Il Trono del Toro. Capitolo 10. Lo scandalo di Arianna e Teseo




All’età di diciassette anni, la principessa Arianna era divenuta bella come sua madre, di cui aveva in parte le fattezze fisiche, e fiera come suo padre nell’atteggiamento, ma non aveva ereditato né l’astuzia di Pasifae, né la saggezza di Minosse.
Univa una completa ingenuità ad una eccessiva autostima e sicurezza di sé, e come tale si prestava benissimo ad essere truffata: per questo Edelmas  e Gabaal avevano scelto lei come obiettivo primario del loro inganno.
Quando Gabaal la incrociò per i corridoi dell’ala del palazzo destinata alle principesse di sangue reale, le porse con la massima discrezione possibile un rotolo di papiro sigillato, sussurrandole: «Vostra Altezza Reale, sono stato incaricato di farvi avere questo messaggio. Spero che avrete la bontà di leggeerlo, quando sarete sola, e poi bruciarl
Arianna, curiosissima, si attenne ai consigli del vecchio schiavo, che le aveva sempre fatto numerosi favori fin da quando era bambina.
Una volta sola nella sua stanza, Arianna staccò il sigillo e lesse:
«Altezza reale, così vi scrive un vostro devoto servitore. Se volete incontrare privatamente il principe Teseo, seguite le istruzioni che seguono. Stanotte, quando tutti si saranno coricati, recatevi con la massima segretezza nel palazzo del Labirinto, là nell’ingresso dove è disegnata la labrys, la grande ascia di guerra di vostro padre. Troverete aperto il portone, e dentro nell’atrio ci sarà Teseo, e quando vi vedrà, sono certo che l’amore che prova per voi lo renderà pieno di gioia. Se vorrete essere liberi di amarvi nella più assoluta segretezza, entrate nei corridoi del Labirinto, e cercate una stanza agibile e protetta, dove potrete finalmente stare insieme senza paura. Che la Dea Madre protegga il vostro amore e che gli Antichi Dei di Creta vi aiutino nel mantenere il segreto dei vostri incontri. Non fate parola a nessuno di tutto questo. Quando finalmente il vostro amore avrà trovato soddisfazione, Teseo capirà di non poter fare più a meno di voi, e chiederà la vostra mano alla regina Pasifae, che sarà ben lieta di stabilire una nuova alleanza con gli Achei. Così vi auguro felicità e salute e mi firmo: un vostro servo umilissimo»
Arianna rilesse più volte il messaggio, poi sorrise e avvicinò il papiro a una candela, che lo incenerì in breve tempo.
La principessa attendeva da anni un’occasione di quel tipo,  ed era pronta a tutto pur di conquistare Teseo.
Venne la notte, Arianna, coperta con un mantello blu indaco, con tanto di cappuccio, scivolò silenziosa verso la porta del labirinto, sotto la grande ascia bipenne dei suoi antenati.
Per un attimo, vedendo la mole del labyris, le venne in mente la maestà di Minosse ed ebbe paura, ma poi scorse sulla porta il bellissimo profilo di Teseo, il suo principe biondo e alto, e tutte le ansie sfumarono nel fuoco della passione.
Corse verso di lui, con entusiasmo.



Teseo inizialmente cercò di rispettare le formalità: «Altezza reale» disse baciandole la mano, con leggero imbarazzo di fronte alla focosità della fanciulla, di cui era nota l’impulsività.
Arianna era euforica:
«Mio principe, da tempo desideravo di poterti incontrare in un luogo riservato»
«Era anche il mio desiderio» rispose lui
I due si abbracciarono timidamente.
«Chiamami Arianna, e seguimi. Non dobbiamo aver timore del Labirinto. Ho escogitato un sistema per non perderci dentro a questo enorme palazzo: guarda» ed estrasse un gomitolo da una tasca «legherò qui questo filo di lana alla maniglia di questa porta e dipanerò il gomitolo man mano che ci addentreremo nel palazzo»
«Un trucco ingegnoso,  Arianna»
I due adolescenti si addentrarono nel buio del palazzo, e nel cuore del Labirinto trovarono una stanza da letto sontuosa.
Non ci fu bisogno di parole.
L’amore, o forse è meglio dire l’attrazione reciproca, parlò per loro. E fu così che segnarono per sempre il loro destino.
Questi incontri clandestini incominciarono a ripetersi con sempre maggiore frequenza, con la complicità delle ancelle di Arianna.





Quando quest’ultima confidò a Teseo che credeva di essere incinta, incominciarono per entrambi le preoccupazioni.
Avevano deciso di interrompere quella gravidanza, ma qualcuno impedì che questo proposito di realizzasse.
Due lettere anonime, con lo stesso contenuto, raggiunsero il re Catreus ed il re Glauco, che rifiutavano di credere a quello che c’era scritto riguardo a Teseo ed Arianna. Ma la regina consorte Indis e la regina madre Pasifae per una volta si trovarono d’accordo nell’organizzare un sopralluogo notturno vicino al portone del Labirinto.

A entrambe faceva comodo smascherare quella relazione: a Indis perché le permetteva di togliere di mezzo Teseo, che era diventato troppo influente nella vita di suo marito; a Pasifae perché ella sperava  in un matrimonio di Arianna con Teseo, che avrebbe rafforzato il suo legame politico con i sovrani degli Achei.

Tutto ciò era stato ampiamente previsto e calcolato dall’astuto eunuco Edelmas, che ancora una volta riuscì ad ottenere quello che voleva.
Arianna e Teseo vennero scoperti “in flagrante” proprio grazie al filo di lana del gomitolo, che Indis e Pasifae avevano seguito, assieme alle loro guardie personali.
Le due regine li trovarono a letto insieme.
Teseo ebbe paura e quasi si nascose sotto le coperte, mentre Arianna, fiera e impavida, disse a sua madre: «Tu sei l’ultima che ha la credibilità morale per criticarmi!»
Indis ridacchiò, ma Pasifae fece finta di niente:
«So che sei incinta, figlia mia. E aspetti un figlio di nobile stirpe achea. Ora dobbiamo pensare ad una sola cosa: il tuo matrimonio con Teseo, principe di Atene, così  valoroso che non ha nemmeno il coraggio di mettere il naso fuori dalle coperte…»
Teseo, che aveva capito di essere stato preso in trappola, riemerse dalle lenzuola, quel tanto che bastava ad accettare la soluzione del matrimonio riparatore.

Il Trono del Toro. Capitolo 9. Teseo, il favorito del Re



Dopo alcune inevitabili difficoltà iniziali, il nuovo assetto di potere a Cnosso incominciò a stabilizzarsi, perché in fondo quell’equilibrio faceva comodo a entrambe le fazioni. quella che faceva capo a re Catreus e a sua moglie Indis e quella guidata da re Glauco e sua madre Pasifae.

La regina madre Pasifae diede alla luce il suo ultimo figlio, Sarpedon, durante il primo anno di reggenza per il figlio maggiore, Glauco. La sua unione con Taron era ormai di dominio pubblico e il potere della loro fazione cresceva. Ella sedeva nella panca di pietra a fianco del Trono del Toro, spesso vuoto perché Glauco considerava noiose le udienze, e così parlava continuamente a nome del figlio
La regina consorte Indis riusciva a tenerle testa, riuscendo, insieme al Primo Consigliere Horemab, a manovrare il volubile marito Catreus, l’altro re, che preferiva occuparsi con sempre maggiore interesse della Scuola dei novizi.
Dopo circa due anni dalla morte di Minosse, la vita a Cnosso aveva ripreso i suoi ritmi e le sue abitudini.
Teseo era stato promosso al ruolo di segretario particolare di Catreus, il che equivaleva all’essere il suo favorito a corte, il suo amante e il prossimo candidato a partecipare al Consiglio Superiore degli Scribi.




Il capoclasse Maeris era stato venduto agli acrobati dell’arena, dove però, per la sua abilità nella danza sul toro, era diventato un eroe popolare.
L’altro capoclasse,Thyles, serviva Teseo come aiutante.

E passò molto tempo.

Amasis arrivò all’ultimo anno degli studi, nei quali si distinto per gli ottimi risultati conseguiti in tutte le materie. Inoltre la sua bellezza adolescenziale, a sedici anni, era al culmine.



Gli eunuchi lo curavano come se fosse una ragazza da marito. Gli lavavano regolarmente i lunghi capelli neri ondulati e folti, si preoccupavano di rifornirlo costantemente di vestiti di lusso e di profumi.

Edelmas sperava in lui per riuscire a far cadere in disgrazia Teseo presso il re Catreus.

La Scuola dei novizi infatti si reggeva sulla breve durata dei favoriti di Catreus, che così aveva costantemente bisogno di creare nuovi favoriti, e ciò permetteva alla Scuola di sopravvivere.

«Bisognerebbe trovare un modo per far compiere a Teseo un passo falso, e se i miei occhi non mi ingannano, io ho già una mezza idea su come fare» confidò una sera Edelmas ad Amasis.

«E sarebbe?» chiese quest’ultimo con quell’aria vagamente annoiata che assumono i ragazzi viziati.
«Avrai certamente notato l’attrazione reciproca tra Teseo e la principessa Arianna. 
E’ possibile che tra quei due nasca una relazione e noi faremo in modo di accelerare il loro avvicinamento e di facilitare la consumazione del loro amore. E allora Teseo dovrà subire la rabbia sia di Catreus, tradito, che di Pasifae, madre di Arianna»

«Uhm… un piano ambizioso. E come intendi procedere
La voce di Amasis ora aveva una sfumatura di ironia e scetticismo.

Edelmas sorrise beatamente, emanando profumo di violette:
 «Come ben saprai nel Palazzo di Cnosso esiste un enorme edificio destinato agli ospiti, tanto grande che dentro ci si può perdere. Il suo ingresso è decorato con la doppia ascia di guerra dei soldati di Minosse, il labyris. Per questo è chiamato Labirinto. 
Per costruirlo, dopo il terremoto che seguì l’esplosione del vulcano di Thera, l’allora Minosse VIII, detto il Crudele, chiamò architetti da tutte le parti del mondo, e poi, quando la costruzione fu terminata, uccise tutti coloro che avevano contribuito a costruirla, compresi gli architetti Apelle e Icaro, perché voleva mantenere segreta la mappa del Labirinto ed i suoi passaggi segreti.



Si dice che Minosse VIII ospitasse nel Labirinto i personaggi a lui più invisi, e che spesso facesse  in modo di farli perdere lì dentro, o cadere in dei passaggi segreti senza ritorno. 
Da allora si creò una fama sinistra, e rimase per lo più disabitato»

«Tutto ciò è molto interessante» disse Amasis pensando l’esatto contrario «ma non vedo cosa c’entri con piano per far cadere in disgrazia Teseo»

Edelmas, indispettito, rispose seccamente:
«Io intendo far incontrare Teseo e Arianna nel Labirinto»

«A che scopo?»

«Prenderli in trappola, e rendere così universalmente nota la loro relazione»

Amasis corrugò la fronte:
«Tu credi che Teseo sia così ingenuo da cadere in un tranello così banale?»

«Banale? Ehi, ragazzo! Bada a come parli, perché tu ancora non sei niente, qui, e se non ci fossi io, tu saresti a zappare la terra!»

«Ti chiedo scusa, nobile Edelmas. Ma vorrei comunque sapere la tua risposta»

L’eunuco, ancora offeso, parlò con tono serio, facendo squittire la sua vocetta:
«Agirò su Arianna, è lei la più ingenua. Farò in modo che risulti che l’idea di incontrarsi al Labirinto sia della principessa. Lascia fare a me!»

Edelmas aveva deciso di avvalersi, nell'attuazione del piano per la caduta di Teseo, della collaborazione con il capo degli schiavi, il fenicio Gabaal, suo alleato e nemico giurato degli Achei.
Più volte i due avevano collaborato e tramato per far cadere in disgrazia i favoriti di turno di Catreus e di sostituirli con dei nuovi.
L’eunuco spiegò la situazione al capo degli schiavi, e gli consegnò un biglietto sigillato da consegnare alla principessa Arianna , spiegandogli quello che avrebbe dovuto fare in seguito.
Gabaal annuì:
«Io lo faccio per Amasis, che mi è caro come un figlio. E’ un ragazzo che ha sofferto molto, e merita di essere risarcito dalla sorte. Però non chiedermi, un domani, di farlo cadere per far posto ad un altro. Ad Amasis non farei del male neanche col pensiero. Ricordatelo, Edelmas»
«Sì, sì… lo so che anche tu stravedi per quel ragazzo. Me lo hai portato che era quasi un animale selvatico, ed io ne ho fatto un principe. Conviene anche a me avere un alleato come lui negli alti ranghi dell’amministrazione »
«Bene, allora farò quello che mi hai chiesto»