lunedì 26 febbraio 2018

Il neopaganesimo nordico: etenismo, odinismo, wotanismo, asatru


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L'Etenismo[1] (dall'inglese moderno come Heathenism, derivato dall'inglese antico hæðen, anglicizzato in heathen o headen,a sua volta legato al norreno antico heiðni, anglicizzato in heithni o heidni) è il moderno movimento che rivivifica l'antico politeismo germanico. Si tratta di una religione politeista che si presenta suddivisa in una serie di tradizioni relativamente diverse, alla base delle quali stanno però i medesimi insegnamenti e filosofie. I vari rami della religione etena si differenziano in particolare a seconda del tipo di strutturazione organizzativa, sebbene esistano distinzioni anche di carattere dottrinale e di approccio alla religione stessa, il quale può variare dal ricostruzionistico, all'eclettico e sfumare dallo psicologistico, fino al mistico ed occultistico.[2] La rinascita della religione germanica si fece sentire per la prima volta nel corso del Romanticismo del XIX secolo, sebbene le prime istituzionalizzazioni e centralizzazioni del culto si ebbero solo a partire dagli anni Trenta del XX secolo con la comparsa dell'Odinismo.


Le divinità come delle forze della natura o essenze energetiche, intelligenze innate che stanno alla base dei processi naturali.
« Andarono allora gli dèi tutti ai troni del giudizio, divinità santissime, e su questo deliberarono: alla notte e alle fasi lunari nome imposero; al mattino dettero un nome e al mezzogiorno, al pomeriggio e alla sera per contare gli anni. »
Le divinità non sono entità concrete che provocano il sorgere del sole piuttosto che lo scorrere dell'acqua, queste sono tutte conseguenze ultime dell'agire delle potenze numistiche in tutti i mondi e i livelli dell'esistenza. Gli dèi sono infatti entità senza forma, carattere o aspetto; sono semplicemente degli spiriti della creazione che fungono da teoremi attraverso i quali si mantiene l'ordine e l'equilibrio dei cicli del cosmo, e attraverso i quali si compie ogni giorno il mistero dell'eterna creazione. Le divinità sono in poche parole le regole fondamentali dell'universo che permettono a questo di organizzarsi secondo una precisa logica evolvendo in armonia. Dai teoremi basilari scaturisce l'aggregazione della materia così come percepita dall'uomo e così come ipoteticamente percepita da altri esseri, aggregazione che si ripete in ogni istante da sempre e per sempre. L'interpretazione delle divinità si differenzia a seconda delle teologie di ciascuna delle confessioni etene. L'Odinismo è — per esempio — monistico, ovvero identifica la figura di Odino con l'Uno infinito, ovvero il principio primordiale dell'esistenza, emanatore di tutte le cose e delle leggi divine che permettono all'universo di mantenersi in equilibrio.[4] Odino è chiamato dagli odinisti — per questo motivo — Padre Tutto. Parallelamente al panteismo odinico la religione odinista è quella che maggiormente tende al monismo, concependo le varie divinità come epifanie o raffigurazioni umane dei vari aspetti di Odino. Radicalmente diverso è il punto di vista degli odiani e degli heidinn. L'Odianesimo è basato su una teologia che ondeggia tra il suiteismo e l'autoteismo — concezioni sulle quali sono basate la maggioranza delle strutture teologiche della Via della Mano Sinistra, da cui l'Odianesimo è sicuramente stato influenzato — e lo psicologismo. Il suiteismo e l'autoteismo tralasciano la visione delle divinità come personificazioni della natura attraverso le quali l'uomo può giungere alla fusione con il tutto, e concepiscono gli dèi come espressioni delle inconsce aspirazioni e ambizioni dell'essere umano. Gli enti divini sono rappresentazioni delle emozioni intime dell'uomo, e di ciò che si desidererebbe per la crescita spirituale ed emotiva personale. La concezione suiteistica e autoteistica sposta il piano del divino dalla natura all'essere umano e alla sua individualità, trasformando le figure numistiche in modelli e vie da seguire per la comprensione del mondo. È per queste marcate definizioni che l'Odianesimo risulta simile al Laveyanesimo.

OdinoVili e Ve, le tre forze primordiali della creazione.
L'Heidni enfatizza un panteismo puro, che sconfina nel pandeismo, eliminando il riferimento alla mitologia e alle figure divine e concependo semplicemente ogni cosa in funzione di divinità. Gli heidinn per questo motivo venerano la natura in senso letterale del termine. Trovano la divinità nelle piante, negli animali e nelle pietre. Sostanzialmente la visione del mondo heidinn è una radicalizzazione del panteismo delle denominazioni odinista, asatruar, teodista, fyrnsiduar e vanatruar, le quali si posizionano a metà strada tra la concezione heidinn e l'altra radicalizzazione, ossia quella odiana. Nell'Heidni trova piena realizzazione la tendenza culturale del tecnopaganesimo, che intende dare importanza anche alla sacralità del mondo tecnologico in quanto anche questo, per logica, facente parte del tutto essendo derivato dal mondo naturale e dunque dalla sorgente cosmica.

Cosmologia

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Cosmologia etena.
« In principio era il tempo: Ymir vi dimorava; non c'era sabbia né mare, né gelide onde; terra non si distingueva, né cielo in alto: il baratro era spalancato e in nessun luogo erba. »
Nell'analisi della cosmologia etena bisogna innanzitutto stabilire il fatto che essa non accetta il creazionismo (nemmeno il disegno intelligente in quanto i neopagani non concepiscono il divino come un'entità trascendente e personale che possa letteralmente progettare il cosmo), ma semplicemente l'evoluzionismo. Le religioni neopagane non sono infatti nel complesso incompatibili con le teorie scientifiche. Si deve tenere presente che la cosmologia è strettamente legata alla teologia, dato che la nascita dell'universo corrisponde — secondo gli eteni — al dispiegamento nel vuoto cosmico dell'energia universale emanata dall'Uno immanente e dell'Uno stesso in un'attività di armonizzazione del caos. La creazione etena non è un atto creativo in senso abramitico ma è piuttosto un'eterna creazione, ovvero un fatto che avviene da sempre e per sempre e si svolge perennemente. Infatti il racconto della nascita del cosmo non è visto tanto come una realtà assoluta, o la narrazione di un evento avvenuto in una determinata data storica. Al contrario l'Etenismo insegna che la creazione avviene di continuo (è per questo eterna) in quanto si tratta di quell'insieme di processi che a partire dall'energia originale dell'Uno immanente, organizzano l'universo così come l'uomo lo conosce e in tutte quelle realtà relative che l'uomo non percepisce. I processi governati dalle forze della creazione permettono all'energia cosmica di aggregarsi secondo una logica di armonia e di equilibrio, che consente la formazione delle realtà complesse interpretabili poi a seconda della percettività degli esseri viventi. L'intero sistema della concezione cosmologica dell'Etenismo è espresso metaforicamente dalla mitologia, e in particolare dal mito in cui OdinoVili e Ve sconfiggono il gigante Ymir dal corpo del quale hanno origine gli elementi della natura. Il mito esprime chiaramente la derivazione di tutte le cose da una fonte primaria e da un mettere ordine da parte delle potenze divine a un caos informe ancestrale. Ymir è la rappresentazione di questo caos primordiale; i tre dèi simboleggiano invece le tre forze della creazione che agirono per prime come emanazioni del tutto divino. Il racconto esprime chiaramente come la cosmologia etena sia basata su un concetto di evoluzione e trasformazione degli elementi, un meccanismo derivato dall'ordine primordiale o legge dalla quale sono derivati per emanazione tutti i meccanismi che stanno alla base della complessità dell'intero cosmo. Questo essenzialmente il significato che propone l'Edda. I nove mondi sono una rappresentazione figurata delle infinite realtà di cui è costituito l'universo; Yggdrasill, l'albero del mondo, è la rappresentazione del divino che affonda le sue radici e le sue frasche in ogni cosa che esiste, andando a nutrire la materia di tutte le cose con la sua energia. Importante nella cosmologia etena è il concetto della ciclicità. La realtà è composta da cicli eterni che sono percepibili in qualsiasi cosa e in qualsiasi processo che avvenga a livello umano e non umano. La stessa vita così come concettualizzata dall'uomo è un ciclo, ovvero un processo che passa attraverso una nascita, una crescita e una morte. Ogni cosa attraversa queste tre differenti fasi — simboleggiate dalle tre Norne, le divinità del fato. I processi su cui si basa l'esistenza delle cose sono visti circolarmente in quanto dopo la morte ha sempre inizio una nuova vita; dopo il caos si genera sempre un nuovo ordine. Per fare un esempio, dopo la distruzione di una foresta da parte di un incendio, la foresta troverà un nuovo equilibrio e si rigenererà attraverso il lavoro di un'infinità di microcicli. Così vale per la vita dell'essere umano e di qualsiasi altro essere vivente, la quale dopo la fine trova sempre un nuovo inizio, che per gli eteni porta all'unione con il tutto e alla reincarnazione. Il reincarnazionismo è la dottrina centrale dell'escatologia delle religioni etene. La dottrina insegna che la morte è in verità un fattore inesistente, in quanto consistente in una trasformazione e non in una conclusione definitiva. L'Etenismo vede l'essere umano come composto sì da un corpo fisico che smettendo di vivere trasmuta, ma anche da un impulso di energia senziente che lo lega al tutto, e quindi alle divinità. Lo stesso corpo fisico è in realtà parte del tutto, e quindi costituito dalla sostanza eterna dell'Uno. La mitologia etena spiega la cosmologia attraverso un mito in particolare, ovvero quello di Baldr e del Ragnarök, la fine del mondo. Baldur è una divinità della luce, figlio di Odino, incarnazione dunque del bene armonico per eccellenza. Il mito della morte di Baldrimplica una momentanea vittoria delle forze del male, le quali hanno il sopravvento sul bene.
« Il Sole si oscura, la terra sprofonda nel mare, scompaiono dal cielo le stelle lucenti. Sibila il vapore con quel che alimenta la vita, alta gioca la vampa col cielo stesso. Affiorare lei vede, ancora una volta, la terra dal mare di nuovo verde. Cadono le cascate, vola alta l'aquila, lei che dai monti cattura i pesci. »
Le forze del male sono la metafora del caos, mentre le forze del bene simboleggiano l'ordine e l'armonia. Con la morte del dio il caos distrugge l'ordine, portando il mondo al Ragnarök, ovvero alla fine. Il mito tuttavia prosegue narrando che dal caos scaturisce un rinnovato ordine, portato avanti da una nuova armonia. Tutto ciò è una rappresentazione simbolica di quello che realmente avviene, ovvero la costituzione di nuove regole di ordine dopo la distruzione di quelle precedenti. Il mito è applicabile a qualsiasi aspetto della vita dell'uomo o più largamente a qualsiasi processo di disgregazione e rigenerazione che caratterizza l'evolversi della natura delle cose.

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Etica

L'etica dell'Etenismo è forse la caratteristica dottrinale che più avvicina le varie denominazioni tra loro. Essenzialmente si fonda sui precetti rappresentati dalle Nove Nobili Virtù e dai Nove Carichi. Il primo codice è basato sull'Havamal, uno dei poemi dell'Edda in cui si trovano massime di moderazione attinenti a svariati campi della vita. Il sistema consiste in una serie di dettami quali l'amore, l'amicizia, il rispetto per gli anziani e per i bambini. Si tratta di comandamenti che possono servire all'essere umano per lo sviluppo dell'aspetto sociale, quello che gli permette di essere parte integrante della comunità umana e del mondo. Parallelamente i Nove Carichi contengono dei precetti che servono all'uomo per lo sviluppo armonico e spirituale della propria sfera individuale. Coraggioveritàautocontrolloonoreautocoscienzaoperosità e industriosità sono alcune delle regole dei Carichi. Bisogna infine tenere conto della figura delle divinità, le quali rappresentano dei modelli, in particolare nella tradizione odiana, che l'uomo può seguire per autorealizzarsi e sviluppare ambizioni e progetti. Un valore importante — delle Nove Nobili Virtù — che caratterizza l'Etenismo è la valorizzazione del rispetto nel rapporto di coppia, visto come istituzione sacra in quanto simboleggiante l'unione naturale che sta alla base della nascita e del proseguire della vita. L'etica etena è anche guidata dal concetto del wyrd (chiamato anche orlog; in alfabeto latino esteso ørlög), ovvero il destino, concepito in modo moderatamente fatalistico e deterministico similmente alla visione che ne aveva la cultura grecoromana. Il destino di una persona non è un fattore già stabilito, ma si modella con l'evolvere della vita della persona stessa. Il fato viene determinato dallo svilupparsi delle situazioni, le quali a loro volta derivano dalle decisioni che la persona prende in ogni singolo istante della sua esistenza; dunque il destino è in realtà il dispiegarsi dell'evoluzione degli eventi. Componente quasi fondante dell'etica etena è il rispetto della natura, scaturente dalla concezione di sacralità della stessa. L'Etenismo non critica la tecnologia né predica la completa separazione dai beni materiali; le correnti più mistiche sono ostili piuttosto al decadentismo, al consumismo e al materialismo.[7] La denominazione teodista si discosta dal sistema etico comune alle altre confessioni, avendo codificato una propria dottrina improntata su particolari visioni del mondo.

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Liturgia

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Liturgia etena.
Le divinità principali onorate dagli eteni sono quelle tradizionali facenti parte del pantheon anglosassone e germanico, riunite dalla denominazione di divinità nordiche. Si distinguono in due gruppi distinti, gli Æsir e i Vanir. Gli Æsir sono considerati divinità legate alla sfera dell'intimità umana, dunque connesse con i sensi, le emozioni e le sensazioni. I Vanir sono invece divinità propriamente naturalistiche, ovvero legate ai vari elementi che costituiscono l'universo. Le divinità non vanno interpretate come enti fisici, ma come forze energetiche primordiali che agiscono alla base della manifestazione della sostanza e giungono quindi a produrre l'evoluzione delle cose del mondo così come percepite e non percepite dall'essere umano. La religione asatruar concentra il culto sulla venerazione degli Æsir, mentre la religione vanatruar è incentrata sui Vanir. L'Odinismo onora tutte le potenze cosmiche come emanazioni dell'Uno identificato con Odino. I culti eteni comprendono anche una sorta di culto degli antenati e una tendenza all'animismo, ovvero alla venerazione degli elementi naturali come espressione più pura del divino. Spesso onorati sono anche personaggi saggi e anziani — a volte non defunti — considerati una sorta di mistici o comunque persone che si pensa abbiano raggiunto un elevato livello di comprensione dei misteri.[19] Il culto è praticato attraverso una serie di tre rituali definiti: il blot, il sumbel e il seid(1) Il blot (in lingua nordica "offerta") è un tipico rituale di offertorio o sacrificio rituale di un animale.[20] Nell'Etenismo moderno i blot sono spesso celebrati a contatto con la natura, vale a dire in luoghi quali i boschi, dato che le istituzioni non hanno ancora organizzato un sistema di costruzione di templi e una rete degli stessi. Il blot è letto come un'offerta alle divinità, dato che vengono allestiti dei veri e propri banchi in cui si donano in voto cibi e bevande. In realtà è interpretabile anche come una cena rituale, dato che in seguito alle funzioni i partecipanti al rito mangiano le offerte in simbolo di condivisione di queste con le divinità entrando in comunione con esse. Il rituale può essere altamente formalizzato e preciso nel caso di occasioni importanti, mentre essere semplice e simbolico in altre istanze. Ci sono gruppi — in particolare le comunità teodiste — che preferiscono un'aderenza fedele alla versione storica del culto, differenziandosi dalla tendenza comune. Gli aderenti alle altre denominazioni adottano infatti spesso delle versioni modernizzate del sistema liturgico. La cerimonia è condotta da un'autorità religiosa, il sacerdote o godi, che si occupa dell'innalzamento di inni, delle benedizioni, e del sacrificio dell'animale. (2) Il sumbel (chiamato anche symbel, dall'inglese antico) è un rito che viene svolto attraverso l'ingestione di bevande solitamente alcoliche, di cui l'idromele e l'ale sono le più frequenti. Consiste essenzialmente nel consumo di una bevanda contenuta all'interno di un corno passato di persona in persona, un po' alla maniera della vecchia messa cattolica, quando il vino veniva offerto a ciascun fedele (si pensa effettivamente che il rituale della messa sia stato influenzato da riti precristiani in cui già si mangiava pane e si beveva vino nell'atto di entrare in comunione con le divinità).[21]
Il significato di questa tipologia di rito è legato alla sfera dei rapporti interpersonali. L'atto del passaggio del corno simboleggia l'instaurare o il rinnovare un legame di amicizia tra il datore e il ricevente o viceversa. Durante la cerimonia possono essere invocati gli dèi per richiederne la protezione per sé e per la famiglia o gli amici. (3) Il seid è un rituale esoterico con elementi sciamanici e profetici. Non si tratta di una pratica comune e nemmeno grandemente diffusa tra le comunità etene, per il fatto che si tratti di un rituale di tipo misterico. I seid sono modellati sulle informazioni riportate nella Saga di Eric il Rosso: una seidkona (in alfabeto latino esteso seiðkona), ovvero una profetessa, siede su una piattaforma e — in estasi mistica — profetizza in modo formulaico mentre delle donne cantano degli inni divinatori. In Gran Bretagna i seid vengono praticati esclusivamente per invocare eccezionalmente la protezione o per entrare in contatto in modo diretto con i defunti.

Prodotti culturali

Le principali derivazioni ideologiche che scaturiscono dalla dottrina etena, come anche da quella delle altre religioni neopagane, sono l'ecopaganesimo e il tecnopaganesimo. L'ecopaganesimo è un movimento di vasta portata filosofica, politica e culturale strettamente legato alla visione della natura come sacra e madre di tutte le cose. L'attività ecopagana passa attraverso la sensibilizzazione riguardante questioni ecologiche e la diffusione di valori ambientalistici. Tendenzialmente i movimenti politici che si rifanno all'ecopaganesimo mettono in primo piano il rapporto dell'uomo con la natura, e mettono in pratica attivismo negli impegni legati all'ambiente. L'ecopaganesimo può essere sicuramente visto come un aspetto dell'attivismo pagano, ovvero l'impegno politico che in particolare negli Stati Uniti è divenuto centrale per certe comunità, wiccane in primis. Il tecnopaganesimo è invece una filosofia che attraversa trasversalmente tutte le tradizioni neopagane, e dunque anche quelle etene. Si tratta di un movimento di pensiero che vuole ricercare la spiritualità anche nell'ambito della tecnologia più antropica. Essenzialmente è una conseguenza logica del panteismo teologico, dato che partendo dal presupposto che ogni cosa è composta dall'energia universale, il tecnopaganesimo sostiene che lo spirito possa essere percepito anche nell'arte e nella regolarità di un moderno manufatto. In ambiente strettamente eteno, nata dal Romanticismo del XIX secolo è la risorgenza vichinga, che presenta connessioni con la letteratura gotica e correnti dell'arte stessa romantica come il preraffaellismo e l'art nouveau. Notevole è anche l'influenza su L'anello del Nibelungo di Richard Wagner, o sull'high fantasy basato sulla mitologia norrena. Parallelamente alla rinascita etena, culturalmente parlando si è andata a formare una corrente musicale, quella del neofolk, in cui hanno grande importanza gli strumenti musicali tradizionali e in cui lo stile è in massima parte acustico ed eteno nelle tematiche trattate. Sempre in ambito musicale, il black metal al momento della sua formazione in Norvegia era profondamente di ispirazione neopagana. Sebbene questa tendenza si sia largamente persa nel genere principale, spostatosi su tematiche anche anticristiane, essa continua a rimanere attiva nel sottogenere del folk metal. L'Etenismo propone infine una nuova visione del mondo attraverso la sua teologia panteistica. L'identificazione della Divinità con la natura rende questa sacra e pertanto ogni più piccola espressione dello sviluppo del mondo è vista come una manifestazione dello spirito divino che costituisce ogni cosa. Da questa concezione scaturisce una valorizzazione nei confronti della vita umana, e del rapporto dell'essere umano con sé stesso e con gli altri. L'uomo non è più visto — come nella visione del mondo giudeocristiana — come un essere eletto, superiore alla natura e a tutti gli altri animali; al contrario è considerato parte ed espressione del tutto. Ogni singolo aspetto della natura intima dell'uomo viene sublimato e sacralizzato, a partire dalla sessualità, concepita come una delle più alte qualità attraverso cui l'umanità si mette in comunione con la propria intimità e quindi con il divino. Come già accennato in precedenza la religiosità etena — e neopagana — riesce perfettamente ad integrarsi con la visione scientifica del mondo, attraverso una filosofia di vita umanistica e razionalistica.

Note

  1. ^ a b Magisterium - glossario pagano
  2. ^ A Heathen Thing - what do we mean by Heathenry?
  3. ^ Call us Heathens!
  4. ^ a b The Odinic Rite - what is Odinism?
  5. ^ a b c Mattias Gardell. Gods of the Blood: The Pagan Revival and White Separatism. Duke University Press, 2003. ISBN 0822330717
  6. ^ Center for Studies on New Religions - Project Megiddo
  7. ^ a b James Hjuka Coulter. Germanic Heathenry. Authorhouse, 2003. ISBN 1410765857
  8. ^ a b The Troth - handy guide to the runes
  9. ^ Scriptorium - the National Socialist stand on Christianity
  10. ^ Hans-Jürgen Lange. Weisthor: Karl Maria Wiligut - Himmlers Rasputin und seine Erben1998.
  11. ^ Michael Moynihan, Stephen Flowers. The Secret King: Karl Maria Wiligut, Himmler's Lord of the Runes. Runa-Raven, 2001ISBN 1885972210
  12. ^ Nicholas Goodrick-Clarke. The Occult Roots of Nazism: Secret Aryan Cults and Their Influence on Nazi Ideology. NYU Press, 1993. ISBN 0814730604
  13. ^ Orestes Brownson. The Works of Orestes Brownson1885.
  14. ^ The Troth - bylaws
  15. ^ Asatru Alliance - the asatruar kindred
  16. ^ Asatru Alliance - preamble to the bylaws of the Asatru Alliance
    « L'Alleanza Asatruar è apolitica; non deve funzionare da fronte ideologico né promuovere alcuna visione politica sia di destra che di sinistra. I nostri sacri templi, i boschi e gli incontri devono rimanere liberi da qualsiasi manifestazione politica. »
  17. ^ Asatru Folk Assembly - the way of our ancestors calling us home
    « La credenza nel fatto che la spiritualità e l'eredità ancestrale siano legate non ha nulla a che fare con nozioni di superiorità. L'Ásatrú non è un capro espiatorio attraverso cui giustificare discriminazioni razziali. Al contrario noi riconosciamo l'unicità e il valore di tutte le differenti tessere del mosaico umano. »
  18. ^ The Troth - bylaws
    « Discriminazioni razziali, sessuali o etniche non devono essere sostenute dal Troth o da qualsiasi altro gruppo affiliato. »
  19. ^ Wights: elves and other spirits
  20. ^ The Troth - a brief guide to the blot
  21. ^ Miercinga Theod - The symbel: ritual rounds

Bibliografia

  • James Hjuka Coulter. Germanic Heathenry. Authorhouse, 2003. ISBN 1410765857
  • Matthias Gardell. Gods of the Blood: The Pagan Revival and White Separatism. Duke University Press, 2003. ISBN 0822330717
  • Kvedulf Gundarsson. Elves, Wights, and Trolls. iUniverse, 2007. ISBN 0595421652
  • Galina Krasskova. Exploring The Northern Tradition. New Page Books, 2005. ISBN 1564147916
  • Galina Krasskova. The Whisperings of Woden: Nine Nights of Devotional Practice. BookSurge Publishing, 2004. ISBN 1594574375
  • Michael Strimska. Modern Paganism in World Cultures: Comparative Perspectives. ABC-CLIO, 2005. ISBN 1851096086
  • Swain Wodening. Hammer of the Gods: Anglo-Saxon Paganism in Modern Times. Global Book Publisher, 2003. ISBN 159457006X
  • Jenny Blain. Nine Worlds of Seid-Magic: Ecstasy and Neo-Shamanism in North European Paganism. Routledge, 2002.
  • Jenny Blain. Magic, healing or death? Issues of seidr, balance and morality in past and present. Routledge, 2002.
  • Jenny Blain. Heathenry, the past, and sacred sites in today's Britain. ABC-CLIO, 2006.
  • Nathan Johnson, Robert Wallis. Galdrbok: Practical Heathen Runecraft, Shamanism and Magic. Wykeham Press, 2006.
  • Neil Price. The Viking Way: Religion and War in Late Iron Age Scandinavia. Uppsala University Press, 2002.
  • Graham Harvey. Listening People, Speaking Earth. 2006.

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