mercoledì 11 ottobre 2017

Addio a skinny pants, leggins, jeggins e risvoltini: la fine di una moda divenuta ormai più noiosa di un'uniforme

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Amy Jackson

Quanto dura una moda? Dipende: le più effimere durano una sola stagione, le più radicate possono durare anche un decennio. Raramente si va oltre l'arco temporale dei dieci anni.
A un certo punto sopravviene un naturale senso di sazietà, destinato a trasformarsi in nausea e noia se si insiste ancora su uno stile divenuto talmente universale e ripetitivo da assomigliare ad una grigia uniforme.
E' quanto sta accadendo in questi mesi alla cosiddetta "moda skinny", che si è imposta all'incirca dieci anni fa, in concomitanza con il dilagare degli smartphone e dei social network della generazione 2.0.
Questa moda ha riguardato sia l'abbigliamento femminile che quello maschile e si è basata su alcuni elementi di base: capi ultra-attillati e completamente aderenti alla pelle (da qui il termine "skinny", in riferimento anche alla magrezza "pelle e ossa") e al fisico snello ("slim-fit", in particolare i pantaloni e i leggins), minimalismo e accessori "stretti" (per esempio le cravatte skinny molto diffuse tra gli adolescenti) e "piatti" (specie le scarpe femminili) o strappati (in particolare i jeans)
E' ovvio che questa moda metteva subito in evidenza le forme e dunque valorizzava chi aveva una linea snella e tonica e penalizzava gli altri.
E allora, dal momento che la maggioranza delle persone non ha una forma fisica "in linea", come mai questa moda si è imposta tanto profondamente e in maniera così estesa e duratura?
C'è stata, come sempre succede in questi casi, una concomitanza di cause, che vale la pena ripercorrere, dal momento che alcune di queste motivazioni costituiscono un "alibi" per chi vorrebbe che questa moda non finisse mai.

1) La moda skinny è nata come un prodotto per adolescenti, i quali hanno, in maggioranza, un fisico ancora asciutto, merito di un metabolismo ancora potente.
2) Gli adolescenti si sono influenzati a vicenda tramite un moltiplicatore potentissimo e all'epoca completamente innovativo e cioè il circuito che univa i blog di moda con i social network, in particolare quelli basati quasi esclusivamente sulle foto degli smartphone, come Instagram.
I fashion blogger più seducenti e astuti sono riusciti, partendo dal nulla, a diventare importanti "influencer", in grado di tener testa agli stilisti e al mondo delle sfilate, contrapponendo lo street style alle passerelle (runway style), divenute quasi obsolete come musei, e costringendo così le case di moda a venire a patti con gli stessi influencer, pagandoli profumatamente per indossare i propri capi.
3) Gli influencer divenuti più famosi avevano in comune un fisico magro e tonico, anche per motivi anagrafici, e attraente (con le dovute eccezioni, naturalmente) e la moda skinny esaltava questa magrezza e tonicità.
4) Il tempo è passato e gli influencer sono cresciuti, rimanendo fedeli alla propria immagine, ma imparando a rivolgersi ad un pubblico più adulto, estendendo così la moda ad una fascia di età più elevata.
5) Nel caso della moda femminile l'uso dei leggins come sostituto dei pantaloni è risultato molto comodo per le ragazze, e questo ha costituto una motivazione determinante, anche nella resistenza di un capo così minimale e sostanzialmente banale.
6) Sempre nell'ambito femminile, le ragazze più basse si sono convinte che i pantaloni skinny, specie se risvoltati più volte in un rotolo (il famigerato "risvoltino"), sfilassero la silhouette e le facessero apparire più alte senza bisogno di dover mettere gli scomodi tacchi ,che invece sono parte integrante della seduzione femminile (lo dico da uomo), sostituendole con le orribili ballerine o con scarpe da ginnastica o altre ridicole calzature piatte o con tacco basso.

Mettendo insieme tutti questi elementi si è arrivati ad una incredibile diffusione di questa moda e ad una sua caparbia resistenza ai tentativi di cambiamento che pure, di anno in anno, gli stilisti hanno cercato di introdurre.
Alla fine le case di moda hanno capito che si trovavano di fronte ad un fenomeno totalmente nuovo, che andava combattuto con le nuove armi e anche con la capacità di venire a patti col pubblico, o quantomeno di riuscire a togliere gli alibi a chi resisteva al cambiamento.
Senza cambiamento, è sempre bene ricordarlo, i guardaroba finiscono per riempirsi e i clienti non sentono l'esigenza di abbandonare i vecchi capi.
Hanno capito che le vere sfilate che contano, oggi, sono quelle dello street-style e che dunque i veri indossatori si trovano tra il pubblico e non sulla passerella. A quel punto hanno assoldato gli influencer facendo indossare loro dei capi fintamente casual, ancora più "alla buona" del ready-to-wear.
Ci sono stati numerosi revival di altri stili e c'è stata una contaminazione che ha prodotto un risultato ibrido, che comunque è stato un primo passo verso la messa in discussione dei dogmi dell'era skinny.
Tuttavia si riscontrava una certa resistenza soprattutto nell'ambito della moda femminile, in quanto la leggenda metropolitana dei leggins e dei risvoltini che "slanciavano" serviva più che altro da alibi alle ragazze meno alte per poter continuare a spacciare uno stile da palestra (con tanto di scarpe da ginnastica) per qualcosa di molto "cool" e "smart", per usare gli odiosi termini anglofoni che hanno sostituito l'italiano e il francese non solo nel mondo della moda.
Alla fine però anche quell'alibi ha ceduto.
C'è voluto del tempo, ma alla fine la noia per una moda ormai più che decennale ha prodotto i suoi risultati, ingegnandosi per favorire un cambiamento reale che abolisse lo stato di cose del presente.
L'idea vincente è stata quella di sottrarre gli alibi alle ragazze che non volevano cambiare.
In primo luogo si è trovato un sistema perfetto per allungare la silhouette dall'alto e cioè l'utilizzo dei pantaloni a vita alta.

How to Look Taller Outfit Tips

E poi c'è' stata una sorta di "taglio del Nodo Gordiano" che si è tradotto in un taglio del risvoltino.
Non volete i pantaloni lunghi o larghi perché vi fanno sentire più basse e tarchiate? Benissimo: avete due possibilità. O indossate pantaloni lunghi a vita alta e vi decidete a rimettervi i tacchi e le zeppe, oppure indossate pantaloni più corti, ma più fantasiosi nella linea: 
flares (a zampa), 
bell-bottom (a campana), 
wide-leg (a palazzo) 
o altre varianti (culottes, popper pants, ruffle pants, jumpsuit etc.)

NYFW SS18

UO Teacher’s Pet Y-Back Plaid Jumpsuit | Urban Outfitters

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www.fashionclue.net | Fashion Tumblr, Street Wear & Outfits

Lisa Aiken by STYLEDUMONDE Street Style Fashion Photography

Best Street Style Looks of PFW Spring 2018

Girl Power. Links minimalistisch-edgy, rechts romantisch und floral. Im Duo sind die Bloggerinnen Michelle Song und Thania Peck unschlagbar.



Christian Dior Fall 2017 - Ready-to-Wear - http://www.orientpalms.com/Dior-6516

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September 2017

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On the street at London Fashion Week. Photo: Chiara Marino Grioni

NYFW SS18 Street Style II



Trend Focus: The Tearaway Pant | Not Your Standard

Love this off-the-shoulder polka dot shirt.

STYLECASTER | Best of Milan Fashion Week Street Style

ALLUNGA LA SILHOUETTE

Le ultime settimane della moda hanno consacrato il nuovo trend e finalmente qualcosa si è mosso.
Lo si vede nelle strade, nelle piazze, nei luoghi pubblici: il nuovo stile si sta diffondendo e imponendo e chi non lo segue appare decisamente fuori moda, il che non è un reato, ovviamente, ma è anche un modo per smascherare chi aveva approfittato della moda precedente per nascondere una certa mancanza di fantasia e di spirito di sacrificio, perché, come dice il proverbio, "se bello vuoi apparire, un poco devi soffrire".


2 commenti:

  1. Ciao Riccardo, il tema che hai affrontato è molto interessante però mi sembra che la tua disamina sia un pò troppo riduttiva (e forse un anche pò di parte) rispetto alla complessità del fenomeno "skinny", magari causata anche della tua antipatia per questo stile di abbilgiamento.
    E' certamente vero che la tendenza si sta attualmente rivolgendo verso forme più morbide, ma convivendo più o meno parallelamente con quelle aderenti: probabilmente in futuro ci sarà una prevaricazione del primo stile, ma non credo che questo avverrà in tempi tanto brevi.
    Quello su cui mi piacerebbe portare la tua attenzione è che, se è vero il fatto che il fenomeno skinny sembra stia venendo sostituito man mano da forme oversized e baggy, (cosa per la quale tu sembri gioire), nonotante si vedano culottes e pantaloni a zampa, io temo il ritorno delle forme over in stile rapper (pensa al ritorno di moda dei mom jeans, della tuta o di felpe e maglioni oversize...), che personalmente ritengo quanto di peggio possa esserci nella moda!
    Hai ragione a dire che le forme skinny (ma non quelle fitted)tendono a penalizzare certe fisicità, ma credo che quelle baggy siano molto molto peggio.
    I pantaloni palazzo o i culotte pants stanno bene solo a chi è molto alta e molto magra, i pantaloni a zampa mettono in primo piano fianchi e fondoschiena (i bootcut sono totalmente out in questo momento), ed il taglio a metà polpaccio è quanto di più penalizzante ci possa esser per la silhouette, non c'è vita alta che tenga!
    Tieni presente che tutto il discorso sui tacchi che hai fatto è decisamente impraticabile nella vita di tutti i giorni: i tacchi sono bellissimi e ti assicuro che tutte le donne li adorano, ma sono scomodissimi e dolorosi, in maniera maggiore o minore a secondo del modello, ma TUTTI! Senza contare gli effetti negativi sulla salute. Mia mamma è bassina ed ha portato zeppe e tacchi altissimi per tutta la vita, risultato: anni fa si è dovuta operare ad entrambi i piedi perchè le si erano modificate le ossa delle dita, portandole problemi alle anche, alla schiena e perfino ai denti.
    Insomma ritengo giusto sacrificarsi un pò per esser più piacevoli, ma metter a repentaglio in modo serio la salute per questo mi sembra folle!
    E' normale che tu, da uomo, certe cose non le possa sapere, però diciamo che rischi che una donna che legga la tua affermazione nel post potrebbe trovarla quantomeno superficiale, no? ;)
    Sia chiaro, non sto dicendo che dovremmo andare tutti in giro con le Crocs (che odio), ma ci sono molte alternative carine che però diventano meno praticabili con quel tipo di vestibilità che sostieni, mentre sono facilitate da una linea più aderente.
    Purtroppo io temo che la tua antipatia per tutto il mondo "skinny" sia dovuto più che altro al fatto che questo stile sia stato completamente "rovinato" dalla mancanza di gusto della gente, tra strappi, risvoltini e leggings portati come pantaloni... ma pensa quello che potrebbero fare con lo stile over!!!!
    In realtà lo stile fitted è quello più universalemnte lusinghiero e sarebbe anche quello più facile da indossare perchè è uno stile che segue le linee del corpo senza stringerlo, quindi slanciando la silhouette, di conseguenza diventa anche più semplice accessoriarlo in vari modi.
    Non vorrei averti dato l'impressione di voler esser polemica, ma avendo letto il post mi è sembrato che potesse esserti utile un'impressione "esterna" e forse un pochino più addentrata nel settore! Spero non te la prenda in alcun modo perchè non è assolutamente mia intenzione muoverti una critica (se mai così potrebbe esser interepretato il mio commento) ok? :)
    Baci!
    S


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    Risposte
    1. Mi aspettavo un tuo commento, anche perché oggi sono entrato a gamba tesa in un campo che è di tua competenza, sia come donna che come stilista, designer e blogger di moda. Certo, il mio punto di vista è di parte e quindi riguarda ciò che osservo, non ciò che devo indossare :-D
      Sono d'accordo con te riguardo al baggy e in generale allo stile oversized: è l'estremo opposto e lo lascio al mondo dell'hip hop e ai suoi seguaci ;-)
      Riguardo alle altre tipologie, io ne vedo molte per strada anche in ragazze che non hanno un fisico da top model e mi pare che stiano bene, senza peraltro bisogno di tacchi, nel caso il taglio dei pantaloni sia alle caviglie (è una soluzione geniale se ci pensi: io credo che gli stilisti stiano puntando tutto su questo, almeno osservando lo street style delle ultime settimane della moda).
      E' giusto precisare che un uso eccessivo e prolungato dei tacchi può portare a problemi di salute, quindi è necessaria una moderazione e una scelta di calzature sempre adeguate alla propria conformazione. Io ricordo, e sicuramente l'avrò già raccontato mille volte, che mia madre usava molto le zeppe, che peraltro erano coperte dai pantaloni, e sembrava molto alta (pur non essendolo) e ci stava comoda: non ha mai avuto problemi, da quel punto di vista. Poi va be', ogni figlio maschio tende a idealizzare la madre e lo stile con cui vestiva da giovane.
      Io ho visto con i miei occhi la moda degli anni '70 e anche se ero un bambino di cinque anni, ne ho un ricordo molto nitido e molto piacevole: le donne di quegli anni, paradossalmente, osavano molto di più di molte donne di oggi, forse anche per i motivi riguardanti il corto circuito instagram-fashion blog-inserzioni pubblicitarie.
      Poi c'è da dire che lo stile skinny e fitted penalizza in maniera palese le ragazze che hanno i fianchi larghi, mentre una soluzione come quella dell'ultima foto riesce a mascherare quell'aspetto. Penso, per fare esempi tra le celebrities, a Kourtney Kardashian (che è la sorella bassa) oppure persino a una bellissima ragazza come Camilla Cabello, che è alta 1,57 e tende ad essere un po' larga di fianchi, pur avendo un fisico bellissimo, e io noto che quando usa gli skinny pants, sta male, mentre quando usa i wide-leg pants, sta benissimo, anche senza tacchi.
      Un'ultima cosa: immagino ricorderai com'era la moda negli anni tra il 2000 e il 2007 circa e immagino anche che non ti piacesse (forse ne abbiamo anche parlato commentando un post su Fb qualche anno fa). Ecco, io ricordo che tutte le ragazze indossavano pantaloni leggermente svasati: alcune potevano permettersi la vita bassa, altre no, però mi pare che quello stile non penalizzare la loro linea... a me piacevano molto, lo dico da maschio...
      In conclusione, non è soltanto perché c'è stato un abuso dello stile skinny che io accolgo con sollievo i nuovi trend, ma anche proprio per la voglia di vedere qualcosa di diverso da un modello che, pur con tutte varianti in tema, dura da troppo tempo e ha sinceramente stancato non solo me, ma tanti altri miei conoscenti con cui mi capita di scambiare opinioni.
      Mi ha fatto molto piacere che tu abbia commentato il post, perché è molto positivo che una persona esperta come te recepisca, seppure con tutte le riserve che hai esposto, il punto di vista maschile di un "esterno". Sarebbe bello che le voci esterne si facessero sentire di più per evitare quel corto circuito che per una decina d'anni ha operato in maniera troppo auto-referenziale. Ecco forse è questa l'unica critica che io mi sento di muovere al mondo delle influencer: un eccesso di auto-referenzialità. E' il rischio di qualunque specialista, in qualsiasi campo. La voce di un outsider, ogni tanto, può mostrare il tutto da un'angolatura diversa, che coglie aspetti che per troppo tempo sono stati ostracizzati dagli addetti ai lavori.
      Grazie del commento! Era un pezzo che non incrociavamo le armi :-D :-D :-D

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