lunedì 16 maggio 2016

Nel tuo sguardo (poesia)





Di spezie d'Oriente un sapore forte,
nel tuo sguardo, e del Buio il Mistero,
e terre selvagge, io vedo, e irte.
Occhi di giaietto e quarzo nero
hanno un piglio di Divinità Offesa,
imbronciata leggiadria che mi ferisce.
E favola fu gran tempo, e fui sincero,
la mia dignità che a te si è arresa:
ancora se ti guardo l'amore mi tradisce.
Il tuo sguardo che mi uccide profuma
come il languido narciso, amaro
come il taglio che recide. Leggo
malinconia nel tuo sorriso, e nel mio
petto già qualcosa stride. Non a lungo
ormai più ti guarderò: ho deciso.


di R.Q.
(Scritta poco prima di interrompere i rapporti, nel modo più sbagliato possibile)

Egeria (poesia)




Non celare la chiara tua luce
sotto oscuri moggi, Egeria, ora
che il coro delle Muse ci blandisce,
nello specchio di Fonte sempiterna
dove tardi t'incontrai. Rifiorisce
così la beata speranza che illude
talora i volti degli adolescenti.
M'avvolse in te la magia, poi vidi
tornare in alto ad ardere le favole.
Ninfa e Fata delle selve bisbiglianti,
che a Numa sussurrò parole di sapienza,
e che incantò Merlino a Broceliande,
come Venere e Viviana, con te porti
perenne giovinezza e rinascenza.
L'inverno ormai passato già si scioglie
al pensiero del tuo volto,
ed il canto intenerisce anche le pietre
che gravano sul cuore.


di Riccardo Querciagrossa