mercoledì 8 giugno 2016

Il centrosinistra baratta i diritti sociali di tutti con i diritti civili di pochi e l'immigrazione di massa.



Nei paesi europei, specie in quelli dell'area euro, è in atto lo smantellamento dello stato sociale (o welfare state) attraverso il costante taglio dei bilanci relativi alla sanità, alle pensioni, all'assistenza sociale e ad altri servizi pubblici, tra cui in particolare la scuola e i trasporti.
Fintanto che a fare questo erano i governi di centrodestra e di matrice liberista, tutto il fronte progressista di sinistra era unito e compatto nel difendere i diritti sociali dei cittadini.
L'Oligarchia finanziaria del Grande Capitale, che controlla la tecnocrazia dell'Unione Europea, ha allora studiato un'operazione di estrema audacia e raffinatezza machiavellica, e cioè ha deciso di appoggiare le coalizioni politiche di centrosinistra a una condizione e cioè che la sinistra rinunciasse alla difesa dei diritti sociali in cambio dell'appoggio del sistema massmediatico alla battaglia per alcuni diritti civili e alla causa dell'immigrazione.

Con questa mossa degna di un campione di scacchi, l'Oligarchia finanziaria del Grande Capitale ha messo il guinzaglio ai partiti di sinistra e la museruola ai loro intellettuali organici, gettando fumo negli occhi ai loro elettori, così contenti per aver ottenuto i matrimoni gay e la legalizzazione dell'immigrazione clandestina da non lamentarsi più di tanto per i continui tagli alla sanità, alle pensioni e ai servizi pubblici.

L'Oligarchia poi ha preso due piccioni con una fava, nel senso che, oltre ad ottenere lo smantellamento dello stato sociale operato da governi di centrosinistra, ha anche intascato la riduzione del costo del lavoro derivante dall'immissione di nuovi disoccupati tramite l'immigrazione di massa dall'Africa all'Europa.

I partiti di centrosinistra, come il PD renziano, hanno ottenuto l'appoggio dei mass media e del mondo dello spettacolo, che si è fuso con quello dell'intellighenzia radical-chic e del buonismo cattolico in un unico fronte fintamente progressista che ha barattato i diritti sociali in cambio di piccoli diritti civili per alcune minoranze e della legalizzazione dello "scafismo di stato", che va a prendere gli immigrati con le navi della marina militare, attribuendo a tutti loro lo status di rifugiati politici a causa di guerre che sono state scatenate dalla stessa classe dirigente occidentale, anche durante l'amministrazione democratica di Obama e del suo segretario di stato Hillary Clinton.

Tutti i salotti buoni e i benpensanti demonizzano Trump ed esaltano Hillary, il cui unico merito è di essere una donna e come tale può far passare la sua elezione come un atto di progresso nel campo dei diritti civili.
Ora Hillary Clinton è donna come lo è Angela Merkel e come prima di loro lo fu Margaret Thatcher: a unirle è l'appoggio all'oligarchia finanziaria e all'apparato militare-industriale, il sostegno ad una tecnocrazia finanziaria liberista e ad una politica estera volta a destabilizzare tutto il nord Africa e il Medio Oriente in modo da creare un flusso migratorio utilizzabile come "esercito industriale di riserva" per abbassare il costo del lavoro.



Ora, io posso capire che i politici di centrosinistra accettino questa alleanza con l'Oligarchia finanziaria, nella quale di fatto sono cooptati, diventando un'unica elite, avente il sostegno e il plauso dei media, degli intellettuali organici e dei buonisti cattolici (basta leggere un giornale come La Stampa per avere l'idea di quanto sia forte la fusione tra i salotti buoni della finanza, l'intellighenzia radical-chic e il buonismo cattolico).

Quello che non capisco è l'entusiasmo degli elettori del Partito Democratico o degli schieramenti di centrosinistra per questa situazione paradossale in cui, in cambio delle unioni civili omosessuali e dell'immigrazione di massa, si accettano passivamente i tagli alla sanità, alle pensioni e ai servizi pubblici, oltre che l'aumento delle tasse e della disoccupazione.

La risposta di alcuni è che l'alternativa sarebbe un populismo tale da distruggere l'equilibrio politico, economico, sociale e istituzionale dell'Europa e del mondo occidentale.
La mia contro-risposta è che non bisogna ragionare per schieramenti politici, ma per temi programmatici.
E' necessario infatti che i cittadini non accettino passivamente i pacchetti programmatici dei vari schieramenti, ma si mobilitino per far capire ai propri referenti politici che su alcune tematiche come la salvaguardia dello stato sociale e il controllo dell'immigrazione non ci potrà più essere una delega in bianco.

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