sabato 4 giugno 2016

Tutte i racconti della vecchia Nan nel Trono di Spade






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Nan è la bisnonna di Hodor, e serve gli Stark da quattro generazioni, quando fu assunta come nutrice di un Brandon che era fratello del nonno di Bran,
 La Vecchia Nan, sopravvissuta a tutti i propri figli e nipoti, dedica tutta la sua attenzione ai ragazzi Stark, a cui è solita raccontare spaventosi racconti riguardo a quello che c'è oltre la Barriera. Nonostante da una parte li terrorizzi, dall’altro lato apre le loro menti alla verità su quale genere di creature sia sopravvissuta oltre la Barriera. Nella Serie TV è interpretata da Margaret John. E’ l’abitante più anziana di Grande Inverno, dove è arrivata per fare da balia a Brandon Stark, della cui identità non si è certi, poiché sua madre è morta nel darlo alla luce. Si pensa che questo Brandon Stark sia o il fratello di Lord Rickard Stark o un fratello di suo padre. Nan perde entrambi i suoi figli durante la Ribellione di Robert, il suo pronipote durante la Ribellione dei Greyjoy. Le sue figlie sono lontano da casa, dove muoiono. Il suo unico parente ancora in vita è Hodor[1].

Di seguito alcune delle storie della Vecchia Nan:

L’ultimo eroe

Il drago di ghiaccio

Harrenhal e Harren il Nero

Il principe che credeva di essere un drago (Aerion Brightflame Targaryen)

Il Re della Notte

Il Popolo Libero beve sangue da teschi umani

Come i Figli della Foresta hanno insegnato ai Primi Uomini a inviare messaggi con i corvi

Il Cuoco Ratto, Danny Flint, il Pazzo dell'Ascia, Symeon Occhi di Stelle e le storie sul Forte della Notte

Aspra Dimora

Le leggende sulla Lunga Notte

Storie di terribili tempeste invernali


Il gioco del trono

Nan (Margaret John) nella serie tv
Mentre assiste all’esecuzione del disertore dei Guardiani della Notte, Bran Stark ripensa alle storie della Vecchia Nan riguardo alle creature che vivono oltre la Barriera[2].

Lo scontro dei re
Arya Stark usa il soprannome “Nymeria” o "Nan" per un breve periodo di tempo, dopo essersi presentata così a Lord Roose Bolton[3].

Il banchetto dei corvi
Dopo la caduta di Grande Inverno, Nan è tra i prigionieri che vengono tenuti a Forte Terrore.

La danza dei draghi
Secondo quanto sostiene Theon Greyjoy, la Vecchia Nan sta ormai per morire, ma questo dato non è ancora stato confermato.

Daenerys Targaryen e la Profezia degli Eterni





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Madre dei draghi, figlia di tre, tre teste ha il drago. Madre dei draghi, figlia della tempesta, tre fuochi dovrai accendere, uno per la vita, uno per la morte e uno per l'amore. Tre destrieri dovrai cavalcare, uno per il piacere, uno per il terrore e uno per l'amore. Tre tradimenti dovrai conoscere, uno per il sangue, uno per l'oro e uno per l'amore.
Viserys che urla, oro liquefatto scorre giù lungo le sue guance, allagandogli la gola. Un lord dalla pelle bronzea e dai lunghi capelli argentei è in piedi a fianco del vessillo di uno stallone di fuoco, con una città in fiamme dietro di lui. Rubini schizzano via come gocce di sangue dal petto di un principe morente che si accascia nell'acqua, mormorando il nome di una donna.
Madre dei draghi, figlia della morte...
Scintillante come il tramonto, una spada rossa si solleva nel pugno di un re dagli occhi azzurri che non proietta alcuna ombra. Un vessillo rappresentante un drago garrisce nel vento davanti a folle giubilanti. Da una torre fumante, una grande bestia di pietra dispiega le ali, respirando fiamme di tenebra.
Madre dei draghi, sterminatrice della menzogna...
La sua cavalla argentea avanza al trotto nell'erba alta, dirigendosi verso un limpido torrente, al cospetto di una prodigiosa volta stellata. Un cadavere in piedi sulla prora di una nave, occhi che brillano nel volto livido, un sorriso triste sulle labbra grigie. Un fiore azzurro nasce da una cavità in una muraglia di ghiaccio, l'aria è piena di fragranza.
Madre dei draghi, sposa del fuoco...
Rapide, sempre più rapide vennero le visioni, l'una dopo l'altra, l'una dentro l'altra, fino a quando l'aria stessa parve diventare un'entità viva. Ombre che vorticano, che danzano all'interno di una tenda, prive di scheletro, evocatrici di qualcosa di terribile. Una bambina corre a piedi nudi verso una grande casa dalla porta rossa. Mirri Maz Duur urla avvolta dalle fiamme, e un drago esce dalla sua fronte. Un cavallo argenteo trascina il cadavere di un uomo nudo, ridotto a un cumulo di piaghe. Un leone bianco in corsa nell'erba, gli steli alti più di un uomo. Al cospetto della Madre della montagna, una fila di anziane nude esce dal grande lago e s'inginocchia davanti a lei, corpi tremanti, teste chinate. Diecimila schiavi innalzano mani lorde di sangue, Daenerys che galoppa davanti a loro come il vento. «Madre!» urlano. «Madre!» Cercano di afferrarla. La toccano, tirano la sua tunica, il bordo della gonna, il piede, la gamba, il seno. La vogliono. Hanno bisogno di lei, del suo fuoco, della sua vita. Daenerys spalanca le braccia per accoglierli, per nutrirli tutti...

Gli Eterni si presentano come individui di bell'aspetto e nel fiore degli anni, ma in realtà sono vecchi e avvizziti, con le carni di un blu violaceo: le unghie e le sclere dei loro occhi sono diventate blu per il consumo continuo di Ombra della Sera.

Eventi recenti

Lo scontro dei re
Su consiglio di Pyat Pree, Daenerys Targaryen decide di far visita agli Eterni nella loro dimora. Dopo averli cercati a lungo all'interno dell'edificio, Daenerys trova un gruppo di stregoni giovani e forti che le mettono a disposizione la loro conoscenza e le loro armi magiche. Drogon, però, cerca di dirigerla verso un'altra porta e Daenerys decide di seguire l'istinto del drago, allontanandosi da loro, mentre gli stregoni cercano di richiamarla con voci suadenti. La ragazza scappa e si trova in una sala cupa con al suo interno un tavolo di pietra e un cuore umano, blu dalla decomposizione, che vi aleggia sopra. Nell'oscurità, Daenerys percepisce la presenza dei veri Eterni, uomini e donne vecchi e decrepiti, con carni, labbra e occhi blu: nonostante siano immobili e non respirino, stanno comunque sussurrandole qualcosa. Gli Eterni le mostrano una serie di visioni del passato e del futuro, ma, mentre lo fanno, cercano di attaccarla per succhiarle via l'energia vitale. A quel punto, interviene Drogon, che li aggredisce salvando Daenerys.[1]

La danza dei draghi
Quaithe raccomanda a Daenerys Targaryen di ricordare ciò che le è stato detto dagli Eterni.[2]
Secondo Xaro Xhoan Daxos, gli Eterni di Qarth sono tutti morti.[3]

Quello di Daenerys nella casa degli Eterni è un capitolo importante e difficile. Certo, finisce in crescendo, ma all’inizio di azione ce n’è poca, solo immagini difficili da interpretare E quando David Benioff e D.B. Weiss hanno realizzato il corrispondente episodio nella seconda stagione di Il trono di spade hanno dovuto compiere delle scelte ben diverse rispetto a quanto narrato da George R.R. Martin in La regina dei draghi. Motivi economici, difficoltà a girare certe scene, la necessità di mostrare qualcosa di più “televisivo” e quella di evitare spoiler, l’impossibilità di mettere certi elementi perché gli spettatori non conoscevano tutti i retroscena che conoscevano i lettori… Le differenze sono tante, a partire dal perché Daenerys si reca in quella che è chiaramente una trappola. Nei romanzi la sua è una scelta, sa di correre un rischio ma vuole sapere ed essere padrona del suo destino. Nella serie televisiva è costretta a farlo perché le hanno rubato i draghi. I romanzi sono più statici, certo, ma il personaggio è anche più forte. Gli effetti speciali per realizzare i draghi costano molto più delle parole con cui Martin li descrive e quindi Benioff e Weiss li fanno vedere meno. Mezzi espressivi diversi, anche se il modo in cui muta il carattere dei personaggi dalla carta allo schermo in genere non mi piace.

Daenerys va, malgrado i consigli contrari e il precedente tragico con la maegi, e del resto qualcosa deve pur fare se vuole uscire dalla situazione di stallo in cui si trova. La Casa degli Eterni è un labirinto, anche se visto che è un labirinto magico non possiamo aspettarci che si comporti secondo le regole che conosciamo noi. E le istruzioni di Pyat Pree saranno corrette o saranno qualcosa di adattato ai suoi scopi? Se entrasse qualcun altro come si comporterebbe la Casa? Mi piace comunque l’immagine evocata da Pyat Pree:

Altre porte potrebbero aprirsi per te. Oltre di esse, potresti trovare visioni che ti turberebbero. Visioni di dolcezza e visioni di orrore, di meraviglia e di terrore. Immagini e suoni di giorni svaniti, di giorni a venire e di giorni che mai saranno. (pag. 215)

Questa è epica, ricordiamolo, è un canto di ghiaccio e di fuoco, e le visioni ne fanno parte.

Daenerys entra, e noi con lei. Non mi soffermo sugli arredi, le stanze chiuse, i rumori, perché ne sappiamo troppo poco, come sappiamo poco di determinate visioni. Cosa significa quella donna nuda su cui si trovano quattro piccolissimi uomini con la faccia da topo? Da qualche parte ho letto che la donna potrebbe rappresentare il continente di Westeros dilaniato da quattro re, ma è solo un’ipotesi. Poi c’è un’orribile carneficina, seguita da una delle tante libere interpretazioni di Sergio Altieri dei romanzi. Daenerys ha la visione della “casa con la porta rossa, la casa di Braavos” (pag. 217). Altieri, convinto che i lettori non avrebbero riconosciuto la casa in questione, ha sentito la necessità d’inventarsi una frase che in A Clash of Kings non c’è. Dopo “la casa di Braavos!” infatti lui ha aggiunto

Il luogo dove lei e suo fratello Viserys erano stati accolti da magistro illyrio prima che lei andasse in sposa a khal Drogo

dimenticandosi che magistro Illyrio vive a Pentos e non a Braavos, e che presso di lui Daenerys non si è mai sentita a  casa sua. Il traduttore ha pensato che noi potessimo confonderci, e così ha aggiunto una frase errata. Nelle ultime edizioni dei romanzi e nella versione ebook questa frase è stata tolta, cancellata grazie alle proteste mie e di altre persone, ma chi ha ancora la vecchia edizione si trova di fronte un errore.

Mi è capitato di leggere alcuni commenti su internet scritti da gente che dice che Martin non scrive neanche male ma che si contraddice un po’ troppo spesso. No, non è lui che si contraddice, è la traduzione che lo fa, ma parecchie persone attribuiscono allo scrittore colpe che non ha e magari usano questi errori come motivo per dire che gli autori fantasy non sono particolarmente seri e non si curano dei dettagli tanto i loro lettori accettano di tutto. Grrr…
Con la casa casa di Braavos siamo in vena di memorie, e già che ci stiamo tuffando nel passato vediamo un’altra scena interessante e un altro errore di Altieri. Ci sono il trono di spade (il “torreggiante trono irto di protuberanze”, pag 218) e quattro persone, due uomini, una donna e un neonato. Il vecchio riccamente vestito seduto sul trono è Aerys, il re Folle. L’uomo che si trova più in basso e che in un primo momento Daenerys prende per Viserys è Rhaegar, il maggiore dei figli di re Aegon e della regina Rhaella.Ce lo dicono il suo aspetto, le sue parole e il fatto che suona l’arpa, cosa che Rhaegar amava fare (anche se non ricordo se questo il lettore lo sa già o se lo scoprirà più avanti). È quest’uomo, e non il sovrano – il quale era folle e dubito che si interessasse di certe profezie come invece fa Rhaegar, ma tanto per cambiare la traduzione di Altieri attribuisce le parole alla persona sbagliata – a dire alla donna che il bambino si deve chiamare Aegon. Abbiamo già avuto la profezia sul figlio di Daenerys e Drogo che in teoria sarebbe dovuto essere lo stallone che monta il mondo, ma se Martin si diverte a distruggere i clichè del fantasy magari anche il fatto di non far avverare le profezie fa parte di questa sua abitudine di deludere le aspettative del lettore. Comunque il discorso del canto del ghiaccio e del fuoco ci riporta sul tema dell’epica di cui parlavo prima, aspetto sottolineato dal ricordo delle tre teste del drago.

L’incontro con gli Eterni per certi aspetti mi fa pensare agli Aelfinn descritti da Robert Jordan in L’ascesa dell’Ombra, anche se Martin ha un passato da scrittore di horror e la cosa di tanto in tanto affiora. Ritroviamo l’importanza del tre del folklore, delle fiabe e degli archetipi: tre teste del drago, tre fuochi (vita, morte e amore, e se il primo fuoco è quello che ha dato la vita ai draghi viene da chiedersi quali saranno gli altri due e quale prezzo dovrà pagare per accenderli), tre destrieri (piacere, terrore e amore), tre tradimenti (sangue, oro e amore, e l’amore è l’unica delle parole che si ripete in queste tre terne). E poi ci sono Viserys che urla, un lord dalla pelle bronzea e dai capelli argentei (il colore dei capelli è quello dei Targaryen, quello della pelle no. Rhaego, il figlio di Daenerys e Drogo, se fosse vissuto? Noi non sappiamo se le visioni riguardano passato, presente, futuro o un futuro che una volta era una possibilità e ora non più, e dobbiamo interpretare in base a pochi elementi), Rhaegar che muore facendo il nome di una donna (Lyanna, ovviamente, chi altri?), una spada rossa nel pugno di un re dagli occhi azzurri privo di ombra (gli occhi come come quelli di Stannis, anche se non siamo sicuri che il re sia lui, ma Stannis ha un rapporto molto particolare son la sua ombra, manco fosse Peter Pan), un vessillo rappresentante un drago mosso dal vento, una bestia di pietra che dispiega le ali (avete presente come è costruita Roccia del Drago?), la sua cavalla argentea, un cadavere in piedi sulla prora di una nave, un fiore azzurro che nasce da una cavità in una muraglia di ghiaccio (Lyanna amava i fiori azzurri, e l’unica muraglia di ghiaccio che mi viene in mente è la Barriera), e poi via, con visioni sempre più frenetiche, alcune delle quali chiaramente legate al passato. La cosa diventa insostenibile, fino all’intervento di Drogon che decide che è il momento di fare un bel barbecue.

Eccole qui le Nozze Rosse, Martin ce lo aveva detto con parecchio anticipo, anche se chi come me ha letto i libri all’epoca della loro pubblicazione (La regina dei draghi nell’ottobre del 2001, I fiumi della guerra nell’ottobre del 2002) ha fatto in tempo a dimenticare un bel po’ di cose. Cadaveri a mucchi, corpi muutilati, “un sontuoso banchetto tramutato in un orrido mattatoio”, anche se il banchetto offerto da Walder Frey non era poi tanto sontuoso, e su un trono un uomo morto la cui testa “era una testa di lupo. Portava una corona di ferro”. La corona di Robb per la verità è di bronzo (Il regno dei lupi, pag. 112), ma il sovrano è senza dubbio lui. In questo caso Benioff e Weiss sono stati obbligati a cambiare la visione, se Daenerys non ha mai visto Robb e per il personaggio descritto da Martin la ragazza vede semplicemente un uomo morto, noi avremmo certamente riconosciuto Richard Madden. Ha già sul corpo la testa di Vento Grigio? Avremmo riconosciuto pure lui, e quindi le Nozze Rosse della terza stagione avrebbero avuto sullo spettatore un effetto molto meno forte. E nel mattatoio probabilmente avremmo visto stemmi, quanto meno quelli di Stark e Frey. No, meglio eliminare la visione, anche se i lettori erano stati avvisati.

Rhaegar dice che il figlio è il Principe Promesso, e che sua è la Canzone del Ghiaccio e del fFoco. Con Aegon morto poteva sembrare un’altra profezia errata come quella dello stallone che monta il mondo, ma forse Aegon non è morto. Forse, non siamo certi che il giovane Griff sia davvero il figlio di Rhaegar ed Elia, anche se lui ne è convinto e anche se ha certamente sangue Targaryen nelle vene. Potrebbe essere un Targaryen del ramo Blackfire, e prima o poi dovrò parlare di questa ribellione, cresciuto nella convinzione erronea di essere stato scambiato in culla. In fin dei conti Le cronache del ghiaccio e del fuoco sono piene di burattinai che manovrano le persone per i loro fini e che fanno del loro meglio per ingannarci.

Cosa successe realmente al Torneo di Harrenhal e chi era davvero Rhaegar Targaryen



Come spesso accade in tutte le serie che si rispettino, anche nel Trono di Spade, o Games of Thrones, o Cronache del Ghiaccio e del Fuoco (Song of Ice and Fire), gli eventi più importanti sono già accaduti prima dell'inizio.
Tutto cominciò al Torneo di Harrenhal, nell'Anno della Falsa Primavera...

Il Torneo di Harrenhal, anche conosciuto come il grande torneo di Lord Whent, fu una competizione che si tiene nei dintorni della semidiroccata fortezza di Harrenhal, nelle Terre dei Fiumi, in data 281 dell'era Targaryen, ovvero nell’Anno della Falsa Primavera.
 Il torneo è indetto da Lord Walter Whent, il quale intende festeggiare il compleanno della figlia vergine. È il torneo più lungo nella storia del Continente Occidentale.

Una versione ufficiale di ciò che accadde viene fornita, seppur con una certa reticenza, dai ricordi di alcuni personaggi.
Maggiori informazioni si possono trovare in un testo molto valido, pubblicato dallo stesso Martin, "Il mondo del Ghiaccio e del Fuoco", che si presenta come una raccolta di resoconti storici scritti da Maestri della Cittadella, e che vuole svolgere, in maniera più saggistica che romanzesca, il ruolo di prequel, almeno temporaneo, della serie.
Tra le informazioni interessanti che vi possiamo leggere, ci sono i numerosi retroscena riguardanti proprio il Torneo di Harrenhal e il ruolo di Rhaegar Targaryen, Principe della Roccia del Drago.
Pare che l'idea di organizzare il torneo fosse stata dello stesso principe Rhaegar, d'accordo con lord Whent di Harrenhal, per acquistare una popolarità sufficiente a preparare il terreno per l'interdizione dell'ormai folle re Aerys II, manifestamente incapace di regnare, a causa della sua malattia mentale.

Gli eventi presero però una piega completamente diversa da quella che era stata premeditata.

Lord Walter Whent indice il torneo verso la fine del 280 CA, poco dopo aver ricevuto una visita del fratello minore Ser Oswell Whent, un cavaliere della Guardia Reale. I premi in denaro in palio sono ben tre volte più ricchi di quelli offerti da Lord Tywin Lannister nel Torneo d’Anniversario, tenutosi ad Approdo del Re nel 272 CA. Il sogno di una così lauta ricompensa attira centinaia di contendenti.
A detta di molti, la Casa Whent intende semplicemente far mostra del suo potere, gloriarsi del suo imponente castello e pavoneggiarsi della propria cavalleria. Taluni altri sostengono invece che la casata non disponga nemmeno dei fondi per il premio del vincitore e che sia per questo sostenuta economicamente da un "anfitrione ombra"; Mestro Yandel pensa al principe ereditario Rhaegar Targaryen. Re Aerys II Targaryen presenzia al torneo soltanto perché Varys gli ha riferito che il figlio Rhaegar ha organizzato la competizione per incontrarsi con gli alti lord del regno, coi quali intende cospirare per detronizzarlo in un informale Gran Concilio. Gran parte dei presenti è sconvolta alla vista del degrado fisico del sovrano, il quale non si mostra in pubblico dalla fine della Ribellione di Duskendale.
Alla cerimonia d’apertura del torneo, il quindicenne Ser Jaime Lannister è ammesso nella Guardia Reale. Sebbene il ragazzo desideri prender parte alla giostra il giorno seguente, re Aerys gli impone di tornare ad Approdo del Re quella sera stessa per sorvegliare la regina Rhaella e il piccolo principe Viserys.
Un sontuoso banchetto a cui presenziano lord provenienti da ogni angolo del regno è allestito tra le mura di Harrenhal.

Il torneo

Il torneo si protrae per sette giorni, cinque dei quali riservati alla giostra, ovvero al confronto con la lancia. Vi è inoltre una grande mischia combattuta tra sette squadre di cavalieri, nella quale Lord Robert Baratheon disarciona numerosi avversari. Oltre a ciò, il torneo include una gara di tiro con l’arco, una di tiro con l’ascia, una corsa di cavalli, una gara di canto e uno spettacolo di guitti.
La bella figlia di Lord Walter Whent è la Regina d’Amore e di Bellezza all'inizio della competizione. Il suo onore viene difeso dai fratelli e dallo zio, Ser Oswell Whent della Guardia Reale, i quali risultano però poi tutti sconfitti.
Un cavaliere misterioso, il "Cavaliere dell’Albero che Ride", s’iscrive alla competizione per difendere l’onore di un crannogman, Ser Howland Reed, amico e alleato di Casa Stark.
 Re Aerys invia dei suoi uomini per svelarne l’identità, convinto si tratti di Ser Jaime, tornato in gran segreto per vendicarsi di lui. Le spie non hanno tuttavia successo: il cavaliere svanisce nel nulla, per ricomparire solamente durante le gare.

Il vincitore della giostra è Rhaegar Targaryen, il quale batte quattro cavalieri della Guardia Reale. Il principe sceglie Lyanna Stark come sua Regina d’Amore e di Bellezza, posandole in grembo una corona di rose blu dell’inverno. L’atto scandalizza gli astanti, in quanto Rhaegar è sposato con Elia di Dorne, anch’ella presente, e Lyanna è promessa a Robert Baratheon.

Un anno dopo, l’interesse di Rhaegar sfocia nel presunto rapimento di Lyanna, mentre si trovava in viaggio da Delta delle Acque alla Valle di Arryn, azione che provoca lo scoppio della Guerra dell’Usurpatore, il conflitto che rovescia la Dinastia Targaryen.

La giostra

Si tengono cinque giorni di giostre.

Noti astanti

House Baratheon.PNG Lord Robert Baratheon
House Connington.png Lord Jon Connington
Mini kingsguard.png Ser Jonothor Darry
Mini kingsguard.png Ser Arthur Dayne
DayneCoA.png Lady Ashara Dayne
Mini kingsguard.png Lord Comandante Gerold Hightower
House Hunter.PNG Lord Eon Hunter
Mini kingsguard.png Ser Jaime Lannister (costretto ad andarsene in principio al torneo)
House Lonmouth.PNG Ser Richard Lonmouth
MartellCoA.png Principessa Elia Martell
Mini kingsguard.png Principe Lewyn Martell
MartellCoA.png Principe Oberyn Martell
Reed coat of arms.png Lord Howland Reed
Royce.png Lord Yohn Royce
Mini kingsguard.png Ser Barristan Selmy
Mini stark.png Benjen Stark
Mini stark.png Brandon Stark
Mini stark.png Eddard Stark
Mini stark.png Lyanna Stark
561px-House Targaryen crest.PNG Re Aerys II Targaryen
561px-House Targaryen crest.PNG Principe Rhaegar Targaryen
House Tyrell.PNG Lord Mace Tyrell
Mini kingsguard.png Ser Oswell Whent
House Whent.png Lord Walter Whent

Eventi recenti

Il Trono di Spade
Nelle celle nere della Fortezza Rossa, Eddard Stark ripensa al torneo di Harrenhal, tenutosi quando aveva diciotto anni. Riesce ancora a ricordare gli sguardi, gli odori e i volti degli astanti. Rammenta il momento in cui Rhaegar Targaryen ha vinto la giostra e quello immediatamente successivo, il momento in cui tutti i sorrisi sono svaniti, quando il principe ha spinto il suo cavallo oltre la moglie Elia Martell per donare la corona della Regina d’Amore e di Bellezza a Lyanna Stark,

Tempesta di spade
Giunto ad Harrenhal come ostaggio dei Bravi Camerati, Jaime Lannister nota che molti uomini si sono accampati al di fuori del castello, lungo le rive dell'Occhio degli Dèi, proprio dove Lord Walter Whent ha allestito il suo grandioso torneo nell’Anno della Falsa Primavera. Le labbra di Jaime s’increspano in un sorriso amaro – qualcuno ha scavato una trincea nel punto esatto in cui, quindicenne, si è inchinato a re Aerys II Targaryen per prestare giuramento.
Accampato al di fuori di Yunkai, Arstan Barbabianca racconta del torneo di Lord Whent a Daenerys Targaryen, sorella di Rhaegar.
Meera Reed racconta a Bran Stark la storia del Cavaliere dell’Albero che Ride.

La danza dei draghi
A Meereen, mentre passeggia solo e malinconico sul terrazzo della Grande Piramide, Ser Barristan Selmy ricorda il torneo di Harrenhal dell’anziano Lord Whent e la sua nostalgia si fa ancora più acuta.

Citazioni

Ma più tardi, nel confronto alla landa, la giornata appartenne a Rhaegar Targaryen.
Dai pensieri di Eddard Stark


Daenerys: Ma allora, quali tornei ha vinto mio fratello?
Arstan: Maestà, tuo fratello vinse il torneo più grande di tutti […] I più grandi lord, i più formidabili campioni dei Sette Regni gareggiarono in quel torneo, e il principe della Roccia del Drago li batté tutti.

Daenerys Targaryen e Arstan Barbabianca


Fonti e note

↑ 1,0 1,1 1,2 Il gioco del trono, Capitolo 58, Eddard.
↑ 2,0 2,1 2,2 2,3 2,4 2,5 2,6 Il Mondo del Ghiaccio e del Fuoco, L’Anno della Falsa Primavera.
↑ 3,0 3,1 Tempesta di spade, Capitolo 31, Jaime.
↑ Il Mondo del Ghiaccio e del Fuoco, Aerys II.
↑ 5,0 5,1 Tempesta di spade, Capitolo 42, Daenerys.
↑ 6,0 6,1 La danza dei draghi, Capitolo 67, Il Distruttore di Re (Barristan III).
↑ Tempesta di spade, Capitolo 44, Jaime.
↑ 8,0 8,1 8,2 8,3 8,4 8,5 8,6 8,7 8,8 Tempesta di spade, Capitolo 24, Bran.
↑ So Spake Martin: Tourney Rules, (April 29, 1999)
↑ Il gioco del trono, Capitolo 58, Eddard, p 631.
↑ Tempesta di spade, Capitolo 31, Jaime, p 346.
↑ 12,0 12,1 Tempesta di spade, Capitolo 42, Daenerys, p. 485.
↑ Il gioco del trono, Capitolo 58, Eddard, p. 631.