venerdì 3 marzo 2017

Cos'è la Teoria Gender? Grafici e spiegazioni

Risultati immagini per gender theory
Immagine correlata

Tradizionalmente gli individui vengono divisi in uomini e donne sulla base delle loro differenze biologiche. Nel sentire comune, infatti, il sesso e il genere costituiscono un tutt'uno. Gli studi di genere propongono invece una suddivisione, sul piano teorico-concettuale, tra questi due aspetti dell'identità:
  • il sesso (sex) costituisce un corredo genetico, un insieme di caratteri biologici, fisici e anatomici che producono un maschio / femmina,
  • il genere (gender) rappresenta una costruzione culturale, la rappresentazione, definizione e incentivazione di comportamenti che rivestono il corredo biologico e danno vita allo status di uomo / donna.
Sesso e genere non costituiscono due dimensioni contrapposte ma interdipendenti: sui caratteri biologici si innesca il processo di produzione delle identità di genere. Traducono le due dimensioni dell'essere uomo e donna. Il genere è invece un prodotto della cultura umana e il frutto di un persistente rinforzo sociale e culturale delle identità: viene creato quotidianamente attraverso una serie di interazioni che tendono a definire le differenze tra uomini e donne. A livello sociale è necessario testimoniare continuamente la propria appartenenza di genere attraverso il comportamento, il linguaggio, il ruolo sociale. Si parla a questo proposito di ruoli di genere. In sostanza, il genere sarebbe un carattere appreso e non innato: maschi e femmine si nasce, uomini e donne si diventa[1].
Il rapporto tra sesso e genere varia a seconda delle aree geografiche, dei periodi storici, delle culture di appartenenza. I concetti di maschilità e femminilità sono quindi concetti dinamici che devono essere storicizzati e contestualizzati. Ogni società definisce quali valori attribuire alle varie identità di genere, in cosa consiste essere uomo o donna. Maschilità e femminilità sono quindi concetti relativi.
La prima formulazione del concetto di genere nell'accezione utilizzata da questo tipo di studi venne formulata dall'antropologa Gayle Rubin nel suo The Traffic in Women (Lo scambio delle donne) del 1975. La studiosa parla di un sex-gender system in cui il dato biologico viene trasformato in un sistema binario asimmetrico in cui il maschile occupa una posizione privilegiata rispetto al femminile, al quale è legato da strette connessioni da cui entrambi derivano una reciproca definizione.

Alcune teoriche e teorici che si sono occupati di studi di genere[modifica | modifica wikitesto]

Il genere in psicologia e neurologia[modifica | modifica wikitesto]

La letteratura scientifica in ambito psicologico non definisce il genere in termini certi e assoluti. Sebbene si sia scritto molto sull'argomento, esplorando le differenze fra maschile e femminile, pochi esplorano in pratica le cause che oggettivamente producono tali differenze.
Il dibattito sulla importanza relativa che ricopre il contrasto natura e ambiente sociale sembra destinato a rimanere senza soluzioni a breve; la considerazione di come i fattori genetici o culturali/ambientali possano influenzare lo sviluppo acquista ancora maggiore importanza alla luce delle moderne istanze di rivalutazione del ruolo della donna.
In generale la ricerca del settore evidenzia come la personalità e le differenze di comportamento siano da attribuire a psicologia comportamentale, apprendimento e condizionamenti o a modelli e imitazione, piuttosto che a fattori puramente biologici, sebbene ancora oggi una parte non trascurabile delle ricerche si concentri sul tentativo di individuare differenze nelle dimensioni e nella struttura del cervello che ''potrebbero'' condizionarne le caratteristiche. Secondo diverse ricerche i cervelli di uomini e donne sarebbero strutturalmente molto più simili di quanto si è creduto in passato e le categorie neurologiche di "maschile" e "femminile" sarebbero tutt'altro che universali e immutabili.[2] In base a queste ricerche, la maggior parte delle differenze attribuite al sistema nervoso maschile e a quello femminile (anche nell'ambito di passate ricerche scientifiche, che ne risultano così viziate) non sarebbero innate, ma emergerebbero invece da diversi fattori, non ultimi gli ambienti culturali e sociali entro cui gli individui crescono e si formano.


Insegnamento universitario

Uno studio del 2013 ha identificato 57 insegnamenti collegati agli studi di genere all'interno di corsi di laurea universitari italiani, pari a circa lo 0,001 % dell'offerta formativa complessiva. Per confronto, negli Stati Uniti d'America esistono 1097 corsi universitari di Women Studies.[3]
Gli studi di genere non compongono uno specifico settore scientifico-disciplinare (SSD) ma il genere è menzionato come oggetto di studio di 4 dei 165 SSD: storia medievalestoria modernastoria contemporaneastatistica sociale.[3][4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Parafrasi della famosa frase di Simone de Beauvoir"Non si nasce donna: si diventa" (ne Il secondo sesso).
  2. ^ Uomini e donne, cervelli diversi ma tanto uguali. Lo dice la scienzarepubblica.itURL consultato il 23 giugno 2015.
  3. ^ a b Francesco AntonelliGiada SarraRoberta Sorrentino, Il sesso mancante nell'università italianaingenere.it, 18 luglio 2013.
  4. ^ Allegato B (D.M. 4 ottobre 2000) DECLARATORIE DESCRIZIONE DEI CONTENUTI SCIENTIFICO-DISCIPLINARI DEI SETTORI DI CUI ALL'ART. 1 DEL D.M. 23 DICEMBRE 1999

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • I. Illich, Gender (London: 1982) ISBN 0-394-52732-1 trad. it. Genere. Per una critica storica dell'uguaglianza, Vicenza: Neri Pozza, 2013
  • Genderqueer: Voices from Beyond the Sexual Binary, a cura di J. Nestle, R. Wilchins e C. Howell, Los Angeles: Alyson Publications, 2002
  • Genere. La costruzione sociale del femminile e del maschile, a cura di S. Piccone Stella e C. Saraceno, Bologna: Il Mulino, 1996
  • Generi di traverso, a cura di A. Bellagamba, P. Di Cori e M. Pustianaz, Vercelli: Edizioni Mercurio, 2000
  • F. Corbisiero, P. Maturi, E. Ruspini (a cura di), Genere e linguaggio. I segni dell'uguaglianza e della diversità, Milano: Franco Angeli, 2016
  • F. Corbisiero (a cura di), Comunità Omosessuali. Le scienze sociali sulla popolazione LGBT, Milano: FrancoAngeli, 2013
  • T. Reeser, Masculinities in Theory." Wiley-Blackwell, 2010
  • E. Abbatecola, L. Stagi, R. Todella, J. Baldaro Verde, V. Pastore, Identità senza confini. Soggettività di genere e identità sessuale tra natura e cultura, Milano: FrancoAngeli, 2008
  • E. Ruspini, Le identità di genere, Roma: Carocci, 2003
  • E. Showalter, "Introduction: The rise of gender", in Speaking of gender, New York - Londra: Routledge, 1989, pp. 1–13
  • "Maschio o femmina?", Ed. Rubettino 2006
  • N. Vassallo (a cura di), Donna m'apparve, Torino: Codice Edizioni, 2009
  • F. Corbisiero (a cura di), Certe cose si fanno. Genere, identità, sessualità nella popolazione LGBT, Napoli: Gescoedizioni, 2013
  • Arcidiacono, C. & Carbone, A. (2013). Genere tra epistemologia e trasformazione sociale. In S. Smiraglia (eds.) Elementi di Psicologia Sociale. Orientamenti, ambiti e applicazioni. Roma: Carocci
  • Sex differences in human neonatal social perceptionsciencedirect.com.
  • Il paradosso norvegese
  • Riccardo Fenizia, Gen(d)erAzione Nuova. Oltre il senso comune, Passioneducativa, marzo 2015

Voci correlate




    Nessun commento:

    Posta un commento