domenica 19 aprile 2015

Estgot. Capitolo 68. Il Varco è qui.



Il leader dell'opposizione, all'interno del Consiglio degli Iniziati, rispondeva al nome piuttosto inquietante di Vlad Dracu ed era un membro della Fonte Sacra e seguace di Gothar, Signore del Ghiaccio.
Aveva ascoltato con estrema attenzione il discorso del nuovo Grande Maestro Venerabile e, non appena quest'ultimo aveva accennato alle "vie di fuga" dalla Terra sovrappopolata, aveva sollevato una mano pallida, dalle unghie lunghe come artigli:
<<Lord Waldemar, conosci già la natura e l'ubicazione di queste vie di fuga? Hai già stabilito un patto con i Signori degli Elementi?>>
Waldemar si aspettava quella domanda:
<<Ne conosco la natura: questi Varchi sono come dei wormhole, dei buchi neri allungati, che forano la piegatura dello spazio-tempo.
Non ne conosco ancora l'ubicazione, ma so che ce ne sono all'incirca quattro per ogni continente. Saranno aperti quando sarà stipulato il Patto con i Signori degli Elementi, a cui si sono resi disponibili Atar, Belenos ed Eclion>>

Dracu lo fissò con i suoi occhi neri e profondi:
<<Devi coinvolgere anche il Signore Gothar. L'opposizione ha i suoi diritti!>>
Waldemar annuì:
<<Naturalmente. Non sarò certo io a negare tali diritti. Sono solo un messaggero, un intermediario scelto da voi. Se qualcuno pensa che io sia qui per privarvi della libertà di decisione, si sbaglia. Non è la libertà che manca, qui da noi: mancano gli uomini liberi>>
Dracu assunse un atteggiamento di sfida:
<<Io non ho mai piegato il capo di fronte a nessuno>>
Waldemar si accigliò:
<<A nessuno tranne che a Gothar, quando ti ha ordinato di uccidere Virginia. 
Era tua cugina adottiva, Vlad, e tu l'hai uccisa, perché lei non ha fatto di me un burattino nelle mani del tuo oscuro Signore>>



Vlad non negò le accuse:
<<Ci sono criminali ben peggiori dei Dracu, in questo Consiglio, tenuti a freno solo dalla paura di perderti, perché di te hanno bisogno per salvarsi.
Tu sei la loro assicurazione sulla vita e ti conviene assicurare anche la mia famiglia.
Tieni a mente ciò che t'ho detto, Waldemar! E non ti crucciare per Virginia: se hai visto nel futuro, saprai già che troverai altri amori!>>

Waldemar scattò in piedi e con un solo gesto, a distanza, stese Dracu a terra e lo tenne fermo:

<<Che ne sai tu dell'amore? Cos'hai mai donato tu? Che cosa non ho donato io?>> quelle parole furono pronunciate quasi con disperazione, ma tutti avevano capito che Waldemar poteva colpire senza toccare. Ne aveva colpito uno per educarne cento, secondo il famoso detto cinese.
<<Guardatemi tutti! Vi ho donato la mia vita, interamente!
 Abbiatene rispetto, perché il mio dono è stato un atto d'amore...>>



Poi lasciò la presa su Dracu:
<<Rialzati, Vlad, e impara a rispettarmi, perché la prossima volta che mi offenderai non sarò indulgente quanto oggi!>>
A quelle parole il principe di Valacchia si arrese:
<<Riconosco la tua forza e la tua clemenza, lord Waldemar. Ti porterò rispetto. 
Ma il Signore Gothar chiederà comunque la sua parte: uno dei Varchi, riservato agli adepti della Fonte Sacra. Mi ha detto che avremo un nostro popolo, gli Albini, e immagino che tu l'abbia visto, nel futuro>>
Waldemar ripensò agli Albini nell'estremo Nord del Continente Centrale della Nuova Terra:
<<Ho visto un luogo cupo, terribile, gelido, dove è notte per sei mesi. In quel luogo c'è un castello tra i ghiacci, livido e impervio. Il suo nome, nella lingua locale, è Gothian>>



Dracu sorrise, mostrando i canini appuntiti:
<<Gothian... un bel nome, degno del mio Signore. Credo che un giorno diventerà famoso>>
Waldemar sorrise a sua volta, ma senza gioia:
<<C'è questa possibilità, ma non è detto che sia un bene. 
In ogni caso, non spetta a me giudicare.
Io posso soltanto comunicare ciò che mi è stato detto e indicarvi la via.
Alla fine di quella strada vi dirò: "Ecco, guardate, il Varco è qui">>
Erano parole scritte da un poeta che lui amava.
Ripullula il frangente sulla balza che scoscende 
Tu non ricordi la casa di questa mia sera
Ed io non so più chi va e chi resta...
Per un attimo fu come se la premonizione tornasse ad assalirlo.
Vedeva se stesso davanti al Varco, in una spiaggia, vicino alla casa dei doganieri, ad Hollow Beach, dove non era mai stato.Vedeva una scogliera, e poi soltanto l'oceano.
L'onda vuota si rompe sulla punta, a Finsterre...



Questo è il Fine, è l'oceano, è il niente... e il canto passa, ed oltre noi dilegua...
Era così che gli parlavano gli dei, tramite i versi dei poeti veggenti, come in una litania.
Finissimi sistri d'argento, tintinni a invisibili porte che forse non s'aprono più? 
La premonizione retrocesse e l'interferenza tacque.
Waldemar si riscosse e concluse il discorso:
<<La strada che vi indicherò è la Via Aurea, il sentiero della sopravvivenza dell'umanità.
Questo è il mio dono, che vi offro in umiltà.
Sarà la nostra grande occasione per scegliere un comportamento più rispettoso della dignità umana e di tutta la natura delle cose.
Voi mi chiamate Figlio dei Cento Re, ma io non sono la somma dei miei antenati, "la rea progenie degli oppressor discesa". Dimenticate le nuvole di sangue, dimenticate i padri: le loro tombe sprofondano nella cenere, i loro spettri torcono il viso da me, le loro colpe non sono le mie colpe.  C'è del buono che deve essere essere salvato: noi siamo i figli e gli eredi di una tradizione da custodire: è questo il significato della Fiamma di Atar. E' il fuoco segreto della nostra identità: la dobbiamo preservare, che non ci sfugga tra le dita. 
La dobbiamo ricordare, quantomeno nel canto, poiché "l'armonia vincerà di mille secoli il silenzio">>