sabato 10 settembre 2016

Da un eccesso all'altro




















Uno dei più grandi pericoli, quando si vince, deriva dal desiderio di voler stravincere.
Questo è ciò che sta succedendo al fronte progressista buonista, che dopo aver ottenuto alcune importanti vittorie, alcune delle quali condivisibili, ha poi deciso di strafare.
Si è così passati da un estremo all'altro.
Dall'epoca conservatrice di Bush, Ratzinger e Berlusconi si è passati ad un'epoca di buonismo esasperato, forti dell'ascesa al potere di Obama, Bergoglio e Renzi, con Napolitano divenuto "Re", più che Presidente.
Da una totale chiusura dei confini e da una sostanziale omofobia, si è passati ad un'epoca di accoglienza indiscriminata, di alleanze con l'islam anche radicale (come in Siria) e di oltranzismo nel portare avanti le adozioni per le coppie gay la cui unione civile è stata equiparata in molti paesi al matrimonio.
Si è voluto imporre anche un cambio di linguaggio, secondo i dettami del politicamente corretto di un'elite radical-chic sempre più distante dai problemi reali delle masse.
La sinistra è diventata liberale, filo-capitalista, filo-islamica, globalista, mondialista, e persino papista. Le sue uniche preoccupazioni riguardano gli immigrati e la comunità lgbt.
E il welfare state? E i diritti sociali? Tutto questo è passato in secondo piano.
Non c'è dunque da meravigliarsi se le forze cosiddette populiste e xenofobe guadagnano terreno e se gli opposti estremismi si danno battaglia tutti i giorni, per ora solo su internet, ma prima o poi queste tensioni rischiano di esplodere.
Demonizzare Trump, Putin e la AfD tedesca non servirà a convincere la gente comune, abbandonata a se stessa, a ritrovare fiducia nei partiti tradizionali, troppo legati ad oligarchie autoreferenziali e arroganti nella loro presunzione di essere moralmente superiori.

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