sabato 27 dicembre 2014

Castelli che hanno ispirato Hogwarts: Hunyad Castle, Romania









Castello Hunyad (rumeno Castelul Huniazilor o Castelul Corvineştilorungherese Vajdahunyad vára) è un castello presso la città transilvana di Hunedoara, nell'attuale Romania. Fino al 1541 rientrava nei domini delRegno d'Ungheria, passò poi ai territori del Principato di Transilvania.
Si ritiene sia il luogo ove Vlad L’Impalatore venne tenuto prigioniero da Mattia Corvino per i sette anni successivi alla sua cattura nel 1462.

Storia

Il castello apparteneva alla famiglia Hunyadi che lo ricevette in dono dall’imperatore Sigismondo. Venne massicciamente ristrutturato tra il 1446 ed il 1453 ad opera di Giovanni Hunyadi. La struttura è chiaramente gotica ma presenta anche elementi architettonici rinascimentali.

Architettura

Castello Hunyad ha una massiccia struttura difensiva, un ponte levatoio ed una corte interna, il tutto ingentilito da una notevole plasticità delle superfici (finestre, balconate, doccioni etc.). È stato costruito sopra una precedente fortificazione che aveva sfruttato l’altopiano roccioso in aggetto sul torrente Zlasti.
La ristrutturazione volute da Giovanni Hunyadi fece del maniero una dimora sontuosa. Vennero aggiunte torri, saloni e camere per gli ospiti. La galleria ed il mastio (chiamato "Ne boisa" = Non avere paura), invariati dai tempi di Giovanni, e la Torre di Capestrano (dedicata al frate francescano amico del voivoda Giovanni) sono oggi gli elementi di spicco del complesso. Notevoli anche la Sala dei Cavalieri, la Torre Clava, il Bastione Bianco (l’antica dispensa fortificata), e la Sala della Dieta dalle pareti adorne di ritratti (vi si incontrano i potentati Matei Basarab di Valacchia, Vasile Lupu di Moldavia e molti altri). Nell’ala del castello nota come "Mantello" si trovo il dipinto del corvo che celebra il soprannome Corvino che accompagnò i discendenti di Giovanni Hunyadi.
Nella corte, accanto alla cappella costruita durante il regno di Vlad III di Valacchia, si trova un pozzo profondo 30 metri. La leggenda narra che venne scavato da dodici prigionieri turchi cui venne promessa la libertà se avessero trovato l’acqua nella pietra. Dopo quindici anni di scavi gli sfortunati trovarono una fonte ma non vennero ricompensati dai loro carcerieri, che invece posero accanto al pozzo una lapide con inciso Voi avete l’acqua ma non avete un’anima. Studiosi recenti hanno proposto invece la seguente traduzione Hasan, che visse schiavo dei giaour, scrisse questo nella fortezza vicino alla chiesa.

Voci correlate










Al primo tocco di Inverno, Estate svanisce



Poiché sta arrivando il Grande Freddo e l'Inverno vero e proprio, per la gioia di tutti gli Stark, dedico un post a questo quadro in stile preraffaellita.
Il dipinto allegorico a grandezza naturale mostra le due figure emblematiche della stagione estiva e quella invernale. E’ evidente il vivido contrasto tra la figura di Estate, rappresentata come un fanciulla dal viso tenero e cordiale che sparge petali di rose in una cascata intorno a sé, e quella di Inverno, un uomo avvolto in un mantello nero che fa pensare immediatamente alla rappresentazione della Morte con la falce, seguito da un vento gelido. Il tocco di Inverno, che sfiora Estate con le sue dita, è estremamente drammatico. E’ giunta la fine di Estate e il ciclo perenne della natura si rinnova; non si tratta solo di un cambiamento di stagione, ma anche di età della vita. Estate infatti è nel fiore della giovinezza, in vesti oro e rosa, mentre Inverno, più anziano, ha un accenno di grigio tra i capelli scuri. Quest’ultimo si allunga e tende la mano per toccare la spalla di Estate, con uno sguardo a metà tra il dolore e la consapevolezza dell’inevitabile. Il cambiamento di stagione diventa un pretesto per ricordare la durezza della vita; Inverno non è che la personificazione dello squallore, del freddo, delle difficoltà della vita. Mentre guarda Estate, così ignara del destino che l’attende mentre saltella e sparge fiori come se la sua fine non arrivasse mai, è come se ricordasse sé stesso e il ricordo provoca dolore.
 — presso Al primo tocco di Inverno, Estate svanisce, Valentine Cameron Prinsep, 1897, olio su tela, 189 x 136 cm, Oldham (Regno Unito), Gallery Oldham .

Parodie fantasy. Christmas edition 4





"Mithrandir, perché il Mezzuomo?"




Thranduil: "Ma quanto mi sfilano questi stivali?"