mercoledì 23 settembre 2015

Gli Iniziati di Estgoth. Capitolo 8. Joelle, Glynis e Margaret complottano



<<Be', eccoci qua, di nuovo tutte insieme appassionatamente. Tutte le donne della famiglia Burke-Roche>> dichiarò Joelle a cena con sua nonna Glynis e la sua bisnonna Margaret.

<<Quasi tutte>> fece notare Glynis <<Isabel non sta più dalla nostra parte, e temo che anche Jennifer...>>

<<Jennifer farà quel che le dico io>> dichiarò lady Margaret <<Isabel invece è tutta un'altra questione. Sta giocando una partita tutta sua e potrebbe crearci notevoli danni>>

Joelle annuì:
<<Dice che nel caso si dovesse arrivare ad uno scontro tra i Signori degli Elementi, io e voi ci troveremmo su fronti opposti: io con Eclion e Gothar e voi con Atar e Belenos>>

Glynis sorrise:
<<Sarebbe solo per garantire che, in ogni caso, la nostra famiglia esca vincitrice. Ma puoi stare tranquilla che né io, né mia madre ti faremo mai la guerra, Joelle. Tu sei sempre la mia bambina, non dimenticarlo>>
Si abbracciarono.
Joelle aveva sentito la mancanza di sua nonna, che le aveva fatto da madre.
Il solo contatto con la sua pelle leggermente ruvida le dava coraggio.
Anche io posso provare dei sentimenti, ma al contrario di Jessica e Jennifer io non li spiattello in faccia agli altri.
Riteneva che il sentimento fosse una questione profondamente privata.
Isabel non era mai stata d'accordo su quel punto: lo considerava un errato "meccanismo di difesa dell'Io" e l'aveva messa in guardia: "Protetto da robuste pareti, il cuore diventa ghiaccio"
Joelle aveva replicato dicendo che si trattava soltanto di una maschera.
Isabel aveva chiuso il discorso con la sua solita predica: "Una lunga finzione può creare una realtà: tu sei veramente gelida!"



Quel colloquio, come tanti altri, aveva finito per scavare una distanza tra lei e sua zia.
Joelle si era dunque legata a Glynis, perché le nonne, in fondo, danno sempre ragione ai nipoti.

Prima dell'incontro decisivo, Joelle aveva spiegato a sua nonna e alla bisnonna la questione della "schermatura" genetica dei cloni di Virginia dalle premonizioni di Waldemar.
Questo permetteva loro di complottare segretamente.

Lady Margaret non si fidava molto di quella pronipote di cui non sapeva quasi niente:
<<Troveremo un accordo con Isabel, un compromesso, come è sempre accaduto. Dobbiamo negoziare...>>

Joelle sollevò una mano per imporre silenzio:
<<Non ora! Negozieremo sì, ma dopo! Da un posizione di forza!>>

Margaret e Glynis si guardarono, sorprese dalle qualità di leadership della nipote:
<<Cosa proponi, dunque?>>

<<Eì il momento di decidere, adesso, senza ulteriori ritardi, quale sarà la sorte di Jessica, e anche la sorte della bambina che nascerà... perché bisogna decidere chi le farà da madre>>




Glynis non aveva dubbi:
<<Non certo Jessica! E' un'anima persa, ha inseguito gioie che non le appartenevano. Ora il tempo gioca contro di lei. Deve essere allontanata da Estgoth immediatamente dopo il parto. Il Signore Atar in persona lo esige>>

Margaret era più scettica:
<<E come pensate di rapirla? E' vigilata giorno e notte dalle guardie di lady Helena. Nessuno può entrare o uscire dal suo appartamento. Hanno portato tutto l'occorrente per il parto, persino le attrezzature per il pronto soccorso e la chirurgia>>>>




Joelle si rivolse a sua nonna:
<<L'isolamento non farà che peggiorare la sua salute mentale>>

Glynis annuì e guardò la nipote con i suoi magnetici occhi verde smeraldo:
<<Dicono che passi le giornate inchiodata a una finestra a fissare il vuoto. Oppure stesa nel letto ad occhi aperti, seguendo film mentali sul soffitto. Lei è niente senza quelle fantasie. 
Viaggi rimandati, valige vuote da un'eternità. E il suo presunto malessere è un rifugio, un alibi per non crescere. Lei non vuole crescere, ha paura di crescere. Vive nel passato, ma la memoria non può appagare i desideri del cuore. E' evidente che in queste condizioni non potrà mai essere una buona madre. E nemmeno un miracolo potrebbe cambiare il suo approccio negativo alla vita. Sollevarla dalla fatica di vivere sarebbe quasi una buona azione>>



 Margaret intervenne, scuotendo il capo:
<<Belenos non lo permetterà mai. Tieni presente che Jessica rimarrà comunque sotto la sua protezione. Potrebbe intervenire a nostra insaputa. Ci sa fare con le anime in pena e le darebbe persino i suoi occhi per farle vedere ciò che non riesce più a percepire, nel mondo intorno a lei. Forse Waldemar stesso implorerà la sua intercessione. Belenos può creare dal nulla l'allegria per farla ridere e correre ancora>>

Joelle non ne era convinta:
<<Jessica non è una che dimentica. Non è capace di dimenticare e di voltare pagina. In questo lei e Waldemar sono quasi fatti l'uno per l'altra>>

Glynis annuì:
<<Il che rende tutto ancora più complicato. Se non li separiamo subito c'è caso che si innamorino sul serio e mandino all'aria tutto il nostro Grande Disegno! E questo è inammissibile>>

E poi... il silenzio.

Il silenzio più assoluto gravò su di loro come la pietra di un sepolcro.
Qualcosa di terribile stava prendendo forma nelle loro menti.

Persino gli occhi grigi, freddi e indagatori di lady Margaret parevano opachi e appannati per la responsabilità della decisione che doveva essere presa.



Fuori dalla finestra anche le stelle tacevano, limitandosi, con il loro solo esserci, a dare un senso a quel cielo.
E in quel silenzio, tre generazioni di donne unite da un pactum sceleris si osservavano di sbieco come a chiedersi se sarebbero state in grado, poi, di dimenticare, di rimuovere...

Joelle alla fine prese l'iniziativa:
<<Ho un piano. Se durante il parto ci fossero complicazioni riguardanti la bambina, l'attenzione verso la madre diminuirebbe. A quel punto, nel caos generale, sarebbe più facile mettere in atto il mio piano, che prevede il rapimento di Jessica.
 Naturalmente non voglio mettere a rischio la salute della neonata, ma c'è un metodo per attirate tutta l'attenzione su di lei>>

Glynis l'aveva intuito:
<<L'Acqua della Vita... basterebbe metterne in circolo anche solo un milligrammo...>>

Margaret si allarmò:
<<Gli oracoli l'hanno predetto! Waldemar avrà già avvertito Jessica di questo rischio... perché tu stai parlando di somministrare l'Acqua della Vita a Jessica per anticipare il parto e trasmettere l'Iniziazione alla bambina... nessuno ha mai osato tanto!>>

Joelle scosse il capo:
<<Non ci sarà danno per Igraine, anzi, nascendo con poteri superiori potrebbe diventare quasi una divinità, degna del talamo di un Immortale... e forse anche questo era destino. 
Ma non saremo noi a sporcarci le mani. Jessica sospetta "cosa" l'attende, ma non "come". Persino voi due non immaginate come si potrà realizzare un simile complotto, e forse è meglio così, perché Waldemar non lo leggerà mai nelle vostre menti.

Sarà Vlad Dracu ad agire. Dispone di poteri eccezionali e può riuscire a rapire Jessica.
La terrà come ostaggio, per ricattare Waldemar e tornare a far parte del Consiglio. 
Il mio unico compito sarà quello di farlo entrare a Sleepy Providence>>

Margaret sospirò:
<<E tu pensi che Waldemar si lascerà ricattare da colui che ha ucciso Virginia?>>

Joelle annuì:
<<Proprio perché Vlad ha già ucciso Virginia, il suo ricatto sarà credibile! Waldemar non permetterà mai che quella tragedia si ripeta una seconda volta>>

Margaret ponderò quelle parole nel suo cuore. Le approvò, ma non se ne rallegrò, perché erano presagio di morte e di sventura:
<<Sospetterà il tuo ruolo in questa cospirazione e si vendicherà su di te>>

Joelle rise:
<<Che ci provi! Se questa cospirazione avrà successo, i suoi poteri ne usciranno molto ridimensionati, e allora sarò io a tenere il coltello dalla parte del manico!>>

Margaret insistette:
<<Waldemar ha dei poteri enormi! Può persino generare raggi elettromagnetici con le mani e fulminare vive le persone!>>

Joelle si aspettava quell'obiezione:
<<Waldemar sa benissimo che se mi facesse anche un solo graffio, Eclion e Gothar lo punirebbero con anni e anni di torture! Avrà il terrore di me!
Insomma, perdonatemi il francesismo, ma io, quello spocchioso lord inglese, lo tengo per le palle!>>