mercoledì 28 marzo 2018

Simboli e bandiere dell'indipendentismo basco, galiziano e catalano

Risultati immagini per galicia druidic independence symbol

Risultati immagini per naciones ibericas

Sopra, il triskell della Galizia iberica, sotto il Lauburu basco

Risultati immagini per Lauburu

Immagine correlata

Risultati immagini per españa vascos y catalanes
Sotto: bandiera ikurriña dei Paesi Baschi

Risultati immagini per bandera ikurriña

Il lauburu (o croce basca) è un simbolo raffigurante una croce curvilinea ed è diventato uno dei simboli dei Paesi Baschi meridionali (Hegoalde) tra il XVI e il XVIII secolo
Il "lau buru" ("quattro teste" in lingua basca) prende il nome dalla parola latina "labarum" che a sua volta deriva dal termine di probabile matrice celtica "làbaro", uno stendardo utilizzato in battaglia dai cantabri (un popolo che in età pre-romana abitava quella zona della penisola iberica che sarebbe poi diventata la regione della Cantabria).
L'etimologia della parola "làbaro" e la somiglianza con la svastica (simbolo peraltro diffuso in età pre-romana e romana non solo tra i Celti ma anche in molte altre zone di influenza indoeuropea come l'India, la Persia e l'Estremo Oriente) hanno indotto alcuni studiosi a pensare che il lauburu abbia un'origine celtica e non basca e che siano stati alcuni legionari baschi dell'esercito romano ad averlo portato in patria dopo una campagna presso i Celti.
Altre teorie sostengono che il lauburu derivi da un simbolo del sole conosciuto non solo dai Celti ma da quasi tutte le popolazioni del ceppo indoeuropeo e che sia stato trasmesso anche ai popoli non indoeuropei tramite la diffusione di un rito pagano solare.
Sul significato che il lauburu ha assunto come simbolo dei Paesi Baschi si è molto discusso e ancora si discute: per alcuni rappresenta il sole, per altri il movimento dei corpi celesti, per altri ancora il significato dipende dall'orientamento dei suoi quattro bracci: se sono orientati verso destra rappresenta la vita e se sono orientati verso sinistra rappresenta la morte.
Secondo una diffusa tradizione le quattro parti della croce simboleggiano le quattro regioni che costituiscono i Paesi Baschi meridionali: l'Álava, la Biscaglia, la Guipúzcoa e la Navarra.


Risultati immagini per indipendentismo catalano bandiera

Dalla fine del XIX secolo si è organizzato un movimento politico di autodeterminazione catalano, inizialmente rivendicando una semplice autonomia per la regione per poi passare ad una più radicale posizione indipendentista.[12]
Un tentativo di proclamazione della Repubblica Catalana indipendente ebbe luogo negli anni venti, ma fu prontamente stroncato dal regime di destra condotto dal dittatore spagnolo Miguel Primo de Rivera. Alla caduta della monarchia nel 1931, anche se vi fu un notevole indebolimento del potere centrale le manifestazioni furono pressoché nulle, si osservò infatti un riavvicinamento al governo nazionale. Durante la guerra civile, la Catalogna sostenne fino allo sfinimento le forze repubblicane, per paura di un altro regime totalitario. La sconfitta fu pesantissima, con un danno economico e sociale: l'insegnamento del catalano fu infatti vietato dal dittatore Francisco Franco.
Uscita nel 1975 dalla dittatura, la Catalogna attuò una politica di forte collaborazione con il governo per poter cogliere ogni occasione di ripresa dopo il franchismo: per oltre trent'anni non si parlò quasi più di indipendenza. Nei primi anni 2000 risorsero alcuni partiti indipendentisti che crebbero sempre di più, arrivando a conquistare la maggioranza relativa nei seggi regionali nel 2015[13]. Nel novembre del 2014 si è poi tenuta una "consultazione non referendaria" sull'indipendenza della Catalogna. A tale consultazione, patrocinata dal governo comunitario catalano, non è stata riconosciuta alcuna validità dal governo centrale spagnolo, forte della Costituzione del 1978 che ribadisce l'unità ed indivisibilità della Spagna. Il risultato della consultazione è stato di netta affermazione dell'opzione indipendentista (con l'80% dei voti a favore[14]), ma fortemente viziato da una partecipazione al voto inferiore al 35%.
Il 1º ottobre 2017 si è tenuto un referendum per l'indipendenza, preventivamente dichiarato illegale con sentenza unanime dalla Corte Costituzionale spagnola[15] e come tale non è stato riconosciuto dal governo di Madrid, che ha ordinato l'intervento delle forze di polizia per impedirne lo svolgimento, con l'uso della violenza su civili[16]. Con un'affluenza di circa il 41%, il "sì" ha ottenuto oltre il 90% dei voti.[17] In conseguenza di tale risultato, il successivo 10 ottobre il governo della comunità autonoma ha dichiarato unilateralmente la costituzione di uno stato repubblicano indipendente di Catalogna[18], annunciando al contempo la volontà di sospendere l'esecutività della dichiarazione di indipendenza per avviare negoziati con il governo spagnolo.[19] Il 27 ottobre 2017 il Parlamento catalano approva a scrutinio segreto la dichiarazione d'indipendenza[20]. In risposta il Senato spagnolo approva l’applicazione dell’art. 155 della Costituzione, con il conseguente commissariamento della Comunità Autonoma. Il Governo Centrale scioglie quindi il Parlamento catalano, destituisce il presidente Carles Puigdemont (che si rifugia in Belgio[21]) ed i membri del governo della Generalitat, inducendo nuove elezioni per il 21 dicembre, Mariano Rajoy Brey assume ex officio le funzioni e i poteri del presidente della Generalitat, poi delegati a Soraya Sáenz de Santamaria.
Il 21 dicembre 2017, in seguito alle elezioni regionali per il Parlamento catalano, l'insieme dei partiti indipendentisti ha raggiunto la maggioranza assoluta (70 seggi su 135); il partito unionista Ciudadanos è tuttavia risultato il primo partito, con 37 seggi

Sotto: mappa dell'Europa dei movimenti indipendentisti

Risultati immagini per europa de las etnias



Nessun commento:

Posta un commento