forse Vittoria non conosce un aspetto.
Vedi cara, lui mi odia perché è innamorato di me da sempre e la cosa lo infastidisce molto, in quanto considera l'innamoramento come la peggiore delle iatture possibili e non ha tutti i torti. Se io non mi fossi mai innamorata, oggi sarei Imperatrice della Galassia>>
Ai miei occhi Gloria appariva come tale, e credo che lo sapesse.
Prima che io o Vittoria potessimo interromperla, la Lady riprese a parlare del suocero decrepito:
<<Inoltre non riesce a spiegarsi come sia stato possibile innamorarsi della moglie di suo figlio, la quale non lo ricambia, ma questo è il meno, è solo una delle cause del suo disappunto.
Lui disprezza tutto ciò che io considero importante e io disprezzo tutto ciò che lui considera importante, siamo all'opposto su tutto, litigheremmo dalla mattina alla sera, e infatti non ci vediamo quasi mai e quelle poche volte, quando proprio non esiste alcuna scusa valida per evitare l'incontro, l'unico motivo per cui non ci prendiamo a schiaffi è che io cerco di stemperare le sue provocazioni con l'ironia, a volte forse esagero, ma lui in un certo senso desidera che io esageri perché sotto sotto le mie battute lo divertono, anche se non lo ammetterebbe mai nemmeno a se stesso.
Una volta mi presentò un suo socio in affari inglese che si era arricchito durante il governo decennale di Margaret Thatcher, avvalendosi delle sue riforme e così aveva rilevato una quota della holding dei Prinsivalli e spesso viene qui a Milano a controllare la situazione.
Lui mi disse: "Lady Gloria, suo suocero è la terza persona più importante della mia vita dopo Margaret Thatcher e Gesù Cristo. Vorrei sapere la sua opinione su entrambi"
Io risposi: "Sono state entrambe due persone notevoli, una è la ragione per cui siamo qui e l'altra..." e mi fermai perché stavo per dire qualcosa di esagerato, ma lui mi esortò e mi chiese: "E l'altra persona, finisca la frase!" e io: "Be', l'altra persona è il figlio di un falegname".
Quello fu solo il primo di una serie di aneddoti divertenti, ma era solo per smorzare la tensione.
Poi a un certo punto lady Gloria mise da parte gli scherzi e passò alla parte difficile:
Poi a un certo punto lady Gloria mise da parte gli scherzi e passò alla parte difficile:
<<Qualsiasi piano A fallisce, perché c'è sempre un elemento aleatorio che crea una diversione. Per cui è molto più importante elaborare una buona serie di piani B per le più probabili casualità avverse. Io li chiamo "protocolli di emergenza" e inserisco nella pianificazione anche il piano C, ossia cosa fare in caso di fallimento completo.
Il caso si diverte a fare di noi delle pedine da spostare a suo piacimento, e a volte lo fa in maniera brutale, con tanta violenza che questa pedina potrebbe spezzarsi.
Poi però ci si meraviglia se nonostante tutte quelle tempeste una persona sopravvive e a volte riesce persino a trovare un modo per mantenere la propria autenticità e farla accettare agli altri.
Io mi sono risollevata infinite volte dopo essere caduta rovinosamente, e il rialzarsi non è solo una questione di volontà personale, bisogna individuare e creare una "rete di protezione".
Nessuno mantiene l'ordine da solo in mezzo a una tempesta.
Il caso si diverte a fare di noi delle pedine da spostare a suo piacimento, e a volte lo fa in maniera brutale, con tanta violenza che questa pedina potrebbe spezzarsi.
Poi però ci si meraviglia se nonostante tutte quelle tempeste una persona sopravvive e a volte riesce persino a trovare un modo per mantenere la propria autenticità e farla accettare agli altri.
Io mi sono risollevata infinite volte dopo essere caduta rovinosamente, e il rialzarsi non è solo una questione di volontà personale, bisogna individuare e creare una "rete di protezione".
Nessuno mantiene l'ordine da solo in mezzo a una tempesta.
Dietro la capacità di sopravvivere, rialzarsi e rimanere se stessi c'è una rete di supporto che può essere familiare, amicale o professionale (psicoterapeuti, medici specialisti, assistenti) e affettivo.
Tutto questo funge, come si dice adesso, da"esoscheletro".
Quando la persona crolla, la struttura intorno a lei continua a reggere i pezzi finché lei non è in grado di ricominciare.
Questa è la premessa che ritenevo fosse necessario comunicarvi, prima di procedere>>
Eravamo affascinati dalla saggezza di Gloria.
Io però avevo alcune osservazioni da fare:
Tutto questo funge, come si dice adesso, da"esoscheletro".
Quando la persona crolla, la struttura intorno a lei continua a reggere i pezzi finché lei non è in grado di ricominciare.
Questa è la premessa che ritenevo fosse necessario comunicarvi, prima di procedere>>
Eravamo affascinati dalla saggezza di Gloria.
Io però avevo alcune osservazioni da fare:
<<A volte mancano le risorse per creare questa rete di protezione. E la soglia di tolleranza allo stress può essere molto bassa. Conosco persone a cui è capitata una serie di eventi che ha colpito contemporaneamente salute, lavoro e affetti, non lasciando nessuna "zona sicura" da cui ripartire. Anzi, l'effetto domino, quando cade la salute, è tale da poter far cadere poi il lavoro e gli affetti, per esempio>>
Gloria mi rivolse uno sguardo soprendentemente illuminato e un sorriso così pieno di rispetto e di stima che non dimenticherò mai:
<<Caro Roberto, mia nipote è davvero fortunata ad averti conosciuto.
Hai perfettamente ragione: quello che descrivi è ciò che gli psicologi chiamano "meccanismo del collasso sistemico" ed è una realtà brutale che colpisce milioni di persone, soprattutto quelle malate in maniera invalidante o quelle che sono state escluse, messe angolo, fin dall'inizio.
Poi ci sono i casi in cui apparentemente le cose sembrano reggere, ma in realtà sono in bilico.
Quest'ultimo è il mio caso.
Voi vedete di me soltanto la facciata che presento al mondo per non dare soddisfazione ai miei nemici e poter ancora essere utile alle persone a cui tengo di più.
Non vi annoio con le malattie della vecchiaia, quelle sono inevitabili, persino per chi ha fatto una vita sana. Vivrà più a lungo, ma io non credo che ne valga la pena, non sono il tipo che ama la vita fino a questo punto.
Io non ho potuto rompere un fidanzamento che non fu scelto da me.
Avrei voluto proseguire gli studi, dopo il liceo classico, ma i miei genitori consideravano disdicevole che una donna studiasse all'università.
Hai perfettamente ragione: quello che descrivi è ciò che gli psicologi chiamano "meccanismo del collasso sistemico" ed è una realtà brutale che colpisce milioni di persone, soprattutto quelle malate in maniera invalidante o quelle che sono state escluse, messe angolo, fin dall'inizio.
Poi ci sono i casi in cui apparentemente le cose sembrano reggere, ma in realtà sono in bilico.
Quest'ultimo è il mio caso.
Voi vedete di me soltanto la facciata che presento al mondo per non dare soddisfazione ai miei nemici e poter ancora essere utile alle persone a cui tengo di più.
Non vi annoio con le malattie della vecchiaia, quelle sono inevitabili, persino per chi ha fatto una vita sana. Vivrà più a lungo, ma io non credo che ne valga la pena, non sono il tipo che ama la vita fino a questo punto.
Io non ho potuto rompere un fidanzamento che non fu scelto da me.
Avrei voluto proseguire gli studi, dopo il liceo classico, ma i miei genitori consideravano disdicevole che una donna studiasse all'università.
Avrei voluto lavorare, ma prima i miei genitori e poi mio marito e i miei suoceri hanno posto il veto per la stessa ragione: la moglie di un nobile, nata nobile, poteva al massimo dedicarsi attivamente alla filantropia, cosa che io ho fatto senza però vantarmene con nessuno.
Ma adesso è diverso, anche se gli altri Prinsivalli non se ne sono ancora accorti.
Ma adesso è diverso, anche se gli altri Prinsivalli non se ne sono ancora accorti.
Il vero motivo per cui ho accettato di non divorziare da mio marito è stato in previsione del fatto che le mie nipoti avrebbero ricevuto pressioni simili alle mie. Le sorelle di Vittoria sono molto conformiste e quindi a loro va benissimo sposare un ricco anche se non sono innamorate di lui, ma solo dei suoi soldi. Vittoria invece è sempre stata diversa: hai notato, Roberto, che lei mi somiglia non solo nel carattere, ma anche fisicamente: è l'unica bionda con gli occhi azzurri, tra le sorelle.
Ha il mio stesso sorriso, la mia altezza, il mio portamento: ha i tratti che dovrebbe avere una regina.
Io ho tenuto da parte una somma di denaro per le mie nipoti che non volessero sposare il fidanzato scelto dai genitori e sapevo che Vittoria sarebbe stata l'unica a rifiutare il matrimonio combinato. E' una cifra importante, ma può durare solo con un tenore di vita più sobrio.
Del resto, un certo undestatement, un profilo un po' più basso, sono in realtà un tocco di classe molto aristocratico.
Ad ogni modo, la somma che ti ho dato ti coprirà tutto il periodo universitario e quello della ricerca di lavoro che possa piacerti, che possa valorizzare i tuoi talent>>
Io non potei far a meno di dire: <<Magari io avessi una nonna come lei! E non solo per la somma stanziata, ma per questa grande intesa che c'è tra voi e questo poter contare l'una sull'altra. Ma il caso ha voluto diversamente. Riprendendo la sua battuta sul figlio del falegname, confesso che anche io non sono credente. Certo un mondo dominato dal caso fa paura, e io esorcizzo questa paura scrivendo, creando storie dove il caso domina, offro una rappresentazione onesta della realtà per come la percepisco. Questo può avere un effetto catartico non solo per me, ma anche per lettori che si sentono parimenti "masticati" dalla sfortuna e che non si riconoscono nelle narrazioni mainstream del "volere è potere". E poi, diciamoci la verità, le persone appagate dalla vita non leggono. La letteratura appartiene agli infelici>>
Ha il mio stesso sorriso, la mia altezza, il mio portamento: ha i tratti che dovrebbe avere una regina.
Io ho tenuto da parte una somma di denaro per le mie nipoti che non volessero sposare il fidanzato scelto dai genitori e sapevo che Vittoria sarebbe stata l'unica a rifiutare il matrimonio combinato. E' una cifra importante, ma può durare solo con un tenore di vita più sobrio.
Del resto, un certo undestatement, un profilo un po' più basso, sono in realtà un tocco di classe molto aristocratico.
Ad ogni modo, la somma che ti ho dato ti coprirà tutto il periodo universitario e quello della ricerca di lavoro che possa piacerti, che possa valorizzare i tuoi talent>>
Io non potei far a meno di dire: <<Magari io avessi una nonna come lei! E non solo per la somma stanziata, ma per questa grande intesa che c'è tra voi e questo poter contare l'una sull'altra. Ma il caso ha voluto diversamente. Riprendendo la sua battuta sul figlio del falegname, confesso che anche io non sono credente. Certo un mondo dominato dal caso fa paura, e io esorcizzo questa paura scrivendo, creando storie dove il caso domina, offro una rappresentazione onesta della realtà per come la percepisco. Questo può avere un effetto catartico non solo per me, ma anche per lettori che si sentono parimenti "masticati" dalla sfortuna e che non si riconoscono nelle narrazioni mainstream del "volere è potere". E poi, diciamoci la verità, le persone appagate dalla vita non leggono. La letteratura appartiene agli infelici>>
Gloria annuì:
<<Tu credi che esistano persone felici a questo mondo? La felicità è il premio di consolazione degli idioti>>
Anche Vittoria approvò:
<<I miei follower credono che io sia felice. Solo Roberto aveva intuito che il mio presunto benessere apparteneva all' "immagine performante e produttiva" che bisogna avere per attirare ammiratori. La parte sofferenze veniva gestita in privato, anche se ogni tanto con qualche battuta lanciavo segnali di fumo. Lui li ha saputi vedere e decodificare>>
Passammo il resto del tempo a organizzare il piano A, una ventina di piani B e anche il piano C nel caso ci fosse stato un fallimento totale.
Nei prossimi capitoli vi racconterò com'è andata.
Alla sera Gloria ci consigliò di fare una passeggiata da soli al chiaro di luna.
Appena fummo sufficientemene distanti dalla villa, Vittoria mi disse:
<<La nonna fa il tifo per te>>
Io non mi facevo illusioni:
<<Come amico>>
Vittoria scosse il capo sorridendo:
<<No. Credo che se fosse stata vent'anni più giovane ti avrebbe sedotto. Adesso lei ti vede come il compagno ideale per me>>
Sapevo che non era ancora il momento per scoprire le carte:
<<Perché non mi conosce. Tu meriti molto di meglio e lo sappiamo entrambi>>
Lei si fece seria:
<<In realtà io non so più niente. Sono molto confusa. Ho paura. E anche tu dovresti averne>>
Io annuii, ma con fermezza:
<<E' proprio quando si ha paura che si vede se conosciamo il giusto equilibrio tra coraggio e prudenza. Non temere: loro saranno anche più forti, ma noi siamo più furbi e abbiamo elaborato una serie di strategie che ci permetterà comunque vada di cadere in piedi.
Io resterò sempre al tuo fianco, fino a quando lo vorrai.
Ora che ti conosco di persona ti voglio bene, desidero il tuo bene prima di ogni altra cosa>>
Ora che ti conosco di persona ti voglio bene, desidero il tuo bene prima di ogni altra cosa>>
Vittoria cercò nei miei occhi la verità e poi chiese:
<<Potrò davvero contare sempre sul tuo affetto, a prescindere da come andrà il piano e a cosa diventerà il nostro legame?>>
Io annuii e ritenni di potermi concedere almeno un po' di romanticismo con una risposta che parafrasava Shakespeare:
<<Dubita che le stelle siano fuoco, dubita che questo lago sia acqua, ma non dubitare mai del mio affetto, che è un amore puro, disinteressato, che non chiede nulla in cambio se non la tua presenza>>
Lei allora si commosse e mi abbracciò:
<<Sei così dolce, così buono, sono io a non meritarti. Ma ne riparleremo quando tutto sarà finito>>



































.jpg)

Nessun commento:
Posta un commento