sabato 5 luglio 2014

Il palmeto di Elche: un'oasi nel cuore della Spagna




Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO Flag of UNESCO.svg
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Palmeral de Elche
(ENPalmeral de Elche
Palmera-imperial.jpg
TipoCulturali
Criterio(ii) (v)
PericoloNon in pericolo
Riconosciuto dal2000
Scheda UNESCO(ENScheda
(FRScheda
Il palmeral de Elche, ovvero il palmeto di Elche, nella provincia di Alicante (Spagna), è una grande distesa di palme integrata nell'ambiente urbano della città. È il palmeto più grande d'Europa, superato nel mondo solo da alcuni palmeti arabi.
Il Palmeral contiene più di mezzo milione di esemplari. Si crede che sia stato piantato dai Cartaginesi, che trovarono in queste terre della Spagna orientale un ambiente propizio a questa coltivazione. I romani, arrivati in seguito, seppero conservarlo e curarlo. Gli arabi seguirono la stessa tecnica di protezione e ampliarono la coltivazione; con Abd al Raman fu realizzata la grande rete di canali. Più tardi, lungo il medioevo, furono emanate numerose leggi per proteggerlo, e dopo di allora non si è mai smesso di curarlo e coltivarlo.
I migliori e più antichi esemplari stanno nel cosiddetto Huerto del Cura, all'interno del gran Palmeral. Questo nome gli venne dato dal proprietario nel 1918. Alcuni esemplari hanno più di 300 anni (va tenuto presente che la palma ha una vita media dai 250 ai 300 anni). Queste palme sono della stessa specie di quelle iraniane. Producono datteri e fruttificano a dicembre. Inoltre sono presenti alcune altre specie di palme tropicali.



Nell'insieme spicca la cosiddetta Palmera Imperial che fu così chiamata in onore dell'imperatrice Elisabetta di Austria-Ungheria, che visitò il giardino nel 1894. 
Questo palmeto ospita 7 enormi germogli a forma di candelabro e di lei Sissi disse che era degna di un Impero.
Il tipo principale di palma che si incontra è quella detta Phoenix dactylifera, che fu importata dai musulmani quando occuparono la penisola iberica.
La palma ha ottime quotazioni sia sul mercato spagnolo che nelle esportazioni clandestine; hanno grande importanza sia la coltura dei datteri che la confezione delle palmas, rami di palma sottoposti ad un particolare processo di essiccamento.
Il Palmeral di Elche è stato dichiarato patrimonio dell'umanità dall'UNESCO nel 2000.

Particolarità

Il Palmeral indica l'insieme del territorio coltivato a palme. Ovviamente, anche tenendo conto dell'antichità della coltivazione, quello che nel suo insieme appare come un bosco di palme è frazionato in proprietà private, dette huertos, che si può ben tradurre con giardini, come accade per le coltivazioni di aranci nel mezzogiorno d'Italia.
Particolarmente interessante è la coesione, che qui si è riusciti a realizzare, tra il costruito e il coltivato.



Il gatto quotidiano




















Il gatto è da sempre, sin dall’antichità, un animale circondato da un alone di mistero.
Affascina e stupisce, lo si conosce bene e lo si ama, ma… qualche aspetto del suo carattere ci rimane sempre un po’ sconosciuto.
La sua fama è quella di animale indipendente, che ama la casa, ma non il padrone.
Chi ne ha avuti come amici sa bene che il micio sa amare anche il padrone, o almeno quello che lui sceglie come tale.
Il gatto autosufficiente, autonomo, anche un po’ egoista, capace di stare da solo, senza farsene un problema o, forse, addirittura compiacendosene. Questa è la descrizione che molti fanno di questo animale, ma c’è chi teme, invece, che il micio possa sentirsi solo e trascurato, quando viene lasciato solo ed arriva a questa conclusione perchè, quando si assenta, trova che il gatto ha sporcato fuori dalla cassetta.
Fatto salvo che ogni gatto ha il suo carattere e le sue preferenze e considerando gli studi fatti in merito, si può ragionevolmente affermare che la maggior parte di questi felini casalinghi sa ben amministrare il tempo in cui è da solo. Gran parte lo passa dormendo; mangia il cibo che gli viene lasciato, guarda fuori se ne ha la possibilità.
In genere, aspetta il ritorno del padrone e dimostra la sua gioia accogliendolo a coda dritta. Le fusa sono sempre sinonimo di benessere, per il soggetto che le fa e per quello che le riceve.
I segnali di disagio di un gatto che invece vive male la solitudine sono lo sporcare fuori dalla cassetta, ma questa è quasi una piccola “vendetta” piuttosto che un segnale di malessere.
Il micio stressato, o comunque non sereno, si lecca in modo esagerato e, soprattutto, si strappa ciuffi di pelo. In questo caso si dovrebbe provvedere a cambiare un po’ la situazione per rasserenare il piccolo amico.
Non sono comuni i casi di gatti che mal sopportano lo stare da soli e ancor meno quelli di mici che fanno danni ad oggetti vari della casa, escludendo le normali attività che un gatto sano preferisce fare, senza preoccuparsi troppo dell’arredamento, come un’arrampicata sulle tende o un’aggiustatina alle unghie sulla poltrona.
Il fascino del gatto è diverso da quello di altri animali domestici e un piccolo alone di mistero sul suo preciso comportamento quando è da solo rimane sempre, contribuendo a farlo restare l’amico dallo spirito libero, anche in appartamento.

Wild nature








This is O’ahu’s Land Of A Thousand Waterfalls. The Ko'olau mountains on the windward side look like this whenever there is a heavy rain. Beautiful