domenica 12 aprile 2015

Estgot. Capitolo 63. Waldemar ed Isabel



Nei giorni successivi all'Iniziazione di Roman Waldemar e alla sua nomina a Grande Maestro Venerabile della Società degli Arcani Supremi e Priore della Fiamma di Atar, ci furono molti festeggiamenti.
Durante tutte quelle cerimonie, Waldemar era sempre affiancato da coloro che ne avevano favorito l'ascesa al potere e che ora costituivano quello che in politica verrebbe chiamato il "cerchio magico" del leader.
Jessica era sempre alla sua destra e lady Margaret alla sua sinistra, insieme a Ivan Kaspar, lady Glynis, Jennifer Crimson e altri stretti collaboratori appena nominati nei posti chiave del governo della provincia di Estgot.
L'unica componente della famiglia Burke-Roche che si teneva in disparte era Isabel.
Proprio per questo Waldemar ne fu incuriosito e appena riuscì a trovare un momento di pace, la raggiunse sotto i portici del cortile interno, camminando vicino a lei.
<<Ti vedo malinconica>>

Lei valutò quell'affermazione:
<< Più che altro sono pensierosa. Sto riflettendo sulle conseguenze di quello che è successo, sul modo con cui hai preso il potere. Hai liquidato i vecchi dirigenti nel giro di mezz'ora>>

<<Mi hai detto tu stessa che dovevo farmi valere!>> dichiarò lui sulla difensiva.

<<Sì, ma ti sei lasciato troppo prendere la mano. 
Quando si raggiunge troppo in fretta un grande successo o un grande potere, si prova una sensazione inebriante. Ma spesso le cose inebrianti possono essere anche pericolose>>

<<Nella mia Visione non ho percepito pericoli per me stesso, almeno non nel breve termine. Quali rischi sto correndo, allora?>>

<<Non sei in pericolo di vita, Roman, ma potresti rischiare di diventare qualcuno di troppo diverso da ciò che eri prima>>

<<Parli come mia madre>>

Isabel sorrise:
<<Questa è la prova che puoi fidarti di me>>



<<E' un po' poco, come prova>> dichiarò Waldemar, cercando di sondare la mente di lei

<<Ti sei circondato di persone inaffidabili. Jessica è fredda e calcolatrice, Jennifer è dolce, ma ancora un po' ingenua e inesperta del mondo.
Mia madre, lady Glynis, è troppo ambiziosa: vorrebbe a tutti i costi che tu sposassi mia nipote Joelle, la quale, per sua fortuna, ancora non sa niente degli Iniziati.
E mia nonna, lady Margaret, nonostante tutte le sue belle parole, è assetata di potere. 
Vorrebbe essere l'eminenza grigia dietro il tuo seggio, e farà di tutto per governare al posto tuo>>

Waldemar annuì:
<<E tu invece non hai alcuna ambizione? Sei un'Iniziata anche tu, in fondo>>

<<Io vorrei che il potere che ci è stato concesso fosse usato soltanto per fare del bene.
Non ho ambizioni personali: l'unica cosa che mi interessa è che l'umanità possa evitare di andare incontro alla catastrofe. E credimi, quando nel 2050 saremo 10 miliardi, le cose diventeranno molto difficili, per usare un eufemismo>>

<<Lo so, ho avuto la visione del Grande Cataclisma. Ma credo che l'umanità potrà salvarsi, anche se ci sarà bisogno dell'aiuto dei Signori degli Elementi>>

<<Non so cosa ti hanno proposto i Quattro Immortali, ma so che è sempre pericoloso concludere Patti con loro, specie quando ci sono di mezzo Eclion o Gothar>>

Waldemar alzò gli occhi al cielo:
<<Oh, avanti, Isabel, sei una Sacerdotessa di Rango Segreto e sai benissimo che non possiamo escludere Eclion dalla trattativa!>>

<<Lo so. Sono una custode del Fuoco Segreto e reggo la Fiamma di Atar, per cui capisco la necessità di una mediazione. Ma mi chiedo se esista un'alternativa. Tu dovresti saperlo>>

Lui sospirò:
<<La mia Visione è ancora imperfetta. Ho dei dubbi e dei limiti. 
Devo imparare a gestire questo nuovo potere. Ti ho forse delusa?
Ti aspettavi di trovare un eroe e invece hai trovato un folle?>>

Lei lo sorprese, perché, per la prima volta da quando l'aveva conosciuta, rise in maniera spontanea, come se lui avesse detto qualcosa di buffo.



<<Be', quando hai steso per terra il capo della famiglia Dracu, ho avuto un po' di paura, anche se, ad essere sinceri, se lo meritava!>> poi tornò seria <<Comunque non sei un folle. Credo che alla fine ritroverai il tuo equilibrio.
Certo, le aspettative nei tuoi confronti sono molto alte.
Ti abbiamo atteso tutti per così tanti anni. 
Ho pensato molto a te, nelle lunghe estati trascorse nella mia residenza ad Hollow Beach, in quello che amo definire, se mi concedi il paradosso, "un paradiso di noia tranquillità".
E' un posto dove le cose non accadono. Si sentono solo crescere gli alberi>>

<<Ma, se posso permettermi una domanda indiscreta: non hai un fidanzato, un marito, un figlio? Insomma, sei una donna molto bella e molto elegante, molto attraente...>>

Isabel parve divertita:
<<Sono stata fidanzata per molti anni, felicemente. Lui ricambiava i miei sentimenti, era un uomo affascinante, pieno di attenzioni, quasi perfetto. Dovevamo sposarci, ma poi, poche settimane prima del matrimonio, mi confessò che si era innamorato di un'altra. E' stata una cosa devastante. 
Non mi sono mai ripresa del tutto. A volte penso che non sarò mai più capace di innamorarmi di nuovo. Ho sofferto troppo e non voglio più trovarmi in quelle condizioni>>

<<Mi dispiace, Isabel. Deve essere stato terribile. Anche io ho sofferto molto per amore: ho perduto Virginia, ma non per infedeltà. Come ben sai, lei fu uccisa... anzi, si lasciò uccidere da quelli della sua fazione, la Fonte Sacra. Forse è anche per questo che avevo tanta rabbia, stasera, contro la famiglia Dracu.
La morte di Virginia è stata un colpo durissimo per me. E non so se questo sia un dolore maggiore o minore rispetto a quello che hai dovuto affrontare tu.
So solo che è difficile consolare un dolore che non si capisce>>

Lei annuì:
<<Sai, a volte mi chiedo se sia valsa la pena aver conosciuto la felicità dell'amore ricambiato, per poi perderla così presto. Forse sarebbe stato meglio non averla conosciuta affatto, perché una volta che hai assaggiato l'ambrosia degli dei, tutto il resto perde sapore>>

Lui si stava domandando la stessa cosa:
<<C'è un proverbio italiano che dice che "morto un papa se ne fa un altro", oppure "chiodo scacchia chiodo"... innamorarsi un'altra volta è l'unico modo per non soffrire più per un amore predente...
E tuttavia un detto francese afferma che le gioie dell'amore non durano che un momento, mentre i dolori dell'amore durano tutta la vita.
Plaisir d'amour ne dure qu'un moment, chagrin d'amour dure toute la vie.
Non so però se sia vero. L'amore si trasforma, ma non si perde. Diventa affetto oppure diventa un ricordo, ma qualcosa resta. 
Io conservo meravigliosi ricordi di Virginia e la storia con lei ha dato un senso di pienezza alla mia vita. 
I ricordi sono importanti e continuano a vivere con noi, mentre la nostra esistenza prosegue.

La mia è stata una vita di desiderio: desiderio di conoscere il mondo, di gioire per la sua bellezza e renderle omaggio, desiderio di essere amato, di essere completato. 
Tutto questo mi ha reso ciò che sono, nel bene e nel male, e non lo rinnego.
Je ne regrette rien.
Io la penso così. Altri la vedono diversamente. In fondo, ogni modo di vedere è anche un modo di non vedere.
Ne ho parlato molto spesso, negli ultimi tempi, specie da quando sono qui.
Jessica dice che l'amore ci indebolisce, ma in fondo il suo è un ragionamento da automa, non da essere umano>>

<<Forse hai ragione>> rispose Isabel <<Ma forse, a volte, anche gli "automi" hanno ragione>>

Waldemar scosse il capo:
<<No, forse soffrono meno di noi, ma non sanno cosa si perdono.
Amare non è mai un errore>>

<<Però ha delle conseguenze!>> obiettò lei <<Se ci innamoriamo della persona sbagliata, di chi non ci può ricambiare, di una persona che ci fa star male oppure di una persona diversa da quella con cui abbiamo preso impegni seri, oppure ancora se per amore facciamo cose assurde e imprudenti, allora è un errore!>>

Lui rimase dubbioso:
<<Possiamo anche nascondere un sentimento, ma non possiamo far finta che non esista.
Le conseguenze dell'amore, anche quelle negative, vanno certamente tenute in considerazione, ma non devono essere un alibi per chiuderci in noi stessi. 
Certo, ci sono dei rischi, ma amare vuol dire anche questo, rischiare, mettersi in gioco.
Amare vuol dire anche essere preparati all'eventualità del fallimento>>



N.d.A.

Beatrice Borromeo - hon. Isabel Burke-Roche, lady Fenroy