Araldica nella Chiesa Cattolica

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L'araldica ecclesiastica è quella particolare branca dell'araldica che si occupa degli stemmi degli ecclesiastici, in particolar modo di quelli appartenenti alla Chiesa cattolica. Tali stemmi presentano, oltre a uno scudo personale, numerosi e costanti ornamenti esterni che riprendono le insegne delle dignità a cui si riferiscono.

Grammatica araldica

  • Triregno. Ad uso esclusivo del Papa, che sormonta il relativo stemma. La triplice corona a cupola rappresenta la reggenza papale sulla Chiesa universale.
  • Galero. Ad uso di tutti gli altri stemmi ecclesiastici. È l'elemento caratterizzante, il cappello ecclesiastico, posto sulla sommità ornamento dello scudo, più che come figura presente nello stemma. Consiste di un cappello a tesa lunghissima con due cordoni laterali da cui si apre una fioccatura di nappe. Il galero è utilizzato come elemento identificativo della gerarchia ecclesiastica e consente l'immediato riconoscimento del grado del titolare dello stemma grazie al colore e al numero delle nappe o fiocchi. Il colore del galero identifica l'ordine gerarchico di appartenenza: rosso per i cardinaliverde per gli arcivescovi, i vescovi e i patriarchipaonazzo per i monsignori e nero per i presbiteri. I cordoni sono del colore delle rispettive nappe, eccetto che per i cappellani ed i patriarchi, che li hanno intrecciati d'oro, e per i cappellani delle altre istituzioni statali, che li hanno intrecciati d'argento. Anche il numero delle nappe identifica l'ordine gerarchico. Si vengono così ad avere i seguenti tipi di galero (viene di seguito indicata la quantità di nappe - o fiocchi - per parte e la disposizione con cui esse sono poste a pendere: es. 1, 2, 3 = una fila con 1 fiocco, a cui sono appesi due fiocchi, a cui sono appesi tre fiocchi; e così via):
  • Chiavi decussate. Sono una d'oro a destra e una d'argento a sinistra, con l'impugnatura rivolta verso il basso. Sono riscontrabili dietro o sopra lo stemma papale oppure nello stemma del cardinale camerlengo durante la sede vacante oppure nello stemma della Città del Vaticano. Le chiavi in araldica compaiono già nel XIII ma solo un secolo più tardi saranno poste in decusse. La chiave d'oro fa riferimento al potere del pontefice di sciogliere e legare le cose ultraterrene, mentre la chiave d'argento indica il potere spirituale terreno.
  • Croce astile. Posta dietro lo scudo, può essere semplice ovvero ad una traversa per i vescovi e i cardinali con dignità vescovile, oppure doppia a due traverse per i patriarchi, gli arcivescovi e i cardinali con dignità arcivescovile o patriarcale. Nei secoli passati infatti, già dal V secolo, la croce astile a una traversa precedeva il romano pontefice e in seguito anche i suoi legati. Furono papa Innocenzo III e papa Clemente V, rispettivamente nel 1215 e nel XIV secolo, a conferire il privilegio ai patriarchi e agli arcivescovi di farsi annunciare dalla croce astile, ma solo in assenza del papa o di un ambasciatore pontificio. I vescovi non ottennero mai il privilegio della croce astile, tuttavia con il tempo ne imposero l'utilizzo nel decoro araldico mentre i patriarchi e gli arcivescovi adottarono la variante patriarcale. I cardinali privi di dignità episcopale, in araldica, non hanno diritto alla croce astile dietro lo scudo.
  • Croce di San Giovanni. In bianco a otto punte, può essere posta dietro lo scudo. Indica un'onorificenza dell'Ordine di Malta. Il gran maestro la inquarta nel proprio scudo.
  • Mazza priorale. Usata negli stemmi dei prevosti, dei priori religiosi o di confraternite, dei maestri di coro e dei primi cantori oppure nelle armi dei religiosi che non godono di altri ornamenti come le badesse, a cui è unito il rosario. Consiste in un bastone pastorale che alla sommità termina con una sfera, un fiordaliso o una chiesa.

Galleria di stemmi

Chiesa cattolica

Papa


Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Armoriale dei papi.

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Casi speciali

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Note

  1. ^ Stemma - Diocesi di Novara, in Diocesi di NovaraURL consultato il 6 aprile 2018.

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