lunedì 2 giugno 2014

Francesco I, imperatore d'Austria



Francesco d'Asburgo-Lorena (Firenze12 febbraio 1768 – Vienna2 marzo 1835) era figlio di Leopoldo II e fu Imperatore del Sacro Romano Impero (come Francesco II) dal 1792 al 1806, quando il titolo fu abolito, e Imperatore d'Austria (con il nome di Francesco I) dal 1804 (anno di istituzione del nuovo titolo) fino alla morte. Dal 1792 al 1796 fu l'ultimo Duca di Milano. Per contrastare l'egemonia dell'imperatore francese Napoleone Bonaparte in Europa e prevenire una perdita di rango, assunse nel 1804 il titolo di imperatore ereditario d'Austria (numerato come Francesco I), ma portò fino al 1806 il titolo di imperatore romano eletto. Nella storia è perciò spesso chiamato Francesco II, per distinguerlo da suo nonno, l'Imperatore romano germanico Francesco I di Lorena.
Il suo proclama del 6 agosto 1806, in cui dichiarò il Reich estinto, affermò che la corona imperiale tedesca e il governo imperiale erano ufficialmente decaduti e che gli Elettori, Principi e altri ceti, così come tutti gli appartenenti e vassalli dell'Impero tedesco, sono sciolti dai loro precedenti obblighi dando così alla luce l'Impero ereditario d'Austria, costituito dalle terre ereditarie della Casa d'Asburgo.



Questo perché se la Corona Imperiale fosse finita in mani francesi anche le sue terre austriache comprese nel Reich avrebbero potuto cadere sotto il dominio napoleonico. 
L'Impero era stato de facto già abolito da Napoleone, quando questi nel 1806 fondò la Confederazione del Reno, un organismo che comprendeva molti territori fuoriusciti dal Rech in seguito alla deputazione della Dieta di due anni prima.
Come risultato quindi, Francesco II sciolse l'Impero, che era stato fondato dall'incoronazione imperiale di Ottone I, come il successore del regno franco orientale nel 962. Dal 1792 l'imperatore Francesco era anche re di Boemia, Croazia e Ungheria, i reami ereditari della Casa d'Austria che confluirono nel nuovo Impero da lui fondato.

Biondo e con gli occhi azzurri, si opera per assomigliare a un coreano



Aveva il mito della Corea del Sud e della sua cultura. E per questo ha deciso di sottoporsi a 10 interventi di chirurgia estetica per assumere l'aspetto di un ragazzo asiatico. Xiahn, nome d'arte di un ragazzo brasiliano di 25 anni biondo e con gli occhi azzurri è rimasto folgorato dal paese orientale dopo averci passato un anno di studio

Un anno passato immerso negli studi nella Dongseo University che ha avuto come risultato quello di fargli venire il desiderio irrefrenabile di avere gli occhi a mandorla e i capelli scuri. «Mi sono guardato allo specchio, ho messo le dita sulle estremità dei miei occhi e ho tirato. Era proprio così che volevo avere i miei occhi», ha detto il giovane al quotidiano Zero Hora. Xiahn ha subìto più di 10 operazioni per ottenere l'aspetto desiderato, spendendo più di 3.000 dollari. «Devo aspettare qualche giorno perché il gonfiore post operatorio diminuisca – ha poi spiegato – Temevo che l'operazione agli occhi mi avrebbe creato qualche problema, ma devo ammettere che è andato tutto bene. La mia visione è perfetta».


Mappa geopolitica ed economica della Germania e sua egemonia sull'Unione Europea



Dall'inizio della crisi dell'euro nel 2010, la dolorosa storia della Germania è tornata a perseguitare il paese. 

I quotidiani greci hanno paragonato più volte il cancelliere Angela Merkel ad Adolf Hitler; quando Merkel ha visitato Atene, nell’ottobre 2012, manifestanti hanno bruciato bandiere tedesche con sopra la svastica, hanno indossato uniformi naziste e mostrato striscioni con lo slogan «Hitler, Merkel - stessa merda».

Ci sono voluti 7 mila poliziotti greci per proteggere la delegazione tedesca. Alcuni sono tornati a chiedere alla Germania il pagamento delle riparazioni di guerra, che secondo un rapporto del governo ellenico pubblicato nel 2012 ammontano a 162 miliardi di euro.

Sempre nel 2012 il Corriere della Sera ha dichiarato che «l’Italia non è più in Europa, ora fa parte del Quarto Reich». Nel 2013 anche un editoriale dello spagnolo El País ha equiparato Merkel al Führer.

Non sono però solo i manifestanti e i giornalisti della cosiddetta periferia europea ad aver rivangato il passato tedesco nel contesto dell’eurocrisi; ad essi si sono uniti anche autorevoli analisti e accademici nel resto d’Europa. Nel 1953 Thomas Mann fece appello a una «Germania europea» per scongiurare un’«Europa germanica», ma negli ultimi anni si sono moltiplicati quanti additano in un’Europa d’impronta tedesca l’esito ultimo della crisi.

Molti studiosi parlano del riemergere della «questione tedesca»: vi è un intenso dibattito circa il vero o presunto esercizio da parte di Berlino di un’egemonia sul Vecchio Continente e alcuni, come George Soros o Martin Wolf, intravedono addirittura l’emergere di una sorta di «impero» tedesco dentro l’Europa.

Persino Anthony Giddens scrive che «la Germania sembra aver raggiunto con mezzi pacifici quanto non era riuscita a ottenere mediante la conquista militare: il dominio dell’Europa».


Questa è la prima pagina dell'articolo
"Esporto, dunque sono. Il ritorno del nazionalismo tedesco".

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Allegato: Riepilogo generale complessivo dei risultati delle elezioni europee del 2014, con i dati percentuali per ogni partito e gruppo parlamentare in ogni singolo paese dell'Unione.
StatoGruppi politici al Parlamento europeoMPEFonte
PPES&DALDEVerdi/ALEECRGUE/NGLEFDNI
Germania Germania3427412-7-1296[2]
CDU/CSU (35,3%)34SPD (27,3%)27FDP (3,4%)3GRÜNE (10,7%)11LINKE (7,4%)7AFD (7,0%)7
FW (1,5%)1P (1,4%)1TP (1,2%)1
NPD (1,0%)1
FAMILIE (0,7%)1
ÖDP (0,6%)1
DIE PARTEI (0,6%)1
Francia Francia201376-4-2474[3]
UMP (20,8%)20PS/PRG (14,0%)13MoDem/UDI (9,9%)7EE (8,9%)6FG (6,3%)3FN (25,0%)24
UOM (-)1
Regno Unito Regno Unito-201620124173[4]
Lab (24,7%)20Lib Dems (6,7%)1GP (7,7%)3Cons (23,3%)19SF (0,7%)1UKIP (26,8%)24DUP (0,5%)1
SNP (2,4%)2UUP (0,3%)1
Plaid (0,7%)1
Italia Italia1731---351773[5]
FI (16,8%)13PD (40,8%)31AE (4,0%)3LN (6,2%)5M5S (21,1%)17
NCD/UDC (4,4%)3
SVP (0,5%)1
Spagna Spagna171425-5-1154[6]
PP (26,1%)16PSOE/PSC (23,0%)14CDC (5,4%) [32]1EPDD (4,0%)2IU (10,0%) [33]5PODEMOS (8,0%)5
UDC (5,4%) [32]1PNV (5,4%) [32]1LPD (2,1%)1UPyD (6,5%)4
PE (1,9%)1C's (3,2%)2
ICV (10,0%) [33]1
Polonia Polonia235--19--451[7]
PO (31,3%)19SLD (9,5%)5PiS (32,3%)19KNP (7,1%)4
PSL (7,2%)4
Romania Romania9166----132[8]
PDL (12,2%)5PSD/PC/UNPR (37,6%)16PNL (15,0%)6Indip. (6,8%)1
UDMR (6,5%)2
PML (6,2%)2
Paesi Bassi Paesi Bassi5372121526[9]
CDA (15,0%)5PvdA (9,4%)3D66 (15,4%)4GL (7,0%)2CU (7,6%) [34]1SP (9,6%)2SGP (7,6%) [34]1PVV (13,2%)4
VVD (11,9%)3PvdD (4,2%)1
Belgio Belgio4466---121[10]
CD&V (12,2%)2PS (11,1%)3VLD (12,5%)3N-VA (16,4%)4VB (4,1%)1
CDH (4,3%)1SP.a (8,1%)1MR (10,3%)3Groen (6,5%)1
CSP (0,2%)1Ecolo (4,4%)1
Rep. Ceca Rep. Ceca744-23-121[11]
TOP 09/STAN (15,9%)4ČSSD (14,2%)4ANO 2011 (16,1%)4ODS (7,7%)2KSČ (11,0%)3SSO (5,2%)1
KDU-ČSL (9,9%)3
Grecia Grecia54---8-421[12]
 (22,7%)5ΕΛΙΆ ΔΠ (8,0%)2ΣΥΡΙΖΑ (26,6%)6XA (9,4%)3
Π (6,6%)2KKE (6,1%)2ANEL (3,5%)1
Ungheria Ungheria124-2---321[13]
Fidesz (51,5%)12MSZP (10,9%)2EGYÜTT2014/PM (7,2%)1Jobbik (14,7%)3
DK (9,8%)2LMP (5,0%)1
Portogallo Portogallo78---4-221[14]
PSD/CDS-PP (27,71%)7PS (31,47%)8PCP/PEV (12,67%)3MPT (7,14%)2
BE (4,56%)1
Svezia Svezia4633010320
Austria Austria5513000418
Bulgaria Bulgaria4466000217
Finlandia Finlandia3241010013
Danimarca Danimarca1331014013
Slovacchia Slovacchia6410100113
Croazia Croazia4311100111
Irlanda Irlanda4021030111
Lituania Lituania2230102111
Lettonia Lettonia410210008
Slovenia Slovenia511000018
Cipro Cipro220002006
Estonia Estonia113100006
Lussemburgo Lussemburgo3111----6[15]
CSV/PCS (37,7%)3LSAP/POSL (11,8%)1DP/PD (14,8%)1DG/LV (15,0%)1
Malta Malta33------6[16]
PN/NP (40,0%)3PL/MLP (53,0%)3
TotalePPES&DALDEV-ALEECRGUE/NGLEFDNIMPEFonte
2141916452464538101751

Per gruppo politico[modifica | modifica sorgente]