venerdì 1 luglio 2016

La supponenza dei giovani europeisti radical-chic ha contribuito alla vittoria della Brexit e all'ascesa di Trump



Alla fine lo ha capito anche Beppe Severgnini, che, pur restando dell'idea discutibile che "su certe questioni non deve decidere la gente col voto", parla poi delle offese e degli "insulti social" che hanno esacerbato le frustrazioni già presenti nel tessuto sociale britannico e in particolare inglese, portando la maggioranza dei votanti a scegliere di uscire dall'Unione Europea.
Concordo in parte con la sua analisi, ma mi permetto di aggiungere qualche osservazione personale.
Partiamo dai dati: oltre 33 milioni di inglesi hanno partecipato al referendum sulla Brexit. 17 milioni e 400 mila inglesi circa hanno votato per l'uscita dall'UE. Questi numeri rappresentano l’espressione del popolo britannico, che va rispettato.
E dunque io, che pure mi ritengo un europeista moderato e avrei preferito che la Gran Bretagna rimanesse in Europa (e sicuramente voglio che ci rimanga l'Italia),  rispetto il voto dei britannici e non mi permetto di deridere o insultare chi ha votato per il "leave", cioè l'abbandono, da parte del Regno Unito, di un'Unione Europea che ha peccato di rigidità, astrattezza, eccesso di burocrazia e di austerità.
Altri invece hanno incominciato un'operazione tipica del radical-chic, specie i Vip e quelli appartenenti alle famiglie più o meno legate con un'Oligarchia che dall'Unione Europea ha avuto molti vantaggi, certamente di più di quanti ne può aver avuto il cittadino comune, vessato dall'austerità e da regole assurde e asfissianti.
Il referendum sulla Brexit ha mostrato per l'ennesima volta, la vera natura dei radical-chic europeisti, il cui atteggiamento elitario, snobista e supponente nei confronti dei "vecchi", degli "ignoranti", dei "campagnoli" e dei presunti "razzisti" che hanno votato a favore dell'uscita della Gran Bretagna dall'Unione Europea ha rivelato la loro scarsa fiducia nella democrazia.

Saviano se ne esce con una boutade tranchant, sostenendo che "ha vinto il popolo che nel 1938 acclamava Hitler".

Non poteva mancare il parere del Tecnocrate per eccellenza, il senatore a vita Mario Monti, secondo cui "Cameron ha compiuto un eccesso di democrazia" e le decisioni importanti avvengono "al riparo dal processo elettorale"

D'accordo con Monti, come sempre, è l'Emerito Napolitano, secondo cui su una "materia complessa è incauto proporre un referendum". Chissà allora cosa pensa riguardo al referendum costituzionale di Renzi che, in coordinato con la legge elettorale dell'Italicum, porterebbe a stravolgere il pluralismo parlamentare della Repubblica.

Il giornalista Alain Elkann, dalle pagine de La Stampa, giornale controllato dai suoi stessi figli, dichiara senza mezzi termini che a volere la Brexit sono stati i "razzisti".

Se queste sono le posizioni dei padri, non ci si può aspettare maggiore moderazione da chi è più giovane.
Sono stati proprio i giovani radical-chic, quelli della Generazione Erasmus, quelli che hanno il cuore a sinistra e il portafoglio a destra, quelli che non si perdono un aperitivo o un'apericena "equa e solidale", quelli che sembrano essere in vacanza da una vita, sempre in viaggio di piacere, sempre a fare festa, anche quando c'è ben poco da festeggiare, quelli che maggiormente hanno irritato l'elettore medio, quello che lavora duro per pochi spiccioli, che si è visto abbassare il salario a causa dell'immigrazione, o che si è visto chiudere l'azienda perché non rispetta certi assurdi parametri decisi a Bruxelles.

Si può concedere ai giovani radica-chic l'attenuante della buona fede, nel senso che sono sinceramente e assolutamente convinti di essere depositari di una Verità Superiore.
Nei fatti, però, questi giovani, spesso mantenuti dai genitori, non fanno altro che seguire le orme dei loro padri, molti dei quali ex sessantottini convertitisi, sulla via di Damasco, all'ossequio del Capitale Teutonico.
Altri ancora sono invece figli di membri di una classe dirigente che ha capito che le conviene far finta di essere di sinistra, secondo una logica gattopardesca, perché "affinché tutto resti com'è, bisogna che tutto cambi": e allora ecco le famose "riforme" seguite dal ritornello "ce lo chiede l'Europa".
E' stato proprio questo ritornello, condito con le facce di Monti, della Merkel e di Junker, a esasperare chi, invece di astratte e inefficaci riforme, chiedeva un posto di lavoro, una burocrazia meno oppressiva, un fisco meno penalizzante per i piccoli imprenditori, proprietari o risparmiatori, una pensione dignitosa per anziani e disabili, e una difesa dello stato sociale.

I giovani radical-chic hanno ignorato queste istanze, forse perché non hanno mai fatto i conti con la vita reale, e hanno avuto la presunzione di decidere nei loro cenacoli ciò che era meglio per tutti, hanno avuto l'arroganza di insultare e linciare chi non la pensava come loro e infine la supponenza spocchiosa e snob di disprezzare chi non apparteneva alla loro esclusiva cerchia hipster.

In questo si sono dimostrati degni eredi dei loro padri: i figli dei ricchi sputando (ma solo apparentemente) nel piatto dove mangiano, e i figli dei meno ricchi comportandosi da "utili idioti".

Le idee radical-chic nascono infatti in contesi privilegiati ed esprimono il pensiero dell'effettiva classe dirigente, la stessa che ha condotto la nostra civiltà al disastro attuale.
Ma i radical-chic non si fanno mai esami di coscienza.
Il torto, secondo loro, ce l'hanno sempre gli altri.
Tutte le volte che un voto non va come vorrebbero i benpensanti del Salotto Buono della finanza e  le famiglie dell'Oligarchia politico-economico-culturale di stampo "radical-chic", ecco che subito scatta l'accusa di razzismo, che non sta né in cielo né in terra, dal momento che, primo, il razzismo non va confuso con la xenofobia, e, secondo, la xenofobia non va confusa con il buon senso di chi vuole porre limiti all'immigrazione per il semplice fatto che l'Europa non può far entrare tutta l'Africa e tutta l'Asia, indiscriminatamente, entro i propri confini, anche se questo costituirebbe un indubbio vantaggio per gli industriali, che potrebbero così abbassare ulteriormente il costo del lavoro e quindi i salari degli "ignoranti" che non la pensano come loro e che osano votare diversamente da come loro vorrebbero.
Bene ha scritto, a tale proposito, il filosofo Diego Fusaro:

E' a dir poco disgustoso sentire dotti radical chic politicamente corretti che si dilettano a ingiuriare la scelta degli operai e dei lavoratori inglesi che hanno democraticamente votato a favore del Brexit.

Concordo e punto il dito in particolare sui giovani studenti "erasmus" radical-chic che si ritengono più o meno implicitamente, superiori, a livello intellettuale e culturale, di coloro che hanno votato per l'abbandono dell'Unione.
Punto il dito contro di loro perché il populismo di chi vota la Brexit è anche stata una manifestazione di protesta contro il loro atteggiamento di superiorità, il loro snobismo palesato tramite ironie più o meno sottili, la presunzione di avere sempre ragione in quanto detentori di una cultura superiore e la supponenza con cui trattano chi non la pensa come loro,
Farage ha spiegato come la sinistra abbia voltato le spalle ai poveri:
"Ciò che la gente umile ha fatto è stato di rifiutare le multinazionali, le banche d'affari, la politica della globalizzazione".
I "radical-chic" erano "no-global" quando governavano Berlusconi e Bush, ma sono diventati "new-global" nell'era Obama-Renzi-Bergoglio.

Lo stesso si può dire riguardo all'atteggiamento generalizzato dell'elite radical-chic contro Trump.
Io non sto dicendo che Trump abbia ragione su tutto, ma credo che su qualcosa possa avere più ragione di Hillary,
Ma tutti i radical-chic, in blocco, vedono in Trump il male incarnato, l'Anticristo, una specie di miscuglio tra Berlusconi, Salvini, Le Pen e Putin.

Emblematica al riguardo è la battuta della giovane giornalista Beatrice Borromeo Casiraghi:

  1. Da oggi nessun americano ci può più sfottere per Berlusconi, almeno


In compenso potranno continuare a sfotterci per il fatto che consideriamo del tutto normale che i rampolli dell'oligarchia siano "progressisti", mentre i figli degli operai siano di destra o comunque populisti.
Ma non c'è niente di nuovo sotto il sole, è l'eterna questione dei radical-chic.
Non dimentichiamo che "Radical chic" è un'espressione idiomatica mutuata dall'inglese per definire gli appartenenti alla ceti più abbienti, che per vari motivi (seguire la moda, esibizionismo o per inconfessati interessi personali) ostentano idee e tendenze politiche affini alla sinistra radicale o comunque opposte al loro vero ceto di appartenenza.
Un atteggiamento frequente è l'ostentato disprezzo degli arricchiti, dei parvenu, di coloro che sono ancora alla prima generazione di chi ha guadagnato il vile denaro, di cui loro sembrano non aver bisogno in prima persona, quasi fosse tabù, quando in realtà si sfoggia uno stile di vita che indica un'abbondante disponibilità finanziaria o comunque improntato al procacciamento dello stesso con attività che, quando osservate in altri, un radical chic non esiterebbe a definire in modo sprezzante, come volgarmente lucrative. Ivi compresi i matrimoni con rampolli multimilionari.
Inoltre tale atteggiamento sovente si identifica con una certa convinzione di superiorità culturale, nonché per l'ostinata esibizione di tale cultura "alta", o la curata trasandatezza nel vestire e, talora, per la ricercatezza in ambito gastronomico e turistico; considerando insomma come segno distintivo l'imitazione superficiale di atteggiamenti che furono propri di certi artisti controcorrente e che, ridotti a mera apparenza, perdono qualsiasi sostanza denotando l'etichetta snobistica.
Perché in fondo, qual è la vera colpa di Trump? Quella di non stare dalla parte dell'oligarchia, di quella stessa oligarchia che vuole la globalizzazione, l'abbattimento dei confini, l'immigrazione... tutte cose che secondo loro risolverebbero i problemi del mondo, invece di crearli.

I Clinton appartengono egualmente all'oligarchia. Chelsea Clinton ha sposato un ricchissimo banchiere con una cerimonia il cui fasto osceno è stato un vero e proprio insulto alla miseria.
Ma le domande insidiose sul padre le hanno fatte alla figlia di Trump.
Insomma se non sei un radical-chic vieni preso di mira  e come minimo deriso dai rampolli dell'elite benpensante.

Se vogliamo dare un futuro all'Unione Europea, se vogliamo che l'europeismo torni ad essere un valore condiviso, dobbiamo cercare di capire le motivazioni reali dell'elettorato che è contrario ad esso, capire le motivazioni di chi vota la Brexit, di chi vota Trump, senza bollarli fin dall'inizio come degli sciocchi che non hanno capito niente della vita, mentre noi colti, noi privilegiati, avremmo capito tutto.
No, cerchiamo di fare tutti un bel bagno di umiltà.

Invito i rampolli dell'elite a scendere almeno 5 secondi dal loro piedistallo e mescolarsi alla gente comune e ascoltare le ragioni della gente comune.
Lo ripeto: facciamoci un bel bagno di umiltà!

P.s. Per un approfondimento sul tema dei radical-chic riporto quanto ne scrive, con giusta obiettività. Wikipedia:
La definizione radical chic venne coniata dallo scrittore e giornalista statunitense Tom Wolfe nel 1970. Il 14 gennaio Felicia Bernstein, moglie del compositore e direttore d'orchestra Leonard, organizzò un ricevimento con raccolta di fondi per dare aiuto legale al gruppo rivoluzionario marxista-leninista Pantere Nere.[1] Il ricevimento si tenne a casa dei Bernstein, un attico di tredici camere su Park Avenue (un ampio viale di Manhattan). Tom Wolfe scrisse un ampio resoconto sulla serata. Ne risultò un articolo di 29 pagine pubblicato sul New York Magazine del giugno 1970.[2]
L'espressione fu ripresa da Indro Montanelli nel celebre articolo Lettera a Camilla[3], in forte polemica con Camilla Cederna, quale ideale rappresentante dell'italico "magma radical-chic", superficiale e incosciente culla degli anni di piombo. A parte la novità etimologica, l'argomento era già stato affrontato da Montanelli in vari scritti, nei quali lamentava la frivola ideologia di certa borghesia ricca e pseudo-intellettuale lombarda, facendone anche un ritratto tragicomico nella pièce teatrale Viva la dinamite! del 1960.

Appellativi analoghi in Paesi diversi dall'Italia

  • ]BrasileEsquerda festiva ("sinistra festaiola", termine che accosta lo schieramento politico alla feste intese come eventi consumistici)
  • Bosnia ed Erzegovinačova-buraz raja[senza fonte].
  • CileRed set (per analogia con il jet set utilizzando il termine "red" cioè "rosso", colore della sinistra)
  • FranciaGauche caviar ("sinistra al caviale", termine che accosta lo schieramento politico al caviale, alimento di lusso per eccellenza) o Bourgeois-bohème (abbreviato in "Bo-bo" associa la condizione sociale borgheseall'atteggiamento bohèmienne).
  • GermaniaSalonbolschewist (bolscevico da salotto)[4], appartenente alla Toskana-Fraktion[5] (dove Fraktion vale "gruppo parlamentare", e il termine stigmatizza la diffusa frequentazione di luoghi villeggiatura in Toscana da parte di politici e intellettuali di sinistra).
  • GreciaAristerà tu saloniù ("sinistra da salotto").
  • InghilterraChampagne socialist ("sinistra champagne", termine che accosta lo schieramento politico allo champagne, bevanda di lusso per eccellenza).
  • IrlandaSmoked salmon socialist.
  • NorvegiaRadikal eleganse (affine a "radical chic").
  • PortogalloEsquerda caviar ("sinistra caviale").
  • SpagnaIzquierda caviar ("sinistra caviale") o Burgués bohemio ("borghesi-bohèmienne).
  • SveziaChampagnevänster ("sinistra champagne") o Rödvinsvänster ("sinistra vino rosso", dove il vino rosso rappresenta una bevanda raffinata per gli svedesi).
  • USARadical chic oppure Limousine liberal (termine che accosta la tendenza politica liberal alla Limousine, autovettura di lusso per eccellenza)
  1. ^ Tom Wolfe, Radical Chic. Il fascino irresistibile dei rivoluzionari da salotto, Castelvecchi, Roma, 2005
  2. ^ Una sera, a casa Bernstein Tom Wolfe scoprì i radical chic, in Il Foglio, 21 dicembre 2013. Nell'occasione gli amici raccolsero poco meno di 10 mila dollari.
  3. ^ Indro Montanelli, Lettera a CamillaCorriere della Sera, 21 marzo 1972
  4. ^ (DESalonbolschewist dal sito del dizionario Duden, pagina visitata il 14 maggio 2014.
  5. ^ (DEKanzler kam erst spät zur Toskana-Fraktion in: Handelsblatt del 9 luglio 2003, pagina visitata il 4 aprile 2010.

Bibliografia

  • Massimiliano Parente, La casta dei radicalchic, Newton Compton, Roma, 2010.

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