martedì 7 giugno 2016

J'accuse: la Tratta degli Schiavi mascherata da accoglienza e integrazione



L'oligarchia politico-finanziaria che governa l'Europa e l'Italia vuole farci credere, con la propaganda dei mass-media, dell'intellighenzia di sinistra, del mondo dello spettacolo e soprattutto con l'endorsement della Chiesa Cattolica e del buonismo francescano, che il fenomeno dell'immigrazione clandestina debba essere considerato come richiesta di asilo politico da parte di rifugiati, nei confronti dei quali ci deve essere il dovere di soccorso, la massima accoglienza, e nessuna paura, dal momento che si integreranno perfettamente nel nostro tessuto sociale, tanto da diventarne una risorsa.

Ora, questo discorso fa acqua da tutte le parti ed è facilmente confutabile.

1) Non tutti i migranti sono rifugiati politici: alcuni provengono da paesi dove non esiste né guerra, né persecuzione politica. Si è dunque estesa la categoria giuridica dell'asilo politico anche ai migranti economici, cioè a coloro che migrano per migliorare le proprie condizioni di vita. Questo è avvenuto per interpretazione analogica del diritto, operando una evidente forzatura giuridica.

2)  I Cara, ossia i Centri di Accoglienza dei Richiedenti Asilo, sono strutture "aperte", nel senso che nessuno può essere obbligato a restarvi per l'identificazione. Ne consegue che molti migranti rifiutano di farsi identificare e fanno perdere le loro tracce, scegliendo quindi, deliberatamente, la condizione di clandestino, con tutte le conseguenze che ne derivano, specie in termini di illegalità.

3) Se una parte consistente di questi migranti viene in Europa per motivi economici, e gli viene attribuito lo status di rifugiato politico, allora di fatto chiunque può avere il diritto di immigrazione nell'UE, specie in Italia, e ciò pone un evidente problema di sostenibilità: se si fanno entrare tutti, si pensa forse di far stare tutta l'Africa in Italia?

4) Le operazioni di soccorso sono state per lo più messe in carico alla marina italiana, la quale ha ricevuto ordine di andare a prendere i migranti anche a poca distanza dalle coste libiche e persino quando sono sbarcati in altri paesi dell'Unione Europea, come Malta o la Grecia (nella fattispecie l'isola di Creta). Questa è una concezione ingiustificabilmente eccessiva del concetto di soccorso, che si è di fatto trasformato in uno scafismo di stato.

5) L'accoglienza costa miliardi di euro, ma i finanziamenti da parte dell'Unione Europea tardano ad arrivare e se anche arrivano sono sempre del tutto insufficienti rispetto alle esigenze che si sono venute a creare, in termini di vitto, alloggio e assistenza sociale e sanitaria.

6) L'integrazione degli immigrati arabi e africani, specie se di religione islamica, si è rivelata quasi impossibile. Gli arabi, e in particolare i maghrebini, si sono resi protagonisti di furti, scippi, molestie e traffico di droga. Molti africani non si sono inseriti nel mercato del lavoro regolare e si sono trovati nelle condizioni di dover lavorare in nero oppure di vivere in condizioni di estrema precarietà, in molti casi a chiedere l'elemosina. Dal punto di vista religioso, gli immigrati islamici non accettano i costumi occidentali e rifiutano la cultura dei diritti civili e dello stato laico.

7) I ricongiugimenti familiari o la destinazione del proprio reddito all'estero, sono tutt'altro che una risorsa: costituiscono anzi un costo aggiuntivo per lo stato sociale, sia in termini di assistenza socio-sanitaria, che in termini di contribuzione previdenziale: infatti quando questi migranti andranno in pensione, lo squiilibrio dei conti dell'Inps sarà molto maggiore del temporaneo vantaggio dei contributi versati ora.

Fatta questa premessa, è lecito chiedersi chi ci guadagna in tutta questa situazione.

La risposta è evidente: ci guadagna il Grande Capitale, che ottiene, tramite l'immissione di masse disposte a lavorare a prezzi stracciati e con minori diritti sociali, un abbassamento drastico del costo del lavoro, che si ripercuote poi sui cittadini europei.

Marx avrebbe parlato di "esercito industriale di riserva". Un tempo lo erano solo i disoccupati. Ora lo sono anche i migranti.

Di fatto l'Oligarchia finanziaria ha organizzato nei dettagli questa vera e propria tratta degli schiavi, prima destabilizzando le istituzioni dei paesi nordafricani, durante la Falsa Primavera Araba, e poi ha sostenuto lo scafismo di stato, mettendolo a carico dei contribuenti europei ed italiani in particolare.

Come sempre, l'Oligarchia finanziaria ha trovato in questo l'appoggio del suo "comitato d'affari", cioè i politici che dicono di essere di centro-sinistra, gli intellettuali organici radical-chic, gli "utili idioti" buonisti e naturalmente la Chiesa Cattolica, che ha sempre svolto il ruolo di cameriere e lacchè del Grande Capitale.

Niente di nuovo sotto il sole, dunque, se non che apparentemente l'Oligarchia capitalistica si è vestita di rosso e si è finta di sinistra per ottenere un risultato moralmente disgustoso, e cioè, appunto, una Tratta degli Schiavi legalizzata e supportata da tutti i media, dai salotti buoni e dai benpensanti di vario colore politico e religioso.

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