sabato 24 febbraio 2018

La Fine della Moda Skinny. The End of the Skinny Fashion

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How to wear a leather jacket Fake Leather waysify

Trina Turk, Ready-To-Wear, Нью-Йорк

Trina Turk Fall 2018 Ready-to-Wear Fashion Show

https://www.vogue.com/fashion-shows/fall-2018-ready-to-wear/trina-turk/slideshow/collection#8

Elisabetta Franchi Осень-Зима 2018-2019

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La DoubleJ Fall 2018 Ready-to-Wear Fashion Show Collection

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Vionnet Fall 2018 Ready-to-Wear Fashion Show Collection

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Candace Stewart Street Style from London Fashion Week Fall 2017

Edeline Lee Fall 2018 Ready-to-Wear Fashion Show Collection

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Neue Mode Online - Feminine Outfits & mehr | mint&berry

Abgeguckt bei den Streetstyle-Stars – 9 Posen zum Nachmachen

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Le ultime settimane della moda hanno mostrato, sia sulle passerelle che nello street style, diversi trend, con stili anche molto distanti tra loro, ma concordanti su un unico punto: la fine dello spietato Diktat di quella che molti hanno chiamato la lunga Glaciazione Skinny, ossia la dittatura totalitaria della moda attillata e dei capi sottili e stretti, per non dire striminziti.
Ad essi si oppongono, e nel contempo si propongono come alternativa, una serie di stili diversi di cui parleremo.
Ma prima esaminiamo ciò che, finalmente, ci stiamo lasciando alle spalle, per capire come mai la dittatura della moda precedente sia durata così a lungo.
Quanto dura una moda? Dipende: le più effimere durano una sola stagione, le più radicate possono durare anche un decennio. Raramente si va oltre l'arco temporale dei dieci anni.
A un certo punto sopravviene un naturale senso di sazietà, destinato a trasformarsi in nausea e noia se si insiste ancora su uno stile divenuto talmente universale e ripetitivo da assomigliare ad una grigia uniforme.
E' quanto sta accadendo in questi mesi alla cosiddetta "moda skinny", che si è imposta all'incirca dieci anni fa, in concomitanza con il dilagare degli smartphone e dei social network della generazione 2.0.
Questa moda ha riguardato sia l'abbigliamento femminile che quello maschile e si è basata su alcuni elementi di base: capi ultra-attillati e completamente aderenti alla pelle (da qui il termine "skinny", in riferimento anche alla magrezza "pelle e ossa") e al fisico snello ("slim-fit", in particolare i pantaloni e i leggins), minimalismo e accessori "stretti" (per esempio le cravatte skinny molto diffuse tra gli adolescenti) e "piatti" (specie le scarpe femminili) o strappati (in particolare i jeans)
E' ovvio che questa moda metteva subito in evidenza le forme e dunque valorizzava chi aveva una linea snella e tonica e penalizzava gli altri.
E allora, dal momento che la maggioranza delle persone non ha una forma fisica "in linea", come mai questa moda si è imposta tanto profondamente e in maniera così estesa e duratura?
C'è stata, come sempre succede in questi casi, una concomitanza di cause, che vale la pena ripercorrere, dal momento che alcune di queste motivazioni costituiscono un "alibi" per chi vorrebbe che questa moda non finisse mai.

1) La moda skinny è nata come un prodotto per adolescenti, i quali hanno, in maggioranza, un fisico ancora asciutto, merito di un metabolismo ancora potente.
2) Gli adolescenti si sono influenzati a vicenda tramite un moltiplicatore potentissimo e all'epoca completamente innovativo e cioè il circuito che univa i blog di moda con i social network, in particolare quelli basati quasi esclusivamente sulle foto degli smartphone, come Instagram.
I fashion blogger più seducenti e astuti sono riusciti, partendo dal nulla, a diventare importanti "influencer", in grado di tener testa agli stilisti e al mondo delle sfilate, contrapponendo lo street style alle passerelle (runway style), divenute quasi obsolete come musei, e costringendo così le case di moda a venire a patti con gli stessi influencer, pagandoli profumatamente per indossare i propri capi.
3) Gli influencer divenuti più famosi avevano in comune un fisico magro e tonico, anche per motivi anagrafici, e attraente (con le dovute eccezioni, naturalmente) e la moda skinny esaltava questa magrezza e tonicità.
4) Il tempo è passato e gli influencer sono cresciuti, rimanendo fedeli alla propria immagine, ma imparando a rivolgersi ad un pubblico più adulto, estendendo così la moda ad una fascia di età più elevata.
5) Nel caso della moda femminile l'uso dei leggins come sostituto dei pantaloni è risultato molto comodo per le ragazze, e questo ha costituto una motivazione determinante, anche nella resistenza di un capo così minimale e sostanzialmente banale.
6) Sempre nell'ambito femminile, le ragazze più basse si sono convinte che i pantaloni skinny, specie se risvoltati più volte in un rotolo (il famigerato "risvoltino"), sfilassero la silhouette e le facessero apparire più alte senza bisogno di dover mettere gli scomodi tacchi ,che invece sono parte integrante della seduzione femminile (lo dico da uomo), sostituendole con le orribili ballerine o con scarpe da ginnastica o altre ridicole calzature piatte o con tacco basso.

Mettendo insieme tutti questi elementi si è arrivati ad una incredibile diffusione di questa moda e ad una sua caparbia resistenza ai tentativi di cambiamento che pure, di anno in anno, gli stilisti hanno cercato di introdurre.
Alla fine le case di moda hanno capito che si trovavano di fronte ad un fenomeno totalmente nuovo, che andava combattuto con le nuove armi e anche con la capacità di venire a patti col pubblico, o quantomeno di riuscire a togliere gli alibi a chi resisteva al cambiamento.
Senza cambiamento, è sempre bene ricordarlo, i guardaroba finiscono per riempirsi e i clienti non sentono l'esigenza di abbandonare i vecchi capi.
Hanno capito che le vere sfilate che contano, oggi, sono quelle dello street-style e che dunque i veri indossatori si trovano tra il pubblico e non sulla passerella. A quel punto hanno assoldato gli influencer facendo indossare loro dei capi fintamente casual, ancora più "alla buona" del ready-to-wear.
Ci sono stati numerosi revival di altri stili e c'è stata una contaminazione che ha prodotto un risultato ibrido, che comunque è stato un primo passo verso la messa in discussione dei dogmi dell'era skinny.
Tuttavia si riscontrava una certa resistenza soprattutto nell'ambito della moda femminile, in quanto la leggenda metropolitana dei leggins e dei risvoltini che "slanciavano" serviva più che altro da alibi alle ragazze meno alte per poter continuare a spacciare uno stile da palestra (con tanto di scarpe da ginnastica) per qualcosa di molto "cool" e "smart", per usare gli odiosi termini anglofoni che hanno sostituito l'italiano e il francese non solo nel mondo della moda.
Alla fine però anche quell'alibi ha ceduto.
C'è voluto del tempo, ma alla fine la noia per una moda ormai più che decennale ha prodotto i suoi risultati, ingegnandosi per favorire un cambiamento reale che abolisse lo stato di cose del presente.
L'idea vincente è stata quella di sottrarre gli alibi alle ragazze che non volevano cambiare.
In primo luogo si è trovato un sistema perfetto per allungare la silhouette dall'alto e cioè l'utilizzo dei pantaloni a vita alta.

Ciò a cui stiamo ora assistendo è il ritorno in voga di altre tendenze, con i dovuti cambiamenti resi necessari dalla necessità di raggiungere tutte le fasce del mercato.

Possiamo quindi raggruppare le nuove tendenze in alcuni stili riveduti e corretti secondo le nuove esigenze:

1) Lo stile classico dei wide-leg-pants (pantaloni a palazzo)

Tibi and Mansur Gavirel's Fall 2018 Clothes Were So Relaxed

Tibi and Mansur Gavirel's Fall 2018 Clothes Were So Relaxed





Vanessa Bruno Autumn/Winter 2018 Ready-To-Wear Collection

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The Falling Kind

2) Lo stile pop dei bootcut pants (svasati), dei flare pants (a zampa) e dei bell-bottom pants (a campana), spesso riveduti nella loro nuova versione cropped (tagliati alla caviglia, per chi ci tiene a far veder bene le scarpe) ,o culottes,  abbinati con gli stivaletti "ankle boots" (alla caviglia)

Day 2



See the looks that caught our attention, and stay tuned for more of NYFW's top street style moments.

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Osman Fall 2018 Ready-to-Wear Fashion Show Collection

As ankle boots com cano médio ajustado é aposta certa para o inverno 2017.

6 New Trends You'll Definitely Want to Know About via @WhoWhatWearUK

The 2018 Way to Layer Your Clothes via @WhoWhatWearUK

Sulle tipologie di wide cropped pants si vedano gli esempi proposti nell'articolo al seguente link

https://voxcalantisindeserto.blogspot.it/2017/10/trend-alert-and-must-have-cropped-pants.html

3) Meno presente, per fortuna, lo stile oversized anni '80 o hip hop baggy o grunge stiped anni '90.

Risultati immagini per fashion cycle

Stockholm Fashion Week Street Style 2018

London Fashion Week Street Style Fall 2018 Day 2 - The Impression

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A slideshow of the best of NYFW street style FW18, updated daily!

The Best of NYFW Street Style FW18

Street Style

Max Mara

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Bored of winter dressing? Click for some New York street style snaps.

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Chanel Fall 2018 Ready-to-Wear Collection - Vogue

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Marc Jacobs, Herbst/Winter 2018, New York, Womenswear

Street style from Milan Fashion Week autumn/winter '17/'18:

The Best Street Style At London Fashion Week Spring Summer 2018 #streetstylefashion,

Street style from London Fashion Week spring/summer '18 - Vogue Australia

stylesightworldwide#londonfashionweek @londonfashionweek | @carodaur  Szymon Brzóska @thestylestalkercom @blaublutstreetstyle

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Mirsolava Duma's all-white suiting made for quite a contrast alongside her print-clad companion.

Blanco

Wir stecken zwar noch mitten im Winter, doch schon jetzt freuen wir uns auf den ...

Attendees at Paris Fall 2018

Milan Fashion Week Fall 2018 street style

2018 봄/여름 런던패션위크 스트리트에서 포착한 런더너들의 개성만점 퍼스날 스타일

One of my favorite bags I own is this little black crossbody by von  Holzhausen. What I love most about the bag is that it holds my main  essentials, plus it's so versatile. I'm always running around and hardly  ever have time to go home and change for dinner or when I go out for  drinks, so no

On the streets of Milan



Tu inspiración para tener una vida más creativa y con estilo. Consejos de moda, belleza, salud, tips de manualidades e ideas para decorar

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@kokurefit | kokure.com

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