sabato 4 febbraio 2017

Mappa della situazione in Nigeria. Le basi del movimento terrorista islamico Boko Haram

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Boko Haram (da una locuzione hausa che letteralmente significa «l'istruzione occidentale è proibita») è un'organizzazione terroristica jihadista sunnita diffusa nel nord della Nigeria.[1] È anche nota come Gruppo della Gente della Sunna per la propaganda religiosa e il Jihad[2] (in araboجماعة اهل السنة للدعوة والجهاد‎, Jamāʿat Ahl al-Sunna li-daʿwa wa l-Jihād). Nel 2015 si è alleata con lo Stato Islamico.
L'organizzazione ha adottato il nome ufficiale di "Gruppo della Gente della Sunna per la propaganda religiosa e per il Jihād" (in araboجماعة أهل السنة للدعوة والجهاد‎, Jamāʿat Ahl al-Sunna li-daʿwa wa l-Jihād), ma nella città di Maiduguri, dove essa si era formata, le fu dato il soprannome di Boko Haram. Il nome "Boko Haram" deriva dalla parola hausa boko, che è liberamente traducibile come "educazione occidentale", e dalla parola araba harām, che indica un divieto legale, metaforicamente il "peccato".[3][4][5][6] Il nome significa quindi "l'educazione occidentale è sacrilega"[7] o "vietata" o "peccato"[8]. Il nome è dovuto alla dura opposizione all'Occidente, inteso come corruttore dell'Islam.[9]


Rapimento di 276 studentesse

Nell'aprile 2014, Boko Haram ha rapito 276 ragazze a Chibok in Borno. Oltre cinquanta di esse sono presto riuscite a scappare, ma le rimanenti non sono state rilasciate. Shekau ha annunciato che intendeva venderle come schiave. L'evento ha portato Boko Haram all'attenzione dei media globali.

Attività in Camerun

Boko Haram ha continuato a rafforzare la propria presenza nel Camerun settentrionale. In un attacco contro una società di costruzioni a Waza, vicino al confine con la Nigeria, sono stati rapiti dieci lavoratori cinesi e un soldato del Camerun è stato ucciso. Le forze antiterroriste del Camerun hanno provato a intervenire ma si sono rapidamente trovate in inferiorità numerica.[71] A luglio, il villaggio natale del vice primo ministro è stato assalito da circa 200 miliziani: la moglie del vicepremier è stata rapita insieme al Sultano di Kolofata e alla sua famiglia. Nel corso del raid sono state uccise quindici persone, compresi membri della polizia e dell'esercito. La moglie del vicepremier è stata rilasciata a Ottobre, insieme ad altri ventisei prigionieri (inclusi i dieci lavoratori cinesi rapiti durante l'attacco a Waza). Le autorità non hanno fatto accenno ad alcun riscatto e il governo del Camerun ha annunciato di non aver mai pagato.[72] In una serie di attacchi separati, Boko Haram ha provocato la morte di nove passeggeri di un autobus, ha ucciso un militare e ha rapito il figlio di un amministratore locale. Ad agosto, la città nigeriana di Gwoza, vicina al confine con il Camerun, è stata conquistata dal gruppo. In risposta alla crescente attività militare, il presidente del Camerun ha licenziato due alti ufficiali militari e ha inviato nella regione settentrionale un generale di sua fiducia, insieme a rinforzi militari per un totale di mille uomini.[73][74][75]
Tra maggio e luglio del 2014, arrivano in Camerun circa ottomila rifugiati nigeriani, e oltre il 25% di essi soffre di una forma acuta di malnutrizione.[76] Altri undicimila rifugiati nigeriani hanno attraversato i confini con il Camerun e il Ciad ad agosto.[77]

Acquisizioni territoriali e creazione di un califfato islamico

La presa di Gwoza segnala un cambiamento nella strategia di Boko Haram da un orientamento prettamente terrorista e clandestino a un modello organizzativo paramilitare e parastatale di conquista e controllo del territorio. Il gruppo comincia a conquistare territori nella parte orientale del Borno e anche negli stati di Adamawa e Yobe. Gli attacchi sul confine sono respinti dalle forze militari del Camerun.[78] L'esercito nigeriano ha ufficialmente smentito che Boko Haram avesse conquistato parti del proprio territorio. In un video divulgato dall'AFP ad agosto 2014, Shekau ha dichiarato che Gwoza era ora parte di un califfato islamico.[79]. All'inizio di settembre è stata conquistata la città di Bama, a settanta chilometri di distanza dalla capitale del Borno, Maiduguri. Ci sono state molte fughe dai territori catturati verso Maiduguri, ma molti dei residenti della stessa capitale hanno cominciato ad allontanarsi. .[80] L'esercito ha continuato a negare le acquisizioni territoriali da parte di Boko Haram, anche se sono state confermate dai locali in fuga. I guerriglieri di Boko Haram avrebbero cominciato a uccidere uomini e adolescenti nelle zone occupate. I soldati nigeriani hanno rifiutato l'ordine di avanzare nelle città occupate e a centinaia sono fuggiti oltre il confine con il Camerun, ma prontamente rimpatriati. Cinquantaquattro disertori sono stati successivamente uccisi mediante fucilazione.[81][82]
Il 17 ottobre, il capo di stato maggiore della difesa nigeriano ha annunciato che si era giunti a un accordo per un "cessate il fuoco" e ha affermato di essersi messo in contatto con i capi locali dell'esercito per assicurare che l'ordine venisse rispettato. Nonostante l'informazione non fosse stata confermata da Boko Haram, i media di tutto il mondo hanno diffuso la notizia. Due giorni dopo però è giunta l'informazione che gli attacchi di Boko Haram sarebbero proseguiti senza interruzioni.[83][84][85]
Il 29 ottobre, Mubi, una città di 200.000 abitanti nello stato di Adamawa, è stata conquistata da Boko Haram, minando ulteriormente la fiducia sulla possibilità di un qualsiasi accordo di pace con i miliziani. Nel frattempo, migliaia di persone sono fuggite a sud, verso Yola, la capitale di Adamawa.[86] Il 31 ottobre, a rafforzare la congettura dei media che voleva che l'annuncio del raggiungimento di un accordo fosse una trovata del presidente Jonathan in vista delle elezioni, giunge un video rilasciato da Boko Haram mediante l'AFP, in cui viene affermato che non era avvenuta alcuna negoziazione.[87][88] Il 13 novembre venne annunciata la ricattura di Mubi da parte dell'esercito regolare. Lo stesso giorno, Boko Haram raggiunse Chibok, che venne riconquistata dall'esercito due giorni dopo, però in stato di abbandono. Il 16 novembre si stimò che i miliziani controllassero venti tra città e villaggi.[89][90]Venerdì 28 novembre, Boko Haram lancia un attacco terroristico alla moschea centrale di Kano, uccidendo 120 persone. Nel corso del mese, il gruppo aveva lanciato 27 attacchi, per un totale di 786 vittime.[91][92]
Il 3 dicembre, è stato riportato che diverse città dell'Adamawa sono state recuperate dall'esercito nigeriano con il sostegno di guerriglieri locali. Bala Nggilari, il governatore dell'Adamawa, ha affermato che l'esercito mirava ad arruolare 4000 guerriglieri.[93] Il 13 dello stesso mese, Boko Haram ha attaccato il villaggio di Gumsuri nel Borno, uccidendo più di trenta persone e rapendo oltre centro tra donne e bambini.

Attacchi nel Camerun a dicembre

Nella seconda metà di dicembre, il gruppo focalizza le proprie attività nella regione dell'Estremo Nord in Camerun, a partire da un'imboscata del 17 a un convoglio militare vicino alla città di confine Amchide a sessanta chilometri da Maroua, la capitale della regione. Un soldato è rimasto ucciso, mentre sarebbero morti 116 miliziani di Boko Haram. A questo attacco, nella notte dello stesso giorno, ne ha fatto seguito un altro con un numero sconosciuto di vittime.[94] Il 22 dicembre, il Rapid Intervention Battalion delle forze armate camerunensi, ha reagito attaccando un campo di addestramento di Boko Haram vicino Guirdiving e, secondo le stime del Ministro della Difesa, arrestando 45 miliziani e prendendo in custodia 84 bambini tra i sette e i quindici anni che erano sottoposti all'addestramento. I miliziani superstiti sono fuggiti a bordo di pick-up, trasportando con sé anche i propri caduti e non è stata rilasciata alcuna informazione sul numero delle vittime dell'esercito a seguito dell'operazione.[95] Tra il 27 e il 28 dicembre il gruppo attacca contemporaneamente cinque villaggi. Durante l'attacco, l'esercito del Camerun lancia un attacco aereo contro una caserma occupata dai miliziani. Il numero di vittime non è stato divulgato. Il Ministro dell'Informazione Issa Tchiroma ha commentato: "Gli uomini del gruppo hanno attaccato Makari, Amchide, Limani e Achigachia, segnalando un cambiamento nella strategia che consiste nel tenere impegnate le truppe camerunensi su più fronti rendendole più vulnerabili di fronte alla mobilità e all'imprevedibilità dei loro attacchi."[96]

2015

Massacro di Baga

Exquisite-kfind.pngLo stesso argomento in dettaglio: Massacro di Baga (2015).
Massima estensione del territorio controllato da Boko Haram, nel gennaio 2015 (grigio scuro)
La città di Baga era la sede del Multinational Joint Task Force, organizzazione che stava combattendo Boko Haram. Il 3 gennaio, i miliziani attaccano la città e la danno alle fiamme, massacrando molti degli abitanti. Alcuni ufficiali locali hanno stimato che il numero di morti era superiore ai 2000[97], ma il Ministro della Difesa nigeriano ha affermato che tale stima era "una speculazione e una congettura" e "esagerata". Il governo nigeriano ha ridimensionato il numero a circa 150 vittime. È da notare, comunque, che la Nigeria è stata spesso accusata di sottostimare il numero di caduti nel tentativo di minimizzare la minaccia di Boko Haram.[98] Alcuni residenti di Baga sono fuggiti in Ciad.[99] Se le stime più alte dovessero essere veritiere, si tratterebbe dell'attacco di Boko Haram con il maggior numero di vittime.

Nuove incursioni in Camerun[modifica | modifica wikitesto]

Il 12 gennaio, Boko Haram ha attaccato una caserma camerunense a Kolofata. Le forze governative hanno dichiarato di aver ucciso 143 miliziani al prezzo di un solo uomo.[100] Il 18 gennaio, Boko Haram ha assalito due villaggi nell'area di Tourou in Camerun e ha incendiato case, ucciso alcuni residenti e rapito dalle 60 alle 80 persone, tra cui circa 50 giovani tra i 10 ed i 15 anni.[101]

Operazioni contro Boko Haram e l'alleanza con lo Stato Islamico[modifica | modifica wikitesto]

Estensione del territorio controllato da Boko Haram al 10 aprile 2015 (grigio scuro)
Al partire dalla fine di gennaio 2015, una coalizione delle forze militari della Nigeria, del Ciad, del Camerun e del Niger ha cominciato una controffensiva all'insurrezione di Boko Haram.[102]Il 4 febbraio, l'esercito del Ciad ha ucciso oltre duecento miliziani.[103] Per rappresaglia, Boko Haram ha lanciato un attacco nella città di Fotokol, uccidendo 81 civili, 13 soldati del Ciad e 6 del Camerun.[104]
Il 7 marzo 2015, Abubakar Shekau, leader di Boko Haram, ha inviato, sull'account Twitter dell'organizzazione, un messaggio in cui ha promesso fedeltà allo Stato Islamico.[105][106] Il portavoce dell'esercito nigeriano Sami Usman Kukasheka ha detto che il messaggio era un segno di debolezza e ha descritto Shekau come "un uomo che sta annegando".[107] Il 12 marzo, Abu Mohammad al-Adnani, portavoce dell'IS, ha rilasciato un messaggio audio in cui ha accolto con favore il pegno di fedeltà e lo ha descritto come un ampliamento del califfato nell'Africa occidentale.[108]
Nello stesso mese, i residenti di Damasak, una città nigeriana liberata, hanno testimoniato che Boko Haram ha rapito oltre 400 donne e bambini dalla città durante la ritirata davanti alle forze della coalizione.[109] Il 27, l'esercito nigeriano ha riconquistato Gwoza, che si credeva essere la sede del quartier generale di Boko Haram.[110][111] Il giorno successivo, giorno delle elezioni, Boko Haram ha ucciso quarantuno persone per dissuadere la popolazione dall'andare a votare.[112]
Sempre nello stesso mese, è stata liberata Bama.[113] Le autorità nigeriane hanno affermato di aver riconquistato 11 dei 14 distretti precedentemente controllati da Boko Haram. Ad aprile, i militari nigeriani hanno catturato quattro campi di Boko Haram nella foresta di Sambisa, liberando circa trecento donne.[114] Si crede che i miliziani di Boko Haram si siano ritirati sui Monti Mandara, lungo il confine tra Nigeria e Camerun.[115]
In ottobre gli Stati Uniti hanno ufficializzato l'invio di armi e di un piccolo contingente di militari (circa 90) in Camerun, con l'obiettivo di supportare lo stato africano nella lotta contro Boko Haram.[116]

Organizzazione

Ideologia

Boko Haram è un movimento sunnita salafita, influenzato dal wahhabismo, una corrente integralista che persegue l'applicazione letterale della Shari'a. Nel 2009, il gruppo ha aumentato la sua attività jihadista. Il gruppo comprende anche elementi che non seguano la dottrina salafita. Lo scopo del gruppo è quello d'instaurare uno stato islamico in Nigeria, con la Shari'ha come base del sistema legale.[1][12][117][118][119] Inoltre si oppone all'occidentalizzazione della società nigeriana e alla diseguaglianza economica tra il settentrione islamico e la parte meridionale del paese a maggioranza cristiana.[120][121] L'imposizione della Shari'a nel nord del paese, cominciata con lo stato di Zamfara e diffusa, nel 2002, a 12 stati nigeriani, potrebbe essere collegata a un legame tra Boko Haram e le autorità locali.[122][123][124]
Una delle possibili ispirazioni sul piano ideologico per il gruppo potrebbe essere l'autoproclamato profeta Mohammed Marwa, soprannominato "Maitatsine" (letteralmente colui che maledice gli altri), un predicatore nato nel Cameroon settentrionale che ha condannato la lettura di altri libri all'infuori del Corano.[125][126][127] In un'intervista per la BBC nel 2009, Yusuf ha riaffermato le sue posizioni antioccidentali e ha negato teorie scientifiche quali l'evoluzione, la forma a geoide della Terra (più comunemente detta sfericità della Terra) e l'esistenza del ciclo dell'acqua.[128]

Struttura

La struttura di Boko Haram è gerarchica e al suo vertice vi è un capo globale; ciò nonostante, talvolta il gruppo sembra agire come un insieme a rete di cellule indipendenti.[129] È quindi difficile stabilire quali siano i confini dell'organizzazione e quanti attacchi siano ordinati dal vertice centrale e in quanti invece la leadership sia servita solo come ispiratrice per gruppi indipendenti. Il nucleo centrale opera come una forza di guerriglia, con battaglioni che vanno dai 300 ai 500 uomini.[130] Il numero totale di miliziani è stimato tra 5000 e 9000 unità.[131] La maggior parte di essi proviene dal gruppo etnico Kanuri.[132]
Dal 2002 al 2009, il gruppo è stato diretto dal suo fondatore, Mohammed Yusuf e dopo l'uccisione di questi, che ha causato la sollevazione del gruppo e l'inizio della guerra civile, la leadership è passata ad Abubakar Shekau, il braccio destro di Yusuf, che la detiene tuttora. Shekau è nato a Yobe, in Nigeria tra il 1965 e il 1975 ed è di etnia Kanuri, attualmente è sposato con una delle quattro mogli di Yusuf.[133] Parla arabofulahausa e la lingua kanuri. Shekau, oltre a essere il leader politico e militare dell'organizzazione, ne è anche la guida spirituale e tiene regolarmente sermoni religiosi ai suoi seguaci. Sotto la sua egida, il gruppo si è espanso.[133]

Crimini

Mappa degli stati nigeriani dove è applicata la Shari'a (in verde).
Il gruppo è anche noto per numerosi attacchi a chiese cristiane[137] e moschee[138][139][140], oltre che per aver attaccato luoghi di raduno in occasione del Ramadan[141] e per le violenze religiose in Nigeria del 2009, che hanno reso il gruppo noto a livello internazionale. Nel 2011 è stato ritenuto responsabile di oltre 450 omicidi in Nigeria.[7]
Cronologia degli scontri
7 settembre 2010Evasione di Bauchi.[142]
31 dicembre 2010Attacco ad Abuja del dicembre 2010.[143]
22 aprile 2011Boko Haram libera 14 prigionieri nel corso di un'azione a Yola, in Adamawa.[144]
29 maggio 2011Attentati in Nigeria settentrionale del maggio 2011.[145]
16 giugno 2011Il gruppo rivendica la responsabilità degli attentati ad Abuja del 2011.[146][147]
26 giugno 2011Esplosione di una bomba in una birreria a Maiduguri.[148]
10 luglio 2011Esplosione di una bomba alla Chiesa Battista di Suleja, in Niger.[149]
11 luglio 2011L'Università di Maiduguri viene chiusa temporaneamente per alcuni timori sulla sicurezza del campus.[150]
12 agosto 2011Il religioso musulmano Liman Bana viene ucciso da un colpo di pistola.
26 agosto 2011Attentanti ad Abuja del 2011.[151]
4 novembre 2011Attacchi a Damaturu del 2011.[147][152][153]
25 dicembre 2011Attentati in Nigeria del dicembre 2011.[154]
5–6 gennaio 2012Attentati in Nigeria del gennaio 2012.[155]
20 gennaio 2012Attentati a Kano del gennaio 2012.[156]
28 gennaio 2012L'esercito nigeriano afferma di aver ucciso 11 affiliati a Boko Haram.[157]
8 febbraio 2012Boko Haram rivendica un attentato suicida nella base dell'esercito a Kaduna.[158]
16 febbraio 2012Un'altra evasione in Nigeria centrale; 119 prigionieri fuggono e una guardia viene uccisa.
8 marzo 2012Durante un tentativo britannico di liberare gli ostaggi, l'ingegnere italiano Franco Lamolinara e il britannico Christopher McManus, rapiti nel 2011 da un gruppo scissionista di Boko Haram, sono stati uccisi.[159]
3-7 gennaio 2015Boko Haram fa strage nei villaggi. Carneficina nella città nordorientale di Baqa, 200-2000 morti
10 gennaio 2015Boko Haram imbottisce di esplosivo una bambina di 10 anni: 19 morti e 18 feriti al mercato di Maiduguri, capitale dello Stato di Borno
11 gennaio 2015Boko Haram imbottisce di esplosivo altre due bambine: 3 morti e decine di feriti al mercato della cittadina di Potiskum, nello stato nord-orientale di Yobe

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